Convegno dei giovani di Confindustria a Rapallo. La promessa della presidente: rimettere le persone al centro del futuro (P.Fizzarotti)


Aperto il 55° convegno dei Giovani di Confindustria a Rapallo. In alto Maria Anghileri, la presidente dei Giovani Imprenditori di Confindustria. In basso a destra il ministro degli Esteri Antonio Tajani. A sinistra il presentatore, il giornalista David Parenzo

Una promessa può essere una parola fragile, oppure diventare una responsabilità pubblica. Al Porto Carlo Riva di Rapallo i Giovani Imprenditori di Confindustria hanno scelto di partire da qui, dal claim “People. La nostra promessa di futuro”, per aprire il 55° Convegno nazionale, in programma venerdì 5 e sabato 6 giugno, con un confronto che mette insieme impresa, politica, finanza, innovazione e società.

L’appuntamento ha trasformato per due giorni Rapallo in uno dei luoghi centrali del dibattito economico italiano. Non solo una passerella di relatori nazionali, ministri, manager e imprenditori, ma un’occasione per interrogarsi su che cosa significhi oggi fare impresa in un Paese che deve affrontare insieme fragilità demografica, transizione digitale, energia, intelligenza artificiale, crescita dimensionale delle aziende, competenze e rapporto tra giovani e lavoro.

La sede del Convegno, al Porto Carlo Riva di Rapallo

La parola chiave è People

Il titolo scelto per questa edizione è diretto: “People. La nostra promessa di futuro”. La domanda che attraversa il programma è altrettanto essenziale: “Di chi sono i nostri giorni?”. Una formula semplice, dietro la quale c’è però un tema molto concreto. I giorni sono tempo, scelte, responsabilità, rischio, coraggio. Sono la misura con cui una generazione decide se restare ferma o se provare a cambiare ciò che non funziona.

Nel documento di presentazione del convegno, la promessa che lega il presente al domani dell’Italia viene indicata come incrinata proprio nei suoi pilastri più vitali: giovani e imprese. In un Paese demograficamente fragile, il rischio è restare spettatori di un futuro che invece dovrebbe essere scritto da chi lavora, produce, investe, studia, innova e costruisce nuove occasioni.

Chi sono i Giovani Imprenditori

I Giovani Imprenditori sono il movimento di Confindustria che riunisce gli imprenditori under 40 del sistema associativo. Non rappresentano una categoria laterale, ma la generazione che sta entrando, o è già entrata, nella guida delle imprese familiari, delle startup, delle aziende innovative, delle filiere industriali e dei servizi avanzati.

Il loro punto di vista tiene insieme due esigenze: la competitività immediata delle aziende e il futuro di chi dovrà vivere le conseguenze delle scelte economiche, politiche e tecnologiche di oggi. Per questo il convegno di Rapallo non si limita a parlare di impresa in senso stretto, ma lega industria, formazione, welfare, natalità, burocrazia, credito, innovazione e ruolo dell’Europa.

Anghileri apre il confronto

La prima giornata si è aperta nel pomeriggio con la registrazione dei partecipanti e l’avvio dei lavori. Alle 15.15 Maria Anghileri, presidente dei Giovani Imprenditori di Confindustria, ha introdotto il tema “People. La nostra promessa di futuro”, fissando il quadro di una riflessione che mette al centro le persone prima ancora delle statistiche.

Il senso del suo intervento è stato chiaro: la competitività dell’Italia non potrà dipendere soltanto dagli investimenti, dagli algoritmi o dalle tecnologie, ma dalla capacità di liberare energia umana, talento, competenze e responsabilità. La vera sovranità di un Paese, nella lettura dei Giovani Imprenditori, sta nella forza delle persone che riesce a formare, trattenere e valorizzare.

Lo scopo è trasformare il potenziale inespresso di milioni di giovani e donne ai margini in forza attiva per il Paese, di far tornare i talenti offrendo possibilità reali, di sostenere imprese e startup capaci di sfidare i mercati, di rigenerare le filiere d’eccellenza e di liberare le idee dalle barriere burocratiche che frenano l’intraprendenza.

Maria Anghileri

Politica estera, finanza e salto dimensionale

Dopo l’apertura affidata a Maria Anghileri, la prima giornata ha portato subito sul palco alcuni protagonisti del confronto nazionale. Alle 15.45 c’è stata l’intervista ad Antonio Tajani, vicepresidente del Consiglio dei ministri e ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, chiamato a misurare il rapporto tra politica estera, ruolo internazionale dell’Italia e sostegno alle imprese.

A seguire, alle 16, l’intervista a Gelsomina Vigliotti, vicepresidente della Banca Europea per gli Investimenti. Subito dopo, il convegno è entrato nel merito di uno dei nodi più delicati del sistema produttivo italiano: la crescita dimensionale delle imprese.

Alle 16.15, il confronto “Cambiare scala: la sfida del salto dimensionale” ha riunito Hugues Brasseur, amministratore delegato di Crédit Agricole Italia e senior country officer, ed Emma Marcegaglia, presidente e amministratore delegato di Marcegaglia Holding. Il tema è uno dei più discussi quando si parla di industria italiana: molte aziende sono solide, radicate, capaci di qualità, ma spesso troppo piccole per reggere da sole la competizione globale, gli investimenti tecnologici e l’espansione sui mercati internazionali.

