Genova accende la notte più misteriosa: torna il Ghost Tour tra spiriti, leggende e falò di San Giovanni


Il 23 giugno il centro storico diventa teatro a cielo aperto con figuranti, rievocatori, guide, percorsi speciali e il falò di mezzanotte in piazza Matteotti. Partecipazione gratuita, senza prenotazione

Genova si prepara a una delle sue notti più suggestive, quella in cui i carruggi sembrano trattenere più a lungo le ombre, le pietre del centro storico tornano a raccontare ciò che hanno visto nei secoli e piazza Matteotti diventa il cuore di una festa sospesa tra tradizione popolare, mistero, teatro e memoria. Martedì 23 giugno torna l’edizione estiva del Ghost Tour della Notte di San Giovanni, l’appuntamento gratuito organizzato dal Comune di Genova, ufficio tradizioni ed eventi, con la collaborazione dei soggetti partecipanti, che accompagnerà cittadini e visitatori in un viaggio tra vecchi e nuovi misteri della città antica fino all’accensione del tradizionale falò di mezzanotte.

Il ritrovo sarà alle 20.15 in piazza Matteotti, dove i partecipanti saranno divisi tra le guide disponibili per formare gruppi il più possibile omogenei. Alle 20.30 partiranno le visite guidate, mentre chi preferirà muoversi liberamente potrà seguire il percorso in autonomia con l’aiuto della cartina del tour, distribuita gratuitamente fino a esaurimento. La stessa mappa sarà scaricabile dal 20 giugno dal sito www.ghosttour.it. Non sono previste prenotazioni: la partecipazione è libera, gratuita e volontaria. Le performance nelle piazze saranno ripetute dalle 20.45 alle 23.30, così da consentire al pubblico di attraversare il centro storico incontrando personaggi, narrazioni, danze, duelli e apparizioni lungo un itinerario costruito come una grande rappresentazione diffusa.

Il Ghost Tour non è una semplice passeggiata serale. È un modo per attraversare Genova lasciandosi guidare da ciò che normalmente resta sullo sfondo: i cortili, i vicoli, le piazzette, le lapidi, i palazzi, le leggende legate alle crociate, al Sacro Catino, ai cavalieri, ai marinai, alle reliquie, ai tradimenti e ai ritorni impossibili. Dodici “Spiriti Guida”, guide e accompagnatori turistici abilitati di Explora Genova, introdurranno i partecipanti in un mondo in cui storia e fantasia si sfiorano continuamente. A rendere vivo il percorso saranno figuranti in costume, rievocatori storici, teatranti, danzatrici e gruppi artistici distribuiti nelle diverse tappe. L’idea è quella di restituire ai partecipanti una Genova meno nota, non museale ma pulsante, dove ogni pietra sembra avere conservato una voce.

Il clima della serata sarà quello dell’aurora d’estate, secondo la tradizione che accompagna la vigilia di San Giovanni: un momento dell’anno in cui il passaggio di stagione si carica di simboli, fuoco, acqua, riti e racconti. Il culmine arriverà a mezzanotte, quando in piazza Matteotti sarà acceso il falò di San Giovanni. Prima, però, la piazza ospiterà anche la parte musicale della manifestazione: alle 21.30 è previsto il dj set di Roby Rocca, alle 22.30 il concerto del gruppo “Alter Echo”, ensemble di archi genovese, alle 23.45 la cerimonia di accensione del falò e, dopo il fuoco di mezzanotte, una nuova selezione musicale fino alla conclusione prevista all’una.

La manifestazione è pensata anche per allargare la partecipazione. Accanto al percorso ordinario sono previsti tracciati speciali. Uno sarà dedicato alle persone con ridotta capacità motoria e verrà accompagnato da un operatore lungo vie e piazze del centro storico percorribili con maggiore facilità, evitando per quanto possibile barriere architettoniche, pur tenendo conto della natura stessa della città antica, fatta di salite e discese. Un altro percorso sarà bilingue, in italiano e inglese, per turisti e visitatori interessati a scoprire il lato più misterioso di Genova. Ci sarà poi un itinerario in lingua genovese, pensato per chi vuole immergersi nella storia della città anche attraverso la sua parlata.

