Critiche a Manfredi e proposte per la città. Nel dibattito interno si invoca chiarezza sul dopo e sull’ipotesi De Magistris.
L’area Lazzarelle Bistrot gremita, decine di interventi, molte realtà territoriali rappresentate e una domanda che aleggia sullo sfondo: quale alternativa politica costruire in vista delle elezioni comunali del prossimo anno? L’assemblea popolare svoltasi alla Galleria Principe di Napoli ha fotografato una città attraversata da conflitti sociali, mobilitazioni diffuse e profonde insoddisfazioni verso l’amministrazione guidata da Gaetano Manfredi.
L’incontro ha riunito attivisti, sindacalisti, rappresentanti di comitati, associazioni e realtà politiche impegnate nelle vertenze cittadine. Al centro del confronto, un bilancio severo degli ultimi anni di governo della città e la necessità di costruire un percorso autonomo capace di rappresentare i bisogni dei settori popolari.
Tra gli interventi più seguiti, quello di Mimmo Cordone, che ha richiamato l’attenzione sulle battaglie in corso nell’area orientale di Napoli. Dalla richiesta di restituire le spiagge alla fruizione pubblica fino alla necessità di un rilancio produttivo, sociale e culturale dei quartieri orientali, Cordone ha descritto un territorio che continua a scontare ritardi e disuguaglianze nonostante le ingenti risorse pubbliche arrivate negli ultimi anni.
Interessante riflessione di Ivan Trocchia di Civico 7 Liberato che ha sottolineato le manovre dell’attuale amministrazione comunale miranti a privatizzare gli spazi pubblici e a svendere i beni e patrimoni pubblici
Molto articolato anche il contributo di Chiara Capretti, consigliera della II Municipalità per Potere al Popolo. Nel suo intervento sono stati affrontati diversi nodi sociali: l’emergenza abitativa nel centro storico, la questione degli studentati, l’aumento degli affitti, le condizioni delle lavoratrici di Napoli Servizi denunciate come vittime di demansionamenti e discriminazioni, il ricorso al lavoro interinale e la diffusione di salari considerati insufficienti.
Sul fronte del lavoro è intervenuto Paolo Angelone della Camera Popolare del Lavoro, che ha denunciato la persistenza di fenomeni di sfruttamento, lavoro nero e violazioni contrattuali, soffermandosi in particolare sulle condizioni di molti lavoratori impiegati nella ristorazione e nel settore turistico.
Particolarmente applaudito l’intervento di Sandro Fucito, presidente della Municipalità di Barra, Ponticelli e San Giovanni a Teduccio. Fucito ha ripercorso alcune delle principali vertenze relative alla gestione del patrimonio pubblico cittadino, criticando i processi di privatizzazione e richiamando l’attenzione sui beni comuni e sulle operazioni che, secondo la sua analisi, rischiano di sottrarre alla collettività importanti asset pubblici.

Nel corso dell’assemblea è emersa una critica complessiva all’operato dell’amministrazione Manfredi. Numerosi interventi hanno sottolineato come i consistenti finanziamenti arrivati attraverso il PNRR, l’espansione del turismo e i grandi cantieri cittadini non abbiano prodotto miglioramenti percepiti nella vita quotidiana di ampi settori della popolazione. Al contrario, è stato denunciato il permanere di precarietà lavorativa, emigrazione giovanile, difficoltà nell’accesso alla casa, inefficienze nei servizi pubblici e crescenti disuguaglianze sociali.

