29/05/2026 – L’Edilportale Forum delle Costruzioni 2026 si è concluso dopo un percorso itinerante che ha attraversato l’Italia mettendo a confronto progettisti, imprese, tecnici, università e aziende sui temi che stanno ridefinendo il settore edilizio.
Il confronto tra relatori e professionisti ha riguardato non solo l’efficienza energetica degli edifici, ma anche qualità dell’abitare, salute, sostenibilità misurabile, digitalizzazione dei processi e nuove competenze professionali.
Tra gli argomenti affrontati con maggiore frequenza c’è stato il comfort abitativo, interpretato in senso ampio come equilibrio tra qualità dell’aria indoor, benessere termoigrometrico, luce naturale, acustica e rapporto tra edificio e persona.
Comfort abitativo e qualità indoor: l’edificio come sistema per il benessere
Da Bolzano a Roma, passando per Padova, Rimini, Catania e Cosenza, il Forum ha riportato al centro il rapporto tra ambiente costruito e salute delle persone.
Il comfort abitativo è stato descritto come un sistema complesso che coinvolge fisiologia, percezione, comportamento e qualità sensoriale degli spazi. In più interventi è tornato il concetto dell’edificio come “doppia interfaccia”: da un lato dialoga con il clima esterno, dall’altro influenza direttamente il benessere psicofisico degli occupanti.
Tra gli interventi più significativi sul tema, Rosita Romeo ha sottolineato come l’ambiente costruito non sia neutro ma agisca attivamente sul sistema psicofisico delle persone, richiamando il ruolo del progettista come mediatore tra comfort, salute e qualità ambientale.
Grande attenzione è stata dedicata alla qualità dell’aria indoor, alla ventilazione e alla scelta dei materiali. I CAM Edilizia 2025 sono stati indicati come uno strumento sempre più centrale per valutare emissioni, salubrità e impatto ambientale dei prodotti da costruzione.
Luce naturale, comfort visivo e progettazione bioclimatica sono stati altri temi ricorrenti. In diverse tappe è stato evidenziato come la luce non rappresenti un elemento accessorio ma una vera materia progettuale, capace di incidere sulla qualità degli ambienti e sui consumi energetici.
Sostenibilità, CAM e materiali: dalla norma alla qualità del progetto
Il secondo grande tema affrontato nel Forum riguarda la sostenibilità ambientale degli edifici e la crescente centralità dei CAM e delle certificazioni.
Nel corso degli incontri si è parlato di Life Cycle Assessment, Global Warming Potential, protocolli LEED, WELL, CasaClima e Passivhaus, monitoraggio delle prestazioni reali degli edifici, materiali naturali e bio-based, riduzione delle emissioni lungo il ciclo di vita.
Più relatori hanno sottolineato che la sostenibilità non può essere ridotta a una checklist normativa. Serve invece una progettazione integrata capace di mettere in relazione involucro, impianti, materiali, comfort e durabilità.
Particolarmente forte il messaggio lanciato da Norbert Lantschner, ideatore del protocollo CasaClima, che durante il Forum ha richiamato la necessità di “costruire meno, ma costruire meglio”, riportando il dibattito sulla responsabilità culturale ed etica del progetto e sulla necessità di ridurre il fabbisogno energetico prima ancora di aggiungere tecnologie.
Particolarmente significativo anche il focus dedicato ai materiali naturali come canapa, calce, fibra di legno, lana di pecora e canna palustre, utilizzati in diversi interventi di riqualificazione. Tuttavia, è stata proposta anche una lettura equilibrata: non esiste il materiale “perfetto” in assoluto, ma scelte progettuali da valutare caso per caso in funzione del contesto, delle prestazioni richieste e dell’impatto complessivo.
Riqualificazione dell’esistente: costruire meno, progettare meglio
Uno dei messaggi più condivisi del Forum ha riguardato il ruolo strategico della riqualificazione del patrimonio edilizio esistente.