Intelligenza artificiale e competenze

Alle 16.35 l’attenzione si è spostata sull’“Impresa aumentata” e sull’intelligenza artificiale che crea valore, con Daniele Pucci, CEO di Generative Bionics, e Federico Leproux, executive chairman di TeamSystem Group. Qui il tema non è stato trattato come una suggestione futuristica, ma come una trasformazione già in corso, destinata a incidere sulla produttività, sull’organizzazione del lavoro, sui processi decisionali e sulla capacità delle imprese di competere.

L’intelligenza artificiale non riguarda soltanto le grandi multinazionali tecnologiche. Riguarda anche le piccole e medie imprese, le professioni, la manifattura, i servizi, la formazione dei lavoratori e la capacità di usare dati, automazione e competenze per produrre valore reale.

Alle 16.55 c’è stata  l’intervista a Matteo Renzi, presidente di Italia Viva, seguita alle 17.05 dal confronto “Non solo prodotto: design e competenze come leve strategiche”, con Francesco Casoli, presidente di Elica, e Ugo Salerno, presidente esecutivo di RINA. Anche in questo caso il messaggio è concreto: nel mercato globale non basta produrre bene. Servono progettazione, qualità, servizi, competenze, identità industriale e capacità di distinguersi.

Energia, mobilità e visione industriale

Alle 17.25 è stata la volta dell’intervista a Elly Schlein, segretaria del Partito Democratico. Alle 17.35 il tema “Ridisegnare il futuro industriale tra mobilità ed energia” ha portato al centro due settori decisivi per l’economia italiana ed europea, con Roberto Tasca, presidente di A2A, e Vincenzo Vavalà, direttore vendite Audi Italia.

Energia e mobilità sono oggi due terreni sui quali si incrociano transizione ecologica, costi per le imprese, politiche europee, infrastrutture, industria automobilistica, reti, investimenti e sicurezza degli approvvigionamenti. Per le aziende non si tratta di un dibattito astratto: il prezzo dell’energia e la velocità della transizione incidono direttamente su produzione, occupazione, competitività e scelte di investimento.

La prima giornata si è chiusa con l’intervista a Paolo Crepet, psichiatra e sociologo. Una presenza che ha allargato il convegno oltre il perimetro economico, riportando il tema delle persone alla dimensione educativa, sociale e generazionale. Parlare di giovani, in un appuntamento dedicato all’impresa, significa infatti parlare anche di fiducia, formazione, responsabilità, fragilità, motivazione e capacità di costruire un progetto di vita.

Antonio Tajani

La seconda giornata

Domani, sabato 6 giugno, il convegno ripartirà alle 9.30 con la registrazione dei partecipanti e alle 10 con l’apertura dei lavori affidata a Maria Graziani, presidente dei Giovani Imprenditori di Confindustria Toscana. Alle 10.15 è prevista l’intervista ad Adolfo Urso, ministro delle Imprese e del Made in Italy, passaggio centrale per un appuntamento che guarda alle politiche industriali, alla competitività del sistema produttivo e al ruolo dell’Italia nelle filiere internazionali.

Alle 10.30 il confronto “Dalle radici alle ambizioni globali” vedrà protagonisti Vittorio De Pedys, presidente di Simest, e Raffaella Orsero, vicepresidente e CEO di Orsero. Sarà uno dei momenti più legati alla capacità delle imprese italiane di partire dai territori e dalle proprie radici produttive per crescere sui mercati esteri, affrontando internazionalizzazione, finanza, dimensione e presenza globale.

Alle 10.50 si parlerà di come “Rafforzare e proteggere le nuove infrastrutture critiche”, con Gianluca Formenti, amministratore delegato di Shell Energy Italia, ed Enza Truzzolillo, amministratore delegato di Lenovo Italia. Energia, dati, reti, cybersicurezza e continuità produttiva sono ormai elementi essenziali per qualunque impresa, non solo per i grandi gruppi.

Alle 11.10 il tema sarà “Generazione d’impresa ad alto valore aggiunto”, con Andrea Chirolli, CEO e co-founder di Ancora, e Stefania Di Bartolomeo, founder e CEO di Physis Investment. Il titolo richiama la necessità di creare nuove imprese capaci di produrre valore attraverso ricerca, capitale umano, tecnologia, sostenibilità e capacità di leggere mercati in rapido cambiamento.

Matteo Renzi – Foto Roberto Monaldo / LaPresse

Demografia, democrazia e Confindustria

Alle 11.30 il convegno affronterà “Demografia e democrazia nell’era digitale: i giovani protagonisti”, con Francesco Billari, rettore dell’Università Bocconi, e Marco Cappato, presidente di Eumans. È uno dei passaggi più sociali e politici della seconda giornata, perché il tema demografico attraversa ormai tutte le scelte del Paese: lavoro, welfare, scuola, università, imprese, pensioni, rappresentanza e rapporto tra cittadini e tecnologia.

Alle 11.50 è prevista l’intervista a Emanuele Orsini, presidente di Confindustria. Le conclusioni saranno affidate alle 12.20 a Maria Anghileri. A moderare i lavori sarà David Parenzo, giornalista radiofonico e televisivo, conduttore de “La Zanzara” su Radio 24.

Per Rapallo e per il Tigullio l’appuntamento ha anche un peso territoriale evidente. Non solo perché porta in città relatori nazionali, ministri, manager, imprenditori e rappresentanti del mondo economico, ma perché inserisce il territorio ligure dentro una discussione più ampia sulla crescita, sulle competenze e sulla capacità di tenere insieme sviluppo locale e scenari globali.

Paolo Fizzarotti

 

 


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