Particolarmente contestato il cosiddetto “Patto per Napoli”, considerato da molti partecipanti come uno strumento che avrebbe vincolato l’azione amministrativa a logiche di austerità, alienazione del patrimonio pubblico ed esternalizzazione dei servizi. Nel mirino anche la recente scelta di affidare la gestione del patrimonio comunale alla NewCo, interpretata da diversi interventi come un ulteriore passo verso una gestione improntata a criteri di mercato.
Non sono mancate critiche alla gestione dell’acqua pubblica, dei trasporti e del turismo. I rappresentanti di diversi comitati hanno espresso preoccupazione per le modifiche statutarie che interessano ABC e per il rischio di una progressiva privatizzazione dei servizi essenziali. Sul fronte turistico, è stata denunciata la crescita incontrollata di B&B e affitti brevi, ritenuta responsabile dell’espulsione di residenti dai quartieri storici e dell’aumento dei canoni abitativi.
Dalle vertenze ambientali di Bagnoli fino alle mobilitazioni contro l’ampliamento del porto di Napoli Est, il filo conduttore degli interventi è stato la richiesta di un modello di sviluppo alternativo, capace di coniugare tutela della salute, diritti sociali e partecipazione democratica.

L’assemblea ha inoltre avanzato alcune proposte programmatiche: salario minimo di 12 euro l’ora negli appalti comunali, contrasto al lavoro nero, regolamentazione del mercato degli affitti, potenziamento del trasporto pubblico, incremento degli asili nido, valorizzazione dei beni comuni, investimenti nelle bonifiche ambientali e nell’edilizia popolare.
Le riflessioni raccolte a margine dell’assemblea
Accanto al clima positivo che ha caratterizzato l’iniziativa, il cronista ha raccolto al termine dei lavori anche alcune valutazioni più prudenti da parte di attivisti presenti all’assemblea popolare che hanno preferito non essere citati direttamente.
Secondo quanto emerso da diversi colloqui informali, pur condividendo le analisi sviluppate nel corso del dibattito e gran parte delle proposte avanzate, alcuni partecipanti avrebbero preferito una maggiore definizione del quadro politico entro cui collocare il percorso avviato dall’assemblea.
In particolare, tra le questioni più discusse vi sarebbe quella relativa all’eventuale sostegno a Luigi De Magistris nel caso di una sua candidatura a sindaco di Napoli. “Prima di affrontare il tema delle candidature sarebbe opportuno chiarire con maggiore precisione i contenuti programmatici, gli obiettivi strategici e le discriminanti politiche che dovrebbero caratterizzare una possibile convergenza” – ha affermato un attivista
Dalle conversazioni raccolte emerge infatti la convinzione che non possa essere eluso un confronto serio sull’esperienza amministrativa dell’ex sindaco.
Secondo un altro attivista, “dopo oltre undici anni di sindacatura riconducibili alla stagione politica di De Magistris, sarebbe necessario promuovere un bilancio critico e autocritico di quel ciclo amministrativo, capace di valorizzare gli elementi di innovazione e di rottura rispetto alle tradizionali liturgie politiciste che ne hanno caratterizzato alcuni passaggi, ma anche di analizzarne con rigore i limiti, le contraddizioni e gli obiettivi rimasti incompiuti“
Tra gli interlocutori ascoltati emerge inoltre “la convinzione che l’eventuale costruzione di una proposta alternativa all’attuale amministrazione debba fondarsi prioritariamente sulla difesa intransigente degli interessi materiali dei lavoratori, dei precari, dei disoccupati, dei giovani e dei quartieri popolari, spingendo in avanti gli obiettivi sociali e le rivendicazioni che attraversano le numerose vertenze aperte in città”
Si tratta di riflessioni emerse in maniera informale che testimoniano l’esistenza di un dibattito politico già aperto sulle prospettive future della “Napoli popolare”. Un confronto destinato con ogni probabilità a intensificarsi nei prossimi mesi, man mano che si avvicinerà la scadenza elettorale e diventeranno più chiari i possibili assetti politici e le candidature in campo.
La partecipata assemblea della Galleria Principe ha dunque mostrato una significativa volontà di convergenza tra molte realtà sociali, sindacali e politiche della città ma ha anche evidenziato che la costruzione di un’alternativa credibile richiederà non soltanto mobilitazione e denuncia, bensì anche una discussione approfondita sulle prospettive politiche, sui contenuti programmatici e sul profilo della futura rappresentanza istituzionale.
Ciro Crescentini
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