Bombe e inflazione. Trump in delirio mentre i prezzi corrono: “Prenderemo il controllo di Kharg”



“Bombarderemo ancora, e di più, anche stanotte. Sono finiti”. Donald Trump parla all’Iran ma al tempo stesso parla ai mercati. Alla vigilia della più grande quotazione in Borsa di sempre, l’Ipo di SpaceX di Elon Musk, il tycoon alza i toni, annuncia nuovi pesanti raid, fa crollare le aspettative di un accordo con Teheran che permetta la ripresa dei transiti marittimi nello Stretto di Hormuz dal quale passava un quinto del commercio globale di barili. Tanto da minacciare ancora una volta la presa di Kharg, l’isola terminal da cui salpa quasi il 90% delle esportazioni petrolifere iraniane. Difficile credere che alla Casa Bianca non sappiano che certe parole, certi toni, hanno un riflesso diretto sui mercati, in una spirale retorica in cui l’inflazione in aumento ovunque – la Bce è la prima banca centrale del G7 ad aver alzato i tassi a causa della guerra in Medio Oriente, leggi qui – non è più la più grave minaccia alla crescita globale ma quasi un motivo di vanto. Almeno, lo è per Donald Trump.

“Sapete cosa mi piace davvero? Mi piace l’inflazione, l’adoro, i dati sono fantastici”, ha detto parlando alla Casa Bianca. Il potere d’acquisto dei cittadini americani si erode mese dopo mese: l’indice dei prezzi a maggio negli Stati Uniti ha toccato il 4,2%, avviandosi a doppiare il livello precedente l’inizio del conflitto con l’Iran. Solo tre mesi fa era al 2,4%. Non solo: anche i prezzi alla produzione negli Usa sono aumentati bruscamente a maggio, registrando il maggiore incremento su base annua degli ultimi tre anni, a causa dell’impennata dei prezzi dell’energia dovuta alla guerra. L’indice dei prezzi all’ingrosso è aumentato del 6,5% nei 12 mesi terminati a maggio, il livello più alto da novembre 2022.

La più grande economia del mondo sta lottando contro un’inflazione ostinatamente elevata dall’inizio della pandemia di Covid-19. Ma a quanto pare anche politicamente ricercata, o comunque non tamponata, dal momento che non pare motivo di preoccupazione per il presidente americano. “Ad un certo punto, in un futuro non troppo lontano, prenderemo possesso dell’isola di Kharg e di altri punti strategici per le infrastrutture petrolifere, assumendo il controllo totale dei loro mercati del petrolio e del gas, proprio come abbiamo fatto con il Venezuela, e questo sta funzionando alla grande sia per il Venezuela che per gli Stati Uniti d’America”.

Parole bellicose che hanno spazzato via i toni diplomatici utilizzati nelle ultime settimane, apparentemente volti a raggiungere un accordo con l’Iran dopo la situazione di evidente stallo militare nel Golfo Persico. Proprio quando una imprecisata quantità di petroliere è stata condotta fuori dallo Stretto di Hormuz, la ripresa dei raid ha immediatamente e nuovamente provocato la chiusura totale del punto di strozzatura petrolifero più strategico del mondo. “Ai richiedenti che avevano ricevuto il permesso di passare, si chiede di rimanere pazienti ed aspettare ulteriori indicazioni da parte dell’Autorità. Fino a nuovo ordine il passaggio resterà completamente chiuso”, hanno reso noto le autorità marittime iraniane, preannunciando anche raid contro i Paesi vicini del Golfo che ospitano le basi militari americane. “Qualsiasi danno l’Iran infligga ai nostri alleati nel Golfo sarà ripagato con fondi prelevati dai conti iraniani. Qualsiasi pedaggio pagato all’Autorità dello Stretto del Golfo Persico sarà compensato con fondi prelevati dai loro conti”, ha detto il segretario al Tesoro Scott Bessent. Il livello dello scontro è tornato così all’apice. Il Comando Centrale americano ha reso noto di aver messo “fuori uso” tre petroliere dirette in Iran nelle ultime ore.

Tutto ciò avviene quando manca poco al più grande debutto in borsa di sempre, quello di SpaceX di Elon Musk, ex collaboratore nell’amministrazione Trump. Effettivamente, il patron di Tesla è il convitato di pietra dietro l’escalation presa dalla guerra in Medio Oriente. Secondo i media iraniani, Teheran ha aggiornato il suo elenco di obiettivi per possibili nuove operazioni militari e ha inserito “tutti gli interessi associati ai possedimenti economici gestiti da Elon Musk” in Medio Oriente, inclusi quelli in Paesi arabi e Israele, ha riferito l’agenzia Fars, vicina ai Pasdaran. Secondo cui il Pentagono si è servito di società legate a Musk, come la rete satellitare Starlink e la piattaforma X, per “commettere crimini di guerra, tra cui attacchi alle infrastrutture idriche nell’Iran meridionale”. Nella notte tra il 9 e il 10 giugno, le forze Usa avrebbero distrutto due serbatoi d’acqua nella provincia di Hormozgan. La rete satellitare Starlink è la fonte più importante di ricavi dell’azienda di Musk. E l’agenzia Fars ha citato espressamente tra “i nuovi obiettivi designati dall’Iran” le stazioni terrestri di Starlink situate in Israele, Qatar, Giordania, Emirati Arabi Uniti e Oman. Oltre a infrastrutture legate a SpaceX appartenenti alle aziende Alpha Dhabi e Mubadala. “La cooperazione militare di Musk con l’esercito statunitense è stata rivelata da progetti come Starshield e dal lancio di satelliti militari utilizzati per l’osservazione della Terra, le comunicazioni crittografate e la trasmissione sicura dei dati”, ha spiegato Fars. Teheran minaccia così SpaceX poche ore prima dell’appuntamento più atteso. 

Wall Street, che da mesi macina e aggiorna nuovi record trainata dalla grande corsa dell’Intelligenza artificiale, non sembra temere l’escalation. Anzi. La Borsa di New York ha aperto in rialzo, dopo la chiusura in rosso di mercoledì, nonostante i dati sull’inflazione all’ingrosso negativi rispetto alle stime, che si aggiungono a quelli altrettanto negativi – ma conformi alle attese – sui prezzi al consumo. Domani del resto è un altro giorno: è il giorno di SpaceX, quando su un singolo titolo di Wall Street dovrebbero piovere – secondo gli analisti – tra i 70 e gli 80 miliardi di dollari per la più grande Ipo (Initial public offering) di sempre, pari al triplo del record attuale stabilito nel 2019 da Saudi Aramco con 25,6 miliardi. 


#Adessonews seleziona nella rete articoli di particolare interesse.
Se vuoi leggere l’articolo completo clicca sul seguente link
 di Claudio Paudice

Source link

Di