L’Europa travolta dal caldo anomalo. “Rischio per la salute pubblica”. A preoccupare non sono i picchi, ma la durata


Milano, 21 giugno 2026 – In questi giorni mezza Europa è interessata da una forte ondata di calore causata da una massa d’aria molto calda proveniente dal Nord Africa e da un persistente sistema di alta pressione. In diversi Paesi, tra cui Italia, Francia, Spagna e Germania, le temperature stanno superando di 9-13 gradi le medie stagionali, con punte oltre i 40 gradi di massima nelle aree più colpite. Parliamo di anomalie termiche impressionanti.

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Il solstizio coincide con l’apice di una potente ondata di calore che sta investendo l’intero territorio nazionale, determinando condizioni di disagio diffuso e valori termici che si candideranno a rimanere tra i più elevati di tutta la stagione. Federico Brescia, meteorologo de iLMeteo.it, conferma che questa domenica 21 giugno sarà caratterizzata da un caldo estremo e anomalo da Nord a Sud. Nel corso della giornata le temperature massime raggiungeranno picchi compresi tra i 38 e i 39 gradi in modo diffuso sulle pianure italiane. Sotto la lente d’ingrandimento ci saranno in particolare la Pianura Padana e le zone interne del Centro e della Sardegna, dove la calura si esprimerà alla sua massima potenza.

In questo contesto di stabilità quasi assoluta, l’estrema energia termica in gioco e il ciclo diurno permetteranno l’innesco di qualche nota instabile. Nel corso del pomeriggio di domenica si verificheranno infatti dei rapidi break temporaleschi che colpiranno le aree alpine e i settori interni appenninici. Si tratterà di fenomeni localizzati e di breve durata.

Il vero problema per la popolazione – sottolinea ilMeteo.it – sarà rappresentato dalla stabilità atmosferica prolungata e dall’accumulo di calore nei centri urbani, che renderà il riposo notturno sempre più difficile e pesante. Entreremo infatti nella fase delle notti super tropicali: la colonna di mercurio faticherà a scendere e, in diverse località costiere e di pianura, le temperature minime notturne non riusciranno a calare sotto la soglia dei 25 gradi o addirittura dei 27 gradi. L’alto tasso di umidità e l’assenza di vento trasformeranno le ore serali in un contesto decisamente afoso e opprimente, inaugurando l’estate con un vero e proprio battesimo di fuoco.

Questa intensa ondata di caldo potrebbe blinderà l’Italia per altri 8-10 giorni, dato che i modelli non mostrano ancora una fine netta, bensì un semplice e temporaneo indebolimento della struttura anticiclonica. Questo parziale cedimento favorirà l’infiltrazione di correnti più fresche in quota che, contrastando con l’aria rovente accumulata nei bassi strati, basteranno a far scoppiare violenti temporali non solo sui rilievi, ma in estensione anche alle aree di pianura adiacenti alle montagne. La prossima settimana si preannuncia quindi complessivamente stabile, anticiclonica e bollente, ma con l’insidia costante di questi improvvisi e forti break temporaleschi alimentati proprio dall’estrema calura.

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In molte zone della Franca la situazione è drammatica. La ‘Festa della Musica’ rischia di essere gravemente compromessa oggi dall’ondata di calore, in particolare nei 35 dipartimenti posti in allerta rossa, un numero record, dove sarà vietato il consumo di alcolici. Diverse città hanno annullato i concerti previsti per l’annuale raduno di musicisti dilettanti e professionisti nelle strade e nei bar di tutto il Paese, mentre Météo-France prevede temperature di 41 gradi. A Parigi, come a Lione e Strasburgo, l’amministrazione comunale ha scelto di mantenere l’evento. Questo per “poterlo organizzare e gestire piuttosto che esserne sopraffatti”, ha spiegato il sindaco della capitale, Emmanuel Grégoire. Nella capitale e nell’area circostante, saranno mobilitati 4.800 agenti di polizia e gendarmi, oltre a 2.500 vigili del fuoco, secondo quanto comunicato dal quartier generale della polizia di Parigi.

Giovani in costume sui marciapiedi a Parigi (Ansa)

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Il sito 3bmeteo ricorda però che “la situazione più critica riguarda la Spagna, dove le temperature hanno già raggiunto valori molto elevati e nei prossimi giorni potranno localmente avvicinarsi ai 45 gradi nelle regioni interne dell’Andalusia e della valle del Guadalquivir. Città come Siviglia, Cordova e Saragozza saranno tra le più esposte, con numerose località che supereranno diffusamente la soglia dei 42/43 gradi”.

Una ragazza si protegge dal sole a Palma di Mallorca (Ansa)

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E l’ondata rovente punta sempre più a Nord. Si estende infatti anche nel Regno Unito l’allerta: le temperature, già salite nel fine settimana oltre le tradizionali medie di stagione sull’isola, sono attese in ulteriore aumento almeno fino a mercoledì-giovedì, stando alle previsioni del Met Office, che ha prolungato l’allarme di color arancione emesso nei giorni scorsi sui possibili rischi per la salute – soprattutto delle persone più anziane e vulnerabili – per altri due giorni. I picchi potrebbero toccare, a Londra e altrove in Inghilterra meridionale, quote massime di 36-37 gradi verso metà settimana. Mentre già oggi i termometri sono saliti a 30-31 gradi nel sud dell’isola e a livelli simili in tutte le altre contee inglesi o del Galles.

La carta delle temperature dal sito Emwf per lunedì 22 gennaio alle 12 (Ansa)

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“Le ondate di calore non sono soltanto una condizione di disagio: rappresentano un vero e proprio fattore di rischio per la salute pubblica, soprattutto per gli anziani, i fragili e le persone affette da patologie croniche cardiovascolari, respiratorie, metaboliche o renali“. Lo afferma in una nota Fabrizio Pregliasco, direttore della scuola di specializzazione in igiene e medicina preventiva Università degli Studi di Milano La Statale, past president di ANPAS e vice presidente di Samaritan International, spiegando le conseguenze sulla salute dei cittadini di questa ondata di caldo record. “I dati europei del 2025 sono particolarmente significativi. Secondo le stime disponibili, oltre 16.000 decessi sono stati associati alle temperature estreme nell’Unione Europea e l’Italia è risultata il Paese maggiormente colpito, con più di 4.500 vittime – sottolinea . Milano è stata la città europea con il numero più elevato di decessi attribuibili al caldo, oltre 1.100 nell’intera stagione estiva; in uno degli episodi più intensi, si sono stimati più di 300 decessi in appena dieci giorni. Sono numeri che non devono essere letti in chiave emotiva, ma sanitaria”.


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