Dalle grandi strade panoramiche delle Alpi ai borghi affacciati sui laghi, passando per castelli, miniere di sale e paesaggi da cartolina: un itinerario di cinque giorni alla scoperta di Salisburgo e i suoi dintorni, senza prendere l’aereo.
Tra caro carburanti e possibili voli estivi a rischio, sempre più viaggiatori stanno valutando vacanze senza prendere l’aereo. Il nostro consiglio? Un road trip in Austria, alla scoperta di Salisburgo e i suoi dintorni.
La città che ha dato i natali a Mozart custodisce uno dei centri storici più eleganti d’Europa, ma non solo: basta allontanarsi di pochi chilometri per scoprire castelli e rovine in cui rivivere la storia, strade e laghi alpini e persino antiche miniere di sale. Questo itinerario di cinque giorni ti sorprenderà.
Salisburgo e i suoi dintorni: l’itinerario on the road in 5 giorni
Prima di partire è bene ricordare che viaggiare in auto in Europa significa anche informarsi su regole, documenti e dotazioni necessarie. Se in nazioni come Francia, Spagna o Croazia può risultare particolarmente utile il telepedaggio europeo, in Austria è richiesta la cosiddetta vignetta autostradale, acquistabile anche in formato elettronico. Ci sono poi alcune app essenziali da scaricare per viaggiare smart, utili ma non obbligatorie.
Una volta sistemati gli aspetti pratici, non resta che mettersi al volante e iniziare il viaggio.
Giorno 1: la strada alpina del Großglockner e la Fortezza di Hohenwerfen
Il viaggio può iniziare percorrendo una delle strade panoramiche più famose d’Europa, la strada alpina del Großglockner. Lungo il percorso si incontrano punti panoramici da non perdere come il Fuscher Törl, l’Edelweißspitze e la Kaiser-Franz-Josefs-Höhe, da cui si ammira il Großglockner, la montagna più alta dell’Austria, e il ghiacciaio Pasterze.
Nel pomeriggio vale la pena fare tappa a Werfen per visitare la Fortezza di Hohenwerfen, uno dei castelli medievali più scenografici del Paese. Arroccata su uno sperone roccioso che domina la valle del Salzach, la fortezza risale all’XI secolo e offre una splendida vista sulle montagne circostanti. Qui si trova anche il Museo Austriaco di Falconeria, che permette di osservare da vicino aquile, falchi e altri rapaci in volo. In serata si raggiunge Salisburgo, dove trascorrere la prima notte del viaggio.
Giorno 2: Salisburgo tra Mozart, fortezze e palazzi barocchi
La seconda giornata è dedicata alla scoperta della città. Salisburgo conquista immediatamente con il suo centro storico, annoverato tra i tesori UNESCO. La visita può iniziare dalla Getreidegasse, la strada più celebre della città, dove si trova anche la casa natale di Mozart. Da qui si raggiungono facilmente Universitätsplatz, la Residenzplatz con la sua grande fontana barocca e il Duomo di Salisburgo, uno dei monumenti simbolo della città.
Nessun itinerario sarebbe completo senza una salita alla Fortezza di Hohensalzburg, sulla collina di Festungsberg. Dalle sue terrazze si apre uno dei panorami più belli sulla città e sulle Alpi. Nel pomeriggio, invece, è piacevole passeggiare nei Giardini di Mirabell.
Dopodiché, non resta che lasciarsi ispirare da cosa mangiare a Salisburgo: tra käsespätzle, piccoli gnocchetti di pasta all’uovo conditi con abbondante formaggio fuso e cipolle croccanti, o schweinsbraten, l’arrosto di maiale per eccellenza, c’è solo l’imbarazzo della scelta.
Giorno 3: il Castello di Hellbrunn e le antiche miniere di sale
Dopo aver scoperto la città, è il momento di esplorare alcune delle attrazioni più interessanti nei dintorni. A pochi minuti dal centro si trova il Castello di Hellbrunn, costruito all’inizio del Seicento come residenza estiva dei principi arcivescovi di Salisburgo. La particolarità del complesso sono i celebri giochi d’acqua, un sistema di fontane, grotte e meccanismi idraulici che ancora oggi sorprendono i visitatori proprio come facevano oltre quattro secoli fa.
Nel pomeriggio si può raggiungere Hallein, dove si trovano le storiche miniere di sale che hanno contribuito alla prosperità economica dell’intera regione. La visita conduce nel cuore della montagna attraverso trenini minerari, gallerie sotterranee, scivoli e un suggestivo lago di sale sotterraneo. È un’esperienza che permette di comprendere perché proprio il sale abbia avuto un ruolo così importante nella storia di Salisburgo, il cui nome significa letteralmente “castello del sale”.
Giorno 4: Gmunden e il lago Traunsee
La quarta giornata porta nel Salzkammergut, una delle regioni lacustri più belle dell’Austria. Qui sorge Gmunden, elegante cittadina affacciata sulle rive del Traunsee e conosciuta per la sua storica produzione di ceramiche. Il simbolo della località è il Castello di Ort, costruito su una piccola isola collegata alla terraferma da un lungo ponte in legno.
Dopo una passeggiata sul lungolago e nel centro storico, si può salire con la funivia sul monte Grünberg. Da qui partono diversi sentieri panoramici che permettono di ammirare il Traunsee dall’alto. Un’attrazione curiosa è la Baumwipfelpfad Salzkammergut, una passerella sospesa tra le chiome degli alberi che conduce fino a una torre panoramica alta 39 metri.
Giorno 5: Hallstatt, il borgo più famoso d’Austria
L’ultima tappa dell’itinerario conduce a Hallstatt, la città di Arendelle in Frozen. Affacciato sulle rive dell’Hallstätter See e circondato dalle montagne del massiccio del Dachstein, questo piccolo villaggio è diventato negli anni una delle immagini simbolo dell’Austria.
Passeggiando tra le sue stradine si incontrano case storiche affacciate sull’acqua, piccole piazze, caffè e scorci che sembrano usciti da un dipinto. Le antiche miniere di sale, presenti anche in questa zona, raccontano una storia che affonda le radici nella preistoria e testimoniano l’importanza economica che questo territorio ha avuto per secoli.
Per concludere il viaggio nel modo migliore è consigliata la salita alla Hallstatt Skywalk, la terrazza panoramica raggiungibile con la funicolare che regala una vista spettacolare sul lago, sul borgo e sulle montagne circostanti.
È il finale perfetto per cinque giorni tra fortezze medievali, strade alpine e laghi cristallini.
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Martina Saule
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