#Finsubito news – La BCE su rischio IA, shock energetico, inflazione e tassi a lungo termine – Notizie e Statistiche


6 ott 2026

Secondo la BCE, dall’inizio della guerra in Medio Oriente la Banca centrale europea utilizza l’analisi di scenario per inquadrare come potrebbero evolvere i prezzi dell’energia e la loro trasmissione attraverso l’economia. Un alto funzionario della BCE ha affermato che gli scenari si basano su ipotesi diverse riguardo ai prezzi di petrolio e gas e alla forza con cui gli effetti di secondo impatto potrebbero spingere i costi energetici verso un’inflazione più ampia e verso l’attività economica.

Il funzionario ha messo in guardia dal ricondurre le condizioni attuali a un singolo scenario, osservando che i prezzi dell’energia sono più alti di quanto ipotizzato nello scenario di base, mentre finora gli effetti di secondo impatto non sono stati molto forti. Gli scenari sono stati descritti come illustrazioni utili più che come una guida precisa, e il funzionario ha sottolineato che il passaggio dai prezzi dell’energia al resto dell’economia resta incerto.

Quadro della crescita e rischi

Il funzionario ha descritto la crescita come disomogenea, con dati solidi nel secondo trimestre e un’indicazione della BCE secondo cui il terzo trimestre potrebbe essere moderatamente buono. Tra i rischi citati figurano le tensioni geopolitiche, lo shock energetico e un marcato aumento dei rendimenti a lungo termine che si è propagato dagli Stati Uniti e ha interessato molti Paesi europei.

Invitato a indicare il singolo rischio più grande, il funzionario ha indicato nell’intelligenza artificiale la questione globale dominante. L’IA ha sostenuto il forte commercio mondiale quest’anno, anche per quanto riguarda i chip a semiconduttore e altri materiali, e le imprese europee partecipano in una certa misura a quella catena di fornitura. Il funzionario ha inoltre collegato l’impennata degli investimenti negli Stati Uniti all’aumento dei rendimenti a lungo termine, aggiungendo che la BCE esamina le condizioni di finanziamento nel loro complesso, compresi i tassi di interesse a lungo termine, perché incidono in modo sostanziale sull’economia e sull’inflazione.

La ricerca sull’IA

Il funzionario ha affermato che l’IA guida la ricerca presso la BCE e presso le banche centrali nazionali, compresa la Banca d’Italia. Gli esperti del mercato del lavoro stanno studiando gli effetti sull’occupazione, gli esperti di settore bancario stanno esaminando gli effetti sul settore finanziario e gli esperti di investimenti stanno valutando la dinamica degli investimenti. Poiché l’IA è pervasiva, il funzionario ha affermato che il lavoro è distribuito tra molti gruppi della BCE e dell’Eurosistema, anziché essere affidato a un’unica task force, e che i risultati sono stati aggregati in un discorso intitolato AI and the euro area economy.

Decisioni sui tassi di interesse e resilienza

Il principale motore delle decisioni sui tassi di interesse sono state le implicazioni inflazionistiche dello shock energetico, ha affermato il funzionario. In primavera, quando è scoppiato il conflitto in Medio Oriente, si temevano danni maggiori all’economia, ma ciò non si è manifestato nel corso dell’estate, in parte perché i prezzi dell’energia sono scesi quando è stato concordato un memorandum d’intesa tra Iran e Stati Uniti, migliorando il sentiment.

Il funzionario ha affermato che i nuovi aumenti dei prezzi e la nuova incertezza sulla durata del conflitto sollevano la questione se quel sostegno terrà. Anche il sostegno fiscale ha contribuito quest’anno, compreso il programma tedesco su infrastrutture e difesa e gli investimenti pubblici in diversi Paesi, tra cui l’Italia. Il funzionario ha osservato che il programma Next Generation EU termina quest’anno, quindi il sostegno fiscale nel 2027 e nel 2028 sarà diverso da quello del 2026. Anche l’IA sostiene l’economia, con una certa ripresa degli investimenti, anche se l’Europa non registra il grande boom di investimenti osservato in America.

Il funzionario ha affermato che la resilienza dell’economia significa che finora il rischio al ribasso per l’attività non si è materializzato.

