“Tu sei l’uomo che io non sono mai stato”. Duncan/Man-at-Arms (Idris Elba) lo dice fiero alla figlia Teela (Camila Mendes), che lo accoglie con uno sguardo confuso. Lo stesso dello spettatore in queste due ore e 20 minuti di confusione narrativa nel nuovo Masters of the Universe di Travis Knight, prodotto da Amazon MGM Studios e Mattel, in uscita oggi giovedì 4 giugno. Dopo grandi vicissitudini iniziate nel 2007 e diversi produttori e registi più tardi, arriva un film insipido, privo di mordente, nonostante le buone intenzioni di rinnovare in chiave moderna una saga fantasy degli anni Ottanta. Una fantasia giocattolosa che avrebbe funzionato se avesse avuto il coraggio di scardinare certi concetti appena accennati. Adam Glenn/He-Man (Nicholas Galitzine) è dipinto come un bambino delicato non incline al combattimento che cresce in un adulto improntato al dialogo e al pacifismo, principi che si sforza di applicare finché non si arrende alla violenza dei suoi avversari, Skeletor (Jared Leto), la schiera dei suoi scagnozzi e i suoi soldati. Ad un certo punto del film, prevale il sentimento di Evil-Lyn (Alison Brie) rivolto a Teela mentre He-Man e Skeletor se le danno di santa ragione: “Che ne dici se li lasciamo azzuffare tra di loro e scappiamo?” Bella la scena di Dolph Lundgren, l’Adam del film di Gary Goddard del 1987, “I dominatori dell’universo”, che fa capire al protagonista che deve guardare oltre per trovare se stesso. Profonda caduta di stile quando Amazon ha dovuto pubblicizzare il suo servizio di pacchi in una scena che voleva essere comica. La colonna sonora, con pezzi dei The Darkness e di Brian May dei Queen, in collaborazione con il compositore Daniel Pemberton, non è bastata a salvare baracca e burattini di un film che avrebbe potuto avere personaggi più tridimensionali. Rimanete fino alla fine (dopo i titoli di coda), perché in pieno stile Marvel verrà annunciato un seguito.
La trama del film
Il pianeta Eternia vive in una pace relativa, sempre pronto a scendere in guerra qualora la situazione lo richieda. Un giorno il castello di Grayskull viene attaccato dalle forze di Skeletor e Adam Glenn, figlio del re Randor (James Purefoy) di Eternia, viene spedito dalla Maga Sorceress sulla Terra assieme alla Spada del Potere, che però perde al suo arrivo tramite un passaggio dimensionale. Una volta ad Oklahoma City, trascorre quindici anni a ritrovarla e, appena riesce, viene caricato da Teela su una navicella da combattimento per andare a salvare il loro pianeta, preso in ostaggio da Skeletor. Inesperto a combattere, Adam dovrà imparare in fretta a difendersi e a rispondere agli attacchi, confrontandosi subito con i suoi nemici, che minacciano i suoi affetti più cari. La sua anima delicata riuscirà a prevalere sulla crudeltà di Skeletor che vuole per sé la Spada del Potere?
Il percorso dell’eroe
Adam è un addetto alle risorse umane ossessionato dalla ricerca della sua spada. L’oggetto magico è in effetti un collegamento col suo pianeta d’origine, ma anche il veicolo della sua forza straordinaria. Almeno così lui crede, pieno di insicurezze dovute al suo brusco allontanamento dai genitori all’età di dieci anni e a una vita vissuta da solo in una stanza in affitto e un simpatico coinquilino, Hussein (Christian Vunipola), con i disegni degli eroi di Eternia (un richiamo ai fumetti che accompagnavano le action figure di Mattel negli anni Ottanta). Adam e Hussein sono presentati come due ragazzi privi di mascolinità tossica e con una sensibilità, non solo da nerd, ma inusuale da vedere in un film di supereroi. Questo è uno dei pochi aspetti del film che ho apprezzato particolarmente, peccato che non sia stato mantenuto in corso d’opera. Il percorso dell’eroe è assente nella trama. In genere, è graduale, con un “maestro” che cerca di istruirlo per portarlo a un livello accettabile, tuttavia, tutti i combattimenti di He-Man sono fatti in quattro e quattr’otto e la sua goffaggine è cancellata dalla potenza della spada. Nonostante gli venga ribadito più volte che la vera potenza è dentro di lui.

Skeletor, una macchietta camp
Skeletor è il personaggio più battutaro del film e la sua comicità autoironica e spaventosa non riesce a catturare né a essere sensata nelle scene. Il suo personaggio è considerato il più teatrale e attinente all’universo di He-Man nella sua interpretazione camp, che dovrebbe essere anche il tono del prodotto, ma, di per sé, fallisce. È ancor più deludente se si confronta la sua interpretazione con quella dell’attore Frank Langella nel film del 1987, che è stato in grado di approfondire il personaggio in modo più convincente. Il problema è che, a parte il protagonista, Teela e Duncan, gli altri personaggi risultano piatti. È vero che si tratta di giocattoli e il regista, Knight, non è uno sprovveduto perché ha diretto Bumblebee della saga dei Trasformers, però, se la Mattel è riuscita a trasformare Barbie in un prodotto credibile, poteva sforzarsi anche con He-Man.
Il leggendario franchise di Mattel
He-Man fu creato nel 1981 da Roger Sweet per Mattel per la linea di giocattoli “Masters of the Universe”(nota in Italia come “I dominatori dell’universo”). He-Man, dalla forza sovrumana, che ha come alter ego il Principe Adam, difende il regno di Eternia e il Castello di Grayskull dalle forze del male di Skeletor. Il personaggio è diventato di grande popolarità con la serie d’animazione “He-Man e i dominatori dell’universo”, realizzata dalla Filmation a partire dal 1983 fino al 1985, che andava strategicamente in onda dopo scuola negli Stati Uniti. Si è cercato di rilanciarlo con diverse serie animate e con il film live-action del 1987 con Dolph Lundgren, ma senza raggiungere il livello di successo iniziale. Negli anni Duemila è stata prodotta una serie animata revival di Masters of the Universe dal 2002 al 2004 su Cartoon Network, che ha approfondito la tradizione dei personaggi, e nel 2021 è arrivata su Netflix la serie animata, “Masters of the Universe: Revelation”.
Donatella Rosetti

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