Bollino rosso per le ondate di calore, temperature percepite fino a 35 gradi e una notte da record storico. Il Comune rafforza la rete di spazi freschi e assistenza per anziani e persone fragili

Il caldo estremo non sta solo svuotando le strade nelle ore centrali e mettendo in difficoltà anziani, bambini e persone fragili. A Genova l’ondata di calore comincia a incidere anche sul funzionamento ordinario della città, fino a fermare luoghi normalmente aperti a turisti e visitatori. Al Porto Antico l’ascensore panoramico del Bigo, una delle attrazioni più riconoscibili dell’area, è stato chiuso per le alte temperature. Alla biglietteria è comparso un cartello, scritto anche in inglese, che informa della sospensione del servizio a causa del caldo.

La struttura, progettata da Renzo Piano e realizzata in occasione delle Colombiadi del 1992, non dispone di aria condizionata. Con il bollino rosso per le ondate di calore e temperature percepite che nelle ore centrali possono arrivare fino a 35 gradi, la permanenza nella cabina panoramica non garantisce condizioni adeguate per il pubblico. Lo stop dovrebbe durare alcuni giorni, almeno finché resterà la fase più critica dell’allerta sanitaria legata al caldo.

Per ragioni analoghe è stato chiuso anche il Museo d’arte orientale Chiossone, privo di climatizzazione. Non è la prima volta che, dopo la riapertura, il museo deve fare i conti con condizioni climatiche difficili nei periodi più caldi. La questione, in questo caso, riguarda sia i visitatori sia il personale: ambienti non raffrescati, con temperature elevate e umidità persistente, possono diventare incompatibili con una permanenza prolungata.
Il paradosso è che, mentre alcuni spazi chiudono perché non climatizzati, altri musei civici entrano invece nella rete dei luoghi di accoglienza contro il caldo predisposta dal Comune. Palazzo Bianco, Palazzo Rosso, il Museo di Sant’Agostino e Castello D’Albertis sono tra gli spazi inseriti nel sistema comunale dei centri ad accesso libero, pensato per offrire ristoro, socialità e orientamento durante le ore più difficili.
Il problema, in questi giorni, non è soltanto la temperatura reale indicata dai termometri. A pesare è soprattutto il disagio bioclimatico, cioè l’effetto combinato di calore, umidità e scarsa ventilazione. Quando l’aria è umida, il sudore evapora più lentamente e il corpo umano disperde calore con maggiore fatica. Per questo la temperatura percepita può risultare molto più alta rispetto a quella misurata dalle centraline. È il meccanismo che rende insidiose giornate con valori già elevati, soprattutto nei quartieri più urbanizzati, nelle case poco ventilate, alle fermate dei mezzi pubblici e negli spazi esposti al sole.
Le notti calde aggravano ulteriormente la situazione. Se la città non riesce a raffrescarsi dopo il tramonto, gli edifici trattengono calore, il riposo peggiora e lo stress fisico si prolunga. L’Agenzia regionale per la protezione dell’ambiente ligure ha segnalato un dato storico: secondo l’analisi delle temperature di giugno registrate dall’Osservatorio meteorologico dell’Università di Genova, la notte di martedì 23 giugno 2026, con una minima di 28,1 gradi, è stata la notte di giugno più calda degli ultimi due secoli sotto la Lanterna. Un valore eccezionale, perché riguarda la minima notturna, cioè il momento in cui normalmente l’organismo dovrebbe recuperare.
In questo contesto il Comune di Genova ha rafforzato la rete di protezione attraverso il Piano Estate 2026 e il programma Estate Sicura. Il sistema è rivolto in particolare agli anziani, alle persone fragili, a chi vive solo e a chi rischia di rimanere isolato durante i periodi di caldo intenso. Non si tratta soltanto di una risposta emergenziale, ma di una rete diffusa che coinvolge direzioni comunali, protezione civile, Municipi, associazioni, Terzo Settore e servizi territoriali.
Per informazioni, orientamento e supporto è attivo InformAnziani, raggiungibile da telefono fisso e cellulare al numero 800 593 235, tutti i giorni, compresi i festivi, dalle 8 alle 20. Nella stessa fascia oraria è disponibile anche il numero verde 800 995 988, accessibile solo da telefono fisso. Per le emergenze sociali non sanitarie resta operativo il Pronto intervento sociale attraverso la Centrale operativa comunale al numero 010 5570, attivo ogni giorno anche nelle ore notturne.
Uno degli elementi centrali del piano è la rete dei centri di accoglienza ad accesso libero, distribuiti nei Municipi. Sono spazi pensati per offrire un luogo dove fermarsi nelle ore più calde, trovare un po’ di sollievo e, in alcuni casi, occasioni di socialità. Non tutti sono dotati di aria condizionata, ma il Comune ha indicato per ciascuna sede caratteristiche, orari e periodi di eventuale chiusura.
Nel centro cittadino sono disponibili, tra gli altri, il Centro per le Famiglie di Palazzo Tursi, gli spazi gestiti da Auser in vico Monachette e al Lagaccio, le sedi di “Viva gli Anziani!”, le biblioteche Berio e De Amicis, Palazzo Bianco, Palazzo Rosso, il Museo di Sant’Agostino e Castello D’Albertis. A San Fruttuoso rientrano nella rete Villa Imperiale e la Biblioteca Lercari, mentre in Media Val Bisagno figurano le sedi di via Sertoli, la Biblioteca Campanella e la Biblioteca Saffi.
In Val Polcevera sono indicati il centro di Pontedecimo, la Biblioteca Cervetto, la “Casetta ambientale” di via Felice Maritano e l’Oasi del Chiostro del Museo Certosa di Genova. Tra Cornigliano e Sestri Ponente sono disponibili La Mimosa, il Centro Sociale Cornigliano, la Biblioteca Bruschi-Sartori e la sede di via Emanuele Ferro. Nel Ponente la rete comprende il centro La Magnolia di Voltri, lo spazio di piazza Sciesa a Pra’, la Biblioteca Benzi, la sede di Misericordia Ponente Soccorso e il Museo di Archeologia ligure. Nel Levante sono stati inseriti la sala del Consiglio municipale di via Pinasco, il Centro Civico Quarto Alta, i centri di via Torricelli, la Biblioteca Brocchi e i musei di Nervi, tra cui le Raccolte Frugone, la Galleria d’Arte Moderna e la Wolfsoniana.
Il Piano Estate 2026 comprende anche il progetto “Oasi in città”, che coinvolge esercizi commerciali, uffici pubblici e sedi sindacali disponibili a offrire una pausa al fresco, un bicchiere d’acqua e un punto di appoggio nelle giornate più pesanti. Gli spazi aderenti saranno riconoscibili da una vetrofania esposta all’ingresso.
Il segnale che arriva dalla città è duplice. Da una parte il caldo costringe a chiudere luoghi come il Bigo e il Chiossone, dove la mancanza di climatizzazione rende difficile garantire condizioni adeguate. Dall’altra, Genova prova ad attivare una rete di protezione diffusa, usando musei, biblioteche, centri sociali e sedi territoriali come presidi di sollievo. Il caldo, ormai, non è più soltanto una condizione meteorologica: è un fattore che modifica servizi, cultura, turismo, mobilità quotidiana e sicurezza sociale.
Informazioni aggiornate sul programma Estate Sicura sono disponibili qui: https://www.comune.genova.it/tutti-gli-argomenti/benessere-sociale/programma-estate-sicura. La mappa comunale delle aree verdi e delle alberature può essere consultata qui: https://mappe.comune.genova.it/MapStore2/#/viewer/726.
In copertina: foto d’archivio
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