Electrolux sospende piano licenziamenti e chiusure per 50 giorni – Friulisera


Electrolux sospende il piano licenziamenti e le chiusure per 50 giorni. E’ quanto si apprende dal tavolo al Mimit, secondo cui l’azienda ha dato la sua disponibilità a discutere misure condivise. In sostanza Electrolux non farà azioni unilaterali almeno per il momento. In sostanza all’incontro al Mimi   il ministro Adolfo Urso avrebbe sollecitato un fitto percorso di incontri in modo da arrivare a trovare un accordo entro l’inizio di agosto, ossia il periodo in cui cominciano le ferie. Da questo nascerebbero i  50 giorni, 7 o 8 settimane durante le quali ci saranno tentativi  per provare ad arrivare al risultato auspicato dal ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso, ossia un accordo sostenibile. Il piano presentato dall’azienda nelle scorse settimane con oltre 1.700 esuberi e chiusure  è considerato da tutti, sindacati e partiti in maniera bipartisan  inaccettabile. Anche il giudizio del governo è chiaro: il piano presentato dall’azienda è irricevibile, rinunciatario sul piano industriale e insostenibile per l’impatto sociale. Per i sindacati si tratta di una notizia molto positiva anche se la situazione non è risolta definitivamente. E’ considerato un primo passo avanti frutto, secondo i sindacati,  delle mobilitazioni congiunte fatte in queste settimane, ma la battaglia non è finita.  Secondo i sindacati c’è di positivo anche che è stato preso un importante impegno politico che però andrà valutato nei fatti.

I commenti della politica e del mondo economico

BADIN (AVS): SOSPENSIONE LICENZIAMENTI ELECTROLUX PRIMA VITTORIA DEI LAVORATORI

“La sospensione per 50 giorni del piano di licenziamenti e chiusure annunciato da Electrolux è una notizia positiva e un primo risultato della mobilitazione dei lavoratori e dei sindacati. Il Governo e l’azienda ora lavorino al ritiro definitivo dei licenziamenti, non si può scaricare sulla classe lavoratrice il peso di scelte industriali miopi. Electrolux è centrale per il sistema produttivo del pordenonese e il suo futuro non può essere messo in discussione per mere logiche di profitto” così in una nota Sebastiano Badin, segretario regionale di Sinistra Italiana.

Pd, Governo usi 50 giorni cambiare piano industriale

“Il tempo guadagnato al tavolo deve essere impiegato dal Governo per trovare argomenti forti con cui ripresentarsi all’azienda e farle cambiare piano rinunciando definitivamente ai licenziamenti. Il Governo, oltre ad adottare misure su energia e acciaio, dovrà anche decidere e coordinare le misure da mettere in campo assieme alle Regioni, che si sono impegnate a fare la loro parte. Non si è aperta una procedura di licenziamento ma la soluzione deve ancora essere trovata”. E’ il giudizio della senatrice Susanna Camusso e dei deputati Debora Serracchiani e Vinicio Peluffo, tutti del Pd, dopo aver partecipato al secondo tavolo presso il MIMIT dedicato alla vertenza Electrolux.
I parlamentari dem, che prima della riunione al ministero hanno avvicinato la delegazione dei lavoratori Electrolux in presidio, hanno dichiarato che “tutti gli interventi dovranno avvenire a fronte di un impegno chiaro da parte dell’azienda, a trovare prodotti, diversificare il mercato, portare volumi. Ci devono essere soluzioni concrete su cui lavorare, scelte alla cui fine non ci sia la desertificazione industriale dell’Europa. A questi patti saranno utili gli strumenti ordinari e straordinari che il Governo sostiene di poter mettere in campo per affrontare la fase di transizione delle regole europee, e tra queste – hanno precisato gli esponenti del Pd – ci devono essere misure per energia e acciaio”.

