REGGIO CALABRIA Sono quasi le 15 quando il presidente della Giunta regionale Roberto Occhiuto prende la parola dopo il lungo dibattito sul caporalato all’indomani della tragedia di Amendolara. Interviene dopo ore di discussione, quando tutti i consiglieri regionali hanno già esaurito i quindici minuti a disposizione. Nessuno ha rinunciato al proprio tempo. Tutti hanno manifestato sgomento, tutti hanno ripetuto che quei quattro morti impongono una risposta diversa dal solito cordoglio.
Ed è proprio nelle conclusioni del dibattito che arriva l’annuncio più concreto della giornata. Occhiuto propone infatti una norma regionale da inserire nella prossima variazione di bilancio per consentire alla Regione di sostenere le spese necessarie all’arrivo dei familiari delle vittime per il riconoscimento delle salme e, successivamente, finanziare il rimpatrio dei corpi nei Paesi d’origine.
«Sarebbero pochissime risorse – ha spiegato il presidente della Regione – ma sarebbe un gesto di civiltà nei confronti di persone che sono venute in Calabria cercando una vita migliore e che qui hanno trovato la morte». Una proposta che punta ad accompagnare le famiglie dei quattro lavoratori nelle procedure ancora necessarie per il riconoscimento ufficiale delle vittime e per il successivo rientro delle salme nei Paesi di provenienza.
L’Aula si ritrova così a fare i conti con una tragedia che ha il volto di tre giovani afghani di 19, 27 e 28 anni e di un cittadino pakistano di 29, morti in una vicenda che è diventata il simbolo di un sistema di sfruttamento ancora capace di prosperare nell’ombra. Dal confronto emerge una convinzione condivisa: non basta rincorrere le emergenze. Serve costruire un sistema capace di prevenire e contrastare il fenomeno. Più ispettori del lavoro, meglio retribuiti, banche dati integrate tra Ispettorato del lavoro, Guardia di Finanza e Agenzia delle Entrate, controlli realmente coordinati, trasporti per i lavoratori migranti, mediatori culturali e certificazioni di qualità per le aziende che rispettano diritti e contratti. Per molti consiglieri il caporalato non è più confinato all’agricoltura, ma si è esteso alla logistica, alla ristorazione, all’assistenza alla persona e ad altri comparti dove precarietà e ricattabilità favoriscono nuove forme di sfruttamento. I numeri raccontano una regione in difficoltà. In Calabria gli ispettori del lavoro sono circa 1.600, a fronte di un fabbisogno stimato in quasi 5.900 unità. Il tasso di irregolarità lavorativa, pari al 27,8 per cento, è il più alto d’Italia. I vincitori degli ultimi concorsi spesso si dimettono dopo pochi mesi per stipendi ritenuti inadeguati, mentre le banche dati degli enti preposti ai controlli continuano a non dialogare tra loro e gli ispettori disponibili sono frequentemente impegnati in attività amministrative invece che nelle verifiche sul territorio.
Dal dibattito emerge anche un elemento destinato a far riflettere: le vittime di Amendolara erano regolarmente assunte e retribuite. Il paradigma dello sfruttamento è cambiato e il caporalato tradizionale non basta più a descrivere la realtà. Lo sfruttamento assume forme più sofisticate e difficili da individuare, rendendo necessario affiancare alla repressione un ragionamento più ampio sulla responsabilità sociale delle imprese e sulla qualità del lavoro.
Tra le proposte emerse nel corso della seduta c’è anche la richiesta di convocare una riunione della Commissione regionale contro la ‘ndrangheta e l’illegalità diffusa per approfondire le condizioni di vita e di lavoro dei migranti impiegati nei settori più esposti allo sfruttamento. L’obiettivo è affrontare il fenomeno in maniera strutturale, attraverso il coinvolgimento di prefetti, forze dell’ordine, Ispettorato del lavoro, organizzazioni sindacali e associazioni del territorio.
Nel corso della discussione sono intervenuti anche gli assessori regionali Pasqualina Straface e Gianluca Gallo. Quest’ultimo ha ricordato che la Regione riconosce premialità nei bandi alle aziende iscritte alla Rete del lavoro agricolo di qualità e ha rilanciato la necessità di un confronto permanente tra istituzioni, sindacati, imprese e amministrazioni locali. Tra le misure indicate figurano il rafforzamento dei servizi di trasporto per i lavoratori migranti e il potenziamento dei progetti di inclusione già attivi nelle aree agricole maggiormente esposte al fenomeno.
Nelle sue conclusioni Occhiuto ha individuato proprio in trasporti, alloggi e mediazione linguistica i tre principali ambiti sui quali intervenire per contrastare le nuove forme di sfruttamento. Il presidente ha ricordato la riprogrammazione di fondi europei destinati al social housing per garantire sistemazioni dignitose ai lavoratori agricoli e ha annunciato l’intenzione di rafforzare i servizi di trasporto e la rete dei mediatori culturali, anche attraverso un maggiore coinvolgimento del terzo settore.

I TIS
Archiviata la lunga discussione sul caporalato e sulla tragedia di Amendolara, il Consiglio regionale passa all’esame del successivo punto all’ordine del giorno. Il presidente dell’Assemblea introduce la proposta di legge n. 82, di iniziativa dei consiglieri Antonio Brutto, Domenico Giannetta, Giuseppe Mattiani, Vincenzo Pitaro e Pietro Caputo, recante “Misure a sostegno del completo svuotamento del bacino regionale dei soggetti individuati all’articolo 3, comma 3-quater.1, del decreto legge 22 aprile 2023, n. 44, convertito con modificazioni dalla legge 21 giugno 2023, n. 74”. Il provvedimento interviene sul percorso di stabilizzazione dei lavoratori appartenenti al bacino regionale interessato dalla normativa nazionale, con l’obiettivo di favorirne il definitivo assorbimento e superare una condizione di precariato che si protrae da anni. E qui lo scontro è aperto tra minoranza e maggioranza per l’introduzione del punto all’Odg.
Gli altri punti all’ordine del giorno
Dopo la discussione sul caporalato, l’Aula è chiamata ad affrontare un’agenda densa. Il secondo punto riguarda l’approvazione del rendiconto dell’esercizio finanziario 2025 e del Piano degli indicatori di bilancio del Consiglio regionale (Proposta di Provvedimento Amministrativo n. 64/13^), con relatore L. De Francesco. Segue, al terzo punto, la Mozione n. 14/13^ a firma dei consiglieri E. Barbuto, E. Scutellà e V. Bruno, che chiede iniziative per la sorveglianza sanitaria gratuita della popolazione residente nel Sito di Interesse Nazionale di Crotone–Cassano–Cerchiara. Al quarto punto è previsto l’esame del bilancio di previsione 2026-2028 dell’ARCEA — l’Agenzia Regione Calabria per le Erogazioni in Agricoltura — su iniziativa della Giunta regionale (PPA n. 65/13^), con relatore F. Pietropaolo.
Il quinto e il sesto punto riguardano entrambi la legislazione in materia agricola: le modifiche alla legge regionale n. 39/2023 sui consorzi di bonifica (PDL n. 20/13^, relatore E. Santoianni) e le modifiche alla legge n. 30/2001 sulla raccolta e commercializzazione dei funghi epigei e ipogei (PDL n. 34/13^, relatore E. Santoianni).
Chiude l’ordine del giorno il settimo punto, relativo alle nomine e designazioni di competenza del Consiglio regionale negli organi di amministrazione attiva, consultiva e di controllo della Regione, ai sensi della L.R. n. 39/1995.
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Redazione Corriere
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