Bufera sul deputato del M5S Francesco Silvestri per il discorso pronunciato alla Camera in cui, riferendosi a Giorgia Meloni, ha scandito: “Lei non ha rialzato la schiena, lei ha semplicemente indossato delle ginocchiere per stare più comoda”. Una frase ritenuta da molti sessista e fuori luogo. Silvestri ha usato la metafora delle ginocchiere per sostenere che, a suo avviso, l’attuale esecutivo ha troppa sudditanza politica nei confronti di Trump e Netanyahu.
Francesco Silvestri del M5S, la frase sulle ginocchiere e la risposta di Meloni
Meloni ha risposto a Silvestri sia su X sia in aula. Sui social, pubblicando quanto esternato dal deputato, ha scritto: “C’è chi fa politica con gli insulti e la volgarità. E chi risponde con la propria storia”.
In aula la premier ha così replicato: “Boldrini si è indignata perché il collega si rivolgeva alla sottoscritta dicendo ‘signor presidente’. Mi chiedo se questo sia davvero il punto del rispetto delle donne. O sia piuttosto quello di ascoltare un collega che mi dice che ho indossato delle ginocchiere”.
“Collega Silvestri, quello che voi non riuscite ad accettare è che c’è una donna che è arrivata dove è arrivata senza mai indossare delle ginocchiere, senza favoritismi e senza scorciatoie. Vi dà fastidio che la prima donna presidente del Consiglio sia arrivata dalla destra perché voi non siete stati capaci di proporla”, ha concluso Meloni in fase di replica, dopo la discussione generale sulle sue comunicazioni in vista del Consiglio Ue.
La spiegazione di Silvestri
“Il riferimento era alla postura del governo, ma se uno vede, sente e ascolta anche le parole che precedono quella frase, lo capisce perché lo spiego bene”, ha dichiarato Silvestri dopo la seduta, parlando con i cronisti, come riferito dall’ANSA.
“Il punto, come ho spiegato in aula, è che purtroppo la storia del nostro Paese è fatta soprattutto da uomini che si sono inginocchiati a poteri forti e che hanno causato un declino economico e sociale. Non c’è nessun riferimento sessista, in nessun modo, ma questa è la mia storia, la storia del Movimento 5 Stelle”, ha aggiunto.
“Poi – ha proseguito – se qualcuno ha voluto strumentalizzare per cambiare l’oggetto della giornata parlamentare, che invece verteva su cose estremamente importanti, io non posso farci nulla. Purtroppo la malizia è negli occhi di chi la guarda e su questo c’è poco da fare. Loro ne hanno fatto un artificio comunicativo e hanno puntato tutto su quello, evidentemente in mancanza di risposte politiche più concrete”.
E ancora: “Probabilmente quando non si hanno risposte in materia economica, in materia sociale, rispetto ai provvedimenti che si fanno, rispetto alla politica estera che è disastrosa di questo governo, probabilmente ci si attacca a un termine. Dal mio punto di vista non c’è mai stato, ripeto, un riferimento sessista, è ridicolo anche solo parlarne”.
Sempre Silvestri: “Hanno voluto fare questo tipo di scelta, ma non è la prima volta. Loro sono quattro anni che distraggono con la loro comunicazione. L’abilità, come dicevamo prima, della Meloni è parlare sempre degli altri. Il problema è che a casa loro non mi risultano che siano particolarmente uniti. C’è Vannacci che sta facendo il consenso sui loro fallimenti. Salvini che va da una parte e in passato ha detto addirittura che mettere i soldi per le armi vuol dire toglierli alla sanità”.
“Dall’altra parte la Meloni rivendica di aver speso più soldi per i finanziamenti delle armi. Forza Italia ancora non capisce da che parte sta. Quindi fossi nella Meloni mi preoccuperei tantissimo della posizione della maggioranza, piuttosto che parlare di opposizione, ma soprattutto del fatto che l’Italia non è minimamente percepita a livello internazionale e non ci stanno coinvolgendo su nulla anche su quello che riguarda l’Ucraina”, ha concluso il deputato.
Le reazioni della maggioranza e delle opposizioni alla frase del deputato
“Certe parole rispecchiano semplicemente il valore di chi le esprime. Ecco quindi che le allusioni misogine e sessiste di Silvestri rivolte al Presidente del Consiglio Meloni, raccontano molto di chi le ha espresse e dei valori portati avanti dalle opposizioni. Per questo ritengo doveroso chiedere una presa di distanza netta, perché tutto questo non fa e non deve far parte del dibattito politico”. Così il ministro per la Pubblica amministrazione Paolo Zangrillo.
Anche il ministro per la Protezione civile e le politiche del mare Nello Musumeci ha attaccato il parlamentare del M5S, affermando che ha pronunciato “vergognose parole sessiste”.
Critiche anche da Valeria Valente del Pd: “Credo che il collega Silvestri abbia utilizzato un linguaggio inopportuno nei confronti della Premier Meloni. Per esprimere il concetto, che io condivido, della sudditanza politica del governo nei confronti di Trump e Netanyahu avrebbe potuto usare parole diverse, proprio per evitare fraintendimenti, tanto più perché si rivolgeva a una donna”.
Per Augusta Montaruli di Fratelli d’Italia “quello che è ancora più grave è che queste ignobili allusioni sessuali abbiano raccolto gli applausi dei deputati e delle deputate del gruppo M5S. Mi attendo non solo le scuse di Silvestri, ma soprattutto la condanna netta di Elly Schlein, che ricorda di essere donna soltanto quando le conviene. E soprattutto la censura di Giuseppe Conte il quale non può rimanere a guardare e deve prendere decisioni perentorie contro il sessista Silvestri. Va espulso perché è inammissibile”.
Duro anche il capogruppo di FdI alla Camera, Galeazzo Bignami: “Quando il linguaggio politico scivola nell’insulto personale e nella delegittimazione attraverso riferimenti umilianti, viene meno il decoro richiesto a chi ricopre un mandato parlamentare”.
“Per queste ragioni – ha continuato Bignami – chiediamo formalmente alla Camera dei Deputati di valutare l’applicazione delle sanzioni previste dal Regolamento e di disporre la sospensione del deputato Francesco Silvestri per la gravità delle espressioni utilizzate”.
ANSA
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