Quando l’azzardo online arriva nei piccoli Comuni italiani: un fenomeno in crescita


A maggio 2026 è stata presentata la quarta edizione del “Libro Nero dell’azzardo”, curata dalla Fondazione ISSCON per CGIL e Federconsumatori, accompagnata da dati che confermano e aggravano un fenomeno già preoccupante: la diffusione sempre più capillare del gioco d’azzardo online nei piccoli comuni italiani. Questo studio si propone di colmare le lacune informative introdotte da una normativa del 2019, che limita la diffusione dei dati relativi al gioco fisico e oscura, di fatto, il quadro complessivo di un fenomeno in continua espansione.

L’articolo si pone l’obiettivo di fornire una mappatura accurata dell’azzardo online nelle piccole realtà locali, offrendo ai lettori una visione approfondita su come, nonostante la bassa densità abitativa, numerose anomalie siano emerse proprio in queste comunità.

  •  Dati criticinel 2025, la raccolta complessiva dell’azzardo ha toccato i 165,34 miliardi di euro, pari al 7,3% del PIL nazionale. Le perdite nette degli italiani sfiorano i 22 miliardi di euro. La raccolta media pro capite (maggiorenni) ha raggiunto i 3.284 euro.
     Azzardo online oltre i 100 miliardi: per la prima volta nella storia, il canale da remoto ha superato i 100 miliardi di raccolta (100,88 miliardi, +9,5% sul 2024), rappresentando il 61% del totale nazionale.

    Anomalie nei piccoli comuni: le anomalie più acute si concentrano in comuni di piccole e medie dimensioni, con cifre record come i 7.714 euro pro capite di Patti (Messina) tra i comuni sopra i 10.000 abitanti.Nord e Sud a confronto: sebbene il Sud resti il motore del gambling online, anche regioni del Nord come Lombardia ed Emilia-Romagna mostrano variazioni esplosive, con casi come Legnano (MI) che ha visto la raccolta online crescere di oltre 103 milioni di euro in un solo anno.Criminalità organizzatala malavita utilizza l’azzardo legale per il riciclaggio di denaro, con stime aggiornate di 21-23 miliardi di euro di giocato online legale riconducibile all’attività delle organizzazioni criminali.

Non così piccoli: l’azzardo online nei piccoli comuni italiani

Negli ultimi anni, l’azzardo online ha assunto proporzioni allarmanti in Italia, rivelando una realtà spesso nascosta nei piccoli comuni. Mentre l’attenzione mediatica si concentra sulle grandi città, il fenomeno si diffonde silenziosamente anche in centri con popolazioni ridotte.

Questa fascia, che rappresenta un quarto della popolazione italiana e il 41% dei comuni, mostra tendenze e anomalie significative che meritano attenzione.

Dati sorprendenti e anomalie nei piccoli centri

Un’analisi dettagliata del volume di gioco online pro capite evidenzia che, tra i comuni con più di 10.000 abitanti, numerose realtà periferiche mostrano valori ben superiori ai capoluoghi di riferimento. Tra i comuni con i valori più elevati nel 2025 troviamo Patti (Messina) con 7.714 euro pro capite, Castel San Giorgio (Salerno) con 7.227 euro (in forte calo rispetto ai 18.045 euro del 2024) e Zola Predosa (Bologna) con 7.226 euro pro capite, terzo comune in Italia nonostante si trovi nella cintura bolognese.

Questi numeri sono notevolmente superiori alla media nazionale di 2.365 euro pro capite (fascia 18-74 anni), segnalando potenziali distorsioni e la necessità di un approfondimento sul contesto locale e sulle dinamiche sottostanti.

Nord e Sud a confronto: un quadro variegato

Sebbene il Sud Italia resti il principale motore del gambling online, con Campania (2.527 euro pro capite), Sicilia (2.472 euro) e Calabria (2.436 euro) in testa alla classifica regionale, i dati 2025 segnalano una novità significativa: la progressiva espansione di volumi anomali anche in aree del Nord e Centro-Nord.

Il caso più eclatante è quello di Legnano (provincia di Milano), dove la raccolta online è cresciuta di oltre 103 milioni di euro in un solo anno. Anche Gorgonzola (MI) ha registrato una crescita del 180%, superando i 5.000 euro pro capite. Più in generale, 21 dei 59 comuni con variazioni più forti nel 2025 si trovano al Nord, in particolare in Lombardia (10 comuni) ed Emilia-Romagna (6 comuni).

Questo suggerisce che l’azzardo online non sia un fenomeno esclusivamente legato alle difficoltà economiche del Sud, ma presenti elementi complessi e in rapida evoluzione anche nelle aree più sviluppate del Paese.

Il ruolo della criminalità organizzata

Il Libro Nero 2026 aggiorna e aggrava il quadro relativo all’intreccio tra azzardo legale e criminalità organizzata. Le stime indicano che tra 21 e 23 miliardi di euro di giocato online legale siano riconducibili all’attività delle mafie, su una raccolta complessiva online di 100,88 miliardi. Sommando la stima del gioco illegale, il mercato complessivo (legale e illegale) raggiungerebbe i 204 miliardi di euro.