Il viaggio comincerà idealmente da piazza Giustiniani, con “Scolpiti nella pietra i nostri passi”. Qui le pietre della città vecchia diventano memoria vivente: hanno sentito passi, voci, armi, processioni, fughe e ritorni, e ancora oggi sembrano trattenere l’energia degli uomini che le hanno attraversate. Lo “Spirito della città vecchia” sarà un personaggio fuori dal tempo, incaricato di mostrare come nei carruggi nulla scompaia davvero, perché ogni vicenda rimane incisa nelle strade e nei palazzi. A interpretare questa tappa saranno Ivaldo Castellani di “Avantitutta” della Compagnia stabile teatro Govi, Eliano Calamaro e il Gruppo Storico Voltri.

In piazza Sarzano, davanti all’aula della facoltà di Architettura, prenderà forma “Il pavone non muore”, una scena che porterà il pubblico dentro un cortile antico, tra scudi appesi, una croce incisa nel muro e il ricordo della conquista di Gerusalemme. Il pavone, simbolo di resurrezione e di carne che non si corrompe, diventerà il contrappunto alla memoria della guerra. Un cavaliere rivedrà il ferro, le grida, la polvere, la violenza. Per un istante bellezza e sangue resteranno uno di fronte all’altro, mentre la croce prometterà salvezza e la spada continuerà a reclamare morte. A dare corpo alla scena saranno il gruppo Danze Tribal Delight con Francesco Uccheddu di “Avantitutta” della Compagnia stabile teatro Govi.

Piazza Embriaci ospiterà invece “Il ritorno di Guglielmo Embriaco“, figura centrale dell’immaginario genovese legato alla prima crociata. Il ritorno delle navi della Repubblica, cariche di gloria, bottino e reliquie, non sarà raccontato solo come trionfo militare e politico, ma come rientro interiore di un uomo trasformato dall’Oriente. Il mito di “Testadimaglio” verrà così spogliato della sola retorica eroica per diventare il racconto più intimo di chi torna alle proprie pietre e alla propria gente portando addosso il peso dell’armatura e dell’altrove. La tappa sarà curata dal Gruppo Artistico I Malandrini, associazione di promozione sociale.

Il Sacro Catino sarà uno dei grandi protagonisti narrativi della notte. In piazza San Giovanni il Vecchio, con “Il potere segreto del Sacro Catino”, il pubblico sarà portato nell’anno 1307, quando l’Ordine dei Templari viene perseguitato in Europa e due cavalieri arrivano segretamente a Genova per reclamare la reliquia. Il Catino diventa oggetto di potere e rivelazione, capace di portare alla luce la verità più oscura dell’anima. Ma i due cavalieri non cercano la stessa cosa: uno vuole proteggere il segreto dall’avidità umana, l’altro è disposto a tutto pur di possederlo. Tra duelli, lame e sospetti, resterà aperta la domanda più inquietante: e se il vero Catino non fosse mai stato ritrovato e giacesse ancora sotto la Superba, protetto dai fantasmi dei cavalieri? La rappresentazione sarà affidata all’associazione D e E Animation.

Piazza Agostino Caviglia porterà invece i partecipanti ad Antiochia, nel 1098. “Antiochia respira ancora” racconterà un soldato europeo che, dopo mesi di assedio, entra in una città devastata ma non muta. Tra macerie, suoni sconosciuti e corpi che danzano, l’uomo scopre un linguaggio che non gli appartiene e proprio per questo lo costringe a smettere di combattere per cominciare a vedere. La guerra lascia spazio allo stupore e l’incontro tra culture si mostra non come teoria, ma come frattura improvvisa dentro la logica dello scontro. La scena sarà proposta dalla Compagnia Shams dell’associazione Liberamente, associazione di promozione sociale.

In piazza San Matteo, con “Sotto il cielo stellato della Superba”, la notte tornerà al tempo delle galee della Repubblica pronte a salpare per il Levante. Sul sagrato della chiesa, secondo la narrazione proposta, i Consoli attendono la scelta del Campione di Genova, l’uomo chiamato a guidare l’avanguardia sotto le mura di Gerusalemme. Guglielmo Embriaco, Primo di Castello, Ansaldo Embriaco e Ingo della Volta si contenderanno il vessillo in un torneo antico e spietato, dove l’acciaio dovrà dimostrare il valore della carne e l’onore delle stirpi. L’episodio sarà interpretato dai gruppi storici Ars e Tres Lunas.