ELECTROLUX. CAPOZZI (M5S): BENE APERTURA DIALOGO, IMPEGNI SIANO CHIARI
“Accogliamo con favore, pur con la necessaria prudenza, la disponibilità manifestata da Electrolux ad aprire un confronto finalizzato all’individuazione di un piano alternativo per affrontare la crisi aziendale”. Lo evidenzia la consigliera regionale Rosaria Capozzi (Movimento 5 Stelle) in una nota condivisa con il collega europarlamentare Gaetano Pedullà “alla luce delle novità giunte dal tavolo in corso al ministero delle Imprese e del Made in Italy, secondo le quali l’azienda avrebbe dato la sua disponibilità a discutere misure condivise, sospendendo il piano licenziamenti e le chiusure per 50 giorni”.

“Riteniamo positivo – prosegue la nota – che si sia aperto uno spazio di dialogo tra azienda, istituzioni e parti sociali. Tuttavia, è fondamentale che alle dichiarazioni a caldo seguano ora impegni chiari, verificabili e orientati alla tutela dell’occupazione e della capacità produttiva degli stabilimenti coinvolti”.

“In questa fase delicata occorrono trasparenza, lealtà reciproca e una piena condivisione delle informazioni tra tutti gli attori del confronto. Solo attraverso un percorso credibile e partecipato – precisa Capozzi – sarà possibile individuare soluzioni efficaci e durature, evitando che l’attuale crisi si ripresenti tra pochi mesi senza aver trovato una risposta strutturale”.

“Il futuro di Electrolux riguarda non solo i lavoratori e le loro famiglie, ma anche l’intero tessuto economico e industriale dei territori interessati. Per questo motivo – sottolinea la rappresentante del M5S – chiediamo che il confronto prosegua con responsabilità e concretezza, mettendo al centro la salvaguardia dei posti di lavoro, la valorizzazione delle competenze professionali e il rafforzamento della competitività di un comparto strategico per il Paese”.

“Continueremo a seguire con attenzione l’evolversi della vertenza, sostenendo ogni iniziativa – conclude la nota – utile a garantire prospettive certe per il futuro industriale e occupazionale”.

DICHIARAZIONE DEL PRESIDENTE DI CONFINDUSTRIA ALTO ADRIATICO MICHELANGELO AGRUSTI

«Un primo passo. Sicuramente importante, ma i problemi restano sul tavolo. Bene l’azione del Governo, bene Electrolux che ha manifestato la volontà di non procedere ad azioni unilaterali. Si apre una fase nuova, un percorso non facile. I rappresentanti delle Regioni e della nostra, in particolare, con gli assessori Bini e Rosolen, hanno dichiarato di voler affiancare il Governo con provvedimenti ordinari e straordinari. Confindustria Alto Adriatico si è attivata fin dall’inizio con Confindustria nazionale per creare una convergenza a livello europeo con gli altri Paesi produttori per una azione forte a tutela del manifatturiero europeo e, per noi, italiano, dalla dirompente e sregolata concorrenza dei produttori asiatici e cinesi, in particolare, sul modello di quanto stanno facendo le industrie europee dell’automotive, un’iniziativa che dovrebbe vedere la convergenza con il sindacato e tutte le forze politiche del Paese. Confindustria è altresì impegnata attivamente a difendere industria e lavoro. Electrolux è una eccellenza italiana e Pordenone è il luogo, più di altri, dove è nata e si è sviluppata pur nel mutamento della proprietà. Qui si sono consolidate le competenze che ci hanno fatto diventare leaders mondiali. Il nostro impegno è per conservare e far evolvere questo straordinario patrimonio».
Michelangelo Agrusti
Presidente di Confindustria Alto Adriatico

Electrolux: Conficoni (Pd), sospensione non basta serve revoca

«La sospensione di chiusure e licenziamenti è un passo avanti interlocutorio che non fa venire meno la preoccupazione per una situazione tanto incerta quanto inaccettabile. Già un anno e mezzo fa il protocollo d’intenti approvato da numerosi Comuni del territorio chiedeva all’Europa del vicepresidente Fitto di sostenere il settore del bianco in modo strutturale. Bene che ora anche il ministro Urso sia arrivato alla stessa conclusione. È fondamentale che nei prossimi 50 giorni Governo, Regione e Unione Europea collaborino fattivamente affinché il piano di dismissione presentato dalla multinazionale svedese venga revocato». Lo afferma il consigliere regionale Nicola Conficoni (Pd) commentando gli sviluppi del tavolo Mimit sulla vertenza Electrolux.

 

 


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