Unicef, in Italia in 5 anni raddoppiato il numero dei minorenni lavoratori – Notizie


Nel 2024 i lavoratori minorenni tra i 15 e i 17 anni erano 80.991, nel 2025 sono arrivati a 81.565. Ma se si considera il quinquennio tra il 2020 e il 2025, il numero di minorenni (15-17 anni) che lavorano in Italia è più che raddoppiato, passando da 35.505 appunto a 81.565 unità.

A dirlo è l’Unicef Italia che in occasione della Giornata Mondiale contro lo sfruttamento del lavoro minorile, che ricorre oggi, presenta il 4° Rapporto statistico “Lavoro minorile in Italia: rischi, infortuni e sicurezza sui luoghi di lavoro” che esamina il quinquennio 2020- 2024. Gli infortuni mortali in occasione di lavoro e in itinere sono stati 7 nel 2024 e 18 complessivamente nel quinquennio 2020-2024.

I settori dove i minori sono maggiormente impiegati sono il lavoro dipendente (esclusi operai agricoli e domestici) e il settore agricolo. Le posizioni che hanno mostrato incrementi maggiori nel periodo preso in esame sono: dipendenti (esclusi operai agricoli e domestici), collaboratori e professionisti della Gestione separata e gli operai agricoli. Per quanto riguarda la distribuzione e l’incidenza del lavoro minorile (15-17 anni) in Italia nel 2025, la partecipazione dei giovanissimi alle attività produttive è estremamente diversificata sul territorio nazionale, registrando l’incidenza più elevata in Trentino-Alto Adige (22,54%), seguito dalla Valle d’Aosta (17,46%). Valori più contenuti si riscontrano in Abruzzo (8,19%), Marche (7,12%), Puglia (6,35%) e Molise (6,08%). Quanto alle denunce di infortunio dei lavoratori entro i 17 anni di età fra il 2020 e il 2024: il dato più basso si registra nel 2020 (5.815) – periodo del Covid – nel 2023 era di 18.820 e 18.617 nel 2024. Nel quinquennio 2020- 2024, le cinque regioni con le percentuali di denunce di infortunio più alte, relative ai lavoratori minorenni di 15-17 anni, sono Lombardia (21,27%), Veneto (12,10%), Emilia-Romagna (10,94%), Piemonte (9,11%) e Trentino-Alto Adige (7,12%), le quali coprono il 60,54% delle denunce di infortunio sul territorio nazionale nel quinquennio esaminato.

Save the children, lavoro minorile coinvolge in Italia un minore su 15

Un minore su 15 tra i 7 e i 15 anni in Italia è coinvolto nel lavoro minorile. Si tratta del 6,8% , una percentuale che sale al 20% se si prendono in considerazione solo i ragazzi tra i 14 e i 15 anni, fascia d’età in cui dunque lavora un minorenne su 5 . Nella Giornata internazionale contro il lavoro minorile è Save the children a richiamare i dati di una propria ricerca svolta nel 2023. Indagine che ha rilevato anche l’impegno di poco più di un 14-15enne su 4 (il 27,8%, circa 58mila adolescenti) in lavori particolarmente dannosi per i percorsi educativi e il benessere psicofisico perché svolti in maniera continuativa durante il periodo scolastico, oppure in orari notturni .

I settori in cui è maggiore l’incidenza del lavoro minorile sono la ristorazione (25,9%) e la vendita al dettaglio nei negozi e in attività commerciali (16,2%), ma i minori lavorano anche in campagna (9,1%) o nei cantieri (7,8%) e dal rapporto emergono anche forme di lavoro online (5,7%). “Lo sfruttamento del lavoro minorile costituisce una violazione intollerabile dei diritti dei bambini e continua a incidere in modo profondo e duraturo sulle loro vite, compromettendone la crescita, la salute e l’equilibrio psicologico.

Milioni di bambine e bambini nel mondo vengono privati dell’infanzia, esposti a condizioni che ne mettono a rischio l’integrità fisica e negano loro l’accesso all’istruzione e alle opportunità di sviluppo” dichiara Giorgia D’Errico, direttrice Relazioni Istituzionali di Save the Children, che sottolinea come “anche in Italia persistono situazioni di sfruttamento spesso sommerse, che colpiscono i più piccoli”. E i minori che lavorano precocemente “hanno maggiori probabilità di abbandonare la scuola o di frequentarla in modo discontinuo”. Per prevenire e contrastare il lavoro minorile Save the chldren invoca “misure concrete” su più fronti, a partire da dati solidi e aggiornati per rendere visibile il fenomeno, interventi di contrasto alla povertà economica delle famiglie e azioni strutturali contro la dispersione scolastica

Mattarella, il lavoro minorile è una grave violazione dei diritti dell’infanzia

“Il lavoro minorile, presente tuttora, rappresenta una grave violazione dei diritti dell’infanzia e dell’adolescenza. Alimentato da povertà, disuguaglianze, conflitti e crisi umanitarie, priva milioni di bambine, bambini e adolescenti della possibilità di studiare, crescere e costruire il proprio futuro e l’umanità di potersi avvalere delle loro energie e intelligenze”. Lo scrive il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, in un messaggio in occasione della giornata contro lo sfruttamento del lavoro minorile. “I progressi compiuti negli ultimi venticinque anni dimostrano che il cambiamento è possibile: il numero dei minori coinvolti nel lavoro minorile è diminuito da 246 a 138 milioni. Tuttavia – prosegue – l’obiettivo dell’Agenda 2030 che prevedeva l’eliminazione del fenomeno entro il 2025 non è stato raggiunto. Oltre 54 milioni di bambini continuano infatti a svolgere attività pericolose che mettono a rischio la loro salute, la loro sicurezza e il loro sviluppo. Il problema interessa tutti i continenti e assume forme diverse, spesso difficili da individuare e contrastare”. “Anche in Italia, il lavoro minorile trova terreno fertile nel lavoro sommerso, nello sfruttamento attraverso le piattaforme digitali, nella dispersione scolastica e nelle situazioni di maggiore vulnerabilità economica e sociale. Particolarmente drammatica è la condizione dei minori vittime di tratta, costretti al lavoro forzato, all’accattonaggio, allo sfruttamento sessuale e ad altre forme di abuso che negano i diritti fondamentali, riconosciuti anche dalle convenzioni internazionali e dalla legislazione nazionale. Di fronte a questa realtà, la scuola è il più efficace strumento di prevenzione, recupero, inclusione. A questo devono potersi affiancare sistemi di protezione efficaci, di sostegno alle famiglie. Ogni bambina e ogni bambino sottratti alla strada e allo sfruttamento, restituiti alla scuola, rappresentano una vittoria per la società”. Lo scrive il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, in un messaggio in occasione della giornata contro lo sfruttamento del lavoro minorile

Valditara: ‘lotta al lavoro minorile, recuperato mezzo milione di studenti’

In occasione della Giornata Mondiale contro lo sfruttamento del lavoro minorile, il ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara ha sottolineato l’importanza dei risultati raggiunti dall’Italia nel contrasto alla dispersione scolastica e nella tutela dei diritti dei minori. “Oggi, nella Giornata Mondiale contro lo sfruttamento del lavoro minorile, possiamo finalmente portare per l’Italia risultati concreti. Aver recuperato mezzo milione di studenti fra il 2023 e il 2025 è il contributo più importante alla lotta contro il lavoro minorile”. Così ha dichiarato Valditara.

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