nei mercati emergenti c’è un’opportunità di investimento da 4 miliardi di dollari


Il futuro della mobilità sostenibile globale passa inevitabilmente per le economie emergenti, ma la transizione ha bisogno di una forte accelerazione infrastrutturale. Un nuovo report pubblicato da C40 Cities e dalla International Finance Corporation (IFC) — membro del Gruppo Banca Mondiale — in collaborazione con The Climate Pledge (tramite il programma Laneshift) e la Segreteria di Stato dell’Economia della Svizzera (SECO), lancia un messaggio chiaro agli investitori: entro il 2035, lo sviluppo delle colonnine di ricarica pubblica in soli quattro mercati chiave — Brasile, Colombia, Messico e India — sbloccherà un’opportunità di investimento superiore ai 3,8 miliardi di dollari.

Il documento, intitolato Market Analysis of Electric Vehicle (EV) Public Charging Infrastructure in Cities, evidenzia il ruolo decisivo che le amministrazioni cittadine e i governi nazionali possono esercitare per sbloccare capitali privati e guidare la transizione elettrica.

Il boom dei veicoli elettrici e il nodo delle ricariche

La transizione verso l’elettrico ha già registrato una crescita straordinaria in questi mercati. Secondo i dati del report, le vendite complessive di veicoli elettrici nei quattro Paesi esaminati sono passate dalle circa 40.000 unità del 2021 a 1,08 milioni nel 2025, con un tasso di crescita annuo sbalorditivo di quasi il 130%.

Nel 2025, la quota di mercato del full-electric sul totale delle nuove immatricolazioni ha raggiunto:

  • Brasile: 6,5%

  • Messico: 6,2%

  • Colombia: 5,9%

  • India: 3,7%

Tuttavia, a fronte di questo boom di immatricolazioni, lo sviluppo delle infrastrutture di ricarica rimane fortemente disomogeneo e concentrato quasi esclusivamente nelle grandi metropoli, lasciando scoperte le aree periferiche o rurali. Questa asimmetria genera la cosiddetta “ansia da autonomia” nei consumatori e frena l’adozione di massa, allungando i tempi di ritorno economico per gli investitori privati a causa del rischio di un iniziale sotto-utilizzo delle colonnine.

La mappa degli investimenti al 2035

Per sostenere la crescita della flotta circolante, il report stima che il numero complessivo di punti di ricarica pubblici nei quattro Paesi dovrà balzare dagli attuali livelli a circa 359.000 unità entro il 2035.

La ripartizione della spesa infrastrutturale stimata (pari a oltre 3,8 miliardi di dollari complessivi) e dei punti di ricarica necessari fotografa mercati dalle proporzioni differenti:

Paese Punti di ricarica stimati (al 2035) Investimento stimato (USD)
India ~ 214.000 1,9 miliardi
Brasile ~ 86.000 980 milioni
Messico ~ 40.000 760 milioni
Colombia ~ 19.000 184 miloni

“L’adozione di veicoli elettrici sta accelerando rapidamente nei mercati emergenti, ma sostenere questo slancio dipenderà dalla capacità di scalare l’infrastruttura di ricarica alla stessa velocità,” ha dichiarato Veronica Nyhan Jones, Global Manager per le partnership climatiche di IFC. “Questo rapporto dimostra che, con i giusti quadri normativi e una forte leadership cittadina, esistono enormi opportunità di investimento.”

Il ruolo catalizzatore delle città: i casi studio

Sebbene la pianificazione del mercato elettrico e delle tariffe spetti quasi sempre ai governi centrali, le città dispongono di leve fondamentali per sbloccare la situazione. L’analisi individua tre strategie chiave adottate con successo a livello locale:

  1. Gestione del suolo pubblico: concessione di spazi urbani strategici per l’installazione dei charger.

  2. Elettrificazione delle flotte municipali: autobus elettrici e mezzi di servizio pubblico fungono da “clienti ancora”, garantendo una domanda di energia stabile che giustifica l’investimento iniziale dei privati.

  3. Semplificazione burocratica: creazione di sportelli unici e iter autorizzativi rapidi per ridurre i costi amministrativi.

Le best practice sul campo:

  • Rio de Janeiro (Brasile): ha lanciato l’iniziativa Sandbox.Rio per testare progetti pilota di ricarica rapida su suolo municipale.

  • Bogotà (Colombia): sta regolamentando lo spazio pubblico in parallelo allo sviluppo di una delle flotte di autobus elettrici più grandi dell’America Latina.

  • Città del Messico (Messico): ha integrato la ricarica dei veicoli privati nei corridoi di mobilità del sistema di trasporto rapido Metrobús.

  • Pune (India): ha creato una “EV Cell” dedicata, introducendo incentivi fiscali e attivando modelli di partenariato pubblico-privato (PPP).

Le raccomandazioni del Report

Prendendo spunto anche da mercati più maturi come il Regno Unito e i Paesi Bassi — dove i fondi pubblici iniziali hanno ridotto il rischio per i privati e standardizzato i sistemi di pagamento interoperabili — il report delinea le linee guida per le città dei mercati emergenti:

  • Integrare le colonnine di ricarica nei piani urbanistici e d’uso del territorio.

  • Utilizzare i contratti di Partenariato Pubblico-Privato (PPP) per attrarre capitali.

  • Snellire i processi di autorizzazione abbattendo le barriere burocratiche.

  • Garantire l’interoperabilità dei sistemi (permettere a qualsiasi veicolo di ricaricare ovunque, a prescindere dall’operatore).

  • Coordinarsi strettamente con i fornitori di energia elettrica per la pianificazione e la resilienza della rete.

“Le città stanno già guidando la transizione convertendo l’ambizione in azione pratica,” ha concluso Mark Watts, Direttore Esecutivo di C40 Cities. “Ma se vogliamo fare sul serio, dobbiamo scalare gli investimenti. Facilitare l’accesso ai finanziamenti consentirà alle città di muoversi più velocemente, attrarre capitali privati e garantire aria pulita e sistemi di mobilità più equi per milioni di persone”.

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