Electrolux Italia – Il Corriere Nazionale


DALL’ANALISI COSTI BENEFICI E IL PIANO DEI CONTI E L’INDICATORE “ROI” POTREMMO ASSUMERE ALTRI 1700 DIPENDENTI NELL’AREA DELLA PROVINCIA DI MACERATA SENZA CHIUDERE GLI STABILIMENTI MANTENENDO LE MAESTRANZE ITALIANE

Anamnesi e soluzioni per la crisi della ELECTROLUX italiana che vuole licenziare 1700 dipendenti, dopo aver ricevuto oltre 200 milioni di euro ed altri finanziamenti, da investire in italia a tutela dei quattro siti ITALIANI.

l’azienda con il suo consiglio di amministrazione non può fare diversamente.

Mentre il sindacato è silente per poca visione gestionale che non essendo nelle sue competenze e priorità purtroppo pressato dai tesserati ha difficoltà a sostenere logiche produttive.

Il Governo deve essere pronto nel varare una legge antidunping, per difendere gli interessi nazionali, degli operai e far circolare prodotti esteri con gli stessi costi sociali, di sicurezza, energia e fiscali,
questa al momento è l’unica soluzione, non ci sono alternative valide.

La situazione di Electrolux in Italia al maggio 2026 rappresenta una delle più delicate crisi industriali del paese.

Il gruppo svedese ha annunciato un piano di riorganizzazione che prevede circa 1.700 esuberi (quasi il 40% della forza lavoro nazionale di circa 4.500 dipendenti) e la chiusura dello stabilimento di Cerreto d’Esi (Ancona).

Di seguito un’analisi dettagliata e alcune potenziali soluzioni basate sulla situazione descritta:

1 .Anamnesi della Crisi (Situazione al 2026)

Piano di Ristrutturazione:

Electrolux mira a un forte ridimensionamento dei 5 siti italiani che sono:
Susegana,
Porcia,
Forlì,
Solaro,
Cerreto d’Esi.

Il paradosso dei Fondi Pubblici:

L’azienda ha beneficiato negli ultimi anni di oltre 200 milioni di euro in finanziamenti agevolati (inclusi fondi BEI e accordi con il MIMIT), oltre a bonus elettrodomestici che hanno sostenuto le vendite, a fronte di un piano che oggi prevede tagli massicci anziché investimenti.

Strategia Globale:

Il gruppo punta a razionalizzare i costi, spostando potenzialmente produzioni in altre sedi all’estero, nonostante l’alta qualificazione e produttività dei siti italiani.

Questo anche a causa della politica verde o green della comunità europea, che vale per gli Europei ma non per i paesi non europei come la Cina.

Il Green Deal europeo è la strategia fondamentale dell’UE, lanciata nel 2019, per trasformare l’Europa nel primo continente a impatto climatico zero entro il 2050.

Mira a ridurre le emissioni nette di gas serra del 55% entro il 2030 (rispetto ai livelli del 1990), promuovendo un’economia sostenibile, circolare e tecnologie pulite.

Impatto Occupazionale:

Oltre al sito di Cerreto d’Esi (AN) a rischio chiusura totale, l’intero sistema produttivo italiano degli elettrodomestici (“settore bianco”) subisce un colpo durissimo.

2. Le Posizioni in Campo

Governo (MIMIT):

Il Ministro Urso ha definito il piano “inaccettabile” e ha chiesto il ritiro immediato delle procedure di licenziamento, convocando tavoli urgenti.

Sindacati:

A differenza di quanto segnalato, i sindacati metalmeccanici (Fiom, Fim, Uilm) hanno proclamato scioperi e presidi, definendo il piano “irricevibile” e chiedendo che l’azienda restituisca i fondi pubblici ricevuti se non rispetta gli accordi occupazionali.

Azienda:

Il vertice Electrolux ha confermato la necessità del piano a causa della strategia di lungo periodo.

3. Soluzioni Proposte e Strategie di Difesa Nazionale

La necessità di difendere il Made in Italy e l’occupazione richiede un approccio strutturale:

Ritiro del Piano e Nuova Trattativa:

La prima soluzione, rivendicata al tavolo del MIMIT, è il ritiro del piano per negoziare un nuovo piano industriale che utilizzi le risorse già stanziate per la riconversione dei siti anziché la chiusura.

Restituzione dei Finanziamenti:

Azione legale/amministrativa per obbligare l’azienda a restituire i fondi pubblici ricevuti (oltre 200 milioni ed altri) a fronte dell’inadempienza rispetto agli obiettivi di tutela occupazionale.

Intervento Legislativo (Anti-Delocalizzazione):

Applicazione rigida o inasprimento della normativa attuale
(Legge 234/2021) che impone piani di informazione e consultazione, prevedendo sanzioni significative o il recupero degli aiuti di stato in caso di chiusura per mera ristrutturazione.

Azioni Anti-Dumping Sociale/Produttivo:

Implementazione di misure che equiparino i costi dei prodotti importati (esteri) a quelli prodotti in Italia, considerando il “costo sociale” che consiste nei seguenti costi a cui sono sottoposte le aziende e imprese italiane, ed esattamente:
la sicurezza,
i salari,
l’energia,
Il fisco.

Per evitare che la concorrenza sleale smantelli la produzione nazionale.

Contrattazione Collettiva Difensiva:

Utilizzo di ammortizzatori sociali conservativi per gestire la transizione e la riconversione produttiva, evitando la chiusura dei siti.

Il tavolo negoziale di concertazione è funzionale se composto da figure professionali multidisciplinari, con l’obiettivo di trovare più soluzioni entro la metà di giugno 2026.

In questa esposizione volutamente non ho inserito i dati ufficiali che di evincono dai documenti ufficiali depositati, dei vari contributi percepiti come altri costi mascherati con i bonus fiscali che lo Stato si è accollato per convincere il cittadino a cambiare gli elettrodomestici.

Di certo hanno chiuso in Ungheria, in altri altri paesi non europei con la sorpresa di produrre in Polonia, una vera magia di tipo industriale e fiscale.

Data la volontà di Produrre in Polonia paese a poche ore di volo dall’Italia, che si presta per i propri interessi al Gruppo Electrolux, vista la nuova strategia degli interessi Italiani nel mondo, consiglio con un piano dei conti dettagliato, di produrre in SOMALIA per tre motivi:
Si parlaancora l’Italiano perché è stata colonia italiana.

Costo industriale più basso con penetrazione nel giovane continente Africano.

Rafforzamento dei rapporti tra Italia e Somalia, in comparti industriali diversi già in essere, con la
dimostrazione che il Piano Italiano Mattei può funzionare, con attività mirate del nostro attento ambasciatore Italiano in Somalia il Dr. Pier Mario Daccò Coppi e l’attenzione di interesse per aumentare i già buoni rapporti bilaterali del candidato alla Presidenza Della Repubblica Federale della Somalia del 2026
il Dr. Mohamud Mohamed Mohamud.

Dott.ssa
Monorchio Mariateresa

Scienze Sociali per gli Enti non profit e le Cooperazioni Internazionali.

Strategia e management per le piccole e medie imprese.


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