La bufala Mediterranea Italiana (Bubalus bubalis) presenta caratteristiche fisiologiche e riproduttive che la differenziano in modo sostanziale dalla bovina da latte. Tra queste vanno ricordate:
- stagionalità riproduttiva marcata, con maggiore fertilità nei periodi di giorno corto (autunno-inverno);
- crescita più lenta e maturazione fisiologica tardiva rispetto alla vacca;
- maggiore sensibilità a squilibri nutrizionali durante le fasi di crescita e transizione;
- produzione di latte fortemente orientata alla trasformazione casearia.
Questi aspetti rendono la semplice trasposizione dei modelli gestionali sviluppati per i bovini inadeguata o potenzialmente dannosa se applicata alle bufale.
L’età al primo parto (AFC, Age at First Calving) rappresenta uno dei parametri gestionali più importanti nei sistemi di allevamento da latte, in quanto influenza direttamente costi di allevamento, produttività, efficienza riproduttiva e redditività nel corso della vita produttiva dell’animale. L’AFC rappresenta un indicatore sintetico della qualità della gestione aziendale, dal punto di vista nutrizionale (accrescimento pre- e post-puberale), sanitario e riproduttivo. Un AFC troppo elevata comporta costi di allevamento maggiori, poiché l’animale rimane improduttivo più a lungo.
Al contrario, un AFC troppo bassa può determinare immaturità fisiologica al parto, con conseguenze negative su produzione di latte, fertilità e longevità funzionale. Sebbene questo tema sia stato ampiamente studiato nei bovini da latte, nelle bufale mediterranee italiane le evidenze scientifiche sono state fino a oggi limitate e frammentarie. Nel contesto della produzione di latte bufalino destinato principalmente alla trasformazione in mozzarella DOP, la gestione riproduttiva assume un ruolo ancora più strategico, poiché deve confrontarsi con vincoli biologici (stagionalità riproduttiva) e vincoli di mercato (stagionalità della domanda).
In questo scenario, ottimizzare l’età al primo parto significa bilanciare obiettivi spesso contrastanti: ridurre i costi di rimonta anticipando il parto, senza però compromettere la futura carriera produttiva e riproduttiva delle bufale. Santinello et al. affrontano questo tema con un ampio studio, basato su dati reali di campo, con l’obiettivo di valutare in modo sistematico gli effetti biologici ed economici dell’AFC sulla produzione di latte, sulla composizione del latte, sulle prestazioni riproduttive e sulla redditività complessiva delle bufale nel corso della loro vita produttiva.
Lo studio si basa su un database di dimensioni eccezionali, costituito da 576.028 registrazioni giornaliere di 27.744 bufale in 110 allevamenti commerciali tra il 2013 e il 2023. I dati provengono dalle registrazioni di routine effettuate dall’Associazione Nazionale Allevatori di Bufali (ANASB), garantendo così un’elevata rappresentatività delle condizioni reali di allevamento in Italia.
Le bufale sono state suddivise in 8 classi di età al primo parto, da quelle più precoci a quelle più tardive. Inoltre, per cogliere l’evoluzione degli effetti nel corso della vita produttiva, gli animali sono stati stratificati in base all’ordine di parto in primipare, secondo e terzo parto e pluripare oltre il terzo parto. Questa impostazione ha permesso di valutare non solo gli effetti immediati dell’AFC, ma anche le conseguenze a lungo termine.
Tabella 1. Statistiche descrittive della produzione e della composizione del latte in base ai gruppi di ordine di parto1. 1 Il gruppo di ordine di parto 1 comprendeva 62.394 record relativi ai test-day provenienti da 9.599 lattazioni; il gruppo di ordine di parto 2-3 comprendeva 145.353 record relative ai test-day provenienti da 22.362 lattazioni; il gruppo di ordine di parto ≥4 comprendeva 368.281 record relative ai test-day provenienti da 56.659 lattazioni.
Sono state analizzate variabili produttive (produzione giornaliera di latte, produzione cumulativa per lattazione, contenuto di grasso e proteine, produzione cumulativa di grasso e proteine, conta delle cellule somatiche (SCS)), riproduttive (intervallo tra i parti (CIN) e giorni aperti (DO)) e economiche (costi di allevamento della rimonta, ricavi legati alla produzione di latte e redditività nel corso della vita produttiva).
Uno dei risultati più rilevanti dello studio riguarda l’effetto dell’AFC sulla produzione di latte. Le bufale che partoriscono troppo precocemente mostrano una produzione di latte inferiore nella prima lattazione e una minore produzione cumulativa nel corso della vita. Questo effetto negativo tende a persistere anche nelle lattazioni successive, indicando che un parto precoce può compromettere in modo duraturo il potenziale produttivo dell’animale. Al contrario, le bufale con un AFC intermedio mostrano le migliori performance produttive, mentre quelle con AFC molto tardivo non riescono a compensare il ritardo iniziale, nonostante una produzione per lattazione talvolta simile o leggermente superiore.
