Riceviamo e pubblichiamo. Dopo il successo del Pride del 6 giugno, che con gli ospiti BigMama e Pamela Prati ha portato in piazza il primo grande appuntamento dell’estate, la Marina si è concessa una breve pausa ma torna protagonista già da domani, 20 giugno. Da Piazza della Vita prende corpo “Summer Festival 2026 – Estate alla Marina”, un cartellone che attraversa luglio e agosto con decine di serate interamente gratuite, accompagnate da un food village e da uno spazio che resta animato per tutta la stagione.
La ripartenza è affidata a Spazio Saggi, in programma dal 20 al 28 giugno, mentre la stagione concertistica entra nel vivo a luglio. Si apre il 4 con il pop-rock dei Manifesto e il 5 con il rock-blues dei Mojo, cui seguono le prime serate del Mood Music Festival — il 9, il 10 e il 12 — e il folk dei Kosacustika dell’11. La metà del mese porta il viaggio nella storia della radio di Vocal Star (15 luglio), il cabaret di Luciano Lembo (16), il pop-rock dei Primi della Lista (17) e la festa anni Novanta di Wewer’s Special 90 con Dj Cleopax (18), per poi proseguire senza sosta lungo tutta l’estate.
Nel resto del cartellone trovano spazio le tribute band dedicate ai grandi della musica italiana e internazionale — il Vasco Rossi di 10 Gocce di Blasco, i Queen di Assentio, il Pino Daniele dei Mascalzoni Latini, il Renato Zero di Prometeo, gli 883 di Nord Sud Ovest Est e il Cremonini de I Maggese — insieme al cabaret di Rocco Barbaro, alle serate di Sanremo Story e Max Petronilli e agli spettacoli inclusivi del Circolo Arci. Il cartellone si chiude con il festival internazionale Il Microfono d’Oro, il 28 e 29 agosto, e con la musica partenopea e internazionale della Via Toledo Band, il 30.
A illustrare il senso dell’iniziativa è l’assessore al Turismo Piero Alessi. “Dopo una primavera intensa e dopo il Pride, che ha riempito la piazza e ci ha mostrato quanta voglia ci sia di vivere gli spazi della città, ripartiamo con un’estate pensata per tutti,” afferma. “Abbiamo costruito un calendario lungo e vario, interamente gratuito, perché la cultura e l’intrattenimento devono restare accessibili a chiunque: ai cittadini come a chi sceglie Civitavecchia per le proprie vacanze.”
“La Marina sarà sempre aperta,” prosegue Alessi. “Resterà viva tutte le sere, e con il food village e uno spazio animato lungo l’intera stagione vogliamo offrire un luogo dove ritrovarsi, dove sostenere le attività del territorio e dove raccontare una città che d’estate sa essere accogliente e capace di attrarre. È così, un appuntamento dopo l’altro, che costruiamo l’identità turistica di Civitavecchia.” Tutti gli eventi si svolgono in Piazza della Vita con ingresso gratuito. Comune di Civitavecchia.
La lettera di Alessi.
L’estate civitavecchiese ha preso il via, e lo ha fatto nel segno della partecipazione: la festa e i colori del Pride hanno aperto una stagione che accompagnerà la città per tre mesi.
Dopo questo avvio la macchina organizzativa si concede una breve pausa — il tempo
necessario a definire e ad aggiungere gli ultimi appuntamenti — prima di entrare nel vivo del programma. Il cartellone, del resto, non è un elenco chiuso: nelle prossime settimane non mancheranno sorprese fuori programma. L’appuntamento, come da tradizione, è alla Marina, sul lungomare di Civitavecchia, che per tre mesi ospiterà oltre quaranta eventi.
Partiamo, e rivendichiamo con convinzione la scelta che sta dietro a questo programma. È
vero, le risorse a disposizione sono limitate; ma sarebbe un errore leggere questa stagione
come il frutto obbligato di un bilancio ristretto. Anche con mezzi più ampi la direzione
sarebbe la stessa, perché qui non c’è un ripiego: c’è una precisa idea di città. È una scelta politica, nel senso più alto del termine. Significa decidere che le risorse pubbliche servono a far crescere la comunità e il territorio, non a finanziare l’apparizione di un nome che arriva da fuori, incassa e riparte. Significa mettere al centro le energie artistiche, culturali e commerciali della città — i suoi artisti, le sue associazioni, le sue attività — e restituire ai cittadini non lo spettacolo di una sera, ma un’estate intera da vivere insieme. Il vero grande evento, allora, non è la singola serata da copertina: è l’insieme delle iniziative
che animano Civitavecchia giorno dopo giorno, e con esse l’immagine di una comunità viva,
accogliente e capace di contare sulle proprie forze. E non è una scelta ideologica, né improvvisata: è il punto d’arrivo di ciò che la migliore letteratura sul turismo e sugli eventi va dicendo da anni. Economisti come Victor Matheson hanno mostrato come le stime sui grandi eventi tendano a gonfiarne i benefici, trascurando l’effetto di spiazzamento, i ricavi che finiscono a operatori esterni al territorio e i costi pubblici regolarmente sottostimati. Holger Preuss ha ricordato che una valutazione seria deve considerare non solo chi arriva per l’evento, ma anche chi, proprio a causa di quell’evento, rinuncia a visitare la città. Shina Li e Leo Jago, in una nota meta-analisi, hanno dimostrato che i vantaggi attesi sono quasi sempre più modesti del previsto e dipendono in modo decisivo dalla metodologia adottata. E gli studi di Nola Agha e Marijke Taks giungono a una conclusione che parla esattamente alla nostra scelta: una città trae più beneficio da molti eventi medio-piccoli, diffusi sul territorio, che da pochi grandi nomi. Sul versante giornalistico, l’inchiesta di Cristina Nadotti «Il turismo che non paga» (Edizioni Ambiente) ci ricorda, infine, che neppure il turismo è una formula magica: lasciato a sé stesso può produrre costi sociali, ambientali e abitativi, e va perciò governato con misura, attenzione ai costi e senso del territorio. Questa è la strada che abbiamo scelto di percorrere: con ambizione, ma anche con prudenza, umiltà e senso della realtà. Una strada che chiede costanza — i risultati si costruiscono negli anni, non in una stagione — e che parte da una convinzione semplice: la vera ricchezza di una comunità è, prima di tutto, ciò che essa sa esprimere di proprio.
Pietro Alessi
Assessore al Lavoro e al Turismo
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