Provincia, Cardinali nuovo vicepresidente: “La gestione resterà trasversale” – L’intervista


Ad Alessandro Cardinali (FdI), neo vicepresidente dell’Amministrazione provinciale di Frosinone, chiediamo con quale spirito e con quali propositi intende affrontare il ruolo affidatogli dal presidente Luca Di Stefano.

“Innanzitutto colgo l’occasione, visto che sono alle prime interviste rilasciate, per ringraziare il presidente Luca Di Stefano per la fiducia che ha voluto accordarmi affidandomi un ruolo di vicepresidente che ho svolto, tra l’altro, nel passato più volte. È un ruolo importante, di collegamento tra il presidente, i consiglieri provinciali, gli uffici. Si tratta di tessere rapporti istituzionali volti a coadiuvare il presidente nei vari impegni istituzionali e gestionali”.

  • La consiliatura iniziata affronterà la fase finale del mandato presidenziale che sboccherà nel rinnovo della massima carica di Palazzo Gramsci. Come interpreterà il suo ruolo anche in questa prospettiva tutta politica di competizione per la presidenza della Provincia?

“Credo che quest’ultimo anno di amministrazione Di Stefano rappresenti principalmente il momento della conclusione di tante iniziative e di tante opere che si sono messe messe in campo in questi ultimi anni. Quindi mi porrò nella prospettiva di agevolare la conclusione di questi interventi”.

“Il nuovo presidente? Va scelto in un contesto politico più ampio”

  • Ha delle priorità alle quali tiene e guarda con particolare attenzione?

“Io nella passata legislatura ero delegato all’edilizia scolastica e mi vengono in mente i tantissimi cantieri aperti sulle scuole che sono in fase di conclusione. Poi, da un punto di vista politico, è chiaro che adesso, dopo l’estate, si aprirà un dibattito all’interno dei partiti e delle coalizioni per individuare il nuovo presidente la Provincia. Sarà un momento di riflessione da parte dei coordinamenti regionali e provinciali del partito (FdI – ndr): noi consiglieri provinciali daremo le nostre opinioni ma ovviamente si andranno ad incastrare in un quadro complessivo rispetto alle tornate elettorali che ci aspettano nel 2027: dal Comune di Frosinone al voto politico. Ci sarà quindi una riflessione generale, ben al di là dell’ente provinciale”.

  • Il presidente Di Stefano deve ancora attribuire le deleghe ai consiglieri: passaggio atteso anche per dare una lettura politica a quel che sta avvenendo. Se resterà, cioè, una gestione trasversale che va oltre gli schieramenti partitici o se si terrà contro della maggioranza numerica che il centrodestra ha raggiunto in Consiglio provinciale.

“Penso che un ente di secondo livello difficilmente può essere concepito come un un organismo che si possa governare a maggioranza. Anche perché, in realtà, i poteri del Consiglio sul presidente sono diversi rispetto a quelli tra assise e sindaco in un’amministrazione comunale. Il Consiglio provinciale non può determinare la sfiducia del presidente e neppure influisce sulla mancata approvazione di qualsivoglia atto di qualsiasi rilevanza. Il presidente potrebbe autonomamente adottare i provvedimenti senza bisogno del Consiglio”.

“Quindi è chiaro che quella della Provincia è sempre stata un’esperienza di amministrazione trasversale e credo che continui in questo solco, al di là dei rapporti di forza che sono usciti dalle urne del rinnovo del Consiglio provinciale. I rapporti di forza vanno rispettati anche alla Provincia ma l’ente di secondo livello resta”.

“Economia, molti investimenti. Solo l’automotive è il vero problema”

  • La Provincia è stata in passato cabina di regia economica per il territorio, ruolo scomparso col tempo. Oggi sarebbe necessario disporre di un luogo di monitoraggio di prossimità rispetto ad una situazione del sud Lazio a due velocità: tra il nord che fortunatamente resiste con investimenti importanti come quello di Novo Nordisk, ed un sud affossato drammaticamente dal crollo dell’auto. Cosa ne pensa?

“Diciamo subito che il problema economico che affligge l’automotive – e di conseguenza la parte sud della provincia – rappresenta una problematica che l’amministrazione provinciale difficilmente da sola può affrontare. E’ una questione che richiede una attività istituzionale a livello più alto, sicuramente ministeriale e regionale. Noi potremmo essere di supporto e cercare di mettere gli attori attorno a un tavolo ma penso che il problema dell’automotive sia un problema che va discusso a livello europeo, coinvolgendo la competitività ed il futuro di colossi industriali continentali e globali. L’avanzare dell’industria cinese, poi, sta mettendo in difficoltà praticamente tutti i Paesi europei. Quindi ritengo che, da questo punto di vista, la Provincia – con le sue risorse e le sue competenze – abbia il raggio d’azione limitato”.

“Per fortuna ci sono tanti investimenti che stanno arrivando sulla nostra provincia anche al di là di Novo Nordisk. Penso, per fare un esempio, al Polo del freddo di Ferentino ed a tanti investimenti sulla logistica. Quindi credo che il problema vero sia proprio l’automotive ma va risolto a livelli più alti rispetto l’amministrazione provinciale”.

“Priorità alle scuole. Ma seguiremo anche la nascita dell’Ato unico”

  • Veniamo alle materie di competenza specifica che sono le scuole e le strade ma sappiamo che la Provincia è decisiva anche per settori vitali di interesse collettivo come i rifiuti e l’acqua: ci sono impegni prioritari che intende prendere?

“Ritengo che la priorità dell’amministrazione provinciale, in ordine decrescente, parta dalle scuole, per garantire ai nostri giovani degli ambienti salubri e sempre più moderni e accoglienti. Con il Pnrr abbiamo investito tantissimo sugli istituti di secondo livello della nostra provincia; cercheremo di continuare a farlo con le risorse date che sono sempre insufficienti rispetto alla necessità. Ma puntiamo a garantire una manutenzione adeguata di edifici e immobili di proprietà della Provincia o in affitto. Sulla viabilità abbiamo degli investimenti programmati che stiamo portando avanti. Disponiamo di un piano preciso di intervento a seconda della necessità e dell’urgenza sulle varie arterie della provincia di Frosinone, distribuito sull’intero territorio, senza differenze tra aree, con una distribuzione equa delle risorse”.

“Per quanto riguarda invece l’acqua stiamo seguendo l’intenzione della Regione di varare un Ato unico. Siamo interessati perché comporterà sicuramente una riduzione delle bollette per quanto riguarda la provincia di Frosinone. Il costo del servizio, infatti, verrà ripartito su tutta la Regione Lazio, compresa la città di Roma: quindi l’ambito unico avrà sicuramente un impatto positivo con la riduzione delle nostre bollette che sono decisamente care. Da questo punto di vista c’è l’impegno della Provincia a seguire tutto ciò che sarà l’iter della fusione dei vari Ato e l’avanzamento di questo processo da qui ai prossimi anni”.


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 Stefano Di Scanno

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