Bando arredi asili nido e scuole dell’infanzia



Sono state pubblicate le graduatorie dei Bandi per arredi didattici innovativi per asili nido e scuole dell’infanzia realizzati o riqualificati con fondi Pnrr su tutto il territorio nazionale. I 150 milioni di euro messi a disposizione finanzieranno l’arredo di 1.778 immobili. 

Contestualmente, sono stati firmati anche due decreti per ulteriori 30 milioni di euro che si aggiungono ai 150 milioni già stanziati. Queste risorse aggiuntive – spiega il Ministero dell’Istruzione e del Merito – saranno destinate allo scorrimento delle graduatorie nelle regioni del Mezzogiorno e al rimborso dei comuni, nei limiti delle risorse disponibili, che hanno già ultimato i lavori e l’acquisto degli arredi.
 

Bandi arredi asili nido e scuole dell’infanzia

I due Bandi pubblici “a sportello” finalizzati a rafforzare e migliorare l’offerta educativa nella fascia 0-6 anni attraverso la fornitura di arredi didattici innovativi si erano aperti il 17 febbraio 2026.
 
La data di apertura dell’area del sistema informativo predisposta per la presentazione delle proposte progettuali, fissata dal bando al 13 febbraio 2026, era stata differita di 4 giorni con un avviso pubblicato nella giornata stessa del 13 febbraio sul sito del Ministero.

I Bandi, pubblicati dal Ministero dell’Istruzione e del Merito, erano rivolti agli enti locali, con l’obiettivo di completare, con dotazioni e ambienti educativi più moderni, gli edifici scolastici di asili nido e scuole dell’infanzia finanziati con il PNRR (Missione 4 – Componente 1 – Investimento 1.1).
 

Bandi arredi asili nido, le due platee territoriali

I due Bandi sono simili per finalità e impianto, ma si differenziano per programma di finanziamento e regioni ammissibili:
 
Regioni “meno sviluppate” (Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia): l’Avviso è finanziato dal Programma Nazionale “Scuola e competenze” 2021-2027 (FESR), nell’ambito dell’azione dedicata agli “Ambienti innovativi destinati ai servizi per l’infanzia”;
 
Regioni “più sviluppate” e “in transizione”: per le Regioni più sviluppate (Emilia-Romagna, Friuli Venezia Giulia, Lazio, Liguria, Lombardia, Marche, Piemonte, Toscana, Valle d’Aosta, Veneto e Province di Bolzano e Trento) e per quelle in transizione (Abruzzo, Molise), l’Avviso si colloca nel Programma Operativo Complementare (POC) “Per la Scuola” 2014-2020, con sottoazione dedicata a “Ambienti multimediali e arredi scolastici”.
 
La Regione Molise compare come beneficiaria in entrambi i Bandi.
 

Beneficiari: Comuni già titolari di interventi PNRR

Potevano candidarsi solo gli enti locali che avessero già un intervento strutturale finanziato dal PNRR nell’ambito dell’investimento M4C1-1.1 “Piano per asili nido e scuole dell’infanzia e servizi di educazione e cura per la prima infanzia”. 
 
Gli arredi sono pensati come completamento funzionale di cantieri i cui lavori siano in linea con il cronoprogramma di attuazione del PNRR.
 

Bandi arredi didattici innovativi, cosa finanziano e cosa no

Gli interventi ammissibili riguardano esclusivamente la fornitura di arredi didattici innovativi. Le forniture dovranno essere realizzate e collaudate entro il 31 dicembre 2026, termine ultimo che orienta la programmazione delle procedure.
 
Entrambi i Bandi escludono esplicitamente diverse voci di spesa: servizi educativi, lavori di adeguamento di ambienti e spazi esterni, trasporti, noleggi, cancelleria e materiale di facile consumo.
 

Bandi arredi asili nido, contributo parametrico per posto

Entrambi i Bandi prevedono un criterio parametrico: il contributo massimo riconoscibile è calcolato in 2.000 euro per ogni posto realizzato e rendicontabile ai fini dei target PNRR.
 
Esistono differenze nelle soglie di accesso:
• Per le Regioni “meno sviluppate”, la candidatura doveva avere un importo minimo di 200.500 euro, raggiungibile attivando almeno 101 posti complessivi, eventualmente associando più interventi PNRR o partecipando in forma aggregata con altri comuni.
 
• Per le Regioni “più sviluppate/in transizione”, era possibile partecipare singolarmente o in forma associata tramite una lettera di intenti e l’individuazione di un comune capofila, senza che sia specificata nel testo una soglia minima di importo.
 

Bandi arredi didattici innovativi, tempi e documenti

La procedura era “a sportello”, quindi con ammissione in base all’ordine cronologico di presentazione delle candidature, fino a esaurimento delle risorse disponibili.
 
Come detto, la finestra temporale per l’invio delle proposte, comune ai due Bandi, si è aperta il 17 febbraio 2026 e si è chiusa il 3 marzo 2026.
 
I testi integrali dei Bandi, i manuali operativi e tutta la documentazione di riferimento è pubblicata alle pagine web dedicate:
Bando arredi didattici Regioni “meno sviluppate”
Bando arredi didattici Regioni “più sviluppate e in transizione”

Le graduatorie sono pubblicate qui:
Graduatorie arredi didattici innovativi

 

Bando per gli arredi degli asili nido, le risorse

I due Bandi – si leggeva nel comunicato di febbraio del Ministero – attuano il DM 23 maggio 2025, n. 100 del Ministro dell’Istruzione e del Merito, nei limiti della dotazione finanziaria prevista dall’art. 1, comma 1 per le regioni c.d. “meno sviluppate” e dall’art. 1, comma 3, per le regioni “più sviluppate” e “in transizione”.
 
Il DM 23 maggio 2025, n. 100 non risulta pubblicato né in Gazzetta Ufficiale né sul sito del Ministero dell’Istruzione e del Merito. Ma la pubblicazione di un bando per finanziare gli arredi dei nuovi asili nido era stata annunciata come imminente a maggio 2025 dal Ministro. In quella occasione era stato comunicato uno stanziamento di 150 milioni di euro
 
Allora il Ministro Giuseppe Valditara diceva:

“Ho voluto introdurre anche un’azione innovativa, stanziando 150 milioni di euro per permettere ai Comuni di arredare in modo moderno e funzionale i nuovi asili. Un passo importante per supportare concretamente l’offerta educativa per i più piccoli. Investire nell’istruzione fin dai primi anni significa costruire il futuro del Paese. Continuiamo a lavorare per garantire pari opportunità educative sin dalla prima infanzia, riducendo i divari sociali e territoriali e assicurando a ogni bambino il diritto a un’educazione di qualità, indipendentemente dal Comune o dalla Regione di appartenenza”.

 
Tale cifra è stata confermata in occasione della pubblicazione delle graduatorie.
 




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 Rossella Calabrese

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