Campo Pisano racconterà un’altra ferita, più vicina nel tempo, con “Il Sacro Catino a Parigi: cronaca di un bottino di Stato”. L’anno sarà il 1806, quando Genova è ormai parte dell’Impero francese e il progetto di Napoleone Bonaparte punta a raccogliere a Parigi le opere d’arte più importanti d’Europa. Anche il Sacro Catino viene sottratto alla città e trasferito oltralpe come bottino imperiale. Comincia così un esilio forzato che priverà la Superba di uno dei suoi tesori più carichi di significato, prima del ritorno dopo dieci anni. A portare in scena questa pagina sarà la compagnia d’armi Flos Duellatorum.

Al chiostro di Sant’Andrea, nella zona della Casa di Colombo, andrà in scena “Pacciugo e i Saraceni”, una delle storie più popolari e tormentate della tradizione genovese. La vicenda di Pacciugo e Pacciuga si muove tra mare, prigionia, gelosia e destino. L’uomo viene catturato dai Saraceni e resta schiavo per dieci anni in Oriente. Quando riesce a fuggire e torna dalla moglie, il rientro a casa non porta pace ma sospetto. Pettegolezzi e insinuazioni lo convincono dell’infedeltà della sposa e il pellegrinaggio a Coronata rischia di diventare il luogo di una vendetta irreparabile. Sarà il Nuovo Gruppo Folcloristico Città di Genova a riportare questa leggenda davanti al pubblico.

Piazza Santa Maria in Passione sarà attraversata da un immaginario ancora più visionario con “La Spada dell’Arcangelo e il deserto degli inganni”. Un gruppo di guerrieri si avventurerà nel deserto della Libia alla ricerca della città di Selen, il luogo in cui San Giorgio avrebbe sconfitto il Drago grazie alla Spada dell’Arcangelo Michele. Ma l’arma divina, capace di annientare le tenebre, attirerà le forze di Aisha Kandisha e dei suoi Ginn, spiriti mutaforma capaci di stregare gli uomini con seduzioni e danze, fino a spingerli a uno scontro fratricida. Quando tutto sembrerà perduto, l’Arcangelo Michele discenderà per scacciare i demoni e riaffermare il trionfo della luce. La tappa coinvolgerà Genova Dreams, associazione di promozione sociale, Teatro Diaconico, Gruppo Sala della Gorgonone e Amour Burlesque.

In vico Coccagna il tono cambierà, ma resterà dentro la notte più sacra e misteriosa della Superba. “Quando Genova mandò a quel paese l’amor cortese” porterà il pubblico in una taverna genovese, tra fumo, caos, boccali e parlata popolare. Un cavaliere della parola e della musica proverà a sedurre una donna del popolo con tutto il repertorio galante dell’amor cortese, ma la dama, immune alle lusinghe e ai filtri d’amore, userà la lingua genovese come scudo e trasformerà i versi del trovatore in un polverone di illusioni perdute. A interpretare la scena sarà Lucia Vita con il Gruppo Storico Sestrese.

Piazza delle Scuole Pie chiuderà idealmente il viaggio con “Memorie della Superba”. Qui il protagonista sarà Caffaro, ormai anziano, seduto a scrivere per affidare alla pergamena i ricordi di una vita straordinaria. Davanti a lui torneranno i giorni in cui, giovane soldato, cavalcava accanto a Guglielmo Embriaco sotto le mura di Gerusalemme e Cesarea. La cronaca ufficiale si trasformerà in memoria personale, e la nascita della Genova “Superba” verrà raccontata attraverso ferro, ingegno, coraggio e nostalgia. La tappa sarà interpretata da Francesco Pittaluga con il Gruppo Storico Sextum.

Il Ghost Tour terminerà alle 23.30 per permettere a tutti di raggiungere piazza Matteotti in tempo per il falò. Sarà quello il momento in cui le storie disseminate nei carruggi torneranno a concentrarsi in un unico punto della città. Il fuoco di San Giovanni, acceso a mezzanotte, farà da chiusura simbolica al percorso: dopo le reliquie, i cavalieri, i fantasmi, le danze, i duelli, le leggende e le memorie della Superba, resterà la tradizione più antica, quella della comunità che si raduna attorno alla luce.

La partecipazione al Ghost Tour, al falò e agli appuntamenti musicali di piazza Matteotti è gratuita. L’invito è arrivare per tempo, scegliere se seguire le guide o muoversi liberamente con la cartina e lasciarsi attraversare da una notte in cui Genova non si limita a mostrare il proprio centro storico, ma lo trasforma in un teatro vivo. Il 23 giugno, tra piazza Matteotti e i carruggi, la città accenderà il suo volto più segreto: quello in cui storia e leggenda non si separano, ma camminano insieme fino al fuoco di mezzanotte.


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