cosa cambia da oggi per chi prende una multa?


Autovelox, multe e ricorsi, una telenovela tutta italiana che nelle ultime ore potrebbe essere arrivata ad un punto di svolta per migliaia di automobilisti.

Ieri, martedì 9 giugno, il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Matteo Salvini, ha firmato l’attesissimo decreto con cui stabilisce quali modelli di autovelox sono ufficialmente omologati e possono elevare le contravvenzioni in caso di violazioni del Codice della Strada.

Il nuovo decreto restringe i margini di contestazione delle multe, ponendo fine – almeno nelle intenzioni del legislatore – alla stagione dei “ricorsi facili” apertasi con la storica sentenza della Corte di Cassazione in cui si stabiliva la nullità di tutte delle sanzioni elevate con dispositivi privi di autorizzazione ministeriali, che secondo Assoutenti sono il 71% del totale.

Se hai ricevuto una multa da autovelox negli ultimi mesi o temi di riceverne una, questa novità ti riguarda direttamente.

Ecco nel dettaglio cosa cambia, in quali casi sarà ancora possibile fare ricorso e contestare una multa da autovelox e soprattutto cosa succede ai ricorsi già presentati.

Multe autovelox: perché il decreto modifica le regole del gioco?

Il decreto del MIT firmato ieri dal ministro Matteo Salvini interviene a sanare un vuoto normativo che negli ultimi anni ha alimentato migliaia di contestazioni: la mancata regolamentazione per l’utilizzo degli autovelox sulle strade italiane.

Il decreto introduce nuove regole su omologazione, verifica e taratura iniziale e periodica dei dispositivi, ma soprattutto individua 15 modelli di autovelox riconosciuti dal ministero e quindi autorizzati a elevare sanzioni e quindi potenzialmente non annullabili.

Tra le apparecchiature omologate figurano anche i modelli Tutor 3.0 e Autovelox 106 che sono tra quelli più diffusi.

Per ottenere il nullaosta le aziende dovranno completare la documentazione prevista entro sessanta giorni dalla data di pubblicazione del decreto in Gazzetta Ufficiale. L’obiettivo del decreto è duplice: bloccare l’ondata di ricorsi facile, ma allo stesso tempo tutelare cittadini e automobilisti da metodi impropri di riscossione.

Da parte di Salvini c’è “soddisfazione”, scrive il dicastero, ribadendo che l’obiettivo del ministro “resta quello di garantire la massima sicurezza sulle strade senza però che il controllo si trasformi in pretesto per fare cassa a spese dei cittadini”.

Cosa cambia concretamente per gli automobilisti?

Le conseguenze per gli automobilisti, ma anche per i Comuni sono immediate. La novità più importante per chi guida è che contestare una multa per la sola mancanza di omologazione (quasi la totalità delle contestazioni presentate fino ad oggi) diventa molto più difficile.

I termini per i ricorsi si restringono drasticamente e non tutte le sanzioni elevate potranno considerarsi automaticamente illegittime, come è accaduto fino ad oggi.

Il decreto impatta anche sui Comuni a cui vanno i proventi delle multe. Secondo i dati elaborati dal Codacons sulle rendicontazioni inviate al Ministero dell’Interno, nel 2025 le principali città italiane hanno incassato 56,5 milioni di euro dalle multe con autovelox, contro i 62,1 milioni del 2024: un calo dell’8,9%, pari a circa 5,5 milioni di euro in meno.

A Roma ha registrato una flessione del 52%, mentre Milano del 35%. Il governo sostiene che le nuove regole serviranno a garantire controlli più

Perché finora molte multe con gli autovelox sono state annullate?

Negli ultimi due anni sono state migliaia le multe annullate in virtù di una sentenza della Cassazione che stabiliva la  nullità delle sanzioni elevate da dispositivi non omologati ufficialmente dal Ministero dei Trasporti.

Nella loro decisione i giudici della Suprema Corte avevano sottolineato la distinzione tra “approvazione” e “omologazione” dei dispositivi di rilevazione della velocità, stabilendo che l’approvazione tecnica di un apparecchio non equivaleva automaticamente alla sua omologazione ministeriale, richiesta dal Codice della strada.

Tale mancanza è stata la base di un vero e proprio boom di contenziosi in tutta Italia, mettendo in difficoltà Comuni e forze dell’ordine.

Da oggi sarà più difficile contestare le multe e quando sarà ancora possibile?

Da oggi sarà più difficile fare ricorso? La risposta breve è sì, ma non in tutti i casi. Il decreto varato dal Mit ha ristretto i margini per i ricorsi, ma non li ha annullati completamente.

È vero, infatti, che con il nuovo decreto sarà più difficile far annullare una multa facendo leva soltanto sulla mancanza di omologazione dell’autovelox, ma questo non significa che contestare una sanzione sia diventato impossibile.

Possono ancora essere contestate le sanzioni da dispositivi che non rientrano tra quelli previsti dalle nuove regole ministeriali, o quelli basati sulla rilevazione di errori tecnici o procedurali. Si può ricorrere contro eventuali irregolarità nel funzionamento o nell’utilizzo dell’apparecchio, per l’assenza della segnaletica che avvisa della presenza degli autovelox, e anche per in caso di errori nella redazione dei verbali.

Cosa succede alle vecchie multe e ai ricorsi già presentati?

Per chi ha già presentato ricorso contro una multa da autovelox, il nuovo decreto non cancella le cause in corso, ma potrebbe cambiarne l’esito.

In linea di massima, il decreto non dovrebbe cancellare automaticamente i ricorsi già presentati, tuttavia,  per tutti quelli che si fondano sulla mancata omologazione dell’apparecchio, bisognerà capire se le regole del nuovo decreto si applicano anche alle cause in corso o abbia effetti solo per il futuro.

Se una multa è già stata cancellata con una decisione definitiva, invece, resta annullata.

In conclusione il decreto firmato ieri da Salvini punta a chiudere la stagione dei ricorsi fondati sull’assenza di omologazione, ma non elimina ogni possibilità di contestare una multa.

Per gli automobilisti cambia soprattutto una cosa: prima di fare ricorso sarà necessario verificare con attenzione se esistono reali irregolarità tecniche o procedurali.

 


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 Maria Rita Esposito

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