L’incontro “Tessere reti con il mondo della cultura, dell’arte, dell’economia e dello sport”, svoltosi al Movistar Arena di Madrid, ha rappresentato uno dei momenti più originali e simbolicamente forti della visita di Papa Leone XIV in Spagna. Un dialogo aperto, senza barriere formali, in cui il Pontefice si è confrontato con domande provenienti dal mondo della cultura e dello spettacolo, tra cui quelle dell’attore Antonio Banderas, uno dei protagonisti dell’evento.
L’attore spagnolo Antonio Banderas ha parlato dal palco accanto a Papa Leone alla Movistar Arena di Madrid.
“Ci sono incontri che non si misurano solo nel tempo, ma anche nel loro significato. La sua presenza oggi a Madrid, Santo Padre, non è soltanto una visita. È un gesto. Un gesto di ascolto, di vicinanza, di dialogo con la società civile. E questo dialogo, a volte, va rafforzato attraverso un linguaggio comune” ha detto Banderas, raccontando di aver iniziato a interrogarsi su Dio già quando aveva 5 anni. “Potrei ridurre il mio intervento semplicemente a enumerare i grandi artisti che, con i loro lavori, hanno amplificato il messaggio proveniente dalla parola di Gesù. Potrei anche limitarmi a dare una serie di dati che illustrino il cammino percorso tra Chiesa, artisti, intellettuali, filosofi… ma oggi, Santo Padre, sento un certo obbligo a offrire una piccola riflessione a voce alta sulla mia esperienza”, dice l’attore spagnolo, confessando di “essere stato vittima dell’incantesimo di Dio”.
L’iniziativa, che ha visto la partecipazione di artisti, imprenditori, sportivi e rappresentanti del mondo accademico, si è trasformata in un vero laboratorio di confronto tra linguaggi diversi, accomunati però da una stessa domanda di fondo: quale futuro per l’uomo in un tempo segnato da conflitti, tecnologie invasive e crescente disorientamento spirituale.
Tra le domande più significative, proprio quelle poste da Banderas hanno toccato il ruolo dell’arte e della cultura nella costruzione di un’umanità più consapevole, interrogando il Papa sul senso della creatività in un mondo attraversato da crisi multiple. Il Pontefice ha risposto sottolineando la responsabilità degli artisti e degli operatori culturali nel non ridurre la realtà a intrattenimento o consumo, ma nel custodire invece la capacità di aprire domande, di generare coscienza, di costruire ponti.
L’incontro si è inserito nel più ampio contesto del viaggio apostolico in Spagna, caratterizzato da grandi assemblee popolari e da un forte dialogo con le nuove generazioni. Solo il giorno precedente, infatti, oltre seicentomila giovani avevano partecipato alla veglia di preghiera a Plaza de Lima, confermando la dimensione giovanile come uno dei pilastri del viaggio.
Nel suo intervento al Movistar Arena, Leone XIV ha insistito sull’idea che la cultura non sia un settore separato della vita sociale, ma uno spazio decisivo per la formazione dell’umano. “Tessere reti”, ha spiegato il Papa, significa proprio questo: costruire legami tra mondi diversi, evitando che ciascuno rimanga chiuso nella propria logica autoreferenziale.
Il dialogo con il mondo della cultura ha così assunto un significato che va oltre l’evento in sé. In un’epoca segnata da polarizzazioni e contrapposizioni, il Pontefice ha richiamato la necessità di un linguaggio comune capace di non semplificare la complessità, ma di abitarla.
Le domande di Banderas e degli altri partecipanti hanno toccato anche il rapporto tra arte e responsabilità sociale, tra creatività e fragilità del presente. Leone XIV ha insistito sul fatto che ogni forma espressiva autentica nasce da una tensione interiore e non può essere ridotta a puro prodotto.
“L’arte – è il senso del suo intervento – non è mai neutra, perché racconta sempre qualcosa dell’uomo e del suo desiderio di infinito”.
Il Papa ha poi richiamato il valore della relazione come elemento centrale della vita sociale contemporanea. In un mondo sempre più digitale e frammentato, ha osservato, si rischia di perdere il senso della prossimità reale, della presenza, dell’incontro.
Proprio per questo, ha aggiunto, iniziative come quella di Madrid assumono un valore particolare: non semplici conferenze o eventi istituzionali, ma tentativi concreti di ricucire il tessuto umano attraverso il dialogo tra ambiti diversi della società.
Il riferimento ai giovani, già protagonisti della grande veglia del giorno precedente, è tornato anche in questo contesto. Leone XIV ha sottolineato come le nuove generazioni non chiedano soltanto risposte, ma soprattutto autenticità. E proprio la cultura, nelle sue diverse forme, può diventare uno spazio privilegiato per questo incontro.
L’incontro al Movistar Arena ha così completato una giornata intensa, in cui il Papa ha alternato momenti di forte impatto popolare a spazi più raccolti di confronto culturale. Una scelta che sembra delineare una precisa impostazione pastorale: non separare mai il piano della fede da quello della cultura, della società e del linguaggio contemporaneo.
In questo senso, le domande di Banderas e degli altri protagonisti non sono rimaste episodi isolati, ma si sono inserite in un dialogo più ampio che il Papa sta cercando di costruire con il mondo contemporaneo.
“Questa Chiesa, esperta in umanità, anche se a volte va controcorrente, insiste sul fatto che le strutture economiche e istituzionali sono giuste solo nella misura in cui servono lo sviluppo integrale della persona e favoriscono la partecipazione responsabile di tutti”, ha detto Papa Leone nel suo discorso all’evento del Movistar Arena. “C’è bisogno di un dialogo sociale che potremmo paragonare all’arte di tessere reti, che implica incontro, ascolto, dialogo e rispetto”, ha aggiunto il Pontefice. “Tessere reti è quindi un dialogo tra istituzioni incentrato sulla dignità umana. Ciò implica, ad esempio, che l’università non volti le spalle al mondo del lavoro né rinunci alla verità; che l’attività imprenditoriale non consideri il dipendente come un semplice fattore nell’equazione dei propri interessi; che l’arte non abbia come unico fine le élite; che lo sport non sia ridotto a spettacolo o trasformato in mero business; che il progresso tecnologico tenga conto degli anziani, dei poveri e di coloro che non hanno voce”, ha rimarcato Leone XIV.
Un dialogo che, partendo da Madrid, guarda già oltre la Spagna e interpella direttamente il modo in cui oggi si pensa la relazione tra spiritualità, cultura e vita pubblica.
Letizia Lucarelli
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