Secondo Trump i leader di Teheran non hanno firmato ancora un accordo perché sono troppo orgogliosi, ma «non hanno altra scelta». Nel Libano meridionale, secondo la Cnn, sarebbero almeno 21 le persone uccise, ieri, 5 giugno durante raid israeliani
Donald Trump sostiene che l’Iran «non ha altra scelta» se non quella di arrivare a un accordo con gli Stati Uniti, pur definendo i leader di Teheran «forti» e «orgogliosi». In un’intervista a Meet the Press di Nbc News, il presidente statunitense ha detto che l’Iran conserva ancora «circa il 21-22 per cento» del suo arsenale missilistico, dopo che «la maggior parte» delle fabbriche di droni, delle piattaforme di lancio e degli impianti di produzione missilistica sarebbe stata colpita.
Intanto resta alta la tensione nello Stretto di Hormuz: il Centcom ha riferito di aver abbattuto quattro droni iraniani diretti verso l’area e di aver poi colpito postazioni radar di sorveglianza costiera a Goruk e sull’isola di Qeshm, parlando di autodifesa. Dopo i raid statunitensi contro installazioni radar in Iran, le Guardie Rivoluzionarie iraniane hanno annunciato di aver attaccato «basi nemiche» nella regione, secondo una dichiarazione trasmessa dalla televisione di stato IRIB e riportata dall’Afp. Il Kuwait ha reso noto di aver risposto ad attacchi iraniani compiuti, secondo il comando statunitense, con sette missili balistici anche verso il Bahrein. Nel Libano meridionale, secondo la Cnn, sarebbero almeno 21 le persone uccise ieri durante raid israeliani, sulla base dei dati forniti dall’Agenzia nazionale di stampa libanese. Da Teheran, il viceministro degli Esteri Kazem Gharibabadi chiede che almeno metà dei beni iraniani congelati venga sbloccata subito dopo la firma di un memorandum d’intesa con Washington.
PUNTI CHIAVE
13:00
Le forze armate del Bahrein hanno accusato l’Iran di “approccio ostile sistematico” dopo aver intercettato tre missili e alcuni droni lanciati dalla Repubblica Islamica contro il suo territorio. Lo riporta Al Jazeera. L’esercito dello Stato del Golfo ha definito “illegali” gli attacchi e ha denunciato la “brutale aggressione iraniana” contro quelli che ha definito obiettivi civili.
12:07
Credo sia stato già dichiarato con molta chiarezza: viene meno, lì, una guerra giusta, il problema è che la teoria della guerra giusta viene da secoli passati, quando non si immaginavano le armi e la capacità di distruzione che l’uomo ha oggi. E tutto come dico nell’enciclica…”.
Lo ha detto papa Leone a bordo dell’aereo papale diretto verso Madrid rispondendo alla domanda di un giornalista che gli ha chiesto se in Iran sia una guerra giusta. Del tema della guerra giusta il Papa parla nella sua recente enciclica Magnifica Humanitas.
12:06
“Se l’Agenzia vuole partecipare a una soluzione diplomatica, deve astenersi dal trasformare i rapporti tecnici in strumenti di pressione politica”. Lo scrive su Xil viceministro degli Esteri iraniano Kazem Gharibabadi che accusa l’Agenzia Internazionale per l’Energia Atomica (Aiea) di utilizzare le conseguenze degli attacchi statunitensi e israeliani contro siti nucleari iraniani per creare “ambiguità” sul programma nucleare di Teheran. Gharibabadi stigmatizza le parole del direttore dell’agenzia dell’Onu, Rafael Grossi. “Parla di ‘ambiguità’, ‘mancanza di accesso’ e ‘perdita di continuità delle conoscenze’, ma questa situazione non si è creata dal nulla. Gli Impianti nucleari protetti da salvaguardare sono stati bersaglio di attacchi militari da parte degli Stati Uniti e del regime israeliano. Il direttore generale dell’Agenzia, che si è dimostrato completamente al servizio degli Stati Uniti e dell’Occidente, purtroppo non ha mai condannato questi attacchi”.
