La mattina del 19 ottobre, proseguendo il programma della seconda sessione della XVI Assemblea Nazionale, le discussioni si sono concentrate sul progetto di legge sulla vendita all’asta dei beni (modificato), sulla legge sugli avvocati (modificata) e sulla legge sull’adozione (modificata). Molti delegati si sono soffermati sulla coerenza del sistema giuridico e sulla tutela dei diritti delle fasce più vulnerabili della popolazione.
Il Gruppo 3 ha discusso la bozza di legge sulla vendita all’asta dei beni (modificata), la legge sugli avvocati (modificata) e la legge sull’adozione (modificata). Molti pareri si sono concentrati sulla coerenza del sistema giuridico e sulla garanzia dei diritti dei gruppi vulnerabili.
Controllo rigoroso sulle aste di reliquie e oggetti d’antiquariato.
Commentando la bozza di legge sulla vendita all’asta dei beni (modificata), il rappresentante Vu Van Tien (Delegazione dell’Assemblea Nazionale della città di Hai Phong ) ha affermato che, secondo il punto d, comma 1, articolo 51, per i beni non soggetti al rilascio di certificati di proprietà o di diritto d’uso, le organizzazioni che organizzano le aste possono richiedere al proprietario del bene solo di assumere un impegno in merito alla proprietà o al diritto d’uso come previsto dal comma 3, articolo 47.
I delegati hanno sostenuto che, in realtà, molte opere di famosi artisti vietnamiti vengono messe all’asta all’estero, mentre il progetto di legge e i documenti guida preliminari non fanno riferimento alla Legge sul Patrimonio Culturale in merito a manufatti, oggetti d’antiquariato e tesori nazionali. La gestione dei risultati delle aste di beni non autorizzati è solo una misura di verifica successiva, ed è molto difficile porre rimedio alla situazione una volta che i manufatti sono stati trasferiti all’estero.
I delegati hanno proposto di aggiungere regolamenti che stabiliscano che le aste di reliquie, oggetti d’antiquariato e tesori nazionali debbano essere conformi alla legge sul patrimonio culturale; che le organizzazioni che gestiscono le aste siano responsabili della verifica della provenienza legale dei manufatti prima di metterli all’asta; e che si dovrebbe valutare la possibilità di non applicare a questa categoria di beni il modulo di impegno previsto dal comma 3 dell’articolo 47.
Il rappresentante Tran Dinh Gia (Delegazione dell’Assemblea Nazionale della provincia di Ha Tinh ).
Nel corso della discussione su questa bozza di legge, il rappresentante Tran Dinh Gia (Delegazione dell’Assemblea Nazionale della provincia di Ha Tinh) ha proposto di aggiungere un atto vietato: l’utilizzo di strumenti di attacco informatico per interrompere le operazioni o falsificare i dati nel sistema di aste online e nel Portale Nazionale delle Aste di Beni. Il rappresentante ha suggerito di escludere i diritti di utilizzo del terreno dal gruppo dei “diritti di proprietà” di cui al punto b, comma 1, dell’articolo 24, per evitare sovrapposizioni nei periodi di pubblicazione; e di ripristinare l’intervallo minimo tra due annunci pubblici (attualmente fissato a 2 giorni) in modo che il secondo annuncio non sia una mera formalità.
Per quanto riguarda la regolamentazione del sorteggio per la selezione dell’offerente vincente in caso di assenza di offerte (clausola 7, articolo 28), il delegato ha sostenuto che tale metodo non rispecchia la natura della concorrenza sui prezzi. Il delegato ha proposto che tali casi siano classificati come aste non andate a buon fine; al fine di prevenire la collusione, i partecipanti che non presentano offerte non riceveranno indietro la cauzione.
Mantenere gli standard di una laurea in giurisprudenza, aprire le porte alle persone con disabilità.
