la CGIL dice sì o no alla SpA? – Il Desk


Il comunicato fiume dei vertici regionali e nazionali evita l’unico vero nodo politico: il futuro dell’Azienda Speciale.

Alla fine, pressati dagli approfondimenti della nostra testata e dal dibattito che si è sollevato in città, i vertici alti della CGIL hanno dovuto rimediare al silenzio che avevamo evidenziato. Sono scesi in campo i calibri pesanti: Nicola Ricci e Lella Messina (rispettivamente segretari generali di Cgil e Filctem Campania e Napoli) insieme a Ilvo Sorrentino della Filctem nazionale. Eppure, a leggere attentamente il loro corposo comunicato ufficiale — dal titolo “Su trasformazione della società si apra un confronto istituzionale con il Comune di Napoli” — la sensazione di un monumentale “vorrei ma non posso” – o peggio, di un diversivo tattico per non rispondere alla domanda cruciale – è a dir poco evidente. La montagna, insomma, ha partorito il classico topolino.

Il gioco delle tre carte: si parla di call center per non parlare di SpA

Solo ieri la RSU aziendale di ABC, con una nota contrariata nei nostri confronti, rivendicava orgogliosamente che la CGIL avrebbe «chiarito la propria linea nei tempi e nei modi corretti». Ebbene, i tempi sono arrivati oggi con la discesa in campo delle segreterie regionali e nazionali, ma la “linea” sulla natura giuridica dell’azienda continua a essere un fantasma.

Nel comunicato diffuso dalla confederazione c’è spazio per tutto: Si loda l’efficienza di ABC (scoprendo l’acqua calda, visto che la bassa dispersione idrica ne fa un’eccellenza nazionale grazie alle sue maestranze). Si denuncia, giustamente, la pesante e legittima vertenza sul cambio d’appalto del call center e la violazione della clausola sociale. Si bacchetta la gestione passata dei commissariamenti e i ritardi sui fondi PNRR. Si evoca persino uno scenario macro-regionale sul superamento degli ATO e la Legge Galli.

Tutto condivisibile, tutto sacrosanto sul piano sindacale. Ma sulla trasformazione di ABC da Azienda Speciale a SpA. voluta dal sindaco Gaetano Manfredi e dalla sua maggioranza politica Pd-Movimento 5 Stelle- Sinistra Italiana? Il nulla cosmico.

Il paradosso del Call Center: l’esternalizzazione è l’antipasto della SpA.

Nel loro comunicato, i segretari sollevano le barricate sulla gestione del bando per il servizio di call center di ABC, dove non sarebbe stata rispettata la clausola sociale per salvaguardare i lavoratori. Una battaglia sacrosanta, che però svela un cortocircuito clamoroso. Molti cittadini si chiedono: ma se ABC è ancora un’Azienda Speciale pubblica, come ha potuto esternalizzare un servizio così delicato a un privato?

La risposta è semplice: l’esternalizzazione è un meccanismo di appalto. Negli anni passati, stretta tra i vincoli di bilancio del Comune e i blocchi delle assunzioni, ABC ha dovuto appaltare il servizio all’esterno applicando il Codice dei Contratti Pubblici. Ma questo caso fotografa esattamente il futuro che ci attende.

Se oggi l’Azienda Speciale esternalizza per necessità (e il sindacato può ancora invocare protocolli di legalità e clausole sociali all’interno di un perimetro pubblico), in una S.p.A. di diritto privato l’esternalizzazione al massimo ribasso rischia di diventare la regola ordinaria di gestione per tagliare i costi e fare efficienza industriale. Il dramma dei lavoratori del call center non è un caso isolato: è l’antipasto di ciò che accadrà a manutenzioni, letture dei contatori e fatturazione se la S.p.A. prenderà il sopravvento.

Quella strana delega alla politica (che sa di resa preventiva)

Il segretario nazionale Filctem, Ilvo Sorrentino, dichiara nella nota: «La politica ha il dovere di assumere immediatamente una posizione netta e trasparente». Un’affermazione che lascia sbalorditi. La politica una posizione la sta già assumendo ed è chiarissima da mesi: il Comune di Napoli vuole la trasformazione in Società per Azioni.

Il punto politico e sindacale non è chiedere alla politica di decidere; il punto è dire chiaramente cosa ne pensa la CGIL di questa specifica decisione.