Il report conferma che molte delle aree con alta incidenza di gioco si sovrappongono ai territori ad alta densità criminale. Nella classifica dei 100 comuni con i valori pro capite più elevati, sono numerosi quelli nei quali, negli ultimi decenni, sono stati disciolti i consigli comunali per infiltrazioni mafiose o che risultano destinatari di immobili confiscati alla criminalità organizzata.

Politiche e azioni necessarie

L’incremento dell’azzardo online nei comuni italiani è un segnale d’allarme che richiede risposte concrete. Non è realistico vietare il gioco, ma è fondamentale contenerne l’impatto attraverso politiche nazionali e locali che considerino non solo le entrate fiscali, in progressiva riduzione, scese all’11,4 miliardi nel 2025 (6,9% della raccolta), ma anche i costi sociali e sanitari.

 

L’attuale normativa sembra insufficiente, e il progressivo smantellamento del divieto di pubblicità introdotto dal decreto Dignità del 2018, già parzialmente eroso dal DL 41/2024 e ora oggetto di una risoluzione parlamentare del marzo 2025 che chiede di riaprire alle sponsorizzazioni sportive, rischia di aggravare ulteriormente la situazione, in particolare per le fasce più vulnerabili della popolazione e per i giovani.

 

I primi 5 comuni per spesa pro capite nel 2025

Comune (con più di 10.000 abitanti, fascia 18-74 anni)

Provincia Abitanti Spesa pro capite (euro)
Patti Messina 12.649 7.714
Castel San Giorgio Salerno 13.780 7.227
Zola Pedrosa Bologna 19.500 7.226
Formia Latina 35.000 6.824
Isernia Isernia 20.450 6.306

Nota: il dato di Castel San Giorgio era 18.045 euro nel 2024, segnalando una riduzione di oltre 110 milioni di raccolta in un solo anno, dinamica che il report qualifica come anomalia da monitorare.

I numeri dell’azzardo in Italia: un quadro sintetico di insieme

Nel 2025, il volume lordo del giocato (fisico e online) ha segnato un nuovo record con un incremento del 5% rispetto al 2024, raggiungendo i 165,34 miliardi di euro, pari al 7,3% del PIL nazionale. Una cifra che supera di 26 miliardi il valore del Fondo Sanitario Nazionale (138,6 miliardi) ed è più del doppio della spesa pubblica per l’istruzione.

Il biennio 2024-2025 ha visto un’ulteriore crescita del gioco online e una lieve contrazione della raccolta fisica (-1,3%). La raccolta online ha raggiunto i 100,88 miliardi di euro (+9,5% rispetto al 2024), mentre il gioco fisico si è attestato a 64,46 miliardi.

La raccolta pro capite nel 2025 è stata di 3.284 euro per ogni maggiorenne italiano, rispetto ai 2.996 euro del 2023. In termini reali, la raccolta è più che quadruplicata rispetto al 2006. Esiste una correlazione diretta tra crisi economica e aumento della propensione al gioco, alimentata dall’illusione di risolvere le difficoltà finanziarie attraverso una vincita. Non a caso, il Libro Nero definisce l’azzardo una “tassa sulla povertà”: sono le persone con redditi e titoli di studio più bassi a diventare più frequentemente giocatori problematici o dipendenti.

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La crescita dell’azzardo online e le sue implicazioni

Il sorpasso del gioco online rispetto al fisico, avvenuto già nel 2020, si è ulteriormente consolidato nel 2025, con il canale da remoto che ora vale il 61% della raccolta complessiva. A fine 2025 i conti gioco attivi erano 17,1 milioni, con l’84% che ha chiuso l’anno con un saldo negativo. I giocatori attivi stimati sono 4,8 milioni, con una spesa media per giocatore di circa 21.000 euro l’anno (1.750 euro al mese).

Nonostante le vincite percentualmente più alte rispetto al fisico, la migrazione verso l’online riduce le entrate erariali: nel 2006 lo Stato incassava il 19% della raccolta in tasse, nel 2025 questa quota è scesa al 6,9%. Il fatturato dei concessionari (10,4 miliardi nel 2025) è ormai prossimo a superare le entrate statali, con gli utili del settore cresciuti del 165% in termini reali tra il 2020 e il 2024.

 

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L’azzardo da remoto nei piccoli comuni italiani

I dati 2025 confermano e ampliano il quadro già emerso nelle edizioni precedenti del Libro Nero. L’analisi territoriale a livello comunale, resa possibile grazie a una richiesta di accesso civico generalizzato avanzata da Federconsumatori Modena nei confronti di ADM, evidenzia come le anomalie più significative si concentrino in comuni periferici, spesso demograficamente ridotti.

La raccolta annuale media pro capite online per la fascia 18-74 anni è di 2.365,81 euro a livello nazionale, con forti differenze territoriali: nel Sud e Isole la media regionale più alta è quella della Campania (2.527 euro), mentre al Nord il valore più basso è quello del Veneto (921 euro per abitante).

Un’analisi dei comuni con più di 10.000 abitanti evidenzia come in 38 realtà si registrino valori superiori a 4.500 euro pro capite, con picchi che in alcuni casi superano abbondantemente i 5.000 euro, più del doppio della media nazionale.


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 Redazione Il Corriere Nazionale

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