I migliori fumetti di Zerocalcare: quali comprare e leggere


A partire dai primi anni del Novecento, l’Italia è profondamente legata al mondo del fumetto prima ancora dell’arrivo di Michele Rech, in arte Zerocalcare. Per decenni, tra alti e bassi, questa arte è riuscita a sopravvivere a entrambe le Guerre Mondiali, pandemie e crisi, riuscendo anche a parlare della vita delle persone, attraverso disegni di personaggi considerati iconici ancora oggi.

Se gli anni ’70 e ’80 sono stati i decenni più produttivi e fortunati, con l’arrivo del Nuovo Millennio, il fumetto italiano ha rischiato di scomparire. A salvarlo, lo spostamento dall’edicola alle librerie, che hanno accolto non solo scrittori e romanzieri, ma anche illustratori, come nel caso di Zerocalcare nel 2011.

In occasione dell’uscita su Netflix, dell’ultima serie d’animazione intitolata Due Spicci, questi sono i 5 fumetti di Zerocalcare che andrebbero letti e conservati nelle vostre librerie.

I fumetti di Zerocalcare da non perdere

In breve tempo, Zerocalcare è diventato uno dei nomi più riconosciuti nell’arte del fumetto, ottenendo grandi consensi tra i lettori e gli addetti ai lavori. Risultato eclatante, esser riuscito ad arrivare al primo posto nelle classifiche dei libri più venduti in Italia con i suoi fumetti.

Lo stile inconfondibile, la narrativa autentica, gli argomenti che toccano le corde dell’anima e i dialoghi divertenti ma riflessivi, sono alcuni dei motivi che da anni spingono giovani e adulti, a leggere le sue storie.

Un risultato sorprendente che non è passato inosservato alla piattaforma streaming Netflix, che ha collaborato alla realizzazione di ben tre serie d’animazione: Strappare lungo i bordi (2020); Questo mondo non mi renderà cattivo (2023) e Due Spicci (2026). Se volete conoscere pienamente il talento di Zerocalcare, questi sono i 5 fumetti che dovreste recuperare e leggere.

La profezia dell’Armadillo (2011)

La Profezia dell’Armadillo (clicca sulla foto per acquistarlo) – Newscinema.it

Si tratta del fumetto di esordio di Zerocalcare, inizialmente auto prodotto e poi ristampato con la BAO Publishing. Definirlo un fumetto, non è propriamente corretto, trattandosi di un libro che ha contribuito a rendere l’arte del fumetto non più un’interesse di nicchia, ma una realtà in grado di scalare anche le classifiche dei libri più venduti in Italia.

Il libro è composto da storie brevi riguardanti la morte prematura di Camille, amica d’infanzia di Zero e suo eterno amore, tenuto segreto e mai dichiarato. Insieme al suo migliore amico, Secco, il protagonista si trova a parlare e a gestire il dolore di un lutto avvenuto in età adolescenziale. Partiti per il viaggio che li porta alla commemorazione di Camille, i due ragazzi si trovano a ricordare i momenti belli trascorsi insieme e le promesse mancate.

Il titolo La Profezia dell’Armadillo, deriva da una legge psicologica creata da Zerocalcare, con l’intento di esprimere l’attitudine a creare una zona di comfort per paura di fallire. Un meccanismo di autodifesa che porta la persona a dire: “non ci provo, per non venire rifiutato“. Di conseguenza, anche se non si corre il rischio, si è destinati a vivere una vita di rimpianti.

Un polpo alla gola (2012)

Un polpo alla gola
Un polpo alla gola (clicca sulla foto per acquistarlo) – Newscinema.it

La seconda collaborazione con BAO Publishing, porta Zerocalcare a creare un volume considerato come un romanzo grafico continuo, senza blocchi di storie brevi. La narrazione si snoda sulle tre fasi scolastiche di Zero. La prima riguarda la Scuola Elementare, nella quale il protagonista è insieme a Secco e alla sua storica amica Sarah.

Iscritti a una scuola privata gestita da suore, mentre erano in giardino a giocare, si trovano ad assistere a un evento misterioso e drammatico. Per paura delle conseguenze, i tre amici decidono di stringere un patto di sangue, nel quale si impegnano a non parlare con nessuno della scena che hanno visto.

La seconda parte, riguarda la Scuola Media. Mentre i tre ragazzi crescono, continuano a tenere il segreto di quell’evento visto anni prima. A minare la loro riservatezza, sono le minacce di un bullo, che giura di essere pronto a rivelare quel segreto taciuto per anni. Ed è qui, che emergono le difficoltà interiori, i legami e l’ansia.