Commentando la bozza di legge sugli avvocati (modificata), il rappresentante Bui Xuan Hai (Delegazione dell’Assemblea Nazionale della città di Hai Phong) si è detto d’accordo con l’aggiunta di standard relativi all’integrità politica , allo spirito di tutela della giustizia, all’integrità e all’onestà, ma si è opposto alla possibilità di esercitare la professione di avvocato per coloro che possiedono una laurea magistrale o un dottorato in giurisprudenza senza aver conseguito una laurea triennale in legge.
Il rappresentante Bui Xuan Hai (Delegazione dell’Assemblea Nazionale della città di Hai Phong).
Secondo i delegati, l’attuale corso di laurea magistrale in giurisprudenza prevede solo dai 45 ai 60 crediti, esclusa la tesi, lasciando circa 30 crediti di conoscenza; chi proviene da altri ambiti deve acquisire solo dai 10 ai 20 crediti aggiuntivi per poter presentare domanda, mentre una laurea triennale in giurisprudenza richiede un minimo di 120 crediti. Anche le tesi di dottorato approfondiscono solo un argomento ristretto.
Citando il fatto che ogni anno si iscrivono circa 20.000 studenti di giurisprudenza e che l’offerta di laureati è sufficiente a soddisfare la domanda, il rappresentante ha proposto un regolamento che richieda “una laurea in giurisprudenza vietnamita o un titolo estero equivalente riconosciuto dal Ministero dell’Istruzione e della Formazione”, al fine di attrarre laureati in giurisprudenza negli Stati Uniti, in Australia, in Giappone e in Corea del Sud.
Per quanto riguarda le organizzazioni professionali (articoli 27 e 30), i delegati hanno sostenuto che ammettere i praticanti avvocati e contemporaneamente includere gli ordini forensi e le organizzazioni professionali tra i membri della Federazione degli Avvocati del Vietnam sia eccessivo e incoerente con la natura di un’organizzazione per avvocati a pieno titolo. Con oltre 22.000 avvocati e più di 6.000 organizzazioni professionali, i delegati hanno proposto che la legge stabilisca chiaramente che il Ministero della Giustizia debba avere una gestione statale unificata degli avvocati, con il Dipartimento di Giustizia responsabile a livello locale; avere l’autorità di approvare il personale direttivo della Federazione e degli ordini forensi, approvare statuti, regolamenti e codici di deontologia professionale; e vigilare e imporre provvedimenti disciplinari nei confronti degli avvocati che violano i regolamenti.
Nel frattempo, discutendo il progetto di legge, il delegato Vu Van Tien ha suggerito che la bozza dovrebbe includere politiche volte a garantire pari opportunità alle persone con disabilità di intraprendere la carriera di avvocato, in conformità con la Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti delle persone con disabilità e le raccomandazioni dei comitati delle Nazioni Unite per i diritti umani. Secondo il delegato, tra gli oltre 20.000 avvocati in esercizio, il numero di persone con disabilità è molto esiguo, in parte a causa della difficoltà di accesso agli esami.
I delegati hanno proposto degli accorgimenti ragionevoli, come l’estensione del tempo a disposizione per gli esami, la concessione di brevi pause, la predisposizione di aule e posti a sedere adeguati e la possibilità di utilizzare supporti audio e materiali elettronici compatibili con i lettori di schermo. Grazie a queste misure, la professione legale vietnamita potrà contare su una forza lavoro più qualificata e motivata.
Adozione: Non utilizzare la malattia o la povertà come base per prendere decisioni.
Riguardo al progetto di legge sull’adozione (modificato), la deputata Pham Thu Xanh (Delegazione dell’Assemblea Nazionale della città di Hai Phong) ha proposto di aggiungere una definizione di “famiglia originaria” (articolo 3, comma 6) per i bambini nati tramite tecniche di procreazione assistita o maternità surrogata per scopi umanitari, specificando che la famiglia originaria è la famiglia dei genitori come determinata dalla legge sul matrimonio e la famiglia; il donatore di sperma, ovulo o embrione non acquisisce il diritto di dare il consenso all’adozione.
