Gen Z – Il mondo dei giovani



Ogni domenica ‘La Voce di Genova’, grazie alla rubrica ‘Gen Z – Il mondo dei giovani’, offre uno sguardo sul mondo dei ragazzi e delle ragazze di oggi. L’autrice è Martina Colladon, laureata in Scienze della Comunicazione, che cercherà, settimana dopo settimana, di raccontare le mode, le difficoltà, le speranze e i progetti di chi è nato a cavallo del nuovo millennio.

Il Pride nasce come manifestazione di rivendicazione dei diritti delle persone LGBTQ+. Le sue origini risalgono al 1969, quando a New York le persone che frequentavano lo Stonewall Inn si opposero a una serie di retate della polizia. Quelle proteste, conosciute come “moti di Stonewall”, sono considerate l’inizio del moderno movimento per i diritti LGBTQ+.

L’anno successivo, nel 1970, si svolsero le prime marce dell’orgoglio gay negli Stati Uniti. Da allora il Pride si è diffuso in tutto il mondo, assumendo un duplice significato: da una parte la celebrazione dell’identità, della libertà e della diversità, dall’altra la richiesta di pari diritti e il contrasto alle discriminazioni.

Oggi il Pride rappresenta un momento di visibilità per la comunità LGBTQ+, ma anche un’occasione per sensibilizzare l’opinione pubblica sui temi dell’inclusione, dell’uguaglianza e del rispetto delle differenze.

Negli ultimi anni il Pride ha visto una partecipazione sempre più ampia da parte delle nuove generazioni. Per molti giovani non rappresenta soltanto una manifestazione legata all’orientamento sessuale o all’identità di genere, ma un evento che promuove valori più ampi come il rispetto, la libertà di espressione e l’inclusione sociale. La presenza di studenti, associazioni giovanili e gruppi universitari dimostra come il tema dei diritti civili sia particolarmente sentito tra le nuove generazioni. Per molti ragazzi e ragazze il Pride costituisce uno spazio sicuro in cui sentirsi rappresentati e accolti.

Per molti giovani, inoltre, il Pride rappresenta qualcosa di diverso rispetto a ciò che rappresentava per le generazioni precedenti. Se in passato il tema dei diritti LGBTQ+ era spesso percepito come una questione che riguardava esclusivamente la comunità coinvolta, oggi molti ragazzi e ragazze lo considerano parte di una riflessione più ampia sul rispetto delle persone e delle differenze.

Non è raro vedere partecipare al Pride giovani che non appartengono direttamente alla comunità LGBTQ+, ma che scelgono comunque di esserci per sostenere amici, familiari o semplicemente per condividere un messaggio di inclusione. In questo senso il Pride è diventato anche un momento di aggregazione e socialità, capace di coinvolgere persone con esperienze e percorsi molto diversi tra loro.

Questo non significa che tutti i giovani abbiano la stessa opinione. Come accade per molti temi sociali, esistono sensibilità differenti e punti di vista diversi. C’è chi considera queste manifestazioni ancora fondamentali per continuare a parlare di diritti e rappresentazione e chi, invece, ritiene che alcuni obiettivi siano già stati raggiunti. Proprio per questo il Pride continua a generare dibattito, confronto e riflessione, soprattutto tra le nuove generazioni che si trovano a costruire il proprio rapporto con temi come identità, libertà personale e accettazione.

In un’epoca in cui gran parte delle relazioni e delle discussioni passa attraverso il mondo digitale, eventi come il Liguria Pride mantengono anche una forte dimensione umana e collettiva. Offrono infatti l’occasione di incontrarsi, confrontarsi e vivere uno spazio condiviso che va oltre lo schermo di uno smartphone, trasformando idee e valori in una presenza concreta nelle strade della città.

Per una generazione cresciuta in un contesto sempre più aperto al confronto su temi come identità, orientamento e diritti civili, il Pride è spesso percepito non soltanto come una manifestazione, ma come un’occasione per prendere posizione e sentirsi parte di unacomunità più ampia. Anche chi non partecipa fisicamente alla parata spesso segue l’evento online, ne condivide i contenuti o partecipa al dibattito che si sviluppa sui social. Tuttavia il dibattito sull’inclusione rimane aperto. Alcuni giovani ritengono che la società abbia compiuto importanti passi avanti verso l’accettazione delle differenze, mentre altri sottolineano come persistano episodi di discriminazione, bullismo e stereotipi. In questo contesto, il Pride continua a essere percepito come uno strumento utile per promuovere consapevolezza e confronto.

