Caldo killer, scatta il piano per gli anziani fragili: ricoveri protetti fino a 10 giorni e aiuti a domicilio


Regione Liguria, Area 3 e Comune di Genova rafforzano la rete contro le ondate di calore: ospedali di comunità per i casi più a rischio, dimissioni protette con il progetto “Meglio a Casa”, numero verde, custodi sociali, maggiordomi di quartiere e attenzione speciale alle persone con demenza

Ricoveri brevi di protezione negli ospedali di comunità, dimissioni protette, assistenza domiciliare potenziata e una rete territoriale rafforzata per intercettare gli anziani più fragili prima che il caldo diventi un’emergenza sanitaria. Con l’arrivo dell’estate e l’aumento del rischio legato alle ondate di calore, Regione Liguria, in collaborazione con Area 3 e Comune di Genova, avvia un piano integrato di tutela per l’area metropolitana genovese, rivolto soprattutto alle persone più vulnerabili, agli anziani soli, ai pazienti cronici e a chi soffre di disturbi cognitivi.

L’obiettivo è prevenire gli effetti negativi delle alte temperature sulla salute, ridurre il rischio di aggravamento delle patologie croniche e garantire una presa in carico più rapida nei giorni di allerta per caldo intenso. Il piano prevede, tra le misure principali, percorsi di ricovero breve di protezione negli ospedali di comunità, con una durata massima di dieci giorni, destinati agli anziani fragili con elevata suscettibilità allo stress termico durante le allerte di livello arancione e rosso.

I ricoveri potranno essere attivati attraverso due canali. Il primo riguarda i pazienti clinicamente stabili che si presentano nei pronto soccorso dell’area metropolitana genovese con condizioni collegate all’esposizione al caldo. Il secondo è rivolto agli anziani già seguiti dalle cure domiciliari o dai servizi domiciliari degli ambiti territoriali sociali, cioè le strutture territoriali che coordinano i servizi sociali comunali e l’assistenza alle persone fragili. La logica è evitare che una situazione di vulnerabilità, aggravata dalle temperature estreme, si trasformi in un ricovero ospedaliero improprio o in un’emergenza non gestita.

«Dopo l’ordinanza regionale che introduce misure straordinarie per la tutela dei lavoratori esposti alle alte temperature, in particolare nei settori agricolo, florovivaistico ed edilizio, abbiamo attivato la rilevazione dei rischi in tutti i 232 comuni della Regione Liguria: a partire dal 15 giugno per i comuni a rischio alto per caldo eccessivo verrà diramato un avviso tempestivo, in collaborazione con l’Associazione nazionale comuni italiani Liguria», spiega l’assessore alla sanità e alle politiche sociali Massimo Nicolò.

Nell’area metropolitana genovese, con il coordinamento di Area 3, sono state attivate misure specifiche per intervenire nei confronti degli anziani maggiormente esposti agli effetti delle ondate di calore. Nei prossimi giorni saranno trasmesse le indicazioni operative ai medici di medicina generale e a tutti i soggetti coinvolti per l’attivazione dei ricoveri brevi negli ospedali di comunità. È stata inoltre riattivata la rete delle dimissioni protette attraverso il progetto “Meglio a Casa”, che prevede percorsi gratuiti di assistenza domiciliare per favorire il rientro sicuro al domicilio ed evitare ricoveri non necessari.

Il piano rafforza anche il monitoraggio sul territorio attraverso custodi sociali e maggiordomi di quartiere, figure che durante l’estate avranno un ruolo ancora più importante per intercettare bisogni, raccogliere segnalazioni, aiutare nelle piccole commissioni quotidiane e ridurre il rischio che le persone fragili siano costrette a uscire nelle ore più calde. Il numero verde regionale 800 593235, gratuito e attivo sette giorni su sette dalle 8 alle 20, resta il riferimento per orientamento, informazioni e richieste di supporto.

«Il rafforzamento del raccordo tra ospedali, servizi territoriali e strutture sociosanitarie permette una presa in carico tempestiva delle persone più fragili», sottolinea Ernesto Palummeri, referente del Centro regionale prevenzione danni da ondate di calore. Dal 15 giugno è attivo un sistema di informazione puntuale rivolto ai comuni a rischio alto per il caldo. Restano fondamentali anche le indicazioni di prevenzione: evitare di uscire nelle ore centrali della giornata, mantenere una corretta idratazione e soggiornare il più possibile in ambienti climatizzati. Una particolare attenzione deve essere riservata alle persone affette da demenza, considerate particolarmente vulnerabili agli effetti delle alte temperature.

Proprio la demenza è uno dei capitoli centrali del piano. La rete regionale demenze è impegnata nel monitoraggio e nella presa in carico di una patologia molto diffusa in Liguria, indicata come la regione più anziana d’Europa. Secondo i dati dell’Istituto superiore di sanità, circa 39 mila persone in Liguria convivono con una forma di demenza, di cui circa 680 con esordio precoce prima dei 65 anni. Circa il 60 per cento dei pazienti è costituito da donne. A questi numeri si aggiungono circa 28 mila persone con disturbo cognitivo lieve, considerate ad alto rischio di evoluzione verso una forma di demenza.

«I centri per i disturbi cognitivi e le demenze sono un presidio fondamentale per la diagnosi, la presa in carico e il supporto alle persone affette da demenza e alle loro famiglie», aggiunge Massimo Nicolò. In Liguria questi centri registrano complessivamente circa 16 mila accessi all’anno e costituiscono uno dei pilastri della rete sociosanitaria regionale. Sono sette, distribuiti sull’intero territorio ligure: tre nell’Area 3, rispettivamente a Ponente, Centro e Levante, e uno in ciascuna delle altre aree territoriali. Per accedere ai servizi è sufficiente rivolgersi al proprio medico di medicina generale, che può indirizzare il cittadino verso il percorso più appropriato.

Sul fronte della prevenzione, la rete regionale lavora anche con l’Istituto superiore di sanità per inserire la prevenzione dei disturbi neurocognitivi nei programmi nazionali e regionali. Proseguono le attività di formazione rivolte agli operatori, ai caregiver, ai centri diurni e alle strutture residenziali. Palummeri richiama gli studi della Commissione Lancet, secondo cui intervenire sui principali fattori di rischio modificabili, tra cui perdita dell’udito non corretta, ipercolesterolemia, basso livello di istruzione, deficit visivi non trattati, isolamento sociale, diabete, ipertensione, sedentarietà e alimentazione non equilibrata, potrebbe ridurre fino al 40 per cento dei casi di demenza.

Il sistema dei maggiordomi di quartiere, dei custodi sociali e del centro telefonico informativo è attivo tutto l’anno, ma viene potenziato durante l’estate. Le attività proseguiranno fino al 15 settembre, con eventuali proroghe se la situazione climatica lo renderà necessario. Il progetto, finanziato dal Fondo sociale europeo e coordinato dalla Cooperativa Agorà, coinvolge 32 enti del terzo settore e una rete ampia di associazioni liguri. Offre monitoraggio, piccole commissioni, disbrigo di pratiche, orientamento ai servizi e una presenza capillare sul territorio.

Il piano contro le ondate di calore punta quindi a tenere insieme sanità, assistenza sociale e welfare di prossimità. Non solo raccomandazioni generiche, ma percorsi protetti, posti negli ospedali di comunità, dimissioni assistite, aiuti a domicilio e un numero verde attivo ogni giorno. In una regione con una popolazione molto anziana e con migliaia di persone fragili, la prevenzione del caldo non è più soltanto una misura stagionale: diventa una parte essenziale della rete di tutela sanitaria e sociale.


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