Gharibabadi ha inoltre respinto l’attenzione dell’agenzia sull’uranio arricchito al 60% dell’Iran e sui possibili scenari legati alla produzione di armi nucleari, affermando che il Trattato di non proliferazione nucleare non fissa un limite numerico ai livelli di arricchimento e che il criterio legale è se il materiale nucleare venga deviato verso scopi militari.
“Non si possono bombardare strutture protette da misure di sicurezza, eliminare l’accesso e la sicurezza necessari per le ispezioni e poi usare le conseguenze di quello stesso attacco come ‘ambiguità’ nei confronti dell’Iran” conclude.
11:45
“Le illusioni in diplomazia comportano un costo elevato, e una pace duratura nasce dall’equilibrio di potere, non dal miraggio di promesse prive di fondamento”, ha affermato Ali Akbar Velayati, consigliere della Guida Mojtaba Khamenei, mettendo in guardia contro “l’errore strategico dei Paesi della regione e la loro fiducia nel miraggio del compromesso” a scapito della resistenza.
“La nuova architettura della geometria del potere non sarà costruita sull’indebolimento dell’eroica resistenza”, ha affermato in un messaggio su X, aggiungendo: “L’incubo di lunga data e la paura storica dei teorici occidentali riguardo all’ascesa al potere dell’Iran sono diventati realtà, e una nuova geometria ha preso forma”.
11:32
Il ministro dell’Interno pachistano Mohsin Naqvi, il cui Paese ha svolto un ruolo di mediazione tra Iran e Stati Uniti nei colloqui per porre fine alla guerra, è atteso a Teheran nelle prossime ore. Lo riporta l’Irna, che cita una fonte diplomatica. Naqvi ha avuto colloqui con il suo omologo iraniano Eskandar Momeni in due occasioni, giovedì e venerdì, in Kirghizistan, dove avevano partecipato a una riunione dell’Organizzazione di Cooperazione di Shanghai, ha aggiunto. Ha effettuato tre visite a Teheran tra aprile e maggio per scambiare le proposte delle due parti.
11:14
Gli inviati del presidente Trump, Steve Witkoff e Jared Kushner, si sono recati giovedi al laboratorio nazionale di Oak Ridge, nel Tennessee, per consultazioni con un team di esperti tecnici che potrebbero svolgere un ruolo nei negoziati sul nucleare con l’Iran. Lo riporta Axios. La Casa Bianca sta cercando di raggiungere un memorandum d’intesa con l’Iran per porre fine alla guerra e avviare negoziati approfonditi sul nucleare, e vuole avere esperti pronti nel caso in cui tali colloqui partissero.
L’incontro a Oak Ridge, “non significa che si arriverà a un accordo, ma è un segnale che i negoziati sono in una fase molto seria e che ci sono buone possibilità di concluderlo, e noi vogliamo essere preparati”, ha dichiarato un funzionario statunitense ad Axios. Alcuni dei massimi esperti degli Usa nel trattamento dell’uranio e nella tecnologia delle centrifughe lavorano proprio all’Oak Ridge National Laboratory e il complesso di sicurezza nazionale Y-12, strutture che rientrano sotto il dipartimento dell’Energia. In passato, materiali e attrezzature nucleari, provenienti anche dal Kazakistan e dalla Libia, hanno transitato in Tennessee. Al momento la notizia dell’incontro non ha avuto conferme ufficiali. I due funzionari statunitensi hanno affermato che e’ stata recentemente istituita una squadra di circa 100 esperti per partecipare ai negoziati sul nucleare, qualora si raggiungesse un accordo preliminare con Teheran.