Abdicare al ruolo di valutazione sul modello giuridico, riducendo la partita a una mera richiesta di “garanzie scritte” e tutele per i lavoratori, significa ignorare (o far finta di ignorare) che è proprio la natura del soggetto giuridico a determinare il perimetro futuro di quelle tutele.

Passare dal diritto pubblico (Azienda Speciale) al diritto privato (S.p.A. interamente pubblica) non è un cambio d’abito, è un cambio di DNA. Come abbiamo già spiegato, uno statuto di una S.p.A. si modifica con una semplice delibera di maggioranza; un’Azienda Speciale risponde a logiche radicalmente diverse.

La domanda resta inevasa

La nota della CGIL si chiude con l’ennesimo appello a un “confronto istituzionale” e a una convocazione unitaria da parte del Sindaco (che intanto continua a fare orecchie da mercante, preferendo le “commissioni spettacolo”). Ma se e quando Manfredi aprirà le porte di Palazzo San Giacomo, la CGIL con quale linea si siederà al tavolo negoziale? Difenderà il modello pubblico e non societario dell’Azienda Speciale o accetterà la S.p.A. accontentandosi di qualche rassicurazione scritta sulle assunzioni?

Noi de Il Desk non cerchiamo “fantasmi” né facciamo propaganda: facciamo analisi e poniamo domande basate sui fatti. E l’intervento confederale non fa che confermare la nostra tesi: la CGIL si trova in netta difficoltà strategica e preferisce alzare polveroni su altre pur giuste vertenze per coprire un vuoto di linea sulla governance dell’acqua.

La domanda resta lì, intatta, sul tavolo del sindaco Manfredi e dei sindacati: Siete a favore o contrari alla trasformazione in S.p.A.? Il tempo delle veline e dei giri di parole è scaduto.

Ciro Crescentini

SCHEDA TECNICA

Azienda Speciale vs SpA: cosa cambia davvero per Cittadini e Lavoratori

Per comprendere la reale portata dello scontro su ABC Napoli, occorre abbandonare la retorica e analizzare gli effetti strutturali ed economici dei due modelli giuridici. La trasformazione non è “neutra”, ma sposta l’asse della gestione dell’acqua da una logica pubblicistica a una privatistica.

Elemento d’Analisi AZIENDA SPECIALE (Modello Attuale) SOCIETÀ PER AZIONI – S.p.A. (Modello Manfredi)
Natura Giuridica Ente pubblico strumentale del Comune di Napoli. Risponde al diritto pubblico. Società di capitali regolata dal Codice Civile. Risponde al diritto privato.
Destinazione degli Utili Reinvestimento obbligatorio. Gli utili non possono essere distribuiti, ma devono finanziare la rete idrica o ridurre le tariffe. Logica di bilancio societaria. Gli utili possono essere drenati dal Comune (socio unico) per coprire altre falle del bilancio municipale.
Impatto sui Lavoratori Stabilità pubblicistica. Assunzioni tramite concorsi o selezioni trasparenti. Organizzazione del lavoro legata a criteri di servizio sociale. Flessibilità privatistica. Gestione delle risorse umane sotto il Codice Civile. Maggiore propensione a esternalizzazioni, contratti flessibili e riorganizzazioni aziendali.
Tariffe per i Cittadini Calcolate esclusivamente per la copertura dei costi del servizio (senza scopi di lucro). Orientate all’efficientamento industriale e alla sostenibilità del capitale, con rischio di incrementi tariffari.
Rischio Privatizzazione Zero. Non esistono azioni o quote di capitale cedibili sul mercato. Il modello è totalmente blindato. Alto. Anche se nasce “100% pubblica”, lo statuto societario può essere modificato da qualunque maggioranza politica futura per vendere quote a colossi privati (es. Acea, Iren, Caltagirone).
Controllo Politico Diretto e stringente da parte del Consiglio Comunale. Mediato e delegato a un Consiglio di Amministrazione (CdA) con forte autonomia manageriale.

L’Azienda Speciale garantisce che l’acqua resti un bene comune fuori dal mercato. La S.p.A., pur interamente pubblica nella sua fase iniziale, inserisce l’azienda sui binari del diritto societario e privato, rendendo la privatizzazione futura una semplice scelta di statuto. È questo il nodo politico che la CGIL si rifiuta di sciogliere.


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