Che genitore sei? I 4 stili e i loro effetti sui figli


“Che genitore sono?”: una domanda complessa a cui non è facile rispondere. Quali criteri, quali elementi definiscono il modo in cui si è genitori?
Il concetto che più si presta a descrivere il modo in cui una persona esercita il suo ruolo genitoriale è quello di “stile genitoriale”.

Lo stile genitoriale è il modo con cui i genitori si relazionano abitualmente con i figli ed ha un’importanza cruciale, perché influenza tutto lo sviluppo del bambino. Lo stile genitoriale ha a che fare con le aspettative dei genitori, il grado in cui fissano limiti e regole, il modo in cui rispondono ai bisogni dei figli, il grado in cui esprimono supporto e calore affettivo.

Esistono diverse teorie e classificazioni degli stili genitoriali. Faremo qui riferimento alla classificazione più nota, quella di Diana Baumrind, che individua quattro stili genitoriali: autoritario, permissivo, autorevole e trascurante (quest’ultimo aggiunto in un secondo momento).

Lo stile autoritario

Il genitore autoritario è un genitore direttivo ed esigente, che tende a imporre il proprio controllo e la propria opinione e a gestire le scelte dei figli. Pretende obbedienza e ricorre facilmente alle punizioni verbali e fisiche, limita l’autonomia dei figli che devono adeguarsi al suo volere. Esprime giudizi, ma raramente gratifica e loda i figli. Educa seguendo dei principi molto rigidi e si aspetta di essere obbedito senza discussioni. La comunicazione è unidirezionale e non sono previsti il dialogo e il confronto.

La psicoterapeuta Lucia Montesi

Le conseguenze sui figli

Lo stile autoritario può dar luogo a due reazioni opposte nei figli: l’obbedienza passiva o la ribellione. Sono spesso bambini dipendenti, con poca iniziativa, con una bassa autostima a causa dello scarso calore affettivo ricevuto dai genitori. Rispettano le regole per paura, e non perché ne hanno compreso il significato. Si sentono poco compresi perché i loro bisogni hanno poco spazio e la loro voce non viene interpellata. Hanno poca fiducia in sé e una scarsa consapevolezza di sè stessi, a causa del poco spazio per esprimersi. Manifestano difficoltà relazionali soprattutto con i pari, mostrandosi inibiti, ritirati e ansiosi o approcciandosi in modo aggressivo e prevaricante. Sviluppano scarse competenze sociali e hanno difficoltà ad avviare e mantenere delle relazioni affettive stabili. La relazione con l’autorità è problematica, portando a comportamenti passivo aggressivi, ostili e diffidenti.

Lo stile permissivo

Il genitore permissivo, al contrario di quello autoritario, non pone limiti e richieste, coinvolge i figli nelle discussioni fino a lasciare a loro la responsabilità di scegliere, non stabilisce chiaramente regole ma lascia che siano i figli a darsi delle regole di comportamento. È estremamente disponibile, tende ad assecondare i desideri e i comportamenti e ha difficoltà ad esercitare un controllo e a far rispettare una disciplina. È il genitore-amico che evita il conflitto per paura di perdere l’affetto del figlio o per paura di frustrarlo eccessivamente. Alcuni genitori permissivi sono accettanti, calorosi ed emotivamente vicini ai loro figli, mentre in altri casi lo stile permissivo è associato a freddezza emotiva, distacco e ostilità: in questo caso, la permissività è specchio di un disinteresse per la cura dei figli.

Le conseguenze sui figli

Da una parte lo stile permissivo può far sentire i figli considerati, rispettati e ascoltati e può promuovere autonomia e creatività. Dall’altra, uno stile genitoriale permissivo risulta associato ad immaturità dei figli e difficoltà ad assumersi responsabilità: sono poco interessati a raggiungere degli obiettivi e agiscono impulsivamente, perché difficilmente verranno rimproverati. Non avendo delle regole chiare con cui confrontarsi, hanno poi difficoltà a tollerare le frustrazioni, l’attesa e i “no”, non sviluppano la capacità di autocontrollarsi. Scarso controllo e violenza adolescenziale risultano correlati a uno stile genitoriale permissivo. La mancanza di regole può portare a comportamenti provocatori e di sfida finalizzati a sollecitare la creazione di limiti e regole.

