Milano, 06 ottobre 2026 – Il 2027 si prepara a essere un anno decisivo per l’economia globale, tra appuntamenti elettorali in diversi Paesi, nuove tensioni geopolitiche ed energetiche, transizione climatica e accelerazione degli investimenti nell’intelligenza artificiale. Temi destinati a incidere sulle prospettive di inflazione e crescita, sulle politiche delle banche centrali e sull’andamento dei mercati finanziari.
Sono questi i principali temi al centro dell’evento “Elezioni, energia, clima: le sfide che ridisegnano economia e mercati”, che si è svolto oggi nella sede di ING Italia – branch italiana del Gruppo bancario olandese ING, presente in più di 100 Paesi con 41 milioni di clienti e quotato ad Amsterdam, Bruxelles e New York – con un confronto tra economisti ed esperti di mercato del Gruppo ING.
Carsten Brzeski: rendimenti obbligazionari, clima e autonomia strategica per l’Europa
Carsten Brzeski, Global Head of Macro di ING, ha aperto il confronto concentrandosi sull’aumento dei rendimenti obbligazionari e sulla domanda se l’economia globale si stia avvicinando a una nuova crisi del debito. Secondo Brzeski, il rialzo dei rendimenti riflette in larga parte la rivalutazione da parte dei mercati delle conseguenze della guerra in Medio Oriente, dell’aumento dei prezzi dell’energia e dei conseguenti rischi inflazionistici. Comunque, se i prezzi dell’energia dovessero scendere verso la fine dell’anno e gli effetti di secondo ordine sull’inflazione rimanessero contenuti, sia Fed sia BCE potrebbero limitarsi a un solo ulteriore rialzo dei tassi.
L’aumento dei rendimenti riporta inevitabilmente l’attenzione sulla sostenibilità del debito pubblico, ma, secondo Brzeski, il rischio immediato di una crisi di liquidità o di insolvenza rimane limitato.
Gli attuali problemi della Francia dimostrano che il modello di crescita alimentato dal debito è giunto al capolinea. Di conseguenza, la Francia e altri Paesi dell’Eurozona potrebbero essere costretti dai mercati ad adottare misure di austerity. Un processo che potrebbe avere anche conseguenze politiche, alimentando il consenso verso forze populiste in diversi Paesi europei.
Brzeski ha inoltre sottolineato come il cambiamento climatico stia già producendo effetti economici concreti. Ondate di calore, siccità, incendi incidono sulla produttività e sull’attività economica e potrebbero impattare sulla crescita del PIL per circa 0,3 punti percentuali nel solo 2026. Per l’Europa, questo significa che è necessario accelerare gli investimenti nell’adattamento climatico, a partire da infrastrutture, edifici e strutture sanitarie.
Infine, il Global Head of Macro di ING ha affrontato il tema della autonomia strategica europea. La resilienza mostrata dall’Europa nella prima parte dell’anno, sostenuta dal Recovery Fund, dalla relativa tenuta rispetto alla concorrenza asiatica e dagli stimoli fiscali tedeschi, dovrà essere accompagnata da nuove riforme strutturali. A oltre due anni dal rapporto Draghi, infatti, solo una parte delle raccomandazioni è stata attuata. La sfida per l’Europa sarà quindi trasformare le indicazioni in azioni concrete, in un contesto politico reso più complesso dalla crescita delle forze populiste.
Paolo Pizzoli: Italia resiliente, ma il 2027 porta nuove sfide
Per Paolo Pizzoli, Senior Economist di ING, l’economia italiana ha mostrato nel 2026 una resilienza superiore alle attese nonostante il deterioramento dello scenario geopolitico. Il conflitto tra Stati Uniti e Iran e il quasi completo blocco dei transiti di petrolio, GNL e prodotti raffinati attraverso lo Stretto di Hormuz hanno determinato una nuova accelerazione dell’inflazione energetica. Tuttavia, consumi e investimenti hanno continuato a sostenere l’attività economica, con una crescita del PIL dello 0,2% nel secondo trimestre. La tenuta del mercato del lavoro e la conclusione formale del PNRR alla fine di giugno hanno contribuito alla performance.
Gli indicatori congiunturali indicano una possibile tenuta anche nel terzo trimestre, ma il protrarsi delle tensioni sui prezzi di petrolio, raffinati e gas naturale aumenta i rischi di un rallentamento a cavallo tra 2026 e 2027, anche in considerazione di un possibile ulteriore rialzo dei tassi BCE. Secondo Pizzoli, il 2027, anno elettorale anche in Italia, potrebbe quindi segnare una moderazione della crescita, anche per il venir meno della spinta del PNRR: ING stima una crescita dello 0,7% nel 2027, dopo un possibile 0,9% nel 2026.
