Non solo Belfast, così i neofascisti inglesi sfruttano l’Ia per la loro “Slopaganda” e creare disordini



Il rapper Danny Bones ha scalato le classifiche di iTunes con i sui brani che propongono un mix di nazionalismo, razzismo e islamofobia. La differenza con gli altri artisti? Non esiste. Sfruttando le vulnerabilità psicologiche umane e il funzionamento intrinseco degli algoritmi l’estrema destra lo usa per raggiungere i più giovani, fare propaganda politica. E fare soldi 

Oggi la propaganda politica della destra radicale si muove su un terreno digitale nuovo e molto insidioso: Slopaganda. Si tratta di un nuovo modello di comunicazione web basato sulla produzione infinita di contenuti generati tramite Intelligenza artificiale. Con questa strategia, la veridicità di ciò che viene mostrato passa in secondo piano rispetto all’obiettivo principale: riempire il web di contenuti capaci di diventare virali, sfruttando le vulnerabilità psicologiche umane e il funzionamento intrinseco degli algoritmi dei social media. Con l’IA è infatti possibile inondare la rete in pochi istanti di una quantità enorme di elementi differenti – immagini, video, meme o articoli – che veicolano lo stesso concetto.

Questa esposizione continua influisce in modo inconscio sulla percezione della realtà, generando sentimenti di odio e rabbia. Per intercettare le fasce di popolazione più giovani sul web, viene utilizzato un approccio di stampo “pop” e apparentemente “non politico”, dotato di una capacità di penetrazione e permeabilità decisamente superiore a qualsiasi iniziativa tradizionale e, proprio per questo, estremamente difficile da arginare.

Un esempio emblematico di questa deriva digitale è rappresentato dal caso di Amelia. Originariamente, Amelia era un personaggio dai capelli viola estratto da un gioco governativo britannico ideato per prevenire comportamenti violenti e radicali tra gli studenti medi. Attraverso l’uso manipolatorio dell’IA, Amelia è stata inserita all’interno di video virali in cui, affiancata dalla bandiera nazionale (Union Jack), sciorina discorsi esplicitamente islamofobi e razzisti. Questo processo l’ha trasformata in una vera e propria icona del sottobosco neonazista del web, al punto che ne sono state create repliche adattate in versione olandese, irlandese e tedesca.

Il dirottamento di Amelia descrive una precisa tecnica di guerriglia psicologica. Affiancata dalla Union Jack, la sua estetica rassicurante e originariamente istituzionale è stata capovolta per sdoganare messaggi xenofobi. La successiva proliferazione di repliche in versione olandese, irlandese e tedesca dimostra l’esistenza di un vero e proprio “franchising della Slopaganda”.

Mentre alcuni riconducono l’operazione legata ad Amelia al collettivo anonimo The Node Project, il gruppo è indiscutibilmente il creatore di un altro fenomeno virtuale di spicco: Danny Bones. Bones si presenta come un rapper emergente bianco con un look da skinhead, le cui canzoni propongono un mix di nazionalismo, razzismo e islamofobia. In pochissimi mesi il personaggio ha accumulato decine di migliaia di ascolti su tutte le piattaforme digitali, arrivando persino a scalare le vette della classifica hip hop dei brani più venduti su iTunes con il brano This is England. A differenza degli altri artisti, però, Danny Bones semplicemente non esiste, essendo interamente generato artificialmente.

Oltre all’impatto ideologico – culminato nella scalata delle classifiche di iTunes con il brano This is England – il caso Danny Bones svela la dimensione economica del fenomeno: la Slopaganda è un’impresa commerciale autosufficiente. Sfruttando i meccanismi di monetizzazione delle piattaforme di streaming, il collettivo trasforma i click e gli ascolti ingegnerizzati dall’IA in capitali reali, capaci di autofinanziare le successive campagne di disinformazione.

La musica di Danny Bones è diventata la colonna sonora ideale per la mobilitazione di sabato 16 maggio a Londra è andata infatti in scena la manifestazione denominata “Unite the Kingdom”, il secondo grande appuntamento di piazza dopo quello svoltosi a metà settembre dello scorso anno. L’evento, organizzato da una fitta serie di sigle e personaggi storicamente legati all’estrema destra britannica, si è configurato come una protesta contro l’immigrazione scandita da parole d’ordine marcatamente xenofobe e islamofobe.

Il successo transmediale dei personaggi artificiali è stato tale che, dal palco della manifestazione londinese, hanno salutato apertamente Danny Bones e le figure dell’IA schierate al loro fianco in questa battaglia.

Oltre alla componente ideologica, l’evento di Londra si è dimostrato essere anche una strutturata macchina da soldi, secondo il classico principio del “Follow the money”. All’interno dell’area del raduno erano presenti diversi stand di merchandising dedicati alla vendita di magliette e cappelli recanti la scritta Make England Great Again, estendendo le attività commerciali fino alla promozione di criptovalute. Dal palco, i relatori non solo hanno elogiato Elon Musk, ma hanno anche promosso attivamente la specifica criptovaluta UTK, inneggiandola come uno strumento fondamentale per il raggiungimento della «libertà finanziaria».

A guidare l’intera manifestazione, è stata una vecchia conoscenza della destra radicale: Tommy Robinson. Robinson, ex hooligan da anni tra i principali attori della destra fascista britannica e fondatore di sigle storiche come l’Edl (English Defence League) o Pegida Uk, ha dichiarato mesi fa di aver abbracciato la fede cristiana e di essersi convertito durante la sua ultima detenzione. Questa scelta ha suscitato forti ironie, secondo i detrattori, dietro la conversione religiosa non vi sarebbe altro che una mossa strategica per avvicinarsi ai grandi e ricchi finanziatori americani legati al mondo Maga, con cui Robinson stesso rivendica di avere costanti rapporti e di ricevere donazioni economiche.

Nel frattempo, la Slopaganda rischia di riscrivere completamente la propaganda politica via web. Genera confusione e non è automaticamente riconducibile a un partito e la destra razzista inglese lo ha ben compreso.

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