L’atto straordinario sulla sicurezza urbana, firmato da tutto il centrodestra, è stato respinto dalla maggioranza con 21 voti contrari. La sindaca attacca: «Non fate gli avvoltoi». Alessandra Bianchi replica: «Metodo Salis, allergico al confronto». La sindaca: «Sono responsabile delle parole che dico, non di quelle che vorrebbero attribuirmi»

È finita con una polemica politica pesante, con l’opposizione fuori dall’aula e la maggioranza compatta nel respingere l’ordine del giorno straordinario sulla “Situazione sicurezza Città di Genova”, presentato dal gruppo di Fratelli d’Italia e sottoscritto da tutti i gruppi di minoranza. Il tutto nel giorno in cui nel centro storico, in sole due ore, ci sono state tre aggressioni e quattro feriti, con tanto di assalto a un B&B e sangue in piazza. Una seduta ad alta tensione, attraversata da accuse incrociate, richiami alla situazione del centro storico e dei quartieri più esposti, numeri sui fermi effettuati dalla polizia locale, affondi contro il Governo e contro la Giunta, fino alla parola che ha fatto esplodere lo scontro: «avvoltoi». La sindaca Silvia Salis l’ha usata in un passaggio del suo intervento, rivolgendosi alla minoranza e invitandola «quando parlate di questi argomenti, a non fare gli avvoltoi, a non buttarvi su un problema che è un problema endemico di questo Paese, a non scaricarlo sul Comune della città nella quale vivete». Il centrodestra ha letto quelle parole come un insulto politico e istituzionale, ha protestato e, dopo il voto, ha abbandonato i lavori del Consiglio comunale.

L’ordine del giorno chiedeva alla sindaca Salis e alla Giunta un pacchetto di interventi straordinari sulla sicurezza urbana: più presenza della polizia locale nei quartieri maggiormente esposti, turnazioni adeguate, presidio costante del territorio, un piano mirato nelle aree più critiche, maggiore coordinamento con municipi, comitati e associazioni, un canale stabile di ascolto per le segnalazioni dei cittadini anche attraverso gli osservatori municipali, potenziamento della videosorveglianza, nuove telecamere dove necessario e ripristino degli impianti non funzionanti. Nel testo si chiedeva anche una relazione al Consiglio comunale entro trenta giorni sulle misure adottate e sui risultati ottenuti, insieme a iniziative di prevenzione e sensibilizzazione rivolte alla cittadinanza, con particolare attenzione ai quartieri più vulnerabili. L’ultimo punto politico, il più delicato, impegnava l’amministrazione a valutare «un eventuale rafforzamento dell’assetto amministrativo relativo alle politiche di sicurezza, qualora le criticità evidenziate dovessero persistere, al fine di garantire la massima efficacia dell’azione dell’Amministrazione». Un passaggio letto dall’opposizione come richiesta di verifica della delega alla sicurezza, oggi in capo all’assessora Arianna Viscogliosi.

A nome della Giunta ha parlato direttamente la sindaca, esprimendo parere negativo sull’atto. Il suo intervento è stato costruito su due direttrici: difesa del lavoro della polizia locale e accusa al Governo nazionale, guidato dal centrodestra, di non avere messo le città nelle condizioni di affrontare davvero il tema sicurezza. «Il lavoro sul centro storico e su tutti i luoghi sensibili di Genova nel primo anno di mandato ha impegnato fortemente la nostra polizia locale», ha detto la sindaca in Aula. Poi il ringraziamento agli agenti: «Voglio ringraziare le donne e gli uomini del comando che stanno andando ogni giorno oltre i loro compiti e ogni giorno fanno uno sforzo immenso per colmare le lacune che ci sono in questo Paese».
Il passaggio più politico è arrivato subito dopo, quando Silvia Salis ha contestato alla destra di imputare alla nuova amministrazione una situazione che, secondo la sindaca, affonda le radici negli anni precedenti e soprattutto nella carenza strutturale degli organici nazionali. «Nei primi mesi di mandato abbiamo visto con grande sorpresa il fatto che il centrodestra fosse allibito del fatto che Genova fosse entrata nelle dieci città più pericolose d’Italia», ha detto. E ancora: «Non erano riusciti neanche a leggere l’articolo di giornale che faceva riferimento al 2024. Questa china è iniziata da tanto tempo ed è iniziata da anni e vi ricordo che al Governo sono quattro anni che ci siete voi».
