a Ronchi dei Legionari focus sui Laghi delle Mucille – Friulisera


Giunta alla ventunesima edizione, Goletta dei Laghi è la campagna di Legambiente che monitora lo stato di salute dei bacini lacustri italiani, ne denuncia le criticità e promuove esempi virtuosi di gestione e sostenibilità. Goletta dei Laghi è realizzata con la partnership principale di CONOU e Novamont e la media partnership de La Nuova Ecologia.

Legambiente torna ad accendere i riflettori sui Laghi delle Mucille che, insieme ai laghi di Doberdò e Pietrarossa e alla palude di Sablici, costituiscono il sistema dei laghi del Carso Isontino. Un’area di elevato valore naturalistico, inserita nella Rete Natura 2000 come Zona Speciale di Conservazione (ZSC) “Carso Triestino-Goriziano”. Nonostante il riconosciuto valore naturalistico e le tutele previste dal suo status di area protetta, il sistema dei Laghi delle Mucille continua a essere esposto a pressioni ambientali che ne potrebbero compromettere l’equilibrio ecologico.

A confermarlo sono i dati raccolti dal Cigno Verde nell’ambito della campagna nazionale Goletta dei Laghi, che da oltre 20 anni segue l’evoluzione della qualità ambientale dei principali bacini lacustri del Paese. Secondo l’associazione ambientalista, infatti, i Laghi delle Mucille sono da anni interessati da una situazione di criticità ambientale riconducibile allo sversamento delle acque meteoriche e dei detriti provenienti dalla vicina autostrada.

Le analisi fatte sugli idrocarburi (C>12) e sui metalli pesanti mostrano alcune criticità da attenzionare per tutelare la salute dell’ecosistema lacustre. Il valore di 900 mg/kg s.s. per gli idrocarburi è molto elevato, anche se comparato con la normativa per terre e rocce da scavo preso come riferimento vista l’origine antropica del materiale campionato (il cui limite è fissato in 750 mg/kg s.s); un valore da attenzionare, a maggior ragione se rinvenuto in prossimità di un’area lacustre, il cui limite per i sedimenti è di un ordine di grandezza inferiore. La fonte è chiaramente antropica e deriva dal rilascio di idrocarburi proveniente dall’autostrada.
Altra potenziale criticità, da attenzionare, è quella legata alle concentrazioni di Nichel (180,4 mg/kg s.s ), Cadmio (9,6 mg/kg s.s), Antimonio (6,21 mg/kg s.s ) e Mercurio (3,8 mg/kg s.s) che rispettano i limiti per quanto riguarda la normativa legata alle terre e rocce da scavo presa a riferimento, ma se applicati al contesto di sedimenti lacustri risulterebbero fuori norma e da valutare anche nell’ottica di un effetto sinergico, oltre che singolo, delle sostanze.

Il campionamento dei fanghi e dei sedimenti depositati allo sbocco dello scarico delle acque di prima pioggia, proveniente dall’Autostrada A4, è avvenuto in un’area che ricade all’interno dell’alveo di uno dei laghetti delle Mucille, soggetto a forti differenze di livello, determinate dalle precipitazioni meteoriche. L’Autorità di Bacino Distrettuale delle Alpi Orientali ha inserito tutti i laghetti delle Mucille nelle «Mappe di allagabilità» del PGRA (Piano di Gestione del Rischio di Alluvioni). La zona considerata viene quindi ad essere spesso sommersa dalle acque lacustri nei periodi di forti precipitazioni atmosferiche, mettendo in contatto diretto la matrice solida sversata con l’ecosistema lacustre. La fotografia scattata dall’analisi fatta dalla Goletta dei Laghi vuole quindi accendere i riflettori su un problema potenzialmente importante per i laghetti delle Mucille che, entrando a contatto con questa zona di accumulo dei fanghi derivanti dalle acque di prima pioggia, potrebbe comportare problematiche ecosistemiche da valutare attentamente. Bisogna precisare che lo scarico delle acque di dilavamento dell’autostrada avviene dal 1976 e che pertanto le zone di accumulo dei fanghi verosimilmente potrebbero essere distribuite su tutta la superficie del laghetto in questione.
Oggi a Ronchi dei Legionari prende il via la 21ª edizione della campagna con la presentazione dei risultati presso l’Auditorium Comunale, nell’ambito dell’incontro “Laghi delle Mucille tra inquinamento e necessità di tutela”, al quale intervengono Alessandro Bassi, assessore all’Ambiente di Ronchi dei Legionari; Adriano Dreos e Michele Tonzar del Circolo Legambiente “Ignazio Zanutto” APS di Monfalcone; Luca Zini del Dipartimento di Matematica e Geoscienze dell’Università degli Studi di Trieste ed Emilio Bianco, portavoce di Goletta dei Laghi.