Sostegno fiscale e inflazione

Sul dato dell’inflazione italiana al 4,1 per cento e sulle richieste politiche di maggiore flessibilità di bilancio in vista delle elezioni del prossimo anno, il funzionario ha affermato che le famiglie a basso reddito necessitano effettivamente di sostegno fiscale, ma che tale sostegno dovrebbe essere il più mirato possibile. Un sostegno fiscale generalizzato alimenta la domanda e non aiuterebbe l’inflazione a tornare al 2 per cento in tempi rapidi, ha affermato il funzionario, aggiungendo che chi prende decisioni di bilancio in tutta Europa dovrebbe agire su base mirata.

Tassi a lungo termine e politica

Il funzionario ha affermato che le condizioni finanziarie più ampie, compresi i tassi di interesse a lungo termine, sono un fattore importante nelle decisioni di politica monetaria. Un aumento dei tassi a lungo termine, soprattutto se determinato da fattori globali esterni anziché europei, rallenta l’economia europea e di per sé riduce l’inflazione, ha affermato il funzionario, e tale analisi farà parte del quadro insieme all’analisi dell’inflazione e dei rischi.

Il funzionario ha osservato che i tassi di interesse a lungo termine sono aumentati negli ultimi quattro anni dall’inizio del 2022, con una nuova ondata di aumenti ora, dopo una fase pre-pandemica in cui ci si aspettava che i tassi restassero bassi a tempo indefinito. La BCE studierà attentamente questa tendenza attraverso strumenti come la sua indagine sul credito bancario e le indagini sulle imprese, per vedere come influisce sulle decisioni di investimento e di occupazione.

Salari e competitività

Sul dibattito italiano sui salari, il funzionario ha affermato che salari e occupazione sono essenziali per l’economia. Nelle proiezioni di settembre, i salari in Italia sono visti crescere più dell’inflazione nel 2027 e nel 2028. Sebbene quest’anno i lavoratori non siano pienamente compensati per l’attuale impennata dell’inflazione, il funzionario ha affermato che la buona performance dell’economia italiana dovrebbe consentire ai salari di migliorare il tenore di vita il prossimo anno e quello successivo.

Il funzionario ha affermato che i salari relativi contano per la competitività e che consentire ai salari di crescere troppo rapidamente non aiuta ad attrarre investimenti esteri né a incoraggiare le imprese ad assumere. Italia ed Europa sono grandi importatori di energia, e prezzi dell’energia molto elevati rappresentano una perdita per l’economia europea, rendendo impossibile proteggere pienamente tutti i lavoratori in ogni momento, ha affermato il funzionario, ribadendo al contempo che le misure mirate per le famiglie a basso reddito sono importanti.

Stabilità dei prezzi e tassi di mercato

Sull’atteggiamento italiano verso la BCE, il funzionario ha affermato che l’inflazione è molto dannosa e che anche un’inflazione troppo bassa rispetto all’obiettivo del 2 per cento è un problema. Prima della pandemia, l’inflazione si è mantenuta al di sotto del 2 per cento e i tassi di interesse sono stati portati a livelli molto bassi. Quando l’inflazione è troppo alta, il tasso di policy deve salire; il funzionario ha ricordato di averlo portato al 4 per cento e poi tagliato al 2 per cento piuttosto rapidamente una volta migliorata la dinamica dell’inflazione.

Il funzionario ha contrapposto il periodo dall’inizio del 2022, con significativi movimenti dei tassi, al periodo dal 2014 al 2019, quando i tassi si sono mossi a malapena. Il messaggio, ha affermato il funzionario, è che la politica sui tassi di interesse è importante per riportare l’inflazione all’obiettivo del 2 per cento, e che se l’inflazione restasse al 3 o al 4 per cento sarebbe molto dannosa per i lavoratori e le famiglie italiane. Gli aggiustamenti dei tassi di interesse sono una fonte di stabilità perché aiutano a mantenere la stabilità dei prezzi intorno all’obiettivo su base ciclica, ha affermato il funzionario.

Sui tassi a lungo termine più elevati e sul finanziamento del debito, il funzionario ha affermato che i governi dovrebbero guardare oltre l’orizzonte immediato. Sebbene i bilanci per il 2027 debbano essere decisi, la sfida nei prossimi cinque o dieci anni rende molto importanti i tassi di interesse a lungo termine e la crescita economica. I governi devono essere realistici e incorporare i tassi di interesse che dovranno affrontare, ha affermato il funzionario, aggiungendo che sostenere la crescita rafforza l’importanza delle riforme raccomandate da Mario Draghi ed Enrico Letta in un contesto di tassi di interesse elevati.


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