La sindaca ha poi rivendicato i numeri, correggendo anche una ricostruzione sentita dai banchi della destra sul blocco del turn over. «Ho sentito qualcuno della destra dire che il turn over è stato bloccato dai dieci anni di sinistra. Non si sa quali dieci anni di sinistra, ma il turn over è stato bloccato nel 2008 dal ministro Renato Brunetta ed è stato sbloccato nel 2016 dal governo Matteo Renzi. Intanto leggiamo quello che è nella storia». Subito dopo, il dato nazionale sulla polizia di Stato: «La polizia ha 102 mila unità di dotazione previste, ma nella realtà sono in 92 mila: significa che la polizia lavora ogni giorno con 10 mila agenti in meno. Sono quattro anni che siete al Governo, c’era il tempo per fare dei concorsi».
Poi il dato genovese, che Salis ha usato come prova della sproporzione tra il lavoro svolto sul territorio dalla polizia locale e l’assenza, secondo la sindaca, di strumenti effettivi sul fronte dei rimpatri. «A Genova sono 35 gli irregolari fermati da inizio anno dalla polizia locale e portati in Questura: risultano zero rimpatri. Vuol dire che i nostri agenti fanno queste operazioni e, qualche giorno dopo, si trovano nuovamente davanti queste persone mentre sono lì a lavorare. Questa è la realtà di questo Paese». Da qui l’attacco al sistema nazionale: «Non ci sono protocolli di rimpatrio. La Questura lavora sopra le sue forze, l’ufficio immigrazione lavora ogni giorno sopra le sue forze, i sindacati di polizia sono allibiti da questa situazione e lo denunciano continuamente».
Il riferimento alla cronaca più recente ha alzato ulteriormente la temperatura del dibattito. La sindaca, ricordando di essere stata al funerale di Pedro Signor, ha aggiunto: «L’assassino di Pedro, al quale funerale sono stata questa mattina, è regolare dal 2022, certificato in questa città. È regolare da quattro anni». E poi la frase destinata a diventare il centro dello scontro: «Vi prego, quando parlate di questi argomenti, di non fare gli avvoltoi, di non buttarvi su un problema che è un problema endemico di questo Paese, di non scaricarlo sul Comune della città nella quale vivete». Per la sindaca, la richiesta da avanzare dovrebbe essere un’altra: «Un comportamento serio da parte di tutta la politica di questa città è chiedere risorse al Governo, chiedere attenzione per una città che vive una complessità legata al suo porto e a una conformazione unica in Italia. Chiediamo che non sia la polizia locale a dover fare ogni giorno un lavoro che va oltre le sue mansioni».
La sindaca ha chiuso il proprio intervento confermando il no della Giunta all’ordine del giorno e respingendo l’accusa di inerzia. «Questa amministrazione continuerà a fare tutto il possibile per richiamare attenzione su questo tema e per utilizzare tutti i mezzi che abbiamo per rendere questa città più sicura, senza fare propaganda», ha detto. L’atto è stato quindi messo ai voti ed è stato respinto con 21 voti contrari della maggioranza e 15 voti favorevoli dell’opposizione.
Prima della votazione, la prima firmataria Alessandra Bianchi, capogruppo di Fratelli d’Italia in Consiglio comunale, aveva rivendicato il senso politico del documento e attaccato duramente la Giunta. «Come Fratelli d’Italia, con questo documento, ringrazio i colleghi di gruppo e tutti i colleghi di centrodestra per la sottoscrizione di questo atto, che abbiamo voluto ripresentare in Aula dopo la nostra richiesta di Consiglio monotematico sulla sicurezza del novembre 2025, da cui purtroppo nulla è cambiato. Anzi, la situazione è peggiorata maggiormente», ha detto. Secondo Bianchi, dopo quella discussione «avevamo aperto una condivisione del documento, avevamo modificato e accettato tutte le modifiche proposte dalla maggioranza, ma questo non ha portato a niente se non a tante parole e a pochi fatti sul territorio».
