Forum Ambrosetti di Bormio, l’Italia e il boom di investimenti nell’agroalimentare


Bormio (Sondrio), 5 Giugno 2026 – In tre anni, in Italia, gli investimenti nel settore agroalimentare sono aumentati del 46% rispetto al triennio precedente salendo a 16,8 miliardi, che si aggiungono alla quota strutturale di 38,5 miliardi di Euro.  

L’Osservatorio sulle Politiche Agroalimentari

In occasione della 10ª edizione del Forum Food&Beverage, dove TEHA Group ha illustrato il primo Osservatorio sulle Politiche Agroalimentari, nato per analizzare le ricadute economiche e strutturali delle iniziative politiche a supporto del settore agroalimentare italiano.

Sommando i benefici economici generati, grazie a questi investimenti è stato abilitato un impatto diretto sul settore agroalimentare di circa 87 miliardi di euro di valore aggiunto e un beneficio complessivo sul sistema-Paese (es. occupazione, redditi, consumi, filiera produttiva) stimabile in circa 246 miliardi di euro nel medio-lungo periodo. Di questi, 67,8 miliardi di Euro sono già osservabili nell’arco dei prossimi tre anni. Accanto a questi effetti immediati, 178 miliardi di euro si manifesteranno nel medio-lungo periodo attraverso competitività, occupazione qualificata e capacità di presidiare i mercati internazionali.

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L’Osservatorio evidenzia un cambio di passo rispetto al passato: dal 2010 al 2022 il sostegno pubblico all’agricoltura è rimasto sostanzialmente invariato, con una media annua che non ha superato i 12,4 miliardi di Euro. “L’Osservatorio – ha commentato Valerio De Molli, managing partner e chief executive officer di ‘The European House Ambrosetti’ e TEHA Group – ha analizzato un contesto internazionale nel quale emerge un divario significativo nel livello di sostegno pubblico: negli Stati Uniti il budget dell’USDA rappresenta il 40,1% del fatturato agricolo, quasi 4 volte in più del 10,4% garantito dalla politica agricola comune europea, nonostante le dimensioni economiche complessive del settore siano comparabili, con circa 532 miliardi di euro per l’Unione Europea e 565 miliardi di dollari per gli Stati Uniti. Il rafforzamento delle politiche nazionali, letto attraverso dati omogenei e misurabili, è quindi una leva decisiva per sostenere competitività, resilienza e autonomia strategica dell’agroalimentare italiano”.  

Le 7 linee di intervento per l’agroalimentare

Nel periodo analizzato, compreso tra il 2023 e il 2025, TEHA ha classificato le politiche agricole e industriali del nostro Paese in sette linee di intervento principali: il sostegno alla capacità produttiva delle filiere strategiche concentra 6,1 miliardi di euro, mentre l’innovazione tecnologica e l’autonomia energetica mobilitano 5,6 miliardi di euro per modernizzare il modello agroalimentare in chiave digitale e sostenibile.

A queste misure si affiancano la promozione dell’imprenditoria giovanile, con 0,4 miliardi di euro destinati a favorire il ricambio generazionale, il sostegno al consumo, con 3,6 miliardi di euro per tutelare il potere d’acquisto, promuovere i prodotti di qualità e la sicurezza alimentare, con 1,1 miliardi di Euro per proteggere la produzione da crisi sanitarie e fitosanitarie.

Completano il quadro la promozione e tutela del Made in Italy, attraverso iniziative di internazionalizzazione e contrasto all’Italian Sounding, e il presidio degli affari europei, finalizzato ad allineare il quadro normativo e finanziario europeo agli interessi strategici nazionali.  

La situazione attuale della filiera

Il settore agroalimentare – principale driver del Made in Italy nel mondo – ha fatturato nel 2024 269,9 miliardi di euro complessivi, di cui 193 miliardi di Euro generati dall’industria Food&Beverage e 76 miliardi di Euro dal comparto agricolo, registrando una crescita del +42% rispetto al 2015.