Per quanto riguarda la composizione del latte, le bufale con AFC troppo precoce presentano contenuti di grasso e proteine leggermente inferiori, soprattutto nella prima lattazione, mentre le differenze tendono a ridursi con l’aumentare dell’ordine di parto, ma non scompaiono completamente. Questi risultati sono particolarmente rilevanti in un sistema produttivo orientato alla trasformazione casearia, dove la resa in formaggio è fortemente dipendente dalla qualità del latte. Lo studio, inoltre, evidenzia che un AFC non ottimale può essere associato a un aumento della SCS, soprattutto nelle bufale che partoriscono molto giovani e una maggiore vulnerabilità a problemi sanitari della mammella nelle prime lattazioni. Anche in questo caso, l’effetto è più marcato nella prima lattazione, ma può avere ripercussioni anche nel medio periodo.
Per quanto concerne la sfera riproduttiva, le bufale con AFC precoce mostrano intervalli tra i parti più lunghi e maggiore difficoltà nel ristabilire una normale ciclicità ovarica post-parto. Questo risultato suggerisce che la maturità fisiologica al momento del primo parto gioca un ruolo chiave nel determinare la successiva efficienza riproduttiva. Analogamente, i giorni aperti risultano significativamente più elevati nelle bufale con AFC precoce e più contenuti nelle bufale con AFC intermedio. Un aumento dei DO comporta un allungamento del ciclo produttivo, con effetti negativi sulla redditività dell’allevamento.
Un aspetto particolarmente interessante dello studio è l’analisi dell’interazione tra AFC e ordine di parto. Gli autori dimostrano che gli effetti negativi di un AFC precoce non si limitano alla prima lattazione, ma anche nei parti successivi, le bufale che hanno partorito troppo presto continuano a mostrare prestazioni inferiori rispetto ai soggetti con AFC ottimale. Questo risultato contrasta l’idea, diffusa in alcuni contesti, che gli effetti di un parto precoce possano essere “recuperati” nelle lattazioni successive.
Dal punto di vista economico, ridurre l’AFC consente di diminuire i costi di mantenimento delle manze e anticipare l’ingresso in produzione dei soggetti. Tuttavia, lo studio mostra chiaramente che questi vantaggi iniziali possono essere annullati o superati dalle perdite produttive e riproduttive nel medio-lungo periodo. Le bufale con AFC intermedio risultano le più redditizie nel corso della vita produttiva, grazie a una migliore combinazione di produzione di latte, una maggiore efficienza riproduttiva e una carriera produttiva più lunga e stabile. Al contrario una AFC troppo precoce riduce la redditività complessiva, nonostante i minori costi iniziali, mentre una AFC troppo tardivo comporta costi di allevamento elevati che non vengono compensati da un aumento sufficiente della produzione.
I risultati dello studio sono coerenti con quanto osservato in altre specie da latte, ma evidenziano anche peculiarità specifiche della bufala. In particolare, la maggiore sensibilità della bufala alla maturità fisiologica al parto rende l’ottimizzazione dell’AFC ancora più critica rispetto alla vacca. Gli autori sottolineano che l’AFC non dovrebbe essere considerato un obiettivo isolato, ma il risultato di una corretta gestione nutrizionale delle manze, un monitoraggio accurato della crescita corporea e una pianificazione riproduttiva coerente con la fisiologia della specie.
In conclusione, lo studio di Santinello et al. fornisce una delle analisi più complete mai realizzate sull’effetto dell’età al primo parto nelle bufale da latte. L’età al primo parto è un determinante chiave della produttività e della redditività nel corso della vita. Anticipare eccessivamente il primo parto non è una strategia vincente, in quanto una AFC troppo precoce è biologicamente ed economicamente svantaggiosa. Al contrario, una AFC intermedia rappresenta il miglior compromesso tra costi di allevamento e performance future. Pertanto, le decisioni gestionali sulla rimonta devono essere specifiche per la bufala, e non derivate automaticamente dai modelli bovini.
Sinossi dell’articolo: Santinello M, Calanni Macchio A, Lombardi A, Matera R, Paparella A, Biffani S, Gómez-Carpio M, Neglia G, Campanile G. The cost of being early or late: Biological and economic outcomes of age at first calving in dairy buffaloes. J Dairy Sci. 2026 Feb;109(2):1635-1646. doi: 10.3168/jds.2025-27467. Epub 2025 Dec 3. PMID: 41349819.
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Redazione Ruminantia
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