La capogruppo di FdI ha spiegato anche perché l’opposizione non ha accettato modifiche al testo. «Non abbiamo voluto integrare un documento con modifiche che andavano a snaturare, a togliere tutte le parti di evidenza di quello che non è stato fatto in questo anno di Giunta Salis in tema di sicurezza e che avrebbero diluito le impegnative», ha detto Bianchi, citando anche le recenti parole dell’assessora su rimpatri e videosorveglianza: «Mi hanno stupito le parole dell’assessora Arianna Viscogliosi della settimana scorsa, che ha aperto ai rimpatri e alla videosorveglianza. Su questo le chiedo: intervenga in maniera concreta una volta tanto».
Per Alessandra Bianchi, la situazione riguarda ormai tutta la città, «da Ponente a Levante». Nel suo intervento ha richiamato «numerosi episodi» e «un nuovo accoltellamento oggi che segue quelli di Cornigliano, Bolzaneto e Corso Italia», sostenendo che «le nostre preoccupazioni hanno fondamenta ben solide». Quindi l’accusa all’amministrazione: «Il grido d’allarme dei genovesi e dei municipi viene lasciato in un limbo, non bene identificato, e poi fatto cadere nel vuoto». Secondo la capogruppo, si tratta di «un disinteresse che vi pervade a ogni livello amministrativo», come dimostrerebbe anche «una mozione presentata da Fratelli d’Italia nel Municipio 3 (Bassa Valbisagno), bocciata dal centrosinistra».
Il tono dell’intervento si è fatto ancora più duro quando Bianchi ha attaccato direttamente la linea politica della Giunta. «Di certo non è questo il domani che vogliamo per Genova e ci auguriamo che non lo sia per voi, anche se dopo un anno mi sembra purtroppo che dobbiamo aprire gli occhi e renderci conto che invece per voi va bene così», ha detto. Poi l’affondo: «A voi interessa fare un reel dicendo che va tutto bene, organizzare una conferenza stampa con domande preparate, ma ai cittadini non diamo risposte concrete». La capogruppo di Fratelli d’Italia ha quindi chiamato in causa la delega alla sicurezza: «Io non ho mai nascosto e non lo faccio oggi le mie preoccupazioni sulla gestione che l’assessora Arianna Viscogliosi sta portando avanti. Mi piacerebbe che oltre alle accuse al Governo, per una volta almeno ci dicesse le sue intenzioni e facesse qualcosa di concreto, perché no, assessora, non va tutto bene, non stiamo sereni e lei più di tutti dopo un anno dovrebbe rendersene conto e fare un passo indietro».
La richiesta politica è stata esplicitata anche nella dichiarazione diffusa dalla capogruppo FDI dopo la discussione. «La mancanza di fiducia nei confronti dell’assessora Viscogliosi non arriva solo dal centrodestra ma anche dalla stessa sindaca che, oggi, sceglie di rispondere all’ordine del giorno sulla sicurezza presentato da Fratelli d’Italia, mettendo così in panchina il suo assessore che, forse, paga anche le recenti dichiarazioni su rimpatri e videosorveglianza», ha dichiarato la capogruppo. E ancora: «Dopo averla esautorata in aula ci aspettiamo, se non altro per senso di responsabilità istituzionale, che l’assessora scelga di farsi da parte perché è evidente che non vada tutto bene come invece ama ripetere. E, qualora non lo facesse, invitiamo la sindaca ad assumersi la prima responsabilità di questi primi dodici mesi di mandato, invitando il suo assessore a fare un passo indietro».
