Due cittadini italiani sono stati arrestati per furto in abitazione e truffa aggravata ai danni di due donne anziane a Monza. L’operazione è stata condotta dalle Squadre mobili delle Questure di Milano e Monza e della Brianza, nell’ambito di un’attività di prevenzione e controllo intensificata per contrastare le truffe agli anziani.
L’operazione a Monza
Stando alle informazioni pubblicate sul sito della Polizia di Stato, nel pomeriggio dell’8 giugno le Squadre mobili delle Questure di Milano e di Monza e della Brianza hanno tratto in arresto due cittadini italiani, rispettivamente un 45enne e un 35enne.
I due sono accusati di furto in abitazione e truffa aggravata, reati commessi a Monza ai danni di due donne anziane.
Intensificazione dei controlli e indagini mirate
Nelle ultime settimane, nei territori del comune e della provincia di Milano e di Monza e della Brianza, le attività di prevenzione e controllo sono state rafforzate per contrastare il fenomeno delle truffe ai danni di persone anziane.
In parallelo, le Squadre mobili delle due Questure hanno svolto servizi info-investigativi congiunti per individuare soggetti dediti a questa tipologia di reati.
Il primo arresto: la truffa ai danni di una donna non udente
Durante uno di questi servizi, nella zona dei giardini di via Arosio a Monza, nella tarda mattinata dell’8 giugno, il personale della Squadra mobile di Milano ha individuato un uomo che, con atteggiamento sospetto, controllava ripetutamente il telefono cellulare. Dopo aver ricevuto una chiamata, l’uomo è salito su un taxi, seguito dagli agenti fino a via Mentana. Qui è sceso dal taxi, ha continuato a parlare al telefono e si è diretto verso uno stabile in via Bracco, dove è entrato dopo aver citofonato. Dopo pochi minuti, è uscito frettolosamente ed è stato immediatamente bloccato dagli agenti in appostamento.
Durante il controllo, nella sua borsa sono stati trovati oro, altri preziosi e 660 euro, dei quali il sospetto non ha saputo giustificare il possesso. Al secondo piano dello stabile, gli agenti hanno trovato una signora in evidente stato di agitazione, non udente e con apparecchio acustico, che ha confermato di aver appena consegnato tutti i suoi beni preziosi a uno sconosciuto.
La dinamica della truffa: il finto maresciallo dei Carabinieri
La vittima ha raccontato di essere stata contattata telefonicamente da un sedicente maresciallo dei Carabinieri, sia sull’utenza fissa che sul cellulare. L’uomo le ha riferito che era stata commessa una rapina in una gioielleria di Monza e che, per evitare responsabilità penali sui gioielli asportati, avrebbe dovuto prelevare oro, preziosi e contanti dal suo appartamento e lasciarli su un tavolo. Poco dopo, un complice si sarebbe presentato per verificarne la provenienza.
Effettivamente, dopo pochi minuti, un uomo si è presentato al citofono qualificandosi come appartenente all’Arma dei Carabinieri, è salito nell’appartamento e, approfittando di un momento di distrazione della donna, ha sottratto un sacchetto contenente sette anelli in oro, una collana in oro con orologio a ciondolo, tre collane in oro, due orologi in oro (di cui uno marca Lotus), una collana di perle, due spille, cinque medaglie e un braccialetto con ciondolo e rubini, per un valore complessivo di circa 20.000 euro.
Il secondo arresto: un’altra anziana raggirata
Contemporaneamente, la Squadra mobile della Questura di Monza e della Brianza ha avviato un servizio di osservazione su un altro sospetto in via Arosio. L’uomo è stato visto entrare e uscire più volte dalla stazione ferroviaria di Monza, intrattenendo numerose conversazioni telefoniche. Dopo oltre tre ore di appostamento, intorno alle ore 14, è salito su un taxi diretto a Villasanta, seguito dagli agenti.
Arrivato in via Fratelli Bandiera, il taxi si è fermato e il sospetto è sceso, dirigendosi in via Manin. Dopo aver citofonato, è entrato in uno stabile e, pochi minuti dopo, è uscito e subito fermato dagli agenti. È stato trovato in possesso di numerosi gioielli e della somma di 110 euro. L’uomo ha ammesso di aver appena ritirato i preziosi da un’abitazione per conto di complici che avevano raggirato telefonicamente la vittima.
La testimonianza della seconda vittima
Durante il sopralluogo, gli agenti hanno individuato la vittima, una signora di 78 anni, che ha raccontato di essere stata contattata più volte, per oltre un’ora, da sedicenti appartenenti all’Arma dei Carabinieri, sia sull’utenza fissa che sul cellulare. Convinta a consegnare tutti i suoi beni a un sedicente Funzionario del Tribunale, la donna ha fornito le indicazioni per la sua abitazione. L’uomo, una volta entrato, ha prelevato dalla camera da letto tutti i gioielli, già preparati dalla signora come richiesto al telefono, e le ha fatto togliere anche quelli che indossava, approfittando dello stato di confusione in cui era stata indotta.
All’uscita dallo stabile, il malvivente è stato fermato dagli agenti. Durante la perquisizione, sono stati trovati 110 euro, 5 collanine d’oro, 7 anelli, 5 orecchini e 2 ciondoli in oro, per un valore di diverse migliaia di euro.
Le misure cautelari e la restituzione dei beni
Al termine degli accertamenti, sentito il Pubblico Ministero di turno della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Monza, il 35enne, residente in provincia di Napoli, è stato arrestato per truffa.
Il 45enne, con precedenti specifici per truffa ai danni di anziani, furto, reati contro la persona e in materia di stupefacenti, è stato sottoposto a custodia cautelare in carcere. Per il 35enne, con precedenti per truffe commesse con modalità differenti, è stato disposto il divieto di dimora in Lombardia.
Entrambe le vittime hanno potuto riavere tutti i beni preziosi e il denaro sottratti, che sono stati restituiti in sede di denuncia.
IPA
Il presente articolo è stato redatto con l’ausilio di sistemi di intelligenza artificiale e con una successiva verifica e valutazione umana.
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