La deputata Pham Thu Xanh (Delegazione dell’Assemblea Nazionale della città di Hai Phong).
I rappresentanti hanno proposto di eliminare il motivo di interruzione dell’adozione basato esclusivamente su gravi malattie dei genitori adottivi, dato che molte patologie presenti nell’elenco del Ministero della Salute sono ormai sotto controllo a lungo termine; l’interruzione dovrebbe essere presa in considerazione solo quando i genitori adottivi siano effettivamente impossibilitati a prendersi cura del bambino e il tribunale stabilisca che tale interruzione sia nel migliore interesse del minore. La povertà o la malattia del bambino non dovrebbero, di per sé, costituire un motivo valido per l’adozione.
Citando i dati del 2025 che mostrano come 111 dei 182 bambini adottati da cittadini stranieri vivano con le loro famiglie (61%), il delegato ha proposto di ampliare le responsabilità del Ministero della Salute in materia di supervisione delle valutazioni sanitarie e di garanzia del trasferimento delle informazioni mediche per prevenire interruzioni nelle cure di questi bambini.
Discutendo il progetto di legge sull’adozione (modificato), la deputata Tran Lan Phuong (Delegazione dell’Assemblea Nazionale di Hai Phong) ha valutato che il progetto di legge sull’adozione dimostra chiaramente i principi di volontarietà e uguaglianza, contenendo al contempo numerose disposizioni per prevenire e vietare gli atti di speculazione in materia di adozione.
Pur concordando in linea generale con i contenuti inclusi e illustrati nella relazione dell’organo redattore e dell’organo di revisione, i delegati hanno affermato che le condizioni per i genitori adottivi di cui all’articolo 14, punto d, comma 3, che stabilisce che coloro che sono stati condannati alla reclusione ma a cui è stata concessa la sospensione condizionale della pena non possono adottare bambini, potrebbero generare alcune incongruenze.
Tale regolamento, inavvertitamente, limita in modo permanente il diritto all’adozione di coloro che sono in libertà vigilata; allo stesso tempo, coloro che hanno scontato la pena detentiva per reati non rientranti nel punto b) sono autorizzati ad adottare. Ciò contraddice anche la motivazione addotta nella nota esplicativa del progetto di legge, ovvero “prevenire il rischio che coloro che sono in libertà vigilata debbano scontare una pena detentiva durante il periodo di libertà vigilata”. Pertanto, l’organo preposto alla stesura del testo deve modificarlo in modo da: vietare l’adozione solo a coloro che sono attualmente in libertà vigilata.
I delegati hanno inoltre proposto di aggiungere un meccanismo per la registrazione delle esigenze di adozione e la creazione di elenchi di bambini che necessitano di famiglie alternative a livello provinciale e nazionale, collegati a una banca dati come previsto dall’articolo 8; hanno anche proposto che l’autorità in materia di adozione di minori sia delegata al livello provinciale. Una volta avvenuta l’adozione, la sua revoca deve essere gestita attraverso procedure giudiziarie per garantire i legittimi diritti e interessi di tutte le parti, in particolare dei minori. I delegati hanno inoltre suggerito che il diritto di chiedere al tribunale la revoca dell’adozione è una questione importante che necessita di essere standardizzata nella legge.
Durante la discussione in seno al Gruppo 6 sulla Legge sugli Avvocati (modificata), il rappresentante Chu Manh Hung (Delegazione dell’Assemblea Nazionale di Tay Ninh) ha affermato che l’articolo 7 relativo agli standard e alle condizioni per l’esercizio della professione forense, contenuto nel progetto di legge, presenta un punto nuovo e significativo: consente infatti l’esercizio della professione a coloro che possiedono una laurea magistrale o un dottorato in giurisprudenza, pur non avendo conseguito una laurea triennale. Secondo il rappresentante, tale disposizione è in linea con le prassi formative in vigore in Vietnam e contribuisce a valorizzare al meglio la forza lavoro altamente specializzata nel settore legale, formata sia a livello nazionale che internazionale.
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