Mondiale 2026, tutto quello che c’è da sapere sul Gruppo E


Manca sempre meno all’inizio del Mondiale 2026. Tra 3 giorni esatti ci sarà il tanto atteso fischio di inizio della competizione per eccellenza del calcio, giunta alla sua 23^edizione alla quale, per la terza volta consecutiva, non ci sarà l’Italia. A parte questa ennesima dolorosa assenza, lo spettacolo è garantito con tutti i migliori giocatori del mondo pronti a lasciare il segno, soprattutto coloro che sanno che questo Mondiale sarà il loro ultimo in carriera.


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Curacao Advocaat

Dick Advocaat, allenatore del Curacao (Photo by Mohamed Farag/Getty Images)

Mondiale 2026, Gruppo E: Germania, Ecuador, Costa d’Avorio e Curaçao

Quest’oggi andiamo a conoscere le squadre sorteggiate nel Gruppo E, nel quale troviamo Germania, Costa d’Avorio, Ecuador e Curaçao. La squadra di Nigel Nagelsmann ha tutti i favori dei pronostici ma, come ricordiamo, anche nelle ultime due edizioni sembrava che i tedeschi dovessero avere vita facile e invece il percorso si è clamorosamente chiuso con l’immediata eliminazione. Un tabù assolutamente da sfatare, soprattutto quando si tratta di una squadra che nel palmares conta 4 Mondiali.

Una missione che le altre componenti non renderanno certo facile. L’insidia più pericolosa può essere rappresentata dagli Elefanti di Emerse Faé, reduci dalla grande vittoria in amichevole a Nantes contro la Francia e da una qualificazione ottenuta dominando il proprio girone (8 successi e 2 pareggi). Un po’ più arretrato nelle gerarchie è l’Ecuador di Sebastiàn Beccacece, la cui qualificazione ad un ottavo di finale manca ormai dal 2006. Il Curaçao, la “nazione più piccola al mondo a partecipare ad un Mondiale“, ha ben poco da chiedere ma sognare non costa nulla, a maggior ragione in questo Mondiale dove anche le 8 migliori terze saranno ripescate e passeranno quindi il turno.

I giocatori in evidenza: il Mondiale di Havertz? Kessie guida gli ivoriani, Valencia alla carica

Manuel Neuer non ha certo bisogno di presentazioni. L’estremo difensore della Germania, giunto al suo quinto mondiale, è una delle garanzie della squadra di Nagelsmann e nonostante i 40 anni ha tutta intenzione di chiudere la sua carriera in Nazionale con la seconda coppa in bacheca. Oltre a lui, una rivelazione può essere Kai Havertz. La punta dell’Arsenal guiderà l’attacco tedesco e ora più che mai all’ex allenatore del Bayern Monaco servono i suoi gol (al momento 21 in 57 presenze). Se non arriveranno da lui può pensarci il centrocampista con il fiuto del gol, ovvero Jamal Musiala, 23 anni e già una carriera da veterano. Questo sarà infatti il suo secondo Mondiale.

Kessié Costa d'Avorio
LIVERPOOL, INGHILTERRA – 31 MARZO: Franck Kessie della Costa d’Avorio corre con il pallone durante l’amichevole internazionale tra Scozia e Costa d’Avorio allo stadio Hill Dickinson il 31 marzo 2026 a Liverpool, Inghilterra. (Foto di Kate McShane/Getty Images)

La Costa d’Avorio, dal suo canto, dispone di una vecchia conoscenza del nostro calcio. Stiamo parlando di Frank Kessie. La sua fisicità combinata alla grande qualità negli inserimenti dell’ex Milan e Atalanta possono fare la differenza. Da osservare è anche un altro ex orobico, Amad Diallo. Reduce dalla rete in amichevole contro la Francia, il Mondiale può essere la definitiva consacrazione per il classe 2002. Stesso discorso per Ange-Yoan Bonny che, dopo la grande stagione con l’Inter, è pronto a ripetersi con la sua Nazionale.

L’Ecuador può disporre di una nidiata di giovani come Moisés Caicedo e William Pacho che promettono di fare la storia e nella stagione appena conclusa hanno dato spettacolo nelle notti del calcio europeo. A guidarli ci sarà il simbolo del Tricolor, Enner Valencia. Anche il Curaçao ha nelle proprie fila un giocatore che ha militato nel calcio italiano. Si tratta di Livano Comenencia, centrocampista con un passato nella Juventus Next Gen e ormai punto di riferimento della nazionale caraibica. Anche Leandro Bacuna sarà da tenere sotto osservazione: gioca a centrocampo ma segna più degli attaccanti. Non a caso è il capitano.