10:28
Il Kuwait ha ripreso il traffico aereo dopo la sospensione dovuta all’attacco iraniano. Lo ha annunciato l’Autorità per l’aviazione civile del Kuwait spiegando che i voli nel Paese sono ripresi dopo la chiusura dello spazio aereo avvenuta durante la notte a seguito di un attacco proveniente dall’Iran. E’ stato inoltre riferito che, a causa della chiusura dello spazio aereo, 11 voli di Kuwait Airways e Jazeera Airways sono stati dirottati verso aeroporti vicini
10:05
L’esercito israeliano (Idf) ha ordinato agli abitanti di cinque località del sud del Libano (Aaramta, Machgara, Kafr Houna, Sejoud e Ansariyeh) di evacuare immediatamente a nord del fiume Litani in vista delle operazioni militari contro Hezbollah. Lo riferisce il Times of Israel. L’Idf spiega che è “costretta ad agire con forza” nella zona “alla luce della presenza” di Hezbollah, “in violazione dell’accordo di cessate il fuoco”, ha affermato il portavoce arabo dell’esercito, il colonnello Avichay Adraee: ‘L’Idf non vuole farvi del male’.
08:30
Sarebbero almeno 21 le persone uccise ieri durante i raid israeliani nel Libano meridionale. Lo afferma la Cnn citando un conteggio basato sui dati forniti dall’Agenzia nazionale di stampa libanese. Il totale include un membro del consiglio comunale di Sidone, due bambini siriani che viaggiavano in moto con il padre a Nabatiyeh e un paramedico nella vicina Zebdine, ha riferito l’agenzia libanese, aggiungendo che quest’ultimo attacco ha colpito un’ambulanza mentre cercava di consegnare del pane a una famiglia “assediata”
07:27
L’Iran ha lanciato sette missili balistici contro il Kuwait e il Bahrain, rende noto il CentCom in un post su X, precisando che sei di questi missili sono stati intercettati e il settimo “non ha raggiunto l’obiettivo”. “Non ci sono al momento notizie di vittime fra il personale Usa, le notizie diffuse da Teheran secondo cui è stato danneggiato il quartier generale della
5 flotta in Bahrain sono false”, si precisa. I Guardiani della rivoluzione avevano rivendicato di aver colpito “basi nemiche” nella regione in risposta ai bombardamenti americani contro siti radar in Iran, a Goruk e sull’isola di Qeshm. Fonti militari americane avevano denunciato che in precedenza, sempre nella notte, Teheran aveva lanciato quattro droni verso lo Stretto di Hormuz e che i droni erano stati abbattuti perché “ponevano una minaccia immediata al traffico marittimo nella regione”. Esplosioni sono state comunque registrate presso l’aeroporto internazionale di Kuwait City e a Manama, in Bahrain, confermano i corrispondenti dell’Afp
06:29
Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi ha esortato il presidente libanese Joseph Aoun, che il giorno prima aveva chiesto a Teheran di smettere di “interferire” negli affari del suo Paese, a “salvare” il Libano dal suo “vero nemico”, Israele. “A giudicare dalle dichiarazioni di Aoun, si potrebbe pensare che l’Iran abbia occupato un quinto del Libano, sfollato un quarto della popolazione libanese e bombardato quotidianamente il Paese. Se il Libano fosse una merce di scambio per l’Iran, avremmo raggiunto un accordo molto tempo fa. Salvi il Libano dal suo vero nemico, signor presidente”, ha scritto Araghchi su X.
05:00
L’Iran ha lanciato sette missili contro il Kuwait e il Bahrein, ha annunciato sabato l’esercito statunitense, precisando che sei sono stati intercettati e l’ultimo ha mancato il bersaglio. “L’Iran ha lanciato sette missili balistici verso il Kuwait e il Bahrein… secondo le prime valutazioni, sei sono stati intercettati e un settimo ha mancato il bersaglio previsto”, ha scritto l’esercito statunitense su X, aggiungendo che al momento non si registrano feriti tra il personale e negando danni alle infrastrutture in Bahrein. Le Guardie Rivoluzionarie iraniane avevano precedentemente rivendicato l’attacco a “basi nemiche” nella regione, in seguito ai raid aerei statunitensi contro installazioni radar in Iran.
