Transizione industriale competitività al centro delle audizioni


Nella settimana che ha preceduto la festa della Republica il dibattito tra le stanze della Commissione ambiente ha visto puntare l’attenzione sull’industrial accelerator act e sulla necessità di una chiara definizione di cosa voglia dire “made in EU”.

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Accelerazione industriale sostenibile ed Eu

In 4a Commissione il 26 maggio si sono svolte audizioni informali su atto UE in materia di accelerazione capacità industriale e decarbonizzazione in settori strategici.

Sono stati auditi i rappresentanti ANCE (Associazione nazionale costruttori edili), Federazione Carta e Grafica, Confapi-Confederazione Italiana della Piccola e Media Industria privata e, in videoconferenza, ANIE-Federazione nazionale imprese elettrotecniche ed elettroniche, ANIMA Confindustria Meccanica Varia, AMAPLAST, Gruppo CAP S.p.A., RevoSteel Building S.p.A. e Dow Italia sul COM(2026) 100 (Accelerazione capacità industriale e decarbonizzazione in settori strategici).

Tra i temi la necessità che le aste fer non siano solo vietata ai cinesi, dando un importante peso sui costi ma che sia a favore di un concreto “made in Eu” perché altrimenti è una azione che si limita a spostare l’asse tecnologico, lasciando comunque la tecnologia fuori dall’UE come ha evidenziando Michelangelo Lafronza di Anie, Segretario Anie Rinnovabili. Anche Marco Golinelli Vicepresidente ANIMA Confindustria Meccanica ha sottolineato come un’accezione amplia del Made in Eu rischia di essere un danno alla reale industria europea. Attenzione all’introduzione di materiali sostenibili con requisiti di origine al centro della memoria di Ance. “occorrerebbe anche considerare tecnologie e macchinari per la costruzione di infrastrutture strategiche” che guardino a favorire il made Eu ma che non chiudano il mercato sottolinea Federico Ghella vicepresidente Ance.
Vedi audizione completa qui.

Incentivi alle imprese:

l’esame dello schema di decreto legislativo sulla revisione del sistema degli incentivi (n. 394) è stato approvato il 26 maggio (escludendo così la votazione dei pareri alternativi dell’opposizione).

Nella relazione maggioranza e Relatore (Paroli – FI) hanno espresso una posizione favorevole con osservazioni. Il testo finale è il risultato di un lavoro di sintesi e mediazione con il Governo e le forze politiche. I punti chiave difesi riguardano la valorizzazione dei contratti di rete per l’aggregazione delle PMI, la richiesta di bandi tematici chiari con tempi brevi e certi per le risposte e le erogazioni (superando il meccanismo del “click day”), e il mantenimento del supporto alla digitalizzazione dell’export anche dopo la soppressione del relativo voucher. Il relatore ha lamentato la mancanza di volontà di mediazione da parte delle opposizioni.

Il Governo si è espresso in senso favorevole sullo schema di parere del relatore attraverso il sottosegretario Bergamotto, fornendo anche chiarimenti tecnici sulla soppressione del voucher per l’internazionalizzazione.

Le opposizioni (M5S e PD) hanno espresso una netta contrarietà, presentando pareri alternativi. La senatrice Licheri (M5S), sostenuta dal senatore Franceschelli (PD), ha contestato la mancanza dell’analisi di impatto (AIR) e tecnico-normativa (ATN). Ha definito il provvedimento “inutile” e fonte di incertezza poiché rinvia l’operatività a successivi atti, criticando inoltre la scarsa definizione dei bandi tematici (che aumenterebbero gli oneri amministrativi) e la soppressione del voucher per l’internazionalizzazione delle PMI.

Fauna selvatica

Il 27 maggio le Commissioni riunite 8a e 9a, hanno concluso esame congiunto dei ddl per protezione. La Commissione ha quindi conferito il mandato ai Relatori a riferire favorevolmente in Assemblea sul disegno di legge n. 1552, con le modifiche approvate e con conseguente proposta di assorbimento dei disegni di legge nn. 596, 1302, 1577 e 1656, autorizzandoli a richiedere lo svolgimento della relazione orale e ad apportare le modifiche di coordinamento e formali eventualmente necessarie.

Ricostruzione post sisma 2016, Audizione a Guido Castelli

La VIII Commissione Ambiente ha svolto interrogazioni a risposta immediata su questioni di competenza del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti.

La Commissione ha quindi avviato la discussione della risoluzione n. 7-00375 Mazzetti: Iniziative urgenti in merito alla disciplina della finanza di progetto a seguito della recente sentenza della Corte di giustizia dell’Unione europea relativa al diritto di prelazione del promotore.
Inoltre, ha svolto l’audizione informale del Commissario straordinario del Governo per la riparazione, la ricostruzione, l’assistenza alla popolazione e la ripresa economica dei territori delle Regioni Abruzzo, Lazio, Marche e Umbria interessati dagli eventi sismici verificatisi a far data dal 24 agosto 2016, Guido Castelli, sulle tematiche riguardanti la ricostruzione nei predetti territori

Direttiva Case Green al bivio: Assotermica lancia l’allarme sul blocco del mercato del riscaldamento

Un recepimento pragmatico che metta da parte l’ideologia, salvaguardi il tessuto economico e sblocchi un mercato in forte contrazione. È questo, in sintesi, l’appello lanciato da Assotermica (l’associazione dei produttori di apparecchi e componenti per impianti termici federata ad Anima Confindustria) proprio in concomitanza con la scadenza ufficiale per il recepimento della Direttiva europea EPBD IV (“Case Green”), fissata per il 29 maggio 2026.

