Dalla realtà all’arte
Siamo cresciuti ascoltando e cantando “Il ragazzo della via Gluck” di Adriano Celentano: “Là dove c’era l’erba ora c’è una città / E quella casa in mezzo al verde ormai dove sarà? / Non so, non so / Perché continuano a costruire le case / E non lasciano l’erba, non lasciano l’erba / Non lasciano l’erba, non lasciano l’erba / E no, se andiamo avanti così / Chissà come si farà, chissà, chissà come si farà”. Di recente è poi stato nelle sale l’eccezionale film “La vità va così”, di Riccardo Milani. Nel film, Diego Abatantuono impersona un ricco imprenditore che vuole fare speculazione edilizia costruendo un resort nelle bellissime terre della Sardegna. A tal fine acquista i terreni ma i lavori sono bloccati perché c’è un terreno che non riesce a comprare: quello di un pastore sardo che parla solo in dialetto stretto e viene tradotto dalla grintosa figlia, impersonata dalla fantastica Virginia Raffaele. Due chicche del cast sono anche il capo-cantiere, recitato da Aldo Baglio, e una misteriosa turista, recitata da Geppi Cucciari. Riuscirà l’imprenditore a comprare le terre del pastore? Per scoprirlo bisogna andare su Netflix.
Dall’arte alla realtà
Prima dell’industrializzazione l’intero mondo era ancora pieno di alberi e prati, poi i terreni sono stati edificati. Solo dove ci sono dei divieti, ossia nelle riserve naturali, non è stato possibile. In Italia ciò è regolamentato dal Codice dei beni culturali e del paesaggio, creato col Decreto legislativo 42/2004 o “Codice Urbani”. Tuttavia alcuni privati hanno costruito abusivamente su alcuni terreni dove c’era il divieto e molti di loro hanno ricevuto il condono edilizio negli anni 1985, 1994 e 2003. In Albania la situazione è molto diversa. Nel 2024 in Albania sono state apportate delle opache modifiche ai vincoli paesaggistici, che hanno cambiato la situazione dell’isola disabitata di Sazan e di centinaia di ettari della zona protetta di Vjosa-Narta, dove vivono fenicotteri, foche e tartarughe marine. Essendo ora aree senza tutela, ci ha messo gli occhi addosso Jared Kushner, il genero di Donald Trump, che vuole costruirci un resort di lusso, andando a danneggiare la flora e a disturbare la fauna.
Le indagini e le proteste
Solo questo lunedì la Spak, Procura speciale anticorruzione albanese, ha avviato le indagini sulle modifiche del 2024. Nel frattempo i cittadini sono scesi in piazza, insieme alle associazioni ambientaliste. Il Premier Edi Rama difende le modifiche e mette le mani avanti dicendo che lo studio ambientale è ancora da completare e che Kushner non ha ancora presentato una proposta finale. Ad ogni modo, Rama si rivela ben felice della possibilità di ospitare il resort perché dà la priorità ai guadagni economici derivati dal turismo. È come se tra il turismo e la minaccia all’ecosistema, il gioco valga la candela. A fine maggio i costruttori hanno però già montato alte recinzioni circondate da filo spinato sulla laguna di Narta, impedendo l’accesso alle spiagge ai cittadini. È da allora che sono iniziate le manifestazioni.
Secondo motivo delle proteste
I manifestanti non sono d’accordo con la rimozione del titolo giuridico di “Paesaggio Protetto” riferito all’area costiera colpita dai bulldozer. Le modifiche legislative del 2024 hanno rimosso i divieti assoluti di edificazione commerciale all’interno di questa specifica categoria di riserva, declassandone di fatto il livello di tutela reale e aprendo le porte alle speculazioni edilizie senza la necessaria Valutazione di Impatto Ambientale.
Terzo motivo delle proteste
Balkan Insight è una pubblicazione giornalistica online gestita dal Balkan Investigative Reporting Network (BIRN), una rete di organizzazioni non governative. Essa dice che la rete societaria creata per i resort di lusso nella Laguna di Narta (Zvërnec) e sull’isola di Sazan nasconde una struttura opaca di investitori anonimi albanesi, celati dietro prestanomi. Balkan Insight afferma di stare riportando notizie dell’operato dei magistrati della SPAK. Pare che dalle loro carte si evinca che nell’agosto 2024 è stata fondata la Zvërnec South Adriatic Development, la società veicolo deputata a costruire materialmente i resort. Il proprietario non è, come sembra, Jared Kushner; è invece controllata da una catena di società di comodo gestite dalla fiduciaria offshore olandese Dutch Trust Management B.V. Al suo interno c’è la holding Blue Industries Investment Holding B.V. Questa holding è di proprietà di cinque cittadini albanesi. Le loro quote sono state volutamente frammentate: nessuna supera il 25%. Questo serve a mantenere le loro identità totalmente anonime nei registri pubblici e a nascondere chi siano i reali beneficiari dell’affare. Le indagini della SPAK si concentrano sul fatto che queste aziende potrebbero stare collaborando o potrebbero avere acquistato i terreni da figure controverse della criminalità e della politica locale. Secondo l’accusa, la costellazione di micro-aziende e appaltatori senza reale esperienza nel settore turistico o edilizio è stata utilizzata come “paravento” per sanare titoli di proprietà fraudolenti su terreni demaniali e per schermare il rientro di capitali illeciti in Albania sfruttando il nome della famiglia Trump come garanzia politica. Quindi la manifestazione è in primis per non permettere la distruzione del parco ma anche per dire basta alla svendita degli assets statali per l’arricchimento dei soliti favoriti.
