I nuovi dati Almalaurea sui laureati del Dipartimento di Matematica e Informatica dell’Università di Catania restituiscono il quadro di un percorso universitario impegnativo ma altamente apprezzato dagli studenti. L’indagine, che ha coinvolto 244 laureati e raccolto 222 questionari, evidenzia risultati accademici di alto livello, una forte soddisfazione complessiva e prospettive occupazionali che guardano sempre più a un mercato del lavoro globale.
Tra i dati più significativi emergono l’elevata percentuale di laureati con il massimo dei voti, la forte presenza di studenti lavoratori, la crescente attenzione verso esperienze internazionali e una preparazione informatica che rappresenta uno dei principali punti di forza del percorso formativo.
Un dipartimento a forte prevalenza maschile
Matematica e Informatica continua a essere uno dei percorsi universitari con la più marcata presenza maschile. Gli uomini rappresentano infatti l’81,6% dei laureati, mentre le donne si fermano al 18,4%.
L’età media alla laurea è di 25,6 anni. Quasi il 57% degli studenti conclude il proprio percorso tra i 23 e i 26 anni, mentre circa un quarto raggiunge il titolo a 27 anni o oltre.
Dal punto di vista territoriale il dipartimento mantiene una forte attrattività regionale. Il 65,2% dei laureati proviene dalla stessa provincia dell’ateneo, mentre il 32% arriva da altre province siciliane. Interessante anche la presenza di studenti internazionali, che rappresentano il 5,7% del totale.
Un percorso aperto a studenti di diversa estrazione sociale
Uno degli aspetti più interessanti riguarda l’origine familiare dei laureati. Quasi due studenti su tre, il 64,9%, provengono da famiglie in cui nessuno dei genitori possiede una laurea.
Solo il 33,3% può contare su almeno un genitore laureato e appena il 13,1% ha entrambi i genitori con un titolo universitario.
Questo dato conferma la capacità delle discipline scientifiche e informatiche di rappresentare un importante strumento di mobilità sociale e professionale, consentendo a molti giovani di accedere a percorsi altamente qualificati indipendentemente dal contesto familiare di provenienza.
Liceo scientifico e istituti tecnici: le scuole che alimentano il dipartimento
A differenza di molte altre facoltà, Matematica e Informatica mostra una composizione molto equilibrata tra diplomati liceali e studenti provenienti dagli istituti tecnici.
I liceali rappresentano il 54,9% dei laureati, ma gli istituti tecnici raggiungono una quota molto elevata, pari al 40,2%.
Il percorso più rappresentato è il liceo scientifico, scelto dal 47,1% degli studenti. Tuttavia, emerge anche il peso degli istituti tecnici tecnologici, che da soli rappresentano il 32% dei laureati e confermano il forte collegamento tra formazione tecnica e studi informatici.
Il voto medio di diploma è pari a 89,2 su 100, segnale di una preparazione scolastica già solida prima dell’ingresso all’università.
Voti alti, ma il percorso resta impegnativo
I dati sulla carriera universitaria mostrano una situazione fatta di eccellenze accademiche ma anche di una certa complessità nel completamento del percorso nei tempi previsti.
Solo il 44,7% degli studenti riesce infatti a laurearsi in corso, mentre oltre la metà accumula almeno un anno di ritardo. Il ritardo medio alla laurea è di 1,5 anni e la durata complessiva degli studi raggiunge in media i 4 anni.
Nonostante questo, i risultati ottenuti sono particolarmente brillanti. Il voto medio di laurea è pari a 105,4 su 110 e ben il 40,6% dei laureati consegue il massimo riconoscimento con 110 e lode.
Si tratta di una delle percentuali più elevate registrate tra i diversi ambiti disciplinari analizzati da Almalaurea.
Anche il rendimento durante il percorso appare molto positivo, con una media esami di 26 su 30.
Esperienze internazionali e tirocini sempre più centrali
L’internazionalizzazione rappresenta uno degli aspetti più dinamici del dipartimento.
Il 10,4% dei laureati ha svolto un’esperienza di studio all’estero attraverso programmi riconosciuti dal corso di studi, prevalentemente Erasmus. Tra questi, il 95,7% ha ottenuto il riconoscimento degli esami sostenuti all’estero.