“Con questa tappa di Goletta dei Laghi vogliamo richiamare l’attenzione delle istituzioni su una situazione che non può più essere sottovalutata – dichiara Emilio Bianco, portavoce nazionale della campagna Legambiente – I Laghi delle Mucille rappresentano un patrimonio ambientale di grande valore, ma continuano a scontare gli effetti di pressioni che negli anni non hanno trovato risposte adeguate. Oggi è necessario compiere un salto di qualità, mettendo in pratica interventi concreti e una strategia di tutela efficace e duratura. La conservazione di quest’area non può essere affidata a interventi episodici: servono impegni chiari e azioni tempestive per garantire la salvaguardia di un ecosistema prezioso per l’intero territorio del Carso Isontino.”

Laghi delle Mucille: una tutela ancora incompiuta
Nel 2023, in occasione dell’ultima tappa di Goletta dei Laghi ai Laghi delle Mucille, Legambiente aveva riportato all’attenzione pubblica il problema dell’inquinamento dell’area, legato agli scarichi civili e alle acque meteoriche provenienti dall’autostrada A4. Sempre nel 2023, a seguito di un ordine del giorno approvato dal Consiglio regionale del Friuli-Venezia Giulia, la Regione stanziò 50 mila euro per uno studio dell’Università di Trieste finalizzato ad approfondire le criticità ambientali del sito e individuare possibili interventi di tutela. Tale finanziamento, rimasto sospeso per parecchi mesi, è successivamente sparito nel nulla e a niente sono valse le richieste di spiegazione del circolo locale di Legambiente. Per quanto riguarda la normativa, il riferimento è il Piano Regionale di Tutela delle Acque (PRTA): per le nuove strade e autostrade è obbligatorio raccogliere e trattare le acque meteoriche, mentre per le infrastrutture già esistenti gli interventi sono solo indicati come obiettivo di adeguamento nel tempo. Nel sito Natura 2000 del Carso Triestino-Goriziano non sono previste regole più restrittive su questo aspetto.

“È indispensabile – dichiara Michele Tonzar, presidente del Circolo Ignazio Zanutto APS di Monfalcone – ripristinare e rendere pienamente operativo il finanziamento regionale destinato allo studio dell’Università di Trieste, facendo chiarezza sulle ragioni che ne hanno impedito l’avvio o ne hanno determinato l’interruzione. Allo stesso tempo, è necessario realizzare interventi concreti di mitigazione, a partire da vasche di decantazione per contenere e avviare a corretto smaltimento i fanghi e i detriti trascinati dalle acque di prima pioggia del sistema autostradale, integrati a sistemi di trattamento delle acque di prima pioggia stesse; il tutto per ridurre al minimo il rischio di impatto dovuto agli inquinanti generati dal convogliamento delle acque e dai detriti di prima pioggia sull’ecosistema dei Laghi delle Mucille. Occorre, infine, garantire una tutela ambientale stabile e duratura dell’area, procedendo a inserire i Laghi delle Mucille nella Riserva naturale regionale dei laghi di Doberdò e Pietrarossa.”


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