Nelle sale del Museo Santa Caterina, l’esposizione ha registrato un’importante affluenza di visitatori, 156.012, accorsi per ammirare una collezione di eccezionale rilievo storico e artistico. Il successo del progetto si deve alla collaborazione tra il Comune di Treviso, che ha ospitato l’evento nei propri rinnovati spazi museali civici, la partecipazione della Regione del Veneto e la firma organizzativa di Linea d’ombra con la curatela di Marco Goldin, che in questo modo è tornato a lavorare nella sua città dopo quasi un decennio di assenza.
L’esposizione ha rappresentato un’opportunità unica per l’Europa, essendo Treviso la sola sede nel continente ad avere accolto questi capolavori provenienti dal Toledo Museum of Art in Ohio, istituzione votata nel 2025 come il miglior museo degli Stati Uniti. Il progetto ha preso forma in concomitanza con un importante lavoro di ammodernamento e ampliamento della sede statunitense, che ha permesso a un nucleo selezionato di 64 opere per un valore complessivo stimato in un miliardo di euro di viaggiare prima ad Auckland, poi a Treviso e adesso a Adelaide e infine a Taiwan.
Grazie ai consolidati rapporti personali di Marco Goldin con il museo americano, Linea d’ombra è riuscita a ottenere un’edizione speciale della mostra, integrata da opere, da Courbet a Hopper, che sono uscite per la prima volta dall’Ohio e che in futuro non saranno più visibili al di fuori della loro sede abituale. Modificato rispetto all’originale, particolare è stato il percorso ideato dal curatore, non in senso cronologico ma a ritroso nella storia dell’arte, dall’astrazione americana ed europea di metà Novecento fino all’impressionismo, per segnare in questo modo i punti di svolta di uno straordinario viaggio pittorico. Proprio questa impostazione è valsa la dichiarazione della mostra, da parte del Ministero della Cultura, come di “rilevante interesse culturale e scientifico per l’originalità del progetto curatoriale”.
156.012 visitatori si sono distribuiti con una media giornaliera di esattamente 1000 unità in 156 giorni di apertura. I picchi maggiori si sono avuti durante le festività natalizie e nell’ultimo mese di apertura, ma il flusso è stato sempre costante, con l’incremento finale dovuto a un passaparola sempre più convinto e positivo. Tutte le 20 regioni italiane sono state rappresentate, mentre in tema di province hanno mandato visitatori 104 su 107. Il numero finale delle persone si è così suddiviso: il 39% ha acquistato il biglietto direttamente alla cassa, il 55% ha prenotato mentre una percentuale del 6% ha acquistato il biglietto aperto. Il 7% dei visitatori totali ha una provenienza estera.
In questo senso, tra i tantissimi dati da ricordare proprio per far comprendere quanto il pubblico abbia apprezzato il progetto espositivo, va certamente menzionato il numero davvero incredibile di audioguide noleggiate, 42.000. Realizzate direttamente da Marco Goldin, sia in italiano sia in inglese sia nella versione per bambini, erano di carattere opzionale e dunque non comprese nel costo del biglietto d’ingresso. Significa che più di una persona su tre, escludendo ovviamente i gruppi e le scuole, ha scelto tale modalità di visita. A questo si associano i numeri importanti anche dei cataloghi, sia nella versione ampia da 300 pagine sia in quella più ridotta da 90 pagine. In totale sono state 10.500 le copie vendute, con due edizioni del catalogo maggiore e tre di quello più ridotto. Dunque una persona su quattordici entrata in mostra ha scelto alla fine di portare a casa una delle due versioni del libro/catalogo interamente scritto dal curatore.