Un ruolo fondamentale nella crescita del Pride è svolto dai social network. Piattaforme come Instagram, TikTok e Facebook consentono agli organizzatori di raggiungere un pubblico sempre più ampio, in particolare tra i giovani.

Attraverso video, fotografie, campagne informative e testimonianze personali, i social contribuiscono a diffondere il significato delle manifestazioni e a creare spazi di dialogo anche al di fuori degli eventi fisici. La comunicazione digitale permette inoltre di dare visibilità a temi che spesso trovano poco spazio nel dibattito pubblico tradizionale.

Nel caso del Liguria Pride, i canali social rappresentano uno strumento essenziale per aggiornare il pubblico sugli eventi in programma, promuovere la partecipazione e sensibilizzare sui temi legati ai diritti LGBTQ+. Al centro del Pride rimane la questione dei diritti. Le manifestazioni nascono infatti per richiamare l’attenzione su temi come il contrasto alle discriminazioni, il riconoscimento delle diverse identità, la tutela delle persone transgender e il rispetto delle libertà individuali.

Sebbene negli ultimi decenni siano stati compiuti importanti progressi in molti Paesi, numerose associazioni sottolineano come esistano ancora disuguaglianze e ostacoli da superare. Per questo motivo il Pride continua a essere non solo una festa, ma anche uno strumento di partecipazione civile e di sensibilizzazione sociale.

Anche quest’anno Genova ospita il Liguria Pride, appuntamento centrale per la comunità LGBTQ+ ligure. L’edizione 2026 si svolge dal 6 al 13 giugno e prevede una settimana di iniziative che culmineranno con la grande parata del 13 giugno per le vie del centro cittadino. Il cuore della manifestazione sarà il Liguria Pride Village ai Giardini Luzzati in centro storico, dove si terranno incontri, dibattiti, spettacoli, attività culturali e momenti di socialità.

Il Pride Village accompagnerà la città per tutta la settimana precedente alla parata con un ricco calendario di appuntamenti dedicati a temi sociali, culturali e politici di grande attualità. Tra gli incontri previsti ci saranno riflessioni sul rapporto tra maschilità e cultura della guerra con Dario Bassani e Manolo Farci, approfondimenti sul neocolonialismo e sul concetto di privilegio bianco insieme a Marina Misaghinejad e Nogaye Ndiaye, oltre a un confronto sull’ecofemminismo con Giorgia Pagliuca, Stella Lauro e Rubina Pinto. Verrà inoltre affrontato il tema della cura e della sanità come spazi di azione politica con la partecipazione di Non Una Di Meno Genova, Albina Godani e Valeria Messina.

Il programma comprenderà anche un dibattito dedicato al rapporto tra esoterismo e identità queer con Mariella Popolla, un’analisi del fenomeno dei cosiddetti “Gay Conservatori Liberali” con Massimo Prearo e Roberta Parigiani e una riflessione sulle terapie riparative ancora presenti in alcuni ambienti vicini alla Chiesa, attraverso la proiezione del documentario Riparati, prodotto dal quotidiano Domani, alla presenza di Alessia Arcolaci e Maria Silvia Vaccarezza. Troveranno spazio anche approfondimenti sulla storia e sulle pratiche delle comunità kink e fetish con Gg Niri e Dreewus, insieme a una discussione sugli spazi sicuri promossa dall’associazione torinese Primogemito.

Accanto agli incontri culturali, il Pride Village offrirà numerose occasioni di intrattenimento e socializzazione. L’apertura sarà affidata alla tradizionale Colorata Silent Disco, uno degli eventi più attesi della manifestazione. Tornerà inoltre il Genderoke, accompagnato da spettacoli di stand-up comedy e dalle performance drag curate da DragPolceVera. Nonmancheranno attività dedicate ai giochi da tavolo e di ruolo organizzate da Le Volpi a sei code, così come iniziative pensate per favorire l’incontro tra i partecipanti, tra cui Quiz&Queer e Speedfriending. Il programma musicale prevede inoltre il concerto di Meg e diversi dj set realizzati dal collettivo Transatlantica.

Il momento conclusivo sarà la Parata del Liguria Pride, con partenza da via San Benedetto e arrivo in piazza De Ferrari, dove verrà presentato il Manifesto Politico 2026 del Coordinamento Liguria Rainbow.

Una settimana di eventi che unisce cultura, confronto e partecipazione, con l’obiettivo di mantenere alta l’attenzione sul tema dei diritti e della valorizzazione delle differenze.




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 Martina Colladon

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