04:40
Lo Stato Maggiore delle Forze Armate kuwaitiane ha annunciato che “le difese aeree stanno respingendo attacchi ostili con droni e missili” e ha precisato che “i rumori delle esplosioni udite sono il normale risultato dell’intercettazione di attacchi da parte dei sistemi di difesa aerea nazionali”, come riporta l’Afp. Le difese aeree del Kuwait sono state colpite da missili e droni – ha aggiunto l’esercito del Paese del Golfo – tre giorni dopo l’attacco al suo aeroporto attribuito all’Iran.
04:24
Udite esplosioni vicino all’aeroporto internazionale del Kuwait e in Bahrein, secondo quanto riportato dai corrispondenti dell’Afp, poco dopo che le Guardie rivoluzionarie iraniane avevano rivendicato di aver colpito “basi nemiche” nella regione. “Ripetute esplosioni sono state udite nelle aree vicino all’aeroporto internazionale del Kuwait”, mentre “esplosioni e intercettazioni sono state udite” a Manama, dove sono risuonate le sirene, secondo i due corrispondenti. L’esercito di Teheran aveva rivendicato di aver colpito “basi nemiche” nel Golfo dopo gli attacchi aerei statunitensi contro installazioni radar in Iran.
04:21
Le Guardie Rivoluzionarie iraniane hanno annunciato di aver attaccato “basi nemiche” nella regione, in seguito ai raid aerei statunitensi contro installazioni radar in Iran. In una dichiarazione trasmessa dalla televisione di stato IRIB, come riportato dall’Afp, l’esercito iraniano ha affermato che “basi nemiche nella regione sono state colpite da missili aerei”. Il Kuwait e il Bahrein, due Paesi che ospitano importanti basi militari statunitensi nel Golfo, avevano precedentemente emesso allarmi per possibili attacchi aerei.
04:20
Gli Stati Uniti hanno annunciato di avere autorizzato la vendita al Kuwait, suo alleato, di sistemi anti-drone per un valore di quasi due miliardi di dollari, mentre lo Stato del Golfo subisce attacchi aerei nel contesto del conflitto in corso con l’Iran. Il contratto prevede la fornitura di vari modelli di droni anti-drone, nonché di apparecchiature di sorveglianza e rilevamento, secondo una dichiarazione del Dipartimento di Stato. La società di difesa americana Anduril, fondata da un sostenitore di Donald Trump, sarà la principale beneficiaria del contratto da 1,98 miliardi di dollari. Il Kuwait è stato oggetto di numerosi attacchi con droni e missili per diversi giorni, molti dei quali attribuiti all’Iran.
03:18
Donald Trump ha postato su Truth un video realizzato con l’intelligenza artificiale che mostra navi della marina iraniana affondate e sommersa dall’acqua. Poco prima, in un’intervista a Nbc news, il presidente americano ha ribadito che gli Stati Uniti hanno “distrutto completamente l’esercito” di Teheran. “La maggior parte delle fabbriche di droni è stata neutralizzata, la maggior parte delle rampe di lancio è stata neutralizzata e la maggior parte delle aree di produzione di missili è stata neutralizzata”, ha detto il tycoon
01:16
Il Comando centrale degli Stati Uniti (Centcom) ha riferito venerdi che le sue forze hanno abbattuto quattro droni iraniani lanciati verso lo Stretto di Hormuz, considerandoli una minaccia immediata per la navigazione commerciale nella zona. Secondo il comando militare statunitense, dopo avere intercettato i droni, le forze americane hanno attaccato le installazioni radar di sorveglianza costiera iraniane situate a Goruk e sull’isola di Qeshm per prevenire ulteriori attacchi. L’incidente si verifica in un contesto di crescente tensione tra Washington e Teheran e segue diversi scontri avvenuti nei giorni scorsi vicino a questa strategica via d’acqua, attraverso la quale transita una parte significativa del commercio mondiale di petrolio. Da parte sua, il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha dichiarato venerdi in un’intervista alla Nbc di stare “procedendo molto rapidamente” nella guerra contro l’Iran, quasi 100 giorni dopo l’inizio degli attacchi da parte di Stati Uniti e Israele, e nonostante la tempistica inizialmente indicata di quattro-sei settimane. “Mi sto muovendo molto velocemente. Sono tre mesi che ci lavoro, sapete? La guerra del Vietnam è durata 19 anni. Io sono al terzo mese”, ha detto Trump alla Nbc News in un’intervista registrata venerdi pomeriggio. L’ultimo incidente tra le forze armate statunitensi e iraniane si aggiunge a una serie di simili scambi di fuoco nella zona di Hormuz nelle ultime tre settimane, nonostante Washington insista sul fatto che il cessate il fuoco sia in vigore da aprile.