Il percorso di mostra è stato apprezzato non soltanto dal pubblico ma anche dalla stampa che ne ha parlato ampiamente, proprio per la qualità delle opere e l’eccezionalità di questa occasione. La rassegna televisiva in particolare ha visto comparire più o meno ovunque, dai canali nazionali a quelli regionali, la mostra di Treviso. Non va dimenticato l’entusiasmo, nella sala cinema appositamente costruita alla fine del percorso di mostra, per il mini film da 30 minuti intitolato Gli ultimi giorni di Van Gogh, scritto e diretto da Marco Goldin. Ispirato al suo libro di successo uscito quattro anni fa, che ha avuto per questa circostanza la quarta edizione, è nato per accompagnare il capolavoro di chiusura dell’esposizione, i Campi di grano con falciatore, Auvers, che il pittore olandese aveva dipinto pochi giorni prima di morire nel villaggio a nord di Parigi.
Questo progetto dimostra come l’alleanza tra il Comune di Treviso, Linea d’ombra, la Regione del Veneto, il Toledo Museum of Art e tutti gli sponsor e le categorie sia stata una scommessa vinta, capace di offrire un evento internazionale che ha incontrato il pieno gradimento del pubblico.
Dichiara Mario Conte, Sindaco di Treviso: “Questa mostra è stata una straordinaria occasione di apertura internazionale per Treviso e per l’intero territorio. Aver accolto al Museo Santa Caterina capolavori di tale livello, provenienti dal Toledo Museum of Art, ha significato portare la nostra città al centro di un circuito culturale mondiale, con ricadute importanti anche per il tessuto economico oltreché turistico. I numeri confermano la forza di un progetto che ha saputo attrarre visitatori da tutta Italia e dall’estero, valorizzando Treviso come modello. Per questo auspichiamo che esposizioni di respiro internazionale come questa possano essere replicate anche in futuro: quando istituzioni, organizzatori, partner e sponsor lavorano insieme, il territorio intero ne trae beneficio e lustro. Un ringraziamento sentito va a Marco Goldin e a Linea d’ombra, al Toledo Museum of Art, alla Regione del Veneto, a tutti gli sponsor, veri e propri compagni di squadra, alle categorie economiche e ai partner che hanno sostenuto e creduto in questa grande sfida culturale.”
Approfondisce Alberto Stefani, Presidente della Regione Veneto: “156.012 visitatori sono la conferma che quando il Veneto investe nella qualità culturale assoluta, il pubblico risponde con entusiasmo. La Regione è orgogliosa di aver contribuito a un progetto che ha portato a Treviso, unica sede europea, alcuni tra i più straordinari capolavori del Toledo Museum of Art – votato miglior museo degli Stati Uniti nel 2025. Questi numeri raccontano una comunità che, sinergicamente, investe in bellezza, e un territorio che sa restituire valore a chi lo visita e a chi ci vive. A Marco Goldin, a Linea d’ombra, al Comune di Treviso, al Toledo Museum of Art e a tutti coloro che hanno reso possibile questo importante evento va il mio ringraziamento per aver dato vita a una mostra capace di coniugare prestigio internazionale, qualità scientifica e grande partecipazione popolare. Un’eredità vitale che è motore instancabile di crescita e identità per tutto il Veneto.”
Aggiunge Marco Goldin, curatore della mostra: “È stato per me un piacere, assieme ai miei collaboratori di Linea d’ombra che ringrazio vivamente per la loro dedizione, tornare a lavorare nella città nella quale sono nato. Mancavamo da quasi un decennio e siamo riusciti a proporre, come molte altre volte ci era accaduto in passato, una mostra di successo con tanti quadri di rara bellezza. Ed è anche un piacere avere potuto festeggiare proprio a Treviso, dove tutto era nato nel 1996, i trent’anni di Linea d’ombra, società che da allora ha portato nelle sue mostre 12 milioni di visitatori. Ringrazio il Sindaco, Mario Conte, per aver pensato di proporci questa iniziativa e per averla accompagnata sempre con un forte spirito di collaborazione e fiducia. Sono lieto assieme a lui che tutto sia andato nel migliore dei modi e che Treviso ne sia così uscita rafforzata sul piano dell’immagine culturale.”