Statistiche e curiosità

La Germania ha una grande tradizione nella storia del Mondiale. Nel bene e nel male. I tedeschi, infatti, sono la squadra che ha disputato più finali, ben 8, e qui il bilancio è in perfetta parità: 4 successi e 4 KO. Questi ultimi, allo stesso tempo, fanno della Squadra il team con più finali perse. Insieme al Brasile, a proposito di finali, la Germania è l’unica nazione ad essere giunta all’ultimo atto per tre edizioni consecutive: dal 1982 al 1990 (2 KO e 1 vittoria). Inoltre, la Germania condivide con l’Argentina il “merito” di essere le uniche due squadre ad essersi affrontare in due finali di fila: nel 1986 quando vinse l’Albiceleste e 1990 quando furono i tedeschi ad avere la meglio.

La Costa d’Avorio, dopo due eliminazioni consecutive, torna a disputare il Mondiale. Per gli Elefanti sarà la quarta partecipazione e forse quella che può sfatare un tabù: nelle precedenti tre partecipazioni gli ivoriani non sono mai andati oltre la fase a gironi. Come accennato, il miglior risultato per l’Ecuador in un Mondiale è l’ottavo di finale del 2006 quando il cammino fu interrotto dall’Inghilterra di David Beckham. Il Curaçao è al suo esordio assoluto ed una storia ancora tutta da scrivere. Magari la prima di una lunga serie.

Allenatori: stile di gioco

La fluidità della manovra, la continua ricerca del gioco tra le linee, l’ottima occupazione degli spazi e l’alto tasso tecnico individuale rendono la nazionale di Nagelsmann una delle favorite per la vittoria finale. L’ex Bayern Monaco porta avanti il suo progetto puntando sul 4-2-3-1 iniziale che si trasforma in 4-3-3 in fase di possesso. Il cambio di marcia determinato rimane come sempre caratteristica fondamentale dell’undici tedesco Alla gioventù di Musiala si uniscono l’esperienza e il carisma di gente come Kimmich, Goretzka e Rudiger.

Italy v Germany - UEFA Nations League Quarterfinal Leg One

MILANO, ITALIA – 20 MARZO: Julian Nagelsmann, commissario tecnico della Germania, reagisce durante la partita di andata dei quarti di finale di UEFA Nations League tra Italia e Germania allo Stadio San Siro il 20 marzo 2025 a Milano, Italia. (Foto di Alex Grimm/Getty Images)

Sebastián Beccacece, dal suo canto, predice un 4-4-2 che privilegia la struttura sulla fantasia. Moisés Caicedo guida il centrocampo con la stessa qualità del Chelsea. Altri giocatori di rilievo sono Willian Pacho del Paris Saint-Germain, Pervis Estupiñán del Milan, Piero Hincapié dell’Arsenal. Enner Valencia, il veterano che gioca il suo ultimo capitolo al Pachuca, rimane il riferimento emotivo della squadra.

Se la Costa d’Avorio di Emerse Faé ha prodotto la migliore campagna qualificativa africana un motivo ci sarà. Franck Kessié ha superato le 100 presenze internazionali come capitano. Ibrahim Sangaré è il motore del centrocampo. Amad Diallo porta velocità sulle fasce, il tipo di rapidità che mette in crisi qualsiasi sistema difensivo. L’assenza più discussa è quella di Sébastien Haller.

Per il Curaçao di Dick Advocaat, l’assetto di riferimento è il 4-3-3, sistema che garantisce equilibrio tra copertura e ripartenze. La nazionale caraibica tende a difendersi con ordine per poi sfruttare la velocità degli esterni e la fisicità del centravanti negli spazi aperti. Non sono esclusi aggiustamenti tattici in corso d’opera, soprattutto contro avversari di livello superiore come la Germania. L’incognita principale riguarda la tenuta difensiva contro attacchi più attrezzati, mentre la possibile sorpresa è rappresentata dalla compattezza di un gruppo che nelle qualificazioni Concacaf ha chiuso dieci partite senza conoscere la sconfitta.

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 Mattia Celio

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