Lo stile autorevole

Il genitore autorevole ha una posizione più equilibrata tra fermezza e dialogo: si pone come una guida, ma allo stesso tempo incoraggia l’autonomia, stabilisce  delle regole in modo non arbitrario ma adeguatamente motivato, è attento al parere dei figli ma non addossa loro la responsabilità di decisioni che competono all’adulto. Il genitore autorevole è allo stesso tempo capace di fissare dei limiti chiari e di esprimere calore emotivo. È disposto ad ascoltare le esigenze del figlio e ad essere flessibile, se lo valuta opportuno, ma allo stesso tempo non evita al figlio l’esperienza della frustrazione. Accetta il figlio per quello che è, dà valore a ciò che pensa e sente, gli manifesta stima e fiducia. Lo stile autorevole è quello considerato più funzionale.

Le conseguenze sui figli

I figli di genitori autorevoli si sentono tenuti in considerazione ed amati e si sentono liberi di comunicare le proprie esigenze, sapendo che verranno ascoltate. Tendono ad essere responsabili e ad obbedire non per non essere puniti, ma perché hanno interiorizzato una regola che è stata loro spiegata e motivata. Avere delle regole chiare da seguire offre un senso di sicurezza a questi bambini e permette di sviluppare l’autodisciplina. Hanno fiducia in sé, un buon autocontrollo e una buona autostima. Ottengono migliori risultati scolastici, hanno un maggior senso di auto efficacia e una maggiore capacità di regolare le emozioni, sono socievoli e collaborativi.

Lo stile trascurante

Il genitore trascurante rinuncia al suo ruolo educativo, è assente sul piano fisico e affettivo. Non è coinvolto nella vita dei figli, non offre né sicurezza, né vicinanza, né regole, oppure li offre in modo caotico e incoerente. Le interazioni familiari sono limitate o superficiali, i genitori possono essere fisicamente presenti ma non in grado di assolvere alle loro funzioni fondamentali. In molti casi si tratta di genitori con problemi di salute mentale e di dipendenza.

Le conseguenze sui figli

Lo stile trascurante è quello con le conseguenze più gravi per il bambino, che non può contare sul basilare senso di sicurezza offerto dai genitori, non può contare sulla risposta ai suoi bisogni e sviluppa un concetto di sé come non amabile e privo di valore. I bambini trascurati mostrano gli esiti peggiori in molteplici aree: competenza scolastica, competenza sociale, autocontrollo, responsabilità, autosufficienza, ansia, depressione, condotta antisociale e delinquenza.

Lo stile genitoriale si può modificare?

Lo stile genitoriale è il risultato di un complesso intreccio di fattori. In primo luogo, risente dello stile genitoriale dei propri genitori sperimentato nell’infanzia. Esiste un’alta correlazione tra le esperienze vissute dai genitori da bambini e il legame che instaurano con i propri figli. 
Lo stile genitoriale con cui siamo cresciuti influenza il nostro modo di essere genitori, in positivo o in negativo: possiamo tendere a replicarlo, deliberatamente o meno, o invece possiamo cercare di fare l’opposto, proprio per prendere le distanze da ciò che abbiamo vissuto sulla nostra pelle. Le ricerche stimano che in circa il 35-45% dei casi lo stile dei genitori venga replicato dalla generazione successiva.

Ma anche altri fattori incidono nel dare forma allo stile genitoriale: la personalità dei genitori, il funzionamento della coppia, il temperamento del bambino, le attese sociali e culturali.
Niente, però, è immodificabile ed essere consapevoli del nostro stile genitoriale ci permette anche di uscire dagli automatismi e scegliere che genitori vogliamo essere. Identificare il proprio stile genitoriale è il primo passo, per poi eventualmente modularlo in caso sia necessario, evitando di cadere in sterili sensi di colpa ma mettendosi onestamente in discussione.

Dott.ssa Lucia Montesi Psicologa Psicoterapeuta
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