Il Taormina Film Festival 2026 chiude dopo cinque intense giornate trascorse tra proiezioni, anteprime e incontri con artisti e grandi star nazionali e internazionali, dai protagonisti di House of The Dragon a Helen Mirren e Giancarlo Giannini. Tra i protagonisti del weekend anche Connie Nielsen, Scott Eastwood, Alessandro Preziosi, Michele Placido e Miriam Leone.
I vincitori del Taormina Film Festival 2026
A trionfare, in questa edizione, Hear The Yellow della regista turca Banu Sivaci, premiato sia come miglior film, che come miglior regia. Apprezzati anche gli attori Süleyman Kadim Kabaali – vincitore come miglior interprete maschile – e Selva Erdener – premiata in ex equo con Greta Scarano, protagonista di Piccolo Miracolo. Miglior attore e attrice emergenti sono invece rispettivamente Tut Nyuot per Animol e Berfin Sönmez per Gropiusstadt Supernova.
Inoltre, il Campus Giovani, composto da circa trecento studenti e venticinque giovani giurati, ha assegnato il Cariddino d’Oro a Good Luck, have fun, don’t die di Gore Verbinski, riservando però una menzione speciale a Piccolo Miracolo di Guido Chiesa. Spalla a spadda – del regista anglo-iraniano Louis Nabil Djalili, che racconta la Sicilia dal punto di vista di chi si è trasferito per amore di una donna e si è poi innamorato anche del territorio – ha vinto come miglior cortometraggio per la sezione Sguardi di Sicilia. Premio Arca, infine, per il cortometraggio fuori concorso Fili Invisibili del messinese Fabio Schifilliti, che racconta le storie vere delle giovani vittime di femminicidio Graziella Recupero e Sara Campanella per spingere alla riflessione su un tema, purtroppo, ancora drammaticamente attuale.
Russel Crowe a Taormina
Grande attesa soprattutto per l’arrivo Russell Crowe, accolto sul red carpet da una piazza gremita di fan, pronta a tutto pur di guadagnarsi una foto con l’amato gladiatore. L’attore è arrivato nella giornata di sabato, in un momento in cui la città era particolarmente affollata, in coincidenza con la celebrazione della Festa di Sant’Antonio. Da un lato quindi, gli artisti presenti erano intenti a regalare scatti ai fan, dall’altro invece i fedeli erano impegnati nella processione.

Durante la mattinata, Crowe ha incontrato gli studenti e il pubblico, parlando anche anche dell’iconico ruolo ne Il gladiatore. “Per me era un film sull’amore di un uomo per la sua donna e il loro bambino”, ha detto, rivelando di aver insistito nel non volere scene d’amore con altri personaggi. Secondo l’attore, è per questo profondo legame con la famiglia persa che il film riesce a coinvolgere anche un pubblico femminile e che il sequel non ha avuto lo stesso impatto. “Non hanno capito – ha detto – il motivo del successo del primo, che risiede nel suo nucleo morale“.
Ha poi colto l’incontro per promuovere un nuovo film che lo vede protagonista: Bear Country – La vendetta perfetta, thriller crime basato sul romanzo Strip di Thomas Perry e diretto da Derrick Borte, già proiettato al Teatro Antico e presentato al palazzo dei Congressi. Ad affiancarlo, le colleghe Nina Dobrev (The Vampire Diaries), Aaron Paul (Breaking Bad) e Danny Zovatto. Nella serata di sabato Crowe ha poi ricevuto il Taormina Film Festival International Achievement Award.
Miriam Leone, tra cinema e “sicilitudine”
Lo stesso premio è spettato alla siciliana Miriam Leone, in quello che lei stessa ha definito “il teatro più bello del mondo”. “Oggi per me è un’emozione grandissima, – ha detto – è un ritorno a casa di fuoco“.
Nel corso del pomeriggio di sabato l’attrice di Acireale ha partecipato a un emozionante incontro in cui non si è limitata a ripercorrere la propria carriera ma ha raccontato al pubblico di una Miriam bambina che si nutriva di grandi sogni ma li nascondeva del cassetto “insieme ai merletti di nonna”, perché “il cinema dalla mia città sembrava una cosa lontanissima”. Quella bambina però è diventata donna e nel 2008 Miss Italia. Dopo quell’esperienza è arrivato il momento che ha cambiato tutto, l’opportunità di studiare il metodo dell’Actors Studio con Anna Strasberg. “Allora – ha raccontato – ho capito che quello che mi sembrava un sogno impossibile poteva essere la mia vita”.
“Tornare oggi nella terra dove sono cresciuta e dove coltivato i primi sogni, con il percorso che ho costruito alle spalle, – ha detto – è un’emozione difficile da raccontare”.
Un’emozione travolgente alimentata da una forte nostalgia di casa che non ha mai abbandonato l’attrice e che ha spiegato citando Sciascia. “Abbiamo cose talmente belle qui – ha spiegato – che quando vai via ti viene la sicilitudine, come la chiamava Sciascia, la nostalgia della Sicilia. Io ne soffro tantissimo“. Commentando le parole della direttrice artistica Tiziana Rocca che aveva parlato di festival “fatto di persone e non intelligenze artificiali”, ha poi parlato della necessità di un “nuovo umanesimo, di mettere la persona e le relazioni al centro”.
Il gran finale al Teatro antico di Taormina
La suggestiva cornice del Teatro antico di Taormina ha fatto da sfondo anche all’ultima grande serata, domenica 14 giugno, con la proiezione del film Fuze di David Mackenzie. In questa occasione, sono stati premiati Michele Placido e Alessandro Preziosi per il documentario Aspettando Re Lear. Tra le star internazionali premiate Scott Eastwood, Sam Nivola e Connie Nielsen.
Domenica si sono chiusi i diversi concorsi, tra cui il Concorso Internazionale Lungometraggi con la proiezione di Gropiusstadt Supernova di Ben Volt: una storia ambientata nel quartiere berlinese che racconta le difficoltà di una società in cui è sempre più difficile restare uniti alle persone che si amano. Il protagonista è Luan, che si trova costretto a separarsi contemporaneamente dalla ragazza che va a studiare negli Stati Uniti e dal fratello, espulso dalla Germania. La sezione Sguardi di Sicilia è invece terminata con Spalla a Spadda di Louis Nabil Djalili e Fango (Mud) di Daniele Gonciaruk, straziante testimonianza dell’alluvione di Giampilieri del 2009.
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Giorgia Nunnari
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