06/05/2026 – Il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti ha pubblicato l’Avviso per la presentazione delle domande di sovvenzione a valere sullo Strumento finanziario nazionale per gli investimenti infrastrutturali e per la sicurezza nel settore idrico (SFNIISSI).
Si avvia così una nuova fase di investimento nel settore idrico, in attuazione del PNRR, Missione 2 “Rivoluzione verde e transizione ecologica”, Componente 4 “Tutela e valorizzazione del territorio e della risorsa idrica”, Investimento 4.5, dedicato al regime di sovvenzioni per gli investimenti in infrastrutture idriche.
L’obiettivo è sostenere interventi in grado di migliorare la sicurezza e l’efficienza delle reti e delle opere idriche, rafforzare la resilienza delle infrastrutture rispetto agli effetti dei cambiamenti climatici e ridurre le perdite anche attraverso la digitalizzazione.
Cos’è lo SFNIISSI e a cosa serve
Lo Strumento finanziario nazionale per gli investimenti infrastrutturali e per la sicurezza nel settore idrico (SFNIISSI) è lo strumento finanziario nazionale istituito per sostenere gli investimenti infrastrutturali nel settore idrico e facilitare l’accesso alle risorse necessarie alla realizzazione di opere moderne, sicure ed efficienti.
Lo strumento nasce per rendere sostenibili, anche sotto il profilo economico-finanziario, i progetti legati alla gestione delle risorse idriche. La sovvenzione ha infatti la funzione di colmare il divario di redditività degli investimenti e di contribuire alla bancabilità dei progetti, favorendo al tempo stesso processi di razionalizzazione e aggregazione tra i gestori del servizio idrico.
Lo SFNIISSI è stato istituito dall’articolo 24 del DL 19/2026, convertito dalla Legge 50/2026, in attuazione della Decisione di esecuzione del Consiglio ECOFIN del 27 novembre 2025, che ha inserito nel PNRR l’Investimento 4.5.
Invitalia svolge il ruolo di Implementing Partner e gestisce le fasi operative dello strumento: ricezione delle domande, valutazione, concessione delle sovvenzioni, monitoraggio dell’esecuzione degli interventi finanziati.
Fondo idrico, dotazione da 1 miliardo di euro
La dotazione finanziaria complessiva dell’Avviso pubblico è pari a 1 miliardo di euro, comprensivo degli oneri di gestione dello strumento, a valere sulle risorse del Fondo Next Generation EU – Italia. Una quota pari ad almeno il 40% delle risorse allocabili territorialmente è riservata alle Regioni del Mezzogiorno: Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia.
Per la seconda linea di intervento, relativa agli interventi del settore idrico inseriti nell’Allegato IV al decreto-legge 77/2021, la dotazione massima disponibile è pari a 300 milioni di euro. Le eventuali risorse non assegnate su questa linea potranno essere rese disponibili per finanziare gli interventi ammissibili della prima linea.
Fondo idrico, chi può presentare domanda
Possono presentare domanda le imprese e i soggetti del settore pubblico che svolgono attività analoghe nel campo della gestione delle risorse idriche, di qualsiasi dimensione e operanti sull’intero territorio nazionale.
Alla data di presentazione della domanda, i proponenti devono essere regolarmente costituiti e iscritti nel Registro delle imprese, essere nel pieno esercizio dei propri diritti, essere in regola con gli obblighi contributivi e non essere sottoposti a procedure concorsuali con finalità liquidatorie.
È inoltre richiesto che il soggetto proponente sia titolare di una concessione di derivazione idrica o, nei casi di richiesta di rilascio o rinnovo, di un formale riconoscimento dell’utenza di prelievo da parte dell’amministrazione competente.
I proponenti devono essere gestori del servizio idrico integrato accreditati presso ARERA oppure, nei territori delle Province autonome di Trento e Bolzano, soggetti operanti con affidamento conforme alla normativa vigente.
Per gli interventi inseriti nell’Allegato IV al DL 77/2021 possono presentare domanda anche gli enti pubblici non economici, a condizione che garantiscano un cronoprogramma di affidamento coerente con la realizzazione, la messa in esercizio e la gestione dell’infrastruttura.
L’Avviso consente la presentazione delle domande anche in forma aggregata. Questa possibilità è coerente con uno degli obiettivi dello strumento: favorire la razionalizzazione e l’aggregazione nella gestione del servizio idrico.
In caso di aggregazione, la domanda deve essere sottoscritta digitalmente da tutti i legali rappresentanti dei soggetti proponenti e presentata dal soggetto individuato come capogruppo. Deve inoltre essere allegata una dichiarazione di impegno alla costituzione dell’aggregazione, anche tramite contratto di rete, con indicazione del capofila, degli obiettivi, delle modalità operative, del cronoprogramma e della ripartizione degli apporti di risorse.
Cosa finanzia il Fondo idrico
Sono previste due linee di intervento:
– la Linea di intervento 1 riguarda gli interventi inseriti nel Piano Nazionale degli Interventi Infrastrutturali e per la Sicurezza nel Settore Idrico, il PNIISSI, di cui all’Allegato 1 al DPCM 17 ottobre 2024, purché non siano già integralmente finanziati dallo stralcio attuativo assegnato con DM 16 settembre 2025. Per questa linea, il contributo massimo per ciascuna proposta non può superare 100 milioni di euro.