In questo quadro, anche la prossima legge di bilancio dovrà confrontarsi con rendimenti più elevati e con un costo del servizio del debito crescente. Se il governo continuerà a considerare la solidità dei conti pubblici un elemento rilevante in vista dell’appuntamento elettorale, gli spazi di manovra resteranno limitati. Secondo Pizzoli, ciò vale sia nell’ipotesi di uscire dalla procedura per deficit eccessivo entro la primavera del 2027, sia nel caso in cui venga utilizzata parte della flessibilità sulla spesa energetica mantenendo il Paese all’interno della procedura: due opzioni strutturalmente non troppo diverse, ma potenzialmente in grado di incidere sulle scelte relative alla tempistica delle prossime elezioni.
Bob Homan: utili e investimenti nell’AI sostengono i mercati azionari
Bob Homan, Global Chief Investment Officer di ING, ha analizzato le prospettive dei mercati finanziari in un contesto caratterizzato da tensioni geopolitiche, aumento dei prezzi energetici e preoccupazioni sulla sostenibilità del debito pubblico. Nonostante queste incognite, il quadro economico di fondo continua a sostenere i mercati azionari: la crescita globale rimane positiva, i mercati del lavoro mostrano resilienza e gli utili societari continuano a superare le aspettative.
Secondo Homan, il principale motore della performance azionaria resta la crescita degli utili, più che l’espansione delle valutazioni. La crescita degli utili globali è stimata nell’ordine del 25-35% nell’anno in corso, con tecnologia e intelligenza artificiale in prima linea. Gli investimenti degli hyperscaler – tra cui Microsoft, Amazon, Alphabet e Meta – nelle infrastrutture per l’AI potrebbero superare i 700 miliardi di dollari nel 2026, generando domanda non solo per i semiconduttori, ma anche per cloud, apparecchiature elettriche, utility e infrastrutture energetiche.
Un altro elemento evidenziato da Homan è che, nonostante il rialzo dei mercati azionari dall’inizio dell’anno, le valutazioni si sono ridotte perché la crescita degli utili ha superato quella dei prezzi. Le aspettative di crescita stanno ora moderandosi rispetto a livelli eccezionalmente elevati, ma rimangono solide e orientate verso una crescita a doppia cifra nei prossimi due anni in diversi comparti e aree geografiche.
Il CIO di ING ha inoltre sottolineato come il problema dell’aumento dei tassi riguardi soprattutto il settore pubblico. I bilanci delle imprese rimangono nel complesso più solidi, sostenuti da redditività e generazione di cassa. Allo stesso tempo, rendimenti obbligazionari più elevati pongono un limite all’espansione dei multipli azionari: in questo scenario, la crescita degli utili assume quindi un ruolo ancora più importante nel determinare i rendimenti.
Particolare attenzione è stata dedicata all’intelligenza artificiale. Per Homan, i timori relativi a una possibile bolla dell’AI devono essere valutati alla luce del fatto che le principali società del settore stanno generando ricavi, profitti e flussi di cassa significativi. L’opportunità legata agli investimenti nell’AI, inoltre, va oltre i produttori di chip: una quota rilevante della spesa degli hyperscaler ricade su memoria, networking, infrastrutture cloud, apparecchiature elettriche, utility e produzione energetica. La crescente domanda di elettricità dei data center potrebbe quindi sostenere investimenti anche nelle reti, nella generazione e nelle infrastrutture per le energie rinnovabili.
ING Think: analisi economica accessibile e indipendente
I temi discussi durante l’incontro sono approfonditi anche attraverso ING Think, la piattaforma editoriale di ING dedicata all’analisi macroeconomica e finanziaria, lanciata nel 2025. L’Italia è il primo Paese del Gruppo ad aver adottato una versione in lingua locale, rafforzando così l’impegno di ING Italia nella divulgazione economica di qualità e rendendo accessibili a un pubblico ampio – media, clienti e operatori del settore – contenuti autorevoli e aggiornati.
La piattaforma raccoglie analisi e approfondimenti firmati dagli oltre 40 economisti di ING, offrendo una chiave di lettura solida e indipendente sui principali trend economici globali, europei e nazionali.
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