LEGNANO – Pubblichiamo un’ampia sintesi della nota diffusa oggi, venerdì 5 giugno, dal comitato contro la discarica di Cerro Maggiore all’indomani dell’incontro pubblico al Chiostro Solidale di Cerro (nella foto).
Mobilitazione sul piano legale e istituzionale
Nel corso della serata sono stati presentati i due pilastri fondamentali su cui si sta articolando il lavoro del Comitato: l’azione legale e il coinvolgimento istituzionale dei Comuni del territorio. Fulcro dell’incontro è stato l’analisi del parere legale commissionato e finanziato da 12 cittadini del comitato. Lo studio ha individuato elementi di forte vulnerabilità nel percorso amministrativo che ha accompagnato la storia della discarica ed evidenziato ampi margini di manovra giuridica.
Il nodo cruciale emerso dall’analisi svela un cortocircuito istituzionale senza precedenti sulla gestione dell’Accordo di programma originario. Il parere legale evidenzia infatti che l’Accordo non è mai stato legittimamente chiuso dalla Commissione di Vigilanza, che non ne aveva il potere formale, né poteva considerarsi esaurito nei fatti, dato che la rinaturalizzazione dell’area non è mai stata portata a termine. A inficiare l’efficacia dell’Accordo di programma sono stati invece i successivi atti di indirizzo politico e amministrativo adottati dalle amministrazioni di Cerro Maggiore e Rescaldina: tali atti e le relative convenzioni successive si sono fondati, e si fondano tuttora, sul discutibile presupposto che l’Accordo fosse già chiuso.
Inoltre, lo studio legale ha messo in luce profili critici che potrebbero configurare l’intervento della Corte dei Conti. Esiste infatti il rischio concreto che il proseguimento dell’iter, così come strutturato, possa tradursi in un danno erariale per la pubblica amministrazione. Il Comitato non cerca una prova di forza legale fine a se stessa, ma lancia un messaggio chiaro e documentato ai sindaci: finora si è agito su basi amministrative totalmente errate. Ora che le carte sono scoperte, le amministrazioni hanno un’opportunità irripetibile per riconsiderare le proprie scelte, rimettendo al centro il bene delle comunità.
Comune isolato
Accanto alla via legale, è stato illustrato il grande lavoro istituzionale svolto in questi mesi attraverso la scrittura e la presentazione di mozioni in tutti i comuni limitrofi. Con il supporto e l’intervento di Michele Cattaneo, ex sindaco di Rescaldina, è stato spiegato il valore politico e strategico di queste azioni. L’obiettivo immediato è esercitare una pressione politica affinché le amministrazioni vicine prendano una posizione netta, ma la visione emersa è molto più ampia. Le mozioni vogliono stabilire un principio fondamentale: la collaborazione e la concertazione tra Comuni sono ormai passaggi obbligati e necessari per tutti gli interventi che, pur ricadendo nel territorio di un singolo paese, hanno un impatto ambientale, viabilistico e sociale su un intero comprensorio.
Partendo da questo principio di equità territoriale, le mozioni presentate in tutti i comuni prevedevano una richiesta economica ben precisa: l’istituzione di un Fondo di perequazione. Prendendo a modello quanto già avviene per le grandi strutture commerciali di confine che impattano su più paesi, l’obiettivo era ridistribuire le risorse per permettere ai comuni limitrofi di effettuare opere di mitigazione per i disagi, l’inquinamento e i danni che l’eventuale riapertura degli sversamenti in cava porterà a tutto il territorio. Su questo punto, l’incontro ha fatto emergere un dato politico gravissimo: mentre tutti gli altri enti si sono mostrati aperti al principio della condivisione, il Comune di Cerro Maggiore si è categoricamente rifiutato di applicare questa misura di equità, decidendo di non voler redistribuire alcuna quota a tutela dei territori vicini. Questo atteggiamento dimostra nei fatti quanto l’Amministrazione di Cerro Maggiore sia ormai drammaticamente isolata dal punto di vista istituzionale.
Il paradosso di Rescaldina
Nel corso della serata è stata analizzata anche la posizione, per certi versi paradossale, del Comune di Rescaldina. L’amministrazione rescaldinese, invitata alla Conferenza di Servizi, ha espresso a suo tempo un parere condizionato che, nella realtà dei fatti, si è tradotto in un via libera alla nuova convenzione presentata da Cerro Maggiore in accordo con il privato. Rescaldina aveva vincolato il proprio parere positivo alla risoluzione delle criticità viabilistiche e ambientali, fidandosi della promessa dell’operatore di presentare un piano di convenzione specifico che prevedesse il conferimento sul proprio territorio esclusivamente di terre e rocce da scavo: una condizione peraltro resa obbligatoria dal Pgt di Rescaldina.
Da quanto risulta al Comitato, tuttavia, questa convenzione specifica non è mai stata realmente proposta né formalizzata all’amministrazione di Rescaldina. Il Comune si ritrova così penalizzato e senza reali garanzie: dando il proprio assenso formale alla convenzione di Cerro ha sbloccato l’iter complessivo, ma è rimasto privo delle tutele che l’operatore si era impegnato a garantire.
Prossimi passi: Corte dei Conti e trasparenza
Proprio per evitare simili passi falsi e tutelare le casse pubbliche, fra i punti immediati inseriti nelle mozioni presentate a Cerro Maggiore e Rescaldina viene chiesto formalmente alle due amministrazioni di attivarsi per richiedere preventivamente un parere ufficiale alla Corte dei Conti. Un atto di responsabilità imprescindibile per salvaguardare le due cittadinanze da potenziali e gravissime ripercussioni economiche.
Sul fronte della trasparenza, le mozioni includono la richiesta di istituire una sezione apposita e facilmente accessibile sul sito istituzionale del Comune di Cerro Maggiore, in cui pubblicare tutta la documentazione relativa alla discarica per permetterne la massima consultazione ai cittadini, senza l’obbligo di dover spulciare i vecchi atti nell’albo pretorio. Su questo punto il Comitato incassa una prima vittoria: questa sezione è apparsa magicamente sul sito del Comune lo scorso 26 maggio, dopo quasi un anno di richieste e, guarda caso, in perfetta concomitanza con l’annuncio di questa nostra serata pubblica sul parere legale.
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