Dopo il voto contrario della maggioranza, l’opposizione ha abbandonato l’Aula. Il motivo indicato dal centrodestra è stato proprio l’uso del termine «avvoltoi». Alessandra Bianchi ha affidato a una nota un attacco durissimo alla sindaca Silvia Salis: «Il rispetto, quel valore tanto sbandierato, ma ancora una volta ammainato dalla sindaca che mostra tutto il suo nervosismo e appella come “avvoltoi” i consiglieri di centrodestra». La capogruppo ha parlato di «classico metodo Salis, quello che non ammette critiche e che si dimostra ancora una volta allergico al confronto». Poi l’elenco delle parole che, secondo Bianchi, la sindaca avrebbe già usato in passato contro l’opposizione: «Dopo essere stati etichettati come “beceri”, “populisti”, “nani” e “ignoranti” non ammettiamo nuovi insulti da una sindaca che evidentemente si sente al di sopra di tutto e tutti».
Nella stessa nota, Alessandra Bianchi ha criticato anche la gestione dell’Aula. «Ci saremmo aspettati un intervento del presidente Claudio Villa prima e delle scuse della prima cittadina poi, che non solo non sono arrivate ma, con la spocchia che la contraddistingue, ha fatto cenno di voler proseguire i lavori come nulla fosse», ha dichiarato. Quindi la conclusione: «Un atteggiamento irrispettoso non solo nei confronti dei consiglieri ma anche e soprattutto dei genovesi che rappresentiamo».
Quando Silvia Salis è rientrata in aula, ha chiesto di intervenire per fatto personale e ha contestato la ricostruzione dell’opposizione. La sindaca ha spiegato di essersi assentata per un incontro istituzionale: «Mi sono allontanata qualche minuto dall’Aula per incontrare il comandante dei carabinieri per condividere un intervento importante sul Ponente. Sono rientrata e ho trovato l’Aula vuota. Ho preso qualche minuto per capire cosa fosse successo e ho appreso che la minoranza ha lasciato l’aula perché io le avrei detto che sono degli avvoltoi». Poi ha precisato di avere fatto trascrivere le parole pronunciate: «Ero abbastanza certa delle parole che ho usato, però me le sono fatte comunque trascrivere e ve ne do lettura».
La sindaca ha quindi riletto il passaggio contestato: «Vi prego quando parlate di questi argomenti di non fare gli avvoltoi, di non buttarvi su un problema che è un problema endemico di questo Paese e di non scaricarlo sul Comune nel quale vivete». Secondo la sindaca, la differenza non è formale ma sostanziale: «Capisco che sia difficile contenere le emozioni quando si parla di sicurezza in questo Paese e si è di destra e quindi non si riesce a controbattere i risultati nulli che in quattro anni sono stati fatti, però per serietà vorrei che almeno io fossi responsabile delle cose che dico, non di quelle che vorrebbero che io avessi detto per poter lasciare l’Aula».
Il chiarimento non ha abbassato il livello dello scontro, al quale hanno partecipato consiglieri di maggioranza e opposizione. Salis ha accusato la minoranza di strumentalizzare le sue parole: «Trovo incredibile che la minoranza faccia opposizione inventandosi delle parole che non ho mai detto, strumentalizzando e abbandonando un’Aula dove ci sono lavori che costano soldi pubblici e dove loro dovrebbero rappresentare le persone che li hanno votati». La sindaca ha poi concluso: «Io sono responsabile delle cose anche forti che spesso dico, ma non di quelle che vorrebbero gli altri io dicessi per poterle strumentalizzare in questo modo. Mi dispiace per lo spettacolo che nuovamente hanno dato alla nostra città, ma noi andiamo avanti con il nostro lavoro».
La seduta lascia quindi sul tavolo due questioni distinte ma ormai intrecciate. La prima è quella della sicurezza urbana, con il centrodestra che chiede più presidi, più videosorveglianza, più coordinamento con il territorio e una verifica politica della delega dell’assessora Arianna Viscogliosi. La seconda è quella del conflitto istituzionale, con la sindaca Silvia Salis che rivendica il lavoro svolto dalla polizia locale, sposta il bersaglio sul Governo e sui mancati organici nazionali, e accusa l’opposizione di propaganda. Il voto ha chiuso l’ordine del giorno, ma non la partita politica: 21 contrari, 15 favorevoli, opposizione fuori dall’Aula e una parola, «avvoltoi», destinata a pesare ancora nel confronto tra maggioranza e minoranza.
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