Sorelle scomparse da una casa famiglia a Civitella Alfedena, le lacrime del padre di Sarah e Alisya in tv


C’è grande apprensione per due sorelle scomparse nelle ultime ore e di cui si sono perse le tracce da sabato 6 giugno. Sarah e Alisya si trovavano in una casa-famiglia a Civitella Alfedena, in Abruzzo, quando sono sparite nel nulla. In tv l’appello del padre Stefano, in lacrime, affinché qualcuno possa aiutarlo a ritrovarle.


Chi sono le sorelle scomparse a Civitella Alfedena

Hanno 16 e 12 anni Sarah e Alisya, le due sorelle scomparse in queste ore nel paesino che si trova nel Parco Nazionale d’Abruzzo. Le giovani si sono allontanate nella notte tra sabato e domenica da una casa-famiglia di Civitella Alfedena e da allora nessuno ha più avuto notizie di loro.

Alisya è alta circa 150-155 cm e ha una costituzione magra, come Sarah che è alta 140 cm. L’allarme per la loro scomparsa è stato lanciato dal padre delle piccole, Stefano, e rilanciato dall’associazione Penelope Abruzzo cui si sono aggiunte poi le sezioni del centro Italia.

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Le lacrime e l’appello di Stefano, il padre di Sarah Alisya

In collegamento con Storie Italiane, su Rai Uno, il padre delle ragazze, Stefano, ha lanciato, in lacrime, un appello. “Sono ore durissime, sto cercando di resistere. Voglio solo che vengano ritrovate al più presto e che stiano in salute. Vorrei sentire questa notizia da tre giorni, da quando ho saputo che erano scomparse”, ha detto.

“Non sappiamo con certezza se ci sia stato qualcuno che le ha aiutate nella fuga. Ma da quanto mi hanno detto qui non passano pullman, non ci sono ferrovie, non ci sono collegamenti. È impossibile scappare a piedi e ci sono tanti animali selvatici. Dovrebbero stare con qualcuno, spero che siano con qualcuno”, ha aggiunto.

Le ricerche, intanto, si stanno concentrando non solo in Abruzzo ma anche nel Lazio e nelle città di Scauri e Minturno, luoghi d’origine della famiglia. “Ci sono tante telecamere ovunque in zona. I carabinieri stanno facendo le loro ricerche ma non ci sono novità per ora. Non hanno specificato dove stanno facendo queste ricerche”, ha chiosato il genitore.

L’allarme di Associazione Penelope

Sono stati subito attivati i protocolli di ricerca per le due minorenni, Sarah e Alisya, di 16 e 12 anni. Secondo le prime ricostruzioni, le due sorelle dovrebbero essersi allontanate con il supporto di qualcuno.

In merito al caso della loro sparizione, l’associazione Penelope ha scritto: “Chi sa qualcosa ci contatti anche in forma anonima. Nascondere o trattenere due minori sottraendoli al controllo delle autorità può integrare gravi reati penali. Aiutateci a riportarle a casa in sicurezza. Chiunque creda di aver visto Sarah e Alisya, o sia in possesso di informazioni utili al loro ritrovamento, è pregato di contattare immediatamente le forze dell’ordine al numero 112 o i canali ufficiali dell’Associazione Penelope”.

A commento di questo posto dell’associazione, il padre delle piccole ha aggiunto: “Sono pieno di dolore, di ansia, di paura e di preoccupazione per le mie figlie. Il vostro sostegno per noi vuol dire che non siamo soli e che dobbiamo credere sempre in tutto ciò che facciamo. Alisya e Sarah sono sangue del mio sangue e darò la mia vita per loro”.

I dubbi sulla sparizione e la differenza tra comunità e casa famiglia

Della questione ha parlato anche Alessia Natali, presidente dell’Associazione Penelope Abruzzo. In un post la donna ha parlato di Stefano, il padre delle piccole, e sollevato dubbi sulla loro sparizione. “Stefano è un padre profondamente sofferente. Un uomo che si emoziona quando parla delle sue figlie, che trattiene a fatica le lacrime e che vive da tre giorni con un vuoto difficile da descrivere. Non desidera altro che poter riabbracciare le sue figlie, sapere che stanno bene e riportarle a casa”, scrive Natali.

La presidente poi si concentra sulla sparizione di Sarah e Alisya e accusa: “È davvero credibile che due ragazze minorenni si siano allontanate da sole da una struttura, in piena notte?? Mi chiedo: come può una struttura essere definita “protetta” se non riesce a proteggere i propri giovani ospiti? Alisya e Sarah non sono più nella struttura che avrebbe dovuto ospitarle e tutelarle. Dove sono? Con chi si trovano? Chi le sta aiutando? Se qualcuno sa qualcosa, parli. Anche il più piccolo dettaglio potrebbe essere importante”.

È bene sottolineare, come spiega Ai.Bi., la differenza tra comunità educativa e casa-famiglia che sta nel fatto che la prima nasce come servizio, la seconda come voglia di accoglienza. La comunità educativa può ospitare fino a un massimo di 10 minori, la casa-famiglia fino a 6. Nelle comunità educative i minori sono affidati alle cure degli operatori professionisti. Nelle case-famiglia, invece, i genitori che gestiscono questo tipo di strutture sono chiamati a essere mamme e papà dei piccoli che accolgono, anche se in modo temporaneo.



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Fb: Stefano Di Giacinto




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