La seduta di martedì 13 ottobre si è conclusa in territorio negativo per i principali indici di Wall Street, nonostante l’avvio della stagione delle trimestrali abbia offerto indicazioni incoraggianti sulla redditività di alcune grandi società americane. Il Dow Jones ha ceduto lo 0,35%, lo S&P 500 ha registrato una flessione marginale (-0,02%) e il Nasdaq Composite ha perso lo 0,15%. Anche il Russell 2000, rappresentativo delle società a minore capitalizzazione, è arretrato dello 0,4%.
La divergenza assume particolare rilevanza considerando che gli indici americani rimangono relativamente vicini ai massimi storici. Il mercato non sembra mettere in discussione indiscriminatamente le prospettive degli utili, ma sta diventando più selettivo nella valutazione dei singoli settori. In questo contesto, la capacità delle società di trasformare la crescita dei ricavi in profitti effettivi assume un peso crescente, soprattutto in presenza di rendimenti obbligazionari ancora elevati.
Wall Street Oggi: inflazione USA e Fed al centro della seduta
Il principale appuntamento per Wall Street Oggi è rappresentato dall’inflazione americana di settembre, un dato destinato a incidere direttamente sulle aspettative relative alla politica monetaria della Federal Reserve. In attesa della pubblicazione, i future sulle Borse USA mostrano un orientamento positivo: il future sul Dow Jones avanza dello 0,45%, il contratto sullo S&P 500 guadagna lo 0,21% e il derivato sul Nasdaq 100 non fa registrare variazioni di rilievo.
Il consensus raccolto da Reuters indica un’accelerazione dell’inflazione complessiva al 3,6% annuo, con una crescita mensile dello 0,2% per la componente core. La pubblicazione, prevista alle 14:30 italiane, arriva in un momento particolarmente delicato per la Fed, chiamata a confrontarsi con pressioni inflazionistiche persistenti e un mercato obbligazionario che continua a incorporare aspettative di politica monetaria restrittiva.
Un dato superiore alle attese potrebbe rafforzare l’ipotesi di ulteriori rialzi dei tassi, esercitando nuove pressioni sui Treasury e sulle valutazioni azionarie, soprattutto nei comparti caratterizzati da maggiore duration finanziaria. Una lettura più favorevole potrebbe invece ridimensionare le aspettative di inasprimento monetario, offrendo sostegno ai titoli growth.
Il quadro resta complesso. Il rendimento del Treasury decennale si colloca intorno al 5,2%, vicino ai minimi delle ultime due settimane, ma ancora su livelli elevati. Nel frattempo, il petrolio Brent si mantiene sopra i 100 dollari al barile, sostenuto dalle tensioni geopolitiche e dai rischi per il traffico marittimo nello Stretto di Hormuz. L’energia rappresenta quindi un potenziale fattore di persistenza dell’inflazione, capace di complicare il percorso della Banca centrale.
Sul fronte della Fed, il presidente della Federal Reserve di New York, John Williams, ha indicato la possibilità di un ulteriore rialzo dei tassi nel 2026, senza prevedere nuovi interventi restrittivi nel 2027. Secondo il CME FedWatch Tool, il mercato attribuisce una probabilità vicina al 22% a un aumento di 25 punti base nella riunione di ottobre.
Oltre all’inflazione, l’agenda prevede la pubblicazione del Beige Book alle 20:00 italiane e un intervento di Tom Barkin, presidente della Fed di Richmond. Il rapporto sulle condizioni economiche regionali potrebbe offrire ulteriori indicazioni sulla tenuta della domanda, sull’occupazione e sull’evoluzione dei prezzi.
Il secondo grande catalizzatore della giornata è la stagione delle trimestrali. Dopo i risultati contrastati pubblicati martedì dalle principali banche americane, l’attenzione si sposta su Bank of America, Morgan Stanley, BlackRock e State Street. La qualità degli utili, l’andamento del credito e le indicazioni prospettiche sul business bancario saranno determinanti per valutare la capacità del settore finanziario di sostenere le quotazioni in un contesto di tassi elevati.
Azioni USA: Bank of America, ASML e Liquidia sotto i riflettori
- Bank of America: cede l’1,5% nel pre-market dopo aver comunicato una sanzione regolamentare da 1,21 miliardi di dollari, legata alle carenze nei sistemi di monitoraggio dei reati finanziari. La vicenda rischia di incidere sui risultati del terzo trimestre e introduce un elemento di pressione proprio nel giorno della pubblicazione dei conti. Per gli investitori, oltre all’impatto economico immediato, sarà importante valutare gli eventuali costi aggiuntivi di adeguamento dei controlli interni.
- ASML: il produttore olandese di macchinari per semiconduttori, quotato anche al Nasdaq attraverso ADR (-0,55%), ha rivisto nuovamente al rialzo le previsioni annuali. La società segnala una domanda particolarmente robusta legata agli investimenti nell’intelligenza artificiale e valuta un ampliamento della capacità produttiva. Le prospettive favorevoli per il 2027 e il 2028 contribuiscono a sostenere il sentiment sul comparto, nonostante le recenti vendite sui produttori di chip (ASML alza le stime 2026: ricavi record e ordini fino al 2030).
- Liquidia: balza del 49,9% prima dell’avvio dopo aver annunciato la risoluzione di sei controversie legali con United Therapeutics. L’accordo garantisce la continuità dell’accesso commerciale a Yutrepia, trattamento destinato a pazienti affetti da una forma di ipertensione polmonare. Il forte rialzo riflette soprattutto la riduzione dell’incertezza regolamentare e commerciale che gravava sulle prospettive del farmaco.
- Micron Technology: arretra dell’1,3%, penalizzata dai timori legati ai progressi tecnologici della cinese CXMT. Il mercato teme che una maggiore concorrenza nel segmento delle memorie possa modificare gli equilibri competitivi e comprimere i margini dei produttori consolidati. Il tema assume particolare importanza considerando il ruolo delle memorie avanzate nelle infrastrutture per l’intelligenza artificiale.
- Morgan Stanley: avanza dello 0,7% in attesa dei risultati trimestrali. L’attenzione degli investitori si concentra soprattutto sull’investment banking, sulle attività di trading e sulla gestione patrimoniale. Le indicazioni relative alla raccolta e alla redditività delle divisioni operative potrebbero contribuire a definire le prospettive dell’intero settore finanziario.
- BlackRock: presenta risultati trimestrali caratterizzati da un aumento dell’utile, sostenuto dalla resilienza dei mercati finanziari e dalla crescita delle commissioni. Per il maggiore gestore patrimoniale mondiale, la dinamica degli asset in gestione e dei flussi rappresenta un indicatore importante della propensione degli investitori a mantenere esposizioni sui mercati nonostante l’incertezza sui tassi.
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