La risposta di Rama
In una risposta scritta, l’ufficio di Rama ha affermato che la KKTU, ossia il Consiglio Nazionale del Territorio, non ha il permesso di verificare gli atti di proprietà e che gli enti pubblici non possono operare “sulla base di affermazioni, supposizioni o pregiudizi, ma sulla base di documentazione e meccanismi legali”.
L’Unione Europea
Il Presidente del Consiglio europeo, Antonio Costa, ha affermato che se l’Unione Europea dovrà intervenire per fare applicare le norme UE, interverrà. L’Albania ha cambiato in parte le proprie leggi dopo aver fatto domanda per entrare in Unione Europea perché l’ingresso in UE richiede dei requisiti minimi, ma questa situazione potrebbe ritardare ancora il suo ingresso. Costa ricorda infatti che i negoziati sono attualmente incentrati sui temi di “corruzione, stato di diritto, trasparenza e ambiente“. Tale opacità delle modifiche del 2024 sui vincoli ambientali non favoriscono dunque i negoziati.
Gli abusi delle guardie
Le guardie di sicurezza hanno trascinato di peso a lungo il corpo di un manifestante ed hanno reagito violentemente anche contro altri partecipanti delle proteste. È per questo che le autorità hanno revocato le licenze a due società di vigilanza, hanno arrestato una guardia ed hanno sospeso il capo della polizia locale.
Focus su Edi Rama
Edi Rama ha un passato da sportivo e da pittore. Giocava nella Dinamo Basketball Club e nella Nazionale di basket. Lavorò come docente all’Accademia delle Arti di Tirana. Visse in Francia, dove fece svariate mostre d’arte. Nel 1992 pubblicò un libro che parlava di politica. Fu anche membro del comitato direttivo di Open Society Foudations, una no profit creata e finanziata da George Soros. Si unì alle proteste contro la corruzione del governo precedente e nel 1998 venne nominato Ministro della cultura, della gioventù e dello sport dal nuovo Primo Ministro socialista Fatos Nano. Grazie al suo operato ministeriale ribelle e culturalmente innovativo è diventato famoso tra i giovani ed è stato eletto Sindaco di Tirana nel 2000, nel 2003 e nel 2007, perdendo le elezioni poi nel 2011. Come Sindaco combatté l’abusivismo, risanò il fiume, rese più ecologico il piano regolatore, fece restaurare e colorare in modo vivace vecchi edifici, ampliò le strade e pavimentò quelle rovinate. Nel dicembre 2004 Rama è stato nominato “Sindaco del mondo 2004“. Nel 2005 è diventato Segretario del Partito Socialista d’Albania.
La svolta del 2013
Dal 2013 Edi Rama è Premier, tra successi e critiche. Ha trasformato l’Albania a livello turistico modernizzando le infrastrutture e attirando investimenti dall’estero. Ha riformato il sistema giudiziario per eliminarne la corruzione. Ha aumentato la crescita economica e il reddito pro-capite. Ha creato accordi per costruire il Centro per il Reimpatrio in collaborazione col Governo italiano. Sta procedendo l’iter per ottenere i requisiti per entrare nell’Unione Europea. Ciò nonostante, molti membri del Governo albanese e membri dello staff di Rama sono stati indagati nell’ambito degli appalti pubblici. Inoltre molti giovani albanesi continuano a emigrare senza che lo Stato dia loro i corretti incentivi per rimanere. In più, le opposizioni in Parlamento accusano il Premier di essere autocratico e di marginalizzare il dissenso oltre che di stringere legami con l’élite ai danni dei poveri. In effetti insieme ai salari sono aumentati anche il costo della vita e il settore immobiliare e pare che sia aumentato il divario di ricchezza tra l’area di Tirana e le zone più povere. Di certo è molto strano che la stessa persona che da Sindaco fece molti progetti per migliorare l’ecologia, il fiume e l’ambiente, ora si disinteressi di stare permettendo il danneggiamento di un ecosistema natuale che sarebbe invece da progettere. D’altronde la triste verità è che, dall’industrializzazione in avanti, dovunque nel mondo la natura è drasticamente diminuita. Riconosceremo mai l’importanza della natura e del suo contributo alla pulizia dell’aria, alla riduzione dell’inquinamento e al relativo miglioramento delle condizioni di salute degli uomini?
Visualizzazioni: 152
#Adessonews seleziona nella rete articoli di particolare interesse.
Se vuoi leggere l’articolo completo clicca sul seguente link
Sonia Teti
Source link