Molti interventi hanno evidenziato come il futuro dell’edilizia non possa basarsi esclusivamente sulle nuove costruzioni. La sfida riguarda edifici già esistenti, quartieri da rigenerare e immobili energivori da trasformare.
Il principio “costruire meno, ma costruire meglio”, richiamato in più tappe, ha sintetizzato una nuova cultura del progetto: meno consumo di suolo, maggiore attenzione al contesto e qualità progettuale come elemento centrale della transizione.
La riqualificazione è stata raccontata come un processo più complesso della nuova costruzione, perché richiede capacità di leggere il costruito, integrare innovazione e tradizione, risolvere criticità energetiche e migliorare contemporaneamente comfort, sicurezza e durabilità.
Sono stati presentati numerosi casi studio di retrofit energetico e NZEB, dalle scuole riqualificate agli edifici storici recuperati con approcci prestazionali e bioclimatici.
BIM e Intelligenza Artificiale: la trasformazione digitale del settore
Tra i temi più innovativi affrontati dal Forum c’è stata la trasformazione digitale della filiera delle costruzioni.
Il BIM è stato descritto come l’infrastruttura informativa destinata a governare progettazione, costruzione e gestione degli edifici lungo l’intero ciclo di vita dell’opera. Dalla modellazione alla simulazione delle prestazioni, fino alla gestione dei dati di progetto, il BIM è stato indicato come uno strumento sempre più centrale soprattutto negli appalti pubblici e nei processi industrializzati.
Accanto al BIM, ampio spazio è stato dedicato all’Intelligenza Artificiale applicata all’architettura e all’edilizia.
Sono stati mostrati software capaci di generare varianti progettuali, supportare simulazioni, creare visualizzazioni avanzate, automatizzare workflow e interagire tramite linguaggio naturale.
Tra gli interventi più seguiti sul tema, Claudio Vittori Antisari ha evidenziato come gli strumenti digitali e l’AI stiano cambiando profondamente il lavoro del progettista, pur senza sostituirne il ruolo. “Gli strumenti rispondono, non interpretano”, ha sottolineato durante la tappa di Roma, richiamando la necessità di mantenere centrale la capacità critica e decisionale del professionista.
L’involucro edilizio come primo dispositivo energetico
Un altro argomento presente in più tappe è stato il ruolo dell’involucro edilizio nella riduzione dei consumi energetici.
Più interventi hanno ribadito che la transizione energetica non si gioca soltanto sugli impianti, ma soprattutto sulla capacità di ridurre il fabbisogno degli edifici attraverso isolamento termico, controllo solare, inerzia termica, riduzione dei ponti termici, ventilazione e progettazione bioclimatica.
Grande interesse ha suscitato anche il tema del BIPV e del vetro fotovoltaico trasparente, presentato come evoluzione delle tradizionali integrazioni fotovoltaiche: facciate e superfici vetrate diventano elementi attivi capaci di produrre energia mantenendo qualità architettonica e trasparenza.
Nuove competenze per progettisti e imprese
Dalle tappe del Forum risulta evidente una trasformazione profonda delle competenze richieste ai professionisti dell’edilizia.
Architetti, ingegneri, geometri e imprese sono chiamati a gestire processi sempre più integrati, nei quali sostenibilità, digitalizzazione, qualità ambientale e prestazioni energetiche devono dialogare tra loro.
In questo contesto si inserisce anche la riflessione proposta da Claudio Lucchin, che durante la tappa di Bolzano ha criticato l’eccessiva iperspecializzazione del settore e il rischio di perdere una visione complessiva dell’architettura. “Più arte e meno tecnica” è stata una delle provocazioni più ricordate del Forum, insieme al richiamo a una progettazione capace di costruire relazioni tra competenze, persone e contesto.
Più interventi hanno inoltre sottolineato la necessità di figure professionali capaci di governare sistemi complessi e interdisciplinari, superando la frammentazione tradizionale della filiera.
Milano, la tappa conclusiva del Forum
La tappa di Milano ha chiuso ieri il percorso dell’Edilportale Forum delle Costruzioni 2026 con i temi affrontati lungo il ciclo di incontri: qualità dell’abitare, transizione energetica, direttive europee, digitalizzazione e innovazione dei materiali.