La Linea di intervento 2 riguarda gli interventi del settore idrico caratterizzati da particolare complessità o da impatto rilevante, inseriti nell’Allegato IV al DL 77/2021. Per questa linea la dotazione massima è pari a 300 milioni di euro.
Gli interventi finanziabili devono contribuire, anche in relazione ai cambiamenti climatici, all’efficientamento dell’uso della risorsa idrica, all’adeguamento e mantenimento della sicurezza delle opere strutturali, all’aumento della resilienza delle infrastrutture idriche e alla riduzione delle perdite di rete tramite interventi di digitalizzazione.
Interventi ammissibili e requisiti tecnici
Per essere ammissibili, gli interventi devono rispettare una serie di condizioni. Devono essere sostenibili dal punto di vista economico-finanziario, sulla base del Piano economico-finanziario dell’intervento, essere coerenti con la pianificazione d’ambito e sovraordinata per il servizio idrico integrato, disporre almeno del DOCFAP e avere il CUP.
È inoltre richiesto che gli interventi siano ultimati e abbiano conseguito il collaudo tecnico-amministrativo entro il 30 giugno 2031.
Restano esclusi gli investimenti connessi ai combustibili fossili, gli interventi che comportano la costruzione di nuove dighe e quelli che rientrano nell’ambito di applicazione dell’articolo 4, paragrafo 7, della direttiva 2000/60/CE sulle acque. Gli interventi devono rispettare il principio DNSH, “Do No Significant Harm”, e risultare coerenti con il tagging climatico previsto dal Regolamento RRF.
Contributi a fondo perduto fino al 90%
Le sovvenzioni sono concesse esclusivamente sotto forma di contributo a fondo perduto. Il contributo può coprire fino al 90% del costo dell’intervento, al netto dell’IVA recuperabile, per gli interventi di efficientamento dell’uso della risorsa idrica, adeguamento e mantenimento della sicurezza delle opere strutturali e aumento della resilienza delle infrastrutture.
Per gli interventi finalizzati alla riduzione delle perdite nelle reti attraverso la digitalizzazione, il contributo può coprire fino all’85% del costo dell’intervento, sempre al netto dell’IVA recuperabile.
Di conseguenza, i beneficiari devono garantire la copertura del costo complessivo dell’intervento con risorse proprie: almeno il 10% per gli interventi della prima categoria e almeno il 15% per gli interventi di riduzione delle perdite tramite digitalizzazione.
Spese ammissibili
Sono ammissibili le spese coerenti con l’ambito e le finalità dell’Avviso e conformi al Codice dei contratti pubblici.
Oltre ai costi per lavori e forniture previsti nel quadro economico, possono essere finanziate le spese tecniche di progettazione, verifica, validazione, direzione lavori, coordinamento della sicurezza in fase di progettazione ed esecuzione e collaudo, purché relative alla realizzazione dell’intervento oggetto della domanda.
Le spese devono essere tracciabili, effettivamente sostenute, comprovate da fatture quietanzate o documenti contabili equivalenti e riferite al periodo di ammissibilità previsto dal PNRR. L’IVA recuperabile non costituisce costo ammissibile.
Come si presenta la domanda
Le domande di sovvenzione devono essere presentate esclusivamente online attraverso la Piattaforma SFNIISSI, predisposta e gestita da Invitalia.
La fase preliminare di accreditamento dei soggetti proponenti è attiva dal 29 aprile 2026. In questa fase è possibile registrare il proponente e indicare un eventuale delegato tramite la sezione “Anagrafica e deleghe” della piattaforma.
Per accedere alla piattaforma sono richiesti SPID, Carta nazionale dei servizi o Carta d’identità elettronica. È inoltre necessario disporre di una PEC attiva. La domanda e la documentazione devono essere redatte in lingua italiana e sottoscritte con firma digitale dal legale rappresentante o dal soggetto abilitato.
Domande dal 6 al 28 maggio 2026
Le domande potranno essere presentate dalle ore 12:00 del 6 maggio 2026 alle ore 12:00 del 28 maggio 2026.
Eventuali richieste di informazioni potranno essere inviate entro il 19 maggio 2026 tramite i servizi di Customer Relationship Management accessibili dalla Piattaforma SFNIISSI. Le risposte ai chiarimenti saranno pubblicate entro il 22 maggio 2026 sul sito dedicato allo strumento.
Valutazione delle domande e graduatoria
Le domande saranno esaminate dal RUP e valutate da una Commissione, secondo una procedura valutativa con formazione di graduatoria.
La valutazione attribuirà un punteggio massimo di 100 punti, sulla base di criteri che considerano il livello di priorità e strategicità dell’intervento, la maturità progettuale, la sostenibilità economico-finanziaria e altri elementi previsti dall’Avviso.
La Commissione potrà richiedere chiarimenti o integrazioni, assegnando un termine di 5 giorni lavorativi. Il mancato riscontro comporterà l’inammissibilità della domanda o la non ammissibilità al contributo.
Al termine della procedura sarà formata la graduatoria delle domande ammissibili e, nei limiti delle risorse disponibili, saranno assegnate le sovvenzioni.
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Rossella Calabrese
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