Partner istituzionali della mostra: Città di Treviso, Linea d’ombra, Regione del Veneto, Toledo Museum of Art, The Museum Box, Camera di Commercio Treviso-Belluno Dolomiti, Confcommercio Treviso, Fondazione Marca Treviso, CentroMarca Banca, Consorzio Prosecco DOC, Grafiche Antiga, Presidio Ospedaliero Giovanni XXIII, EstEnergy Gruppo Hera, Silcart, Debbyline, Tecnica Group, Treviso Tiramisù, Impresa CEV, DBA, Veneta Cucine, Consorzio Socio Culturale, Labomar, Goppion Caffè, Gruppo Euromobil.
Dichiarazioni dei Partner Istituzionali e Commerciali
Mario Pozza, Presidente della Camera di Commercio Treviso Belluno Dolomiti: «Le mostre animano una città, la fanno respirare. Quando Treviso si riempie di cultura offre qualcosa da vivere, da portare con sé, da raccontare. Questa capacità di accogliere, di creare bellezza condivisa, è l’essenza stessa del Made in Italy e Treviso ne è espressione autentica. La sua imprenditorialità creativa, il piacere di gustare prodotti famosi in tutto il mondo, visitare la città e vivere eventi e mostre diventano il ricordo più vivo di chi la visita. È per questa visione che la Camera di Commercio investe e si impegna con convinzione: perché bellezza e impresa nascono dalla stessa radice, il desiderio di dare senso a ciò che si costruisce».
Federico Capraro, Presidente di Ascom Confcommercio Treviso: «La città ha bisogno di iniziative come questa. Crediamo che sia la strada da percorrere anche per fare di Treviso il punto di riferimento per appuntamenti di carattere nazionale, e auspichiamo si proseguirà in questa direzione» sottolinea Federico Capraro, presidente di Ascom Confcommercio Treviso, aggiungendo: «La mostra è stata un esempio di collaborazione tra mondo dell’arte, istituzioni ed economia e insieme di sinergia virtuosa tra cultura, commercio e turismo che si fanno sistema compatto, potenziando l’attrattività della città e diventandone leva di sviluppo e crescita. E il nostro non è stato solo un sostegno economico, bensì la condivisione piena di un progetto e di una visione per il bene della città. Scegliamo e sceglieremo sempre con convinzione di essere partner di progetti capaci di generare benefici concreti per il tessuto imprenditoriale locale».
Giulia Casagrande, Presidente della Fondazione DMO Marca Treviso: «La mostra di Goldin si chiude con numeri importanti, che confermano quanto le grandi esposizioni siano un volano di attrattività per l’intera destinazione: il turista arriva qui e si ferma più giorni perché trova altri motivi di qualità, culturali e non, per allungare il soggiorno. Fondazione DMO Marca Treviso è stata al fianco del Comune di Treviso anche in questa avventura: è in collaborazioni concrete come questa, tra Comune e DMO, che la nostra governance multilivello, sotto la regia della Regione del Veneto, dimostra il proprio valore, mettendo a sistema pubblico e privato per dare risposte concrete e attrattive per il turista. Un grazie al Comune di Treviso e a tutti gli attori del sistema turistico che hanno reso possibile questo successo».
Tiziano Cenedese, Presidente di CentroMarca Banca: «Per CentroMarca Banca è stato un onore sostenere un’iniziativa culturale di eccezionale rilievo come la mostra “Da Picasso a Van Gogh”, curata da Marco Goldin, che ha saputo portare a Treviso capolavori di respiro internazionale. Questa collaborazione riflette l’anima di CMB, che riconosce nella cultura un pilastro fondamentale della comunità e un motore di crescita condivisa. L’iniziativa si inserisce nel nostro impegno costante per la valorizzazione del territorio, con l’obiettivo di rendere accessibili esperienze artistiche di alto profilo a un pubblico sempre più ampio. Essere Main Partner conferma la nostra volontà di investire in progetti capaci di generare valore, rafforzare l’identità locale e aprire nuove opportunità per le persone».
