Cosa unisce Italia e Corea del Sud: la visita di Lee Jae Myung e l’asse Roma-Seoul


Italia e Corea del Sud: una partnership strategica in continua crescita.

La visita di Stato in Italia del Presidente della Repubblica di Corea, Lee Jae Myung, dell’11 e 12 giugno, rappresenta un passaggio significativo nelle relazioni tra Roma e Seoul. L’incontro con il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, che aveva visitato la Corea del Sud nel novembre 2023, conferma il consolidamento di una relazione sempre più strategica.

COSA UNISCE ITALIA E COREA DEL SUD

Per comprendere questo avvicinamento occorre guardare oltre la dimensione bilaterale. Italia e Corea del Sud sono due medie potenze agli estremi dell’Eurasia che, in un contesto internazionale instabile, hanno individuato interessi convergenti e vulnerabilità comuni.

Per lungo tempo, i rapporti tra Roma e Seoul si sono sviluppati prevalentemente sul piano economico e commerciale. Oggi la cooperazione investe ambiti che influenzano equilibri fondamentali: semiconduttori, intelligenza artificiale, batterie, materie prime e sicurezza delle catene di approvvigionamento.

SEOUL AL CENTRO DELLA GUERRA TECH TRA USA E CINA

Questo cambiamento riflette una trasformazione del sistema internazionale, dove la globalizzazione basata sull’efficienza economica e sull’interdipendenza ha lasciato spazio a una competizione strategica tra grandi potenze e a una crescente politicizzazione della tecnologia.

In questo scenario, l’economia non è più soltanto uno strumento di crescita, ma è diventata essenziale per la sicurezza nazionale. Garantire l’accesso alle tecnologie, ridurre dipendenze rischiose e preservare la continuità produttiva sono obiettivi della politica industriale e della politica estera. La Corea del Sud occupa una posizione centrale in questa trasformazione, essendo una delle principali potenze manifatturiere e leader nei semiconduttori, nell’elettronica avanzata, nelle batterie e nelle tecnologie digitali. La sua collocazione geografica la rende, inoltre, uno degli attori più esposti alla crescente rivalità tra Stati Uniti e Cina.

Seoul vive quotidianamente la pressione derivante dalla competizione tra Washington e Pechino, dalla minaccia nordcoreana e dalle tensioni che attraversano l’Indo-Pacifico. Questa realtà ha fatto sviluppare una particolare sensibilità verso la sicurezza economica, condivisa da un numero crescente di Paesi europei.

L’ACCORDO CON SEOUL SUI SEMICONDUTTORI

L’Italia guarda con interesse alla Corea del Sud, considerandola un partner per rafforzare le filiere industriali europee ad alto valore aggiunto. La strategia italiana mira a consolidare il proprio ruolo nelle catene produttive valorizzando il patrimonio manifatturiero nazionale e la capacità delle imprese italiane di inserirsi nei circuiti globali dell’innovazione.

Non sorprende quindi che uno degli accordi più significativi con la Corea del Sud ha riguardato il settore dei semiconduttori. I chip sono diventati una risorsa strategica comparabile, per importanza, al petrolio del Novecento. Dall’automotive ai sistemi di difesa, quasi ogni settore produttivo dipende oggi da componenti elettronici avanzati.

La competizione per il controllo delle tecnologie ha trasformato una questione industriale in una materia di influenza politica. Gli Stati cercano non soltanto nuovi mercati, ma partner affidabili per relazioni tecnologiche stabili e sostenibili. L’avvicinamento tra Roma e Seoul si inserisce in questa logica.

CONOSCENZA, RICERCA E INNOVAZIONE

Accanto alla dimensione industriale emerge quella della conoscenza: nelle economie avanzate, la capacità di produrre innovazione è una delle principali fonti di influenza internazionale. Università, centri di ricerca, laboratori e grandi imprese sono parte integrante della competizione geopolitica.

La cooperazione italo-coreana si sviluppa attraverso programmi di ricerca congiunti, collaborazioni accademiche e iniziative per il trasferimento tecnologico. Questi investimenti producono risultati nel lungo periodo e influenzano la posizione degli Stati nella competizione globale.

LA CONNESSIONE GEOPOLITICA TRA EUROPA E INDO-PACIFICO

La dimensione più interessante della relazione è il suo significato geopolitico. Roma e Seoul condividono una crescente consapevolezza dell’interconnessione tra la sicurezza europea e quella dell’Indo-Pacifico. Per lungo tempo, le due regioni sono state considerate teatri distinti, ma gli eventi recenti hanno dimostrato il contrario.

La guerra in Ucraina, le tensioni nello Stretto di Taiwan, la militarizzazione del Mar Cinese Meridionale e l’intensificarsi della competizione sino-americana dimostrano come le crisi regionali abbiano effetti sistemici. Le catene del valore collegano Europa e Asia. Un’interruzione nel traffico marittimo può influenzare immediatamente l’industria europea; le conseguenze economiche del conflitto in Ucraina vengono monitorate nelle capitali asiatiche.

L’AFRICA E IL PIANO MATTEI

In questo contesto, cresce l’interesse coreano verso l’Africa e il dialogo con l’Italia sul Piano Mattei, con Roma che mira a trasformare la propria iniziativa africana in una piattaforma di cooperazione con partner tecnologicamente avanzati. Coinvolgere la Corea del Sud significa ampliare le opportunità di investimento e costruire nuove forme2 di presenza economica in un continente destinato ad accrescere il proprio peso negli equilibri globali del XXI secolo.

UNA STRATEGIA DA RENDERE CONCRETA: OLTRE LA DIMENSIONE BILATERALE

La relazione tra Italia e Corea del Sud riflette una tendenza più ampia: la ricerca di nuove forme di cooperazione tra democrazie industriali che condividono interessi economici e vulnerabilità strategiche. La sfida per Roma è trasformare questa convergenza di interessi in una strategia coerente e duratura. Visite e accordi bilaterali sono condizioni necessarie, ma non sufficienti.

Il vero banco di prova sarà tradurre le dichiarazioni politiche in progetti industriali e tecnologici che producano effetti concreti. Nella nuova stagione geopolitica, il valore delle alleanze non si misura solo dal volume degli scambi commerciali, ma dalla capacità di costruire interdipendenze selettive e accrescere l’autonomia strategica dei partner.

In questa prospettiva, la relazione tra Italia e Corea del Sud assume un significato che va oltre la dimensione bilaterale, rappresentando uno modo per le medie potenze di preservare spazio di manovra in un ordine internazionale sempre più segnato dalla competizione tra grandi blocchi di potere.


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 Costantino Del Riccio

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