Ancora più significativo è il livello di soddisfazione: il 100% degli studenti che ha partecipato a un’esperienza internazionale esprime un giudizio positivo sull’esperienza vissuta, mentre quasi il 74% si dichiara addirittura “decisamente soddisfatto”.
Anche i tirocini curriculari assumono un ruolo importante. Il 64,9% dei laureati ha svolto attività di tirocinio o lavoro riconosciute dal corso di studi. L’esperienza viene valutata positivamente da oltre il 92% degli studenti, confermando il valore della formazione pratica nel percorso universitario.
Studenti lavoratori: una realtà sempre più diffusa
Uno dei dati più significativi riguarda il rapporto tra studio e lavoro.
Il 58,6% dei laureati dichiara di aver svolto almeno un’attività lavorativa durante il percorso universitario. Una percentuale particolarmente elevata che testimonia come molti studenti abbiano cercato di acquisire esperienza professionale già durante gli anni di formazione.
Ancora più interessante è il dato relativo alla coerenza tra lavoro e studi: il 46,2% di chi ha lavorato svolgeva attività direttamente collegate alle competenze acquisite nel corso universitario.
Naturalmente non sono mancate le difficoltà. Circa sette studenti lavoratori su dieci dichiarano infatti di aver trovato complesso conciliare gli impegni universitari con quelli professionali.
Un livello di soddisfazione molto elevato
Uno degli aspetti che emerge con maggiore forza dall’indagine riguarda il giudizio complessivo sull’esperienza universitaria.
Il 92,8% dei laureati si dichiara soddisfatto del corso frequentato. Le attività didattiche raccolgono un gradimento vicino al 90%, mentre i rapporti con i docenti superano l’89% di valutazioni positive.
Molto apprezzate risultano anche le infrastrutture del dipartimento. Le aule vengono giudicate adeguate dal 94% degli utilizzatori, mentre le biblioteche raccolgono quasi il 98% di giudizi positivi.
Particolarmente rilevante è anche il dato sulla fedeltà al percorso scelto: il 79,7% degli studenti afferma che, tornando indietro, si iscriverebbe nuovamente allo stesso corso nello stesso ateneo.
Competenze digitali da protagonisti
Come prevedibile, le competenze informatiche rappresentano uno dei punti di forza assoluti dei laureati del dipartimento.
Il 93,7% possiede una buona o ottima conoscenza della navigazione in rete, mentre oltre l’83% dichiara una buona padronanza dei sistemi operativi.
Particolarmente significativo il dato sui linguaggi di programmazione: il 75,7% dei laureati possiede competenze almeno buone in questo ambito. Elevata anche la conoscenza dei database (65,8%), delle reti di trasmissione dati (54,5%) e dello sviluppo web (50,5%).
Sul fronte linguistico, oltre la metà dei laureati possiede una conoscenza dell’inglese almeno di livello B2 sia nella forma scritta sia in quella parlata.
Tra magistrali, dottorati e un mercato del lavoro senza confini
Dopo la laurea, la formazione continua a rappresentare una priorità per molti studenti.
Il 60,8% intende proseguire gli studi. La scelta più frequente è la laurea magistrale biennale, indicata dal 41,4% degli intervistati, mentre il 10,8% guarda già al dottorato di ricerca.
Per quanto riguarda il lavoro, emergono aspettative molto chiare. I fattori più importanti sono la stabilità occupazionale (74,3%), l’acquisizione di professionalità (76,6%) e le possibilità di guadagno (73,4%).
A differenza di altri percorsi universitari, i laureati di Matematica e Informatica mostrano una forte apertura alla mobilità geografica. Oltre il 50% sarebbe disposto a lavorare in un altro Paese europeo e quasi il 30% anche fuori dall’Europa.
Il settore privato risulta leggermente più attrattivo di quello pubblico, mentre il contratto a tempo indeterminato resta la soluzione preferita da quasi nove laureati su dieci.
Nel complesso, i dati Almalaurea descrivono un dipartimento capace di formare professionisti altamente qualificati, con solide competenze tecniche, un elevato livello di soddisfazione e una crescente proiezione internazionale. Un percorso impegnativo, ma che continua a offrire opportunità concrete sia nel proseguimento degli studi sia nell’ingresso nel mercato del lavoro.
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Elisa Caruso
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