Gli scopi
Cosa direste di un’associazione no profit che lavora per aumentare il diritto di voto delle persone di colore? Cosa direste di un’associazione no profit che si impegna per smascherare l’odio e l’estremismo, che contrasta la disinformazione e le teorie del complotto? Cosa direste di un’associazione no profit che denuncia “leggi discriminatorie che prendono di mira e incarcerano individui a basso reddito e persone di colore”? Cosa direste di un’associazione no profit che lotta contro le disuguaglianze economiche e la povertà? Se si va a leggere il loro sito ufficiale, questi sono apparentemente gli obiettivi di Southern Poverty Law Center.
Il reato
Southern Poverty Law Center non è solo questo. Ha infatti ora 11 capi di imputazione perché ha per anni finanziato proprio gli estremisti che in apparenza denunciava. In primis il Ku Klux Klan, poi United Klans of America, Unire la destra, Alleanza Nazionale, Movimento nazionalsocialista, Club motociclistico sadico delle anime affiliato ad Aryan Nations, Partito nazionalsocialista d’America (Partito nazista americano) e Fronte americano. Una fetta del denaro dato dai donatori veniva usato quindi per finanziare gruppi razzisti, gli stessi che l’SPLC denunciava su internet. La fiducia dei donatori è dunque stata tradita. Secondo il Dipartimento della Giustizia si tratta di oltre 3 milioni di dollari, dirottati nell’arco di 9 anni. Secondo CBS invece i finanziamenti sarebbero molti di più: “L’atto d’accusa modificato, che secondo il Dipartimento di Giustizia è stato emesso da una giuria del Distretto Centrale dell’Alabama, sostiene che 4,1 milioni di dollari di fondi esenti da tasse siano stati utilizzati per pagare informatori all’interno di organizzazioni estremiste”. Questi soldi sarebbero serviti a reclutare nuovi membri, a comprare croci, tuniche e cappucci del Ku Klux Klan e ad acquistare prodotti per i roghi delle croci.
L’accusa
L’associazione è ora accusata per frode telematica, false dichiarazioni a una banca assicurata a livello federale e cospirazione per riciclaggio di denaro. Il procuratore degli Stati Uniti per il distretto centrale dell’Alabama ha fatto confiscare i soldi di SPLC per recuperare i proventi dei reati. Pare che SPLC abbia detto frasi fuorivianti alle banche, al fine di creare finti conti correnti per inviare soldi agli informatori.
L’FBI
Il Direttore dell’FBI Kash Patel ha detto al Dipartimento della Giustizia: “Hanno mentito ai loro donatori, promettendo di smantellare i gruppi estremisti violenti, e in realtà hanno pagato i leader di questi stessi gruppi estremisti, utilizzando persino i fondi per agevolare la commissione di reati a livello statale e federale”.
La Procura
Il Procuratore generale ad interim Todd Blanche dice che il movente sia stato il reperimento di informazioni riservate riguardanti i gruppi estremisti. Ad esempio, pare che fossero monitorate le minacce di violenza e sembra che tali soffiate venissero poi rivelate alle forze dell’ordine. A sua difesa, l’SPLC afferma che ha tenuto segreto l’operato per proteggere la sicurezza degli informatori, che aveva sul campo all’interno dei gruppi razzisti fin dagli anni Ottanta.
La finalità
Negli USA non è obbligatorio dire preventivamente ai futuri donatori come verranno usati i loro soldi, però le ONG statunitensi hanno rigidi obblighi di trasparenza pubblica a posteriori. L’Internal Revenue Service (IRS, il fisco americano) obbliga le ONG a presentare ogni anno la Form 990, ossia una dichiarazione dei redditi pubblica. Non viene inviata ai donatori, ma deve essere disponibile per chi la chiede. All’interno devono essere rendicontati costi amministrativi, stipendi, spese dirette per la causa benefica e costi sostenuti per raccogliere fondi. Esistono enti certificatori privati indipendenti, dove viene verificata l’efficienza di una ONG prima di donare.
Italia
Neanche in Italia esiste un obbligo di comunicazione diretta al singolo donatore. Il Codice del Terzo Settore (D.Lgs. 117/2017) però regolamenta un sistema di trasparenza pubblica estremamente rigido. Entro il 30 giugno di ogni anno, l’ente deve depositare il proprio bilancio d’esercizio, che è pubblico. Qualsiasi cittadino o donatore può consultarlo online gratuitamente per verificare le entrate e le uscite dell’associazione. Se la ONG è una realtà medio-grande, con ricavi o entrate superiori a 1 milione di euro l’anno, ha l’obbligo di redigere e pubblicare anche il Bilancio Sociale. Questo documento, oltre a contenere i numeri, descrive l’impatto sociale ed etico delle attività, gli obiettivi raggiunti e l’effettiva destinazione dei fondi raccolti. I conti sono monitorati dall’Agenzia delle Entrate.
Anti-razzismo
Il superamento delle categorie biologiche applicate agli esseri umani (la nozione di “razza”) è una delle più importanti conquiste scientifiche della genetica moderna. La biologia e l’antropologia molecolare hanno dimostrato che la specie umana è geneticamente omogenea e che i confini biologici tra le popolazioni non esistono. Due esseri umani qualsiasi condividono circa il 99,9% del proprio codice genetico. Al riguardo vi sono le importanti dimostrazioni dal genetista Luigi Luca Cavalli-Sforza. Poiché le razze non esistono biologicamente, il razzismo non ha alcun fondamento. Il razzismo è un’invenzione culturale e politica nata per giustificare dinamiche di potere. È vero che i quotidiani sono pieni di notizie di reati commessi da extra-europei, ma spesso a compiere i reati sono le persone povere che rientrano in dinamiche di disagio sociale, di qualsiasi colore sia la loro pelle. Se riuscissimo ad essere inclusivi, gentili e di supporto con coloro che vivono il disagio, si riuscirebbero ad integrare e probabilmente non sentirebbero la spinta a delinquere. Ciò dev’essere fatto sia nel piccolo da ogni essere umano che in grande dalle autorità. L’evoluzione si compie quando l’impegno c’è sia in basso che in alto. Se il basso non collaborasse, le manovre decise dall’alto non servirebbero, se l’alto non collaborasse, gli sforzi compiuti in basso non basterebbero.
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Sonia Teti
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