Nuovo bagno di folla tra le strade della città percorse in auto scoperta, la seconda giornata a Madrid di papa Leone.
Nel tragitto dalla nunziatura a Plaza de Cibeles, Leone riceve il saluto della folla assiepata fin dalle prime ore del mattino lungo le transenne dei viali blindati Più volte volte la Papamobile si ferma, soste per consentire al Papa di estendere il suo saluto a quante più persone possibili e benedire i bambini più piccoli che gli vengono avvicinati. Si sventolano bandierine gialle bianche, i colori del Vaticano, e della Spagna e si distinguono cori come “Leon, amigo, Espana esta con tigo!”.
Le autorità locali confermano la presenza di 1 milione e 200mila fedeli alla messa del Papa in corso a Plaza de Cibeles e nelle vie circostanti, a Madrid.
“Non si tratta solo di portare fuori un ostensorio, quanto di lasciarci noi stessi portare fuori dall’egoismo, dall’indifferenza, da una fede comoda e privata, per rispondere al suo invito alla conversione, a cambiare sguardo, accogliendo la sua presenza che ci cambia e ci rende costruttori di un mondo nuovo”. Lo dice papa Leone nella messa in Plaza de Cibeles di fronte ad oltre un milione di fedeli. Dopo la messa, il Papa guiderà la processione del Corpus domini. Lui stesso spiega il senso del rito: “Il Cristo che passa per le strade nell’ostensorio è lo stesso che si identifica con i poveri, i malati, i soli e gli scartati”.”Qui a Madrid, ma anche in tantissimi altri luoghi della Spagna, il Corpus Domini non è una delle tante feste del calendario liturgico, ma un ritornare alle radici della fede per rinnovare l’amore e la fedeltà a Dio. Le solenni processioni di questo giorno hanno plasmato per secoli la pietà, l’arte, la musica, l’architettura e la vita del popolo spagnolo e, ancora oggi, esprimono e manifestano il sentimento spirituale di questo Paese anche attraverso la bellezza e l’eleganza dei tappeti floreali, degli altari nelle strade, della cura degli ostensori e degli espositori, dei canti e dei paramenti”. Lo dice papa Leone celebrando la messa in Plaza de Cibeles davanti a oltre un milione di fedeli. “Non si tratta di una manifestazione esteriore – afferma Leone -, di una sopravvivenza folkloristica o di un semplice ornamento estetico: qui si tratta della fede nella presenza del Signore Risorto, che è vivo e passa ancora in mezzo a noi”. “Così, se nella Celebrazione eucaristica Cristo si dona come alimento – prosegue -, la processione dice che Egli non rimane chiuso nel tempio ma, anzi, esce incontro a noi. Gesù cammina per le strade, attraversa le piazze, visita i nostri quartieri, abita i luoghi della nostra vita quotidiana, come il Dio vicino che cammina con il suo popolo, consolazione dei deboli, luce per le famiglia, speranza per i più fragili, pace per chi soffre”. “La memoria storica delle processioni del Corpus Domini – aggiunge – non si lascia imprigionare da un ricordo nostalgico; essa diventa invece un invito per l’oggi, per la nostra vita personale, per le nostre relazioni, per la società, per la costruzione del futuro”. “Ecco pertanto una consegna per la Spagna di oggi e di domani – invita il Pontefice -: la religiosità che da secoli anima questo Paese non sia un museo del passato da visitare, ma una scuola di fede dalla quale attingere anche oggi. Una scuola che ci insegna a inginocchiarci davanti a Dio e davanti al prossimo, perché nessuno può inginocchiarsi al Signore e disprezzare il fratello; una scuola che ci insegna la gratuità dell’amore che si fa dono, perché circoli tra di noi e spezzi le catene di ogni egoismo; una scuola da cui apprendiamo che Dio è presenza reale e anche noi siamo chiamati ad essere presenti nelle situazioni e nelle sfide della società, a non fuggire, a impegnarci in prima persona per la costruzione del bene comune”.
Una evidente commozione è apparsa sul volto di papa Leone al termine della processione del Corpus domini conclusasi con una vera ovazione della piazza affollata da oltre un milione di persone. La processione è stata intensa: il Papa ha portato l’ostensorio per le vie di Madrid per oltre mezz’ora.
A Papa Leone le chiavi d’Oro della città di Madrid
All’arrivo in Plaza de Cibeles, il sindaco di Madrid ha consegnato la chiave d’Oro della Città in una breve cerimonia nell’atrio del Palazzo alla presenza dei membri del Consiglio comunale, cui hanno preso parte anche il re Felipe, Letizia e le figlie Leonor e Sofia. Dopo la firma del Libro d’Onore, il Papa si reca a piedi in sagrestia per prepararsi alla celebrazione domenicale.
Il pontefice avrà un incontro privato con le vittime di abusi lunedì a Madrid
Papa Leone XIV incontrerà alcune vittime di abusi sessuali in ambito ecclesiastico domani pomeriggio a Madrid in un incontro riservato e i cui dettagli saranno diffusi una volta sarà terminato. Lo si apprende da fonti della nunziatura citate da alcuni media iberici, fra cui radio Cadena Ser e il quotidiano La Razon. Non è stato divulgato il luogo dell’incontro, sebbene La Razon indichi che avverrà alle 16:15 presso la nunziatura stessa. Secondo le fonti riprese dal quotidiano, si tratta di “un incontro al quale si lavora da mesi” e non sarebbe scaturito come risposta alle lettere inviate nelle scorse settimane da alcune associazioni di vittime al pontefice in cui chiedevano di poter incontrare Prevost. Venerdì sera, poche ore prima dell’inizio del viaggio apostolico in Spagna, il Vaticano aveva informato dell’intenzione del Pontefice di riunirsi con alcune delle vittime durante la sua visita apostolica nel Paese iberico. E ieri, durante il volo a bordo dell’aereo papale diretto a Madrid, Leone ha dichiarato ai giornalisti che quella degli abusi sessuali è “una ferita ancora aperta”, segnalando che avrebbe incontrato alcune vittime, anche se “purtroppo è impossibile ricevere tutte quelle che lo vogliono”. Dal 15 aprile, l’ufficio costituito presso il ministero della Presidenza, Giustizia e Rapporti con le Cortes ha ricevuto 300 denunce da parte di vittime di abusi in ambito ecclesiastico con richieste di ‘riparazione’ del danno subito, attraverso il nuovo sistema misto concordato a gennaio tra la Chiesa spagnola e lo Stato e arbitrato dal Difensore del Popolo.
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