Intervento di Silvia Alfino: “Il tempo è diventato la materia prima più preziosa dell’impresa”
Quando si parla di impresa femminile si citano spesso incentivi, bandi, nuove attività e numeri delle imprese guidate da donne. Molto meno si parla di uno degli aspetti che incide davvero sulla sostenibilità del lavoro autonomo femminile: il valore del tempo. I numeri raccontano un fenomeno economico sempre più rilevante anche nel territorio ionico.
Le imprese femminili nella provincia di Taranto sono oltre 12 mila e rappresentano circa un quarto del tessuto imprenditoriale locale, una percentuale superiore alla media nazionale. Di queste, oltre 1.300 sono imprese artigiane femminili: una presenza significativa nei settori dell’artigianato, dei servizi, della manifattura, del benessere, dell’agroalimentare e delle professioni. Sono numeri che raccontano capacità imprenditoriale e resilienza in un territorio ancora segnato da difficoltà occupazionali e trasformazioni economiche, ma evidenziano anche quanto il contributo femminile sia ormai una componente strutturale dello sviluppo locale. Dall’analisi sviluppata dal Movimento Donne Impresa di Confartigianato Taranto emerge un dato chiaro: molte donne imprenditrici non affrontano soltanto mercato, costi o burocrazia, ma anche una continua frammentazione del proprio tempo e delle proprie energie.
È il tema del “lavoro invisibile” che accompagna il lavoro femminile autonomo. Secondo numerose analisi economiche e sociali europee, le donne continuano a sostenere la parte prevalente del carico organizzativo familiare anche quando guidano un’attività imprenditoriale. Per molte imprenditrici il lavoro non termina con la fine della giornata professionale. Alla gestione dell’impresa si affiancano responsabilità familiari e organizzative che continuano spesso a gravare prevalentemente sulle donne. È un doppio lavoro: produttivo e organizzativo. Oggi molte donne non rinunciano a fare impresa perché mancano idee o competenze, ma perché sono spesso costrette a sostenere da sole il peso dell’organizzazione della vita quotidiana. È qui che emerge uno dei temi più moderni e meno raccontati dell’imprenditoria femminile: il cosiddetto “carico invisibile”. Non soltanto lavoro operativo, ma pianificazione continua. Un’attività silenziosa che non compare nei bilanci aziendali ma incide concretamente sulla possibilità di crescere, innovare e sviluppare nuove opportunità. È forse questa la riflessione che più ci ha colpito nel corso dell’analisi: per molte imprenditrici il vero capitale da difendere non è soltanto economico. È il tempo mentale. La competitività dell’impresa femminile dipende sempre più dalla qualità del contesto nel quale le donne sono chiamate a fare impresa e dalla capacità del territorio di valorizzarne competenze e progettualità.
L’analisi porta anche a una riflessione che riguarda direttamente il futuro economico di Taranto. Le donne continuano ad avviare imprese e a rappresentare una componente importante del tessuto produttivo locale. La sfida oggi è accompagnarne la crescita. Molte imprese femminili possiedono competenze e potenzialità importanti ma faticano a consolidarsi. In un territorio attraversato dalla transizione industriale, digitale ed energetica, favorire la piena partecipazione femminile ai processi di innovazione significa valorizzare una parte fondamentale del capitale umano e imprenditoriale della provincia. A Taranto non manca il coraggio delle donne di fare impresa. I numeri lo dimostrano. La sfida è fare in modo che queste imprese non restino sole, trasformando tante storie imprenditoriali individuali in una comunità economica capace di crescere insieme. Da questa analisi emergono alcune proposte concrete: la costituzione di un Osservatorio permanente sull’imprenditoria femminile della provincia di Taranto; il monitoraggio della partecipazione femminile ai processi di transizione digitale, energetica e produttiva che stanno ridisegnando l’economia locale, affinché le donne possano esserne protagoniste; la costruzione di una rete permanente delle imprenditrici del territorio, capace di favorire collaborazione, condivisione di esperienze e nuove opportunità professionali e imprenditoriali. Tra le proposte più innovative vi è la realizzazione del primo “Bilancio del Tempo delle Imprenditrici Tarantine”, iniziativa che il Movimento Donne Impresa di Confartigianato Taranto avvierà già entro questo mese. Attraverso questionari e momenti di ascolto l’obiettivo sarà misurare quanto tempo venga assorbito dall’attività d’impresa, dalla gestione familiare e da quel lavoro organizzativo invisibile che incide direttamente sulla competitività delle imprese. I risultati saranno raccolti in un primo report territoriale, utile a fotografare una realtà ancora poco indagata e a costruire una base conoscitiva per orientare future iniziative e proposte a sostegno dell’imprenditoria femminile. Perché ciò che non viene misurato difficilmente può essere compreso, valorizzato e migliorato. Le donne non chiedono percorsi facilitati.
Chiedono condizioni che consentano di esprimere pienamente competenze, professionalità e capacità imprenditoriali. Il Movimento Donne Impresa di Confartigianato Taranto vuole essere uno strumento aperto e concreto a disposizione delle imprenditrici del territorio: uno spazio di confronto, ascolto e condivisione di esperienze, capace di valorizzare il ruolo economico, sociale e culturale dell’imprenditoria femminile.
Come coordinatrice del Movimento Donne Impresa Confartigianato Taranto sono convinta che questo tema rappresenti una delle chiavi attraverso cui leggere il futuro economico e sociale della provincia. L’imprenditoria femminile non è una componente marginale dell’economia locale, ma una delle risorse più importanti su cui costruire una Taranto più moderna, competitiva e capace di affrontare le sfide del futuro. A Taranto non manca il coraggio delle donne di fare impresa. La sfida è creare le condizioni affinché quel coraggio possa trasformarsi in crescita, occupazione, innovazione e sviluppo. Perché ogni impresa femminile che cresce non rappresenta soltanto un successo individuale, ma una risorsa in più per l’intera comunità. Ed è per questo che il tema dell’imprenditoria femminile non riguarda soltanto le donne: riguarda il futuro economico e sociale di Taranto.
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