La terza parte, si concentra sull’Età Adulta. Il venticinquenne Zero, si ritrova a dover fare i conti con quel segreto, in maniera inaspettata. Questo lo porta a dover rivedere i suoi tre amici e a dover fare i conti con un passato che credevano ormai sepolto.

Come per il primo fumetto, anche il titolo di questo libro rappresenta una metafora, che racchiude tutto il senso della storia. Il “polpo” oltre a essere la creatura marina, è inteso come un senso di colpa, qualcosa che strozza il collo ed esprime l’inadeguatezza.

Dimentica il mio nome (2014)

Dimentica il mio nome
Dimentica il mio nome (clicca sulla foto per acquistarlo) – Newscinema.it

La piena maturità artistica di Zerocalcare, avviene con la pubblicazione di questo libro, sempre con la BAO Publishing. Finalista al Premio Strega Giovani nel 2015, in questo volume, vengono messi da parte i suoi storici amici, per una narrazione incentrata su un’indagine genealogica e familiare.

Ad aprire la storia è un evento drammatico, avvenuto nella vita reale di Zerocalcare: la scomparsa della nonna materna. La sua morte oltre a lasciare un vuoto incolmabile nella famiglia, fa crollare anche le certezze nella vita del ragazzo. Quando Zero insieme alla madre, si recano all’appartamento della donna, scoprono una situazione inaspettata.

Documenti spariti nel nulla, passaporti falsi e foto dell’epoca dense di mistero, rendono l’atmosfera carica di mistero. In questo giallo familiare, Zero inizia a scavare nel passato della sua bisnonna, della nonna e di sua madre. Un passato fatto di fughe, segreti mai detti e traumi dolorosi.

La scelta di questo titolo, va inteso come un imperativo: Dimentica il mio nome. Un imposizione verso la necessità di cancellare la propria identità, per potersi salvare e cominciare una nuova nuova.

Niente di nuovo sul fronte di Rebibbia (2021)

Niente di nuovo sul fronte di Rebibbia
Niente di nuovo sul fronte di Rebibbia (clicca sulla foto per acquistarlo) – Newscinema.it

Con questo volume, Zerocalcare racconta una storia più complessa e matura, nel quale racconta l’Italia durante la pandemia, a metà tra l’emergenza nazionale e le crisi delle persone, che hanno dovuto fare i conti con un mostro invisibile.

Suddiviso in cinque blocchi, ognuno di loro si basa su dolori della società o della vita dell’autore. Zerocalcare si trova a riflettere su come sarà la società in un futuro post-pandemia e in che modo, il mondo si troverà cambiato.

Niente di nuovo sul fronte di Rebibbia, inoltre segna il passaggio di Zerocalcare dall’essere un fumettista di nicchia a fenomeno globale. Una condizione che per quanto lo renda orgoglioso, lo mette anche in crisi, all’idea di tradire le proprie origini, i propri cari e le lotte politiche alle quali ha sempre messo la faccia. E spinto sempre dalla paura di fallire, definisce questa condizione come un “castello di cartone”.

Quando muori resta a me (2024)

Quando muori resta a me
Quando muori resta a me (clicca sulla foto per acquistarlo) – Newscinema.it

Collaborando con la BAO Publishing, Zerocalcare si trova a realizzare un volume su un’altra figura fondamentale della sua vita: suo padre. Una presenza rimasta sullo sfondo e mai apparsa fino a questo momento. In un viaggio on the road padre-figlio, i due decidono di andare in un paese delle Dolomiti, luogo d’origine della famiglia paterna.

Arrivati in questa casa un po’ malandata e fatiscente, si rendono conto che c’è un clima ostile, anche tra gli abitanti del paesino. Una diffidenza iniziale che finisce per sfociare apertamente in rabbia. A compromettere tutto, un segreto che riguarda la giovinezza del padre e la bisnonna di Zero a causa di gravi tensioni e drammi familiari ma superati.

Gli argomenti cardine di questo fumetto sono racchiusi nel titolo e sostanzialmente due: il primo, riguarda i silenzi ereditati ovvero tra persone dello stesso sangue, come nel caso del rapporto tra padre e figlio.

Mentre, il secondo è causato dal peso dei “non detti”, ovvero quei traumi, quei rancori mai risolti e tramandati per generazioni. Per questo motivo ha deciso di intitolarlo “Quando muori resta a me” tutto quello che non si è risolto quando si era in vita.


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 Leila Cimarelli

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