Giancarlo Guidolin, Presidente del Consorzio di Tutela del Prosecco DOC: «Siamo orgogliosi di aver contribuito a uno degli appuntamenti culturali più significativi del nostro territorio e il riconoscimento del Ministero, che ha dichiarato “il rilevante interesse culturale e scientifico della mostra”, lo testimonia. Per questo ritengo doveroso ringraziare il curatore Marco Goldin, il sindaco Mario Conte e tutto il Comune di Treviso per averci coinvolto in questa iniziativa. Per il Consorzio questo tipo di partnership corrisponde a una scelta identitaria, capace di rafforzare quel legame prodotto-territorio che è alla base di ogni indicazione geografica. Allo stesso tempo riteniamo che questo tipo di attività risponda a quella domanda di “sostenibilità sociale” che con sempre maggiore intensità emerge da più parti. Sapere che migliaia di appassionati hanno ammirato i capolavori esposti per poi vivere un’esperienza nel territorio, magari sorseggiando un calice di Prosecco DOC, innegabile espressione della nostra cultura materiale, è per noi motivo di grande soddisfazione».
Isabella Malagoli, Amministratore Delegato di EstEnergy: «Essere a fianco di un’operazione che ha portato a Treviso una mostra di respiro internazionale come “Da Picasso a Van Gogh” ha rappresentato per EstEnergy un’opportunità importante di vicinanza al territorio e alle sue eccellenze culturali. L’arte, in questi casi, rappresenta un motore di partecipazione, attrattività e valore per il territorio. Per EstEnergy essere presenti accanto a un progetto di così alto profilo, curato da Marco Goldin con Linea d’Ombra e promosso dal Comune di Treviso, ha significato rafforzare il legame con le comunità in cui operiamo attraverso un’esperienza culturale capace di coinvolgere, emozionare, richiamare pubblico, attenzione e partecipazione. Le serate dedicate ai clienti EstEnergy, con visite guidate alla mostra, hanno rappresentato un’occasione speciale di incontro e condivisione, molto apprezzata dai nostri clienti. Sostenere iniziative di qualità come “Da Picasso a Van Gogh” significa contribuire concretamente alla vitalità culturale del territorio e creare momenti di relazione con le persone».
Fratelli De Bettin, titolari di DBA Group Spa: «Arte, cultura e bellezza rappresentano leve fondamentali per la crescita e l’identità di un territorio. Per DBA sostenere iniziative come questa significa condividere una visione in cui patrimonio culturale, architettura, innovazione e spazi si integrano per generare valore per la comunità. Chi, come noi, opera nella progettazione delle infrastrutture e nella trasformazione dei contesti urbani ha anche la responsabilità di contribuire a costruire luoghi e occasioni capaci di coniugare sviluppo, identità e senso di appartenenza».
Walter Bertin, Presidente di Labomar: «La straordinaria partecipazione registrata dalla mostra “Da Picasso a Van Gogh” conferma quanto l’arte abbia, oggi più che mai, la capacità di emozionare, unire e creare valore, aprendo nuovi orizzonti e prospettive. Per Labomar è stato naturale sostenere un progetto culturale di questo livello, capace di portare a Treviso migliaia di persone e di offrire alla comunità un’esperienza di grande bellezza e profondità. Crediamo che impresa e cultura condividano una stessa responsabilità: generare futuro, alimentare curiosità e lasciare un segno positivo nelle persone. Iniziative come questa valorizzano la città e la rendono protagonista di un importante percorso culturale internazionale. Complimenti al Comune di Treviso, a Marco Goldin e a tutti coloro che hanno reso possibile questo straordinario risultato».
Luca Pavin, Amministratore unico di Debby Line: «Come azienda che opera nel settore della logistica, sappiamo bene che la gestione dell’eccellenza richiede cura, precisione e una solida struttura. Abbiamo scelto di sostenere questo progetto con convinzione sin dalle sue prime fasi, mossi dalla certezza che le iniziative di valore siano una risorsa fondamentale per la crescita del nostro territorio. Per noi partecipare al successo della mostra “Da Picasso a Van Gogh” è stato un atto di fiducia verso la capacità di Treviso di accogliere e far circolare bellezza di respiro internazionale. Siamo orgogliosi di aver contribuito a un traguardo così straordinario, confermando il nostro impegno nel sostenere la valorizzazione del patrimonio che ci circonda».
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Daniela Pivato
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