Come emerge dalla ricerca ‘La Roadmap del futuro per il Food&Beverage: quali evoluzioni e quali sfide per i prossimi anni’ che dà il nome al Forum annuale TEHA di Bormio, il valore aggiunto, quale contributo diretto al PIL, è pari a 81,6 miliardi di euro, posizionando il settore al primo posto tra i comparti manifatturieri italiani, con un valore superiore del +50% rispetto alla metallurgia, quasi 3 volte il fashion Made in Italy e circa 5 volte l’industria chimica.

Il record delle esportazioni 

Sul fronte internazionale il 2025 ha segnato un record storico con 72,5 miliardi di euro di esportazioni agroalimentari (food&beverage, agricoltura e tabacco), quasi raddoppiati rispetto al 2015 (+96,4%) e aumentati del +5% rispetto al 2024, nonostante l’introduzione di dazi negli Stati Uniti. L’Italia è oggi il primo Paese in Europa per valore aggiunto del comparto agricolo, pari a 44,2 miliardi di Euro e in crescita dell’11% rispetto al 2023. L’incidenza dell’agroalimentare sul PIL nazionale ha raggiunto il record ventennale del 4,2%.  

Italia leader nelle certificazioni e nell’export

La forza competitiva della filiera si riflette anche nei primati produttivi e nella qualità riconosciuta sui mercati: l’Italia detiene una leadership mondiale nella produzione ed esportazione di pasta, passata di pomodoro e vino, prodotti cardine del Made in Italy, e conquista il 10,8% dei podi globali nell’export agroalimentare pur rappresentando appena lo 0,7% della popolazione mondiale e lo 0,06% della superficie globale.

Il Paese è inoltre primo in UE-27 per numero di prodotti certificati, con 897 denominazioni e un fatturato di 20,7 miliardi di euro, confermando il ruolo delle indicazioni geografiche come asset industriale, reputazionale e commerciale per l’intero sistema agroalimentare.

L’eccellenza della Valtellina

“In questo contesto, la Lombardia e in particolare la Valtellina – ha concluso Valerio De Molli  – rappresentano un’eccellenza dell’intero sistema-Paese: la prima regione in Italia per fatturato agroalimentare, con 50 miliardi di euro e una crescita del 40,4% rispetto al 2015, e la prima anche per valore aggiunto nel settore, con un contributo di 11,2 miliardi di euro e una crescita del +31,6% rispetto al 2015. La Lombardia è inoltre la prima Regione in Italia per esportazione agroalimentare, raddoppiato in 10 anni a 11,7 miliardi di Euro. La Valtellina è un modello territoriale in cui identità, qualità certificata, capacità produttiva e apertura ai mercati internazionali si integrano, rafforzando la competitività della Lombardia e del Made in Italy agroalimentare”.

Lollobrigida: “Oggi si certifica l’impatto degli investimenti del Governo Meloni”

Nel corso del suo intervento il Ministro dell’Agricoltura e della Sovranità Alimentare Francesco Lollobrigida ha sottolineato: “Oggi The European House Ambrosetti certifica l’impatto degli investimenti del Governo Meloni, 16,8 miliardi di euro, nel settore agroalimentare. Abbiamo messo queste risorse al servizio di una strategia di crescita dell’intero settore per rafforzare la produzione, la promozione e la protezione delle nostre imprese e dei nostri prodotti. Abbiamo più che raddoppiato gli investimenti del Pnrr in agricoltura passando da 3,6 a 8,9 miliardi di euro, rendendo le nostre imprese più forti e più capaci di generare valore con investimenti nell’energia, nell’approvigionamento idrico e nella capacità di fare sistema. Abbiamo agito infatti con una logica di filiera, mettendo insieme produttori, trasformatori e distribuzione per rafforzare il nostro settore e facilitare la crescita delle imprese. I dati di oggi confermano che avevamo ragione, questi investimenti genereranno oltre 240 miliardi di euro di valore nel tempo. Questo risultato è il punto di partenza per raggiungerne altri”.

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