L’associazione chiede con urgenza al Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica (MASE) l’immediata convocazione di un tavolo di confronto allargato a tutta la filiera. L’obiettivo è definire linee guida e traiettorie realistiche per l’attuazione dell’EPBD IV e della Direttiva EED sull’efficienza energetica, superando quello che viene definito il “dogma brussellese” dello stop agli incentivi per le caldaie.

“Chiediamo al nostro Governo di farsi portavoce di un recepimento pragmatico e inclusivo della Direttiva”, ha dichiarato il Presidente di Assotermica, Giuseppe Lorubio. “Dobbiamo dimostrare i nostri valori, come auspicato anche dal Presidente del Consiglio Meloni, sfidando la cancellazione degli incentivi alle caldaie predisposte per i gas rinnovabili”.

Qualità dell’aria: al via piano da 500 milioni per la mobilità sostenibile

È ufficialmente operativo, con la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale, il Programma integrato per la mobilità urbana e metropolitana. Il piano stanzia 500 milioni di euro per abbattere traffico ed emissioni nei grandi centri urbani più esposti all’inquinamento atmosferico.

I fondi saranno investiti in quattro aree chiave:

  • Potenziamento del trasporto pubblico locale

  • Sviluppo della mobilità elettrica

  • Ampliamento delle infrastrutture ciclabili

  • Interventi per la riduzione del traffico veicolare

“Una misura concreta per investire sul futuro delle nostre città. Migliorare la qualità dell’aria significa tutelare la salute, l’ambiente e la vivibilità urbana”. — Vannia Gava, Viceministro dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica

Clima e resilienza: il Ministro Pichetto Fratin visita il supercomputer del CMCC a Lecce

In un contesto globale segnato dall’intensificarsi delle ondate di calore, dalla frequenza record degli eventi estremi e dalle pressanti sfide sulla sicurezza energetica, la ricerca scientifica sul clima si conferma l’asset più strategico per l’Italia. Anticipare i rischi e guidare le decisioni politiche ed economiche richiede dati certi.

È in questo scenario che il Ministro dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, Gilberto Pichetto Fratin, ha fatto visita alla sede di Lecce della Fondazione CMCC (Centro Euro-Mediterraneo sui Cambiamenti Climatici), in concomitanza con la sua partecipazione al Festival dell’Energia.

Lecce non è una sede qualunque: pur contando sette uffici in tutta Italia, il capoluogo salentino è il cuore storico e operativo della Fondazione. È qui che batte il motore tecnologico del centro: il supercomputer più importante d’Europa interamente dedicato allo studio del clima, all’analisi dei big data e allo sviluppo di modelli predittivi.

“Ho visitato con grande interesse il CMCC nella sua sede di Lecce”, ha dichiarato il Ministro Pichetto Fratin. “Con i suoi 500 ricercatori, rappresenta una realtà all’avanguardia a livello internazionale, in particolare per la capacità di elaborazione dei dati. È un centro di eccellenza che fornisce allo Stato e al settore privato informazioni cruciali per orientare azioni e comportamenti.”

I progetti di frontiera presentati al Ministero

Durante l’incontro, il Presidente del CMCC Antonio Navarra, insieme alla Direttrice operativa Laura Panzera e ai ricercatori Anna Pirani, Paola Mercogliano e Giovanni Coppini, ha illustrato al Ministro le tecnologie di punta sviluppate dal Centro a supporto della resilienza territoriale:

1. Il “Gemello Digitale” dell’Oceano (Digital Twin of the Ocean)

Si tratta di una piattaforma avanzata che fonde intelligenza artificiale, supercalcolo e osservazioni satellitari per creare una replica virtuale del mare. Uno strumento fondamentale per simulare scenari futuri e proteggere le coste italiane ed europee da fenomeni critici come l’erosione costiera, le alluvioni e l’innalzamento del livello dei mari.

2. La cabina di regia internazionale per le coste: CoastPredict

Il CMCC è stato scelto per ospitare il segretariato globale di CoastPredict, un’iniziativa cardine delle Nazioni Unite (nell’ambito della Decade of Ocean Science for Sustainable Development). Da Lecce si coordinano le attività scientifiche mondiali per creare sistemi di previsione e supporto decisionale a tutela delle comunità costiere di tutto il pianeta.

3. Il ruolo nei negoziati ONU e nell’IPCC

Il Centro ricopre il ruolo strategico di Focal Point per l’Italia dell’IPCC (il Panel Intergovernativo sui Cambiamenti Climatici delle Nazioni Unite). I ricercatori salentini partecipano attivamente ai tavoli negoziali internazionali, fornendo la base scientifica che orienta le politiche globali di riduzione delle emissioni.


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 Agnese Cecchini

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