Il confronto ha affrontato i processi di sostituzione edilizia nei contesti ad alta densità relazionale, con l’intervento di Alessandro Maggioni, Presidente Nazionale di Confcooperative Habitat, dedicato al rapporto tra efficienza, qualità territoriale e trasformazione urbana. Fabrizio Capaccioli, Presidente di Green Building Council Italia, ha portato il contributo delle “Lezioni dal progetto”, richiamando il ruolo della sostenibilità misurabile e dei protocolli ambientali nella qualità del costruire.
Sul quadro normativo europeo è intervenuto Nicolandrea Calabrese, Responsabile del Laboratorio efficientamento energetico negli edifici e sviluppo urbano di ENEA, con un approfondimento sulle direttive EED, EPBD e RED come ecosistema integrato per gli edifici del futuro. La tappa milanese ha dato spazio anche al tema del comfort abitativo, con Rosita Romeo, che ha affrontato il rapporto tra corpo, responsabilità progettuale e ciclo di vita dell’edificio.
La trasformazione digitale è stata al centro dell’intervento di Claudio Vittori Antisari, dedicato al passaggio dal BIM all’Intelligenza Artificiale e ai nuovi strumenti per la progettazione digitale. Il programma ha inoltre approfondito la luce naturale come risorsa progettuale, con Davide Pallaro, le soluzioni per edifici NZEB e transizione energetica, con Pierluigi Sabato di Xella Italia, e il vetro fotovoltaico trasparente come prospettiva per il BIPV, con Raffaele Cefalo.
Milano ha così chiuso il Forum collegando trasformazione urbana, sostenibilità ambientale, comfort, innovazione digitale e integrazione delle rinnovabili nell’edificio.
Direttiva Case Green: il grande tema rimasto aperto
A chiusura del Forum, uno dei temi più rilevanti per il settore resta quello della Direttiva Case Green e delle incertezze legate al suo recepimento in Italia.
Durante le tappe sono stati approfonditi gli obiettivi della Direttiva EPBD 2024/1275, con particolare attenzione alla riduzione dei consumi energetici del patrimonio edilizio esistente, agli edifici a emissioni zero e alla necessità di avviare una riqualificazione continua del costruito.
L’Italia arriva alla scadenza del 29 maggio 2026 senza il recepimento della Direttiva Case Green, la Direttiva UE 2024/1275 sulla prestazione energetica nell’edilizia. La data fissata dalla EPBD per l’adeguamento degli ordinamenti nazionali non si traduce quindi, per il momento, in nuove regole operative per proprietari, progettisti e imprese.
Una situazione che mantiene aperti interrogativi importanti su incentivi, strumenti attuativi, obblighi futuri e tempi della transizione energetica del patrimonio edilizio italiano.
Il confronto sviluppato durante il Forum delle Costruzioni 2026 mostra però che il settore si sta già misurando con questa trasformazione: sostenibilità, comfort abitativo, qualità progettuale e innovazione digitale sono ormai elementi sempre più interconnessi nella pratica professionale.
Main Partner: Velux
Partner: Lumyra Energy, Sicilferro, CVR, Bacchi, Xella, Metal.Ri, Draco, Mottura, Indecal, Isolkappa, Oduas, FF Systems, Analist Group, Bell.Isol, Rexpol, Wolf System.
Con il patrocinio di: Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici, ENEA, Consiglio Nazionale degli Ingegneri, Consiglio Nazionale dei Geometri e Geometri Laureati, Consiglio Nazionale dei Periti Industriali, Consiglio Nazionale dei Geologi, Unicmi, Atecap, Kyoto Club, Fondazione Promozione Acciaio, American Concrete Institute Italy Chapter, ANPE, Istituto Nazionale di Urbanistica, SITdA, Green Building Council Italia, Inarsind, AssoBIM, PassivHaus Italia.
Organizzatore: Agorà.
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