01:14
Il viceministro degli Esteri iraniano Kazem Gharibabadi ha dichiarato che Teheran desidera che almeno la metà dei suoi beni congelati venga sbloccata al momento della firma di un memorandum d’intesa con gli Stati Uniti. Lo riporta Al Jazeera, citando l’agenzia di stampa iraniana Mehr. “Come minimo, la Repubblica Islamica dell’Iran insiste affinché il 50% di questi fondi venga reso disponibile all’Iran immediatamente dopo la firma del memorandum d’intesa”, ha dichiarato Gharibabadi. L’Iran ha miliardi di dollari in beni congelati in conti in tutto il mondo a causa delle sanzioni, alcuni dei quali risalgono alla crisi degli ostaggi in Iran del 1979. Gharibabadi ha aggiunto che l’Iran si aspetta che il denaro venga sbloccato “entro un periodo di tempo limitato, non superiore a uno o due mesi dalla firma dell’accordo”
00:35
Gli Usa hanno distrutto almeno quattro di una serie di droni lanciati dall’Iran verso lo Stretto di Hormuz. Lo ha riferito un funzionario americano alla Cnn precisando di ritenere che questi droni a sola andata avessero come obiettivo navi commerciali in transito nelle acque della regione o forze americane operative nelle vicinanze.
00:13
“La maggior parte delle fabbriche di droni è stata distrutta, la maggior parte delle piattaforme di lancio è stata eliminata e gran parte degli impianti di produzione missilistica è stata neutralizzata. Tuttavia conservano ancora alcune capacità. Hanno ancora missili e droni. Direi che possiedono ancora circa il 21%-22% del loro arsenale missilistico. Si tratta comunque di molti missili, ma non è più la situazione che esisteva quando abbiamo lanciato il primo attacco”. Ad affermarlo è il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump nel corso di un’intervista a ‘Meet the Press’ di Nbc News.
Nel corso dell’intervista Trump ha criticato coloro che lo esortano a raggiungere rapidamente un accordo con l’Iran, sostenendo che “queste cose richiedono anni” : “Queste persone combattono da 47 anni. Hanno ucciso americani”. Trump ha poi paragonato la durata del conflitto alla guerra del Vietnam: “Mi sto muovendo molto rapidamente. Siamo al terzo mese. La guerra del Vietnam è durata 19 anni. Io sono al terzo mese e tutti continuano a chiedere: ‘Quando vincerai?’. Se fossi un democratico, nessuno parlerebbe in questo modo, ma non mi importa. Ci sono abituato”.
00:11
I leader iraniani non hanno ancora raggiunto un accordo con gli Stati Uniti per porre fine alla guerra in corso perché sono “forti” e “orgogliosi” ma alla fine “non hanno altra scelta” se non quella di arrivare a un accordo. Ad affermarlo è il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump nel corso di un’intervista a ‘Meet the Press’ di Nbc News. “Sono forti, sono orgogliosi. Ci sono cose che non avrebbero mai pensato di dover fare e che invece dovranno fare. Non hanno altra scelta, ma serve un po’